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LA NATURA ANGELICA. Di Emmanuel Andre’ PDF Stampa E-mail

LA NATURA ANGELICA. Di Emmanuel Andre’

Dopo aver, non già esaurito, ma sfiorato i tesori della Sacra Scrittura a riguardo degli Angeli; dopo aver visto apparire, sotto dei tratti incantatori o terribili, in tutte le fasi dell'umanità, queste meravigliose e sublimi creature, mettiamoci in qualche modo di fronte ad esse, e chiediamo loro - ad esse che sono più imprendibili del vento, più folgoranti del lampo - di posare un istante davanti a noi, affinché possiamo cogliere e fissare qualcosa della loro splendente fisionomia. Vi sono tre specie di spiriti: lo spirito umano, lo spirito angelico e lo spirito divino creatore di tutte le cose. Questi spiriti si muovono in tre sfere che si possono chiamare concentriche. La prima sfera, quella il cui raggio è più corto, è la sfera dell'intelligenza umana. La seconda, che circonda la prima, più alta senza paragone e più larga, è quella che abita e riempie la natura angelica. Infine, la terza, che contiene le altre due e di dimensioni infinite, è la sfera d'inaccessibile luce che è il luogo proprio di Dio Creatore, della Santissima ed adorabile Trinità. ...
... Ora, la conoscenza dell'uomo è, per se stessa, limitata alla sfera che abita. Essa ha per suo proprio campo le cose umane. Non già che non possa elevarsi al di là col ragionamento; ma non saprebbe avere la  veduta chiara e distinta del mondo degli spiriti. Quando egli cerca di farsene un'idea, le immagini delle cose sensibili vengono ad interporsi tra l'occhio della sua anima e questi oggetti puramente spirituali; ed egli non li distingue che molto confusamente, come si potrebbe cogliere degli oggetti posti in grandissima lontananza attraverso un mezzo diafano. In una parola, per conoscere Dio perfettamente, bisognerebbe essere Dio stesso; per conoscere perfettamente gli angeli, bisognerebbe essere un Angelo. L'uomo, che cerca di penetrare i segreti della natura angelica, resterà sempre al di sotto della verità. Egli sarà come l'astronomo che esplora gli spazi di luce dove si muovono gli astri. Può egli vantarsi di averne una conoscenza assolutamente esatta? Per nulla. E pertanto le sue contemplazioni sono esse sterili, le sue osservazioni inutili? Si avrebbe gran torto al pensarlo.
    Allo stesso modo, malgrado l'imperfezione che, dapprima, colpisce le nostre investigazioni a riguardo degli Angeli, esse non sono senza frutto né senza dolcezza. Tutto riducendo l'angelo ad una taglia quasi umana, noi scopriamo in lui il riflesso d'una ideale bellezza, che discende direttamente da Dio, da Colui che San Gregorio di Nazianzio chiama la "prima Luce", il "primo Splendore". - "Gli Angeli, dice questo Santo, sono come uno scorrimento ed un piccolo ruscello della prima Luce; sono i secondi splendori al servizio del primo Splendore".
    Ma usciamo da queste considerazioni preliminari: veniamo al dunque. Consideriamo, come dietro un velo semitrasparente, questi "secondi splendori" o, come dice l'interprete Nicetas, questi "raggi della Luce primordiale", questa "natura tutta intera permeabile" al Sole increato.
    L'Angelo è un puro spirito, ecco la sua definizione.
    Egli non si compone come noi di due sostanze associate insieme in unità di natura.
         Dio non ha fatto in lui, secondo l'espressione così energica di San Gregorio Magno, una miscela inesplicabile di spirito e di fango: "investigabili dispositionemiscuitspiritum et litum". Se egli non ha corpo materiale e pesante, egli non ha ancor più un corpo sottile ed aereo, un corpo fluidiforme ed imponderabile. E' una sostanza spirituale pura, che non ammette alcun miscuglio dell'elemento corporale, anche il più impalpabile.
    Alcuni antichi Padri hanno pensato che l'Angelo aveva un corpo, ma ben inteso un corpo fluido e luminoso. Forse le loro espressioni sono state prese troppo alla lettera. Essi sembrano gelosi di riservare a Dio, solo a Dio, la qualifica di puro spirito. Per essi, tutto quello che è delineato, limitato, è, da ciò stesso, corporale.
    Comunque sia, su di una questione in cui Sant'Agostino con la sua insigne modestia si era ricusato, la dottrina cattolica si è precisata nel seguito degli anni; oggi, essa non ammette più esitazioni: l'Angelo non ha niente di corporale, è un puro spirito.
    Ma è uno spirito creato, cioè infinitamente distante da quel puro Spirito che è lo Spirito creatore. Spirito creatore, spirito creato, vi sono in questi due termini una differenza tale che non la si può spiegare che per quella che esiste tra un essere vivente ed un'immagine inanimata. Se per la sua qualità di spirito puro, l'Angelo si avvicina a Dio, per la sua qualità di spirito creato si avvicina a noi, e si tiene del tutto vicino a noi allorché la distanza che lo separa da Dio è incommensurabile.
    Spirito puro, spirito creato, così si presenta alle nostre meditazioni la natura angelica.
    In quanto puro spirito, essa si offre a noi con un carattere di unità, di semplicità, di fisso, e, nello stesso tempo, con delle qualità di mobilità, di chiaroveggenza, di vigore e di energia. - Essa è come il diamante permeabile alla luce, e nello stesso tempo intrattabile all'acciaio e ad ogni solvente; perché, là dove non c'è composizione di sostanza, non c'è dissoluzione possibile. Essa è paragonata molto a proposito al fuoco più sottile, che penetra dappertutto, ed al quale niente resiste. Essa è più pronta dello spirito delle tempeste, dell'elettricità stessa, e per essa  le distanze non contano. Essa è tutt'occhi, come quegli animali misteriosi sotto il simbolo dei quali il profeta Ezechiele ci presenta i messaggeri divini. Essa può, in un colpo d'occhio, mettere in movimento il cielo e la terra, come appare da diversi passi dell'Apocalisse. Tutte queste proprietà meravigliose sono la conseguenza della spiritualità di questa natura.
    In quanto spirito creato, essa si presenta a noi come essenzialmente circoscritta e limitata: limitata nella sua essenza, limitata nella sua potenza, limitata nel campo delle sue operazioni. La constatazione di questi limiti che circoscrivono la natura angelica ci porterebbe molto lontano. Questo soggetto sarà ulteriormente trattato in questo studio. Per il momento, noi consideriamo le facoltà intellettuali dell'Angelo.
 
LA NATURA ANGELICA. Di Emmanuel Andre’
 
Segnalazione di Don Marcello Stanzione (Ha scritto e pubblicato clicca qui)
 
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