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Lunedì 16 gennaio l’associazione culturale “Veritatis Splendor” animata dal prof. Marco di Matteo ha invitato don Marcello Stanzione a tenere a Salerno una conferenza su San Michele Arcangelo presso la parrocchia di San Pietro In Camerellis in corso Garibaldi alle ore 19,15. Innanzitutto un grande devoto all’Arcangelo fu l’imperatore Costantino il Grande che fece costruire un santuario in onore del Principe delle schiere angeliche: il Michaëlion. Numerosi re e principi terrestri si affidarono a lui: ad esempio, l’imperatore Carlo Magno, il re Luigi VIII (che creò l’Ordine cavalleresco di San Michele), il re Luigi XI. Numerosi regnanti poi si recarono in devoto pellegrinaggio sia al santuario di Monte Sant’Angelo, in Italia, sia a Mont Saint Michel in Normandia. L’Arcangelo Michele è anche chiamato l’Angelo dei tedeschi perché l’apostolo della Germania, San Bonifacio, ebbe una sua particolare apparizione. La Francia con Giovanna d’Arco, nel Medio Evo, fece particolare esperienza della sua protezione. ... |
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A quanto pare, date le ultime notizie diffuse dai principali media "gran bretagnesi", nel 2014 potrebbe tenersi un referendum per sancire l'indipendenza della Scozia. Sorge spontanea, oltre alla preghiera solidale del mondo cattolico ed una richiesta di sponsorizzazione al progetto da parte di Sean Connery, anche una considerazione sulla figura del famoso William Wallace. Grazie al colossal di Mel Gibson, la figura di Wallace, sopranominato Braveheart, è oramai conosciuta in tutto il mondo. Pur rendendogli giustamente omaggio come eroe nazionale, il film ha tuttavia trascurato di sottolineare un tratto fondamentale della sua personalità: la sua fervida fede cattolica. William nasce nel 1270, secondo figlio di Sir Malcolm Wallace. Avviato alla vita ecclesiastica, egli riceve un’accurata educazione presso gli Agostiniani e i Benedettini, in Scozia ed a Roma. Oltre alla madrelingua, il gaelico, parlava correntemente l’inglese, il latino, il francese ed il tedesco. Sua madre, una donna molto devota, ... |
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Il titolo dell'articolo è provocatorio ed utilizza un termine molto in auge negli ambienti politici, ovvero "protocollo d'intesa" che, nella logica dell'arte del governo, sta ad indicare una sorta di preliminare scritto o verbale che anticipa accordi futuri, dipende dai casi e dalle forme. Sta accadendo, ormai da anni, che gli omosessualisti, forti di una controversa risoluzione dell'OMS che ha derubricato l'omosessualità dai manuali di psichiatria e forti della potenza mediatica blasfema e pilotata, tentano in tutti i modi di delegittimare la Chiesa delle autorità morali che ad essa sola competono da millenni. La Chiesa, che è società visibile, religiosa e gerarchica fondata da Cristo e da Lui organizzata come Suo Corpo Mistico, chiama incessantemente i fedeli, mediante il Vescovo di Roma - Vicario di Cristo - e mediante gli altri istituti santificati e diretti dalla medesima Gerarchia, alla santità, all'umiltà, alla cattolicità, all'apostolicità ed alla romanità. Analizzare dettagliatamente i compiti della ... |
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Il 14 agosto 2011, all’età di 94 anni, è morto Fra Modestino da Pietrelcina, al secolo Damiano Fucci, che ha avuto il privilegio di un particolare rapporto filiale con Padre Pio. La madre di Fra Modestino, Anna, era coetanea e vicina di casa di San Pio. Le rispettive famiglie avevano un piccolo podere a Piana Romana, dove spesso la mamma di fra Modestino e padre Pio, da bambini, si incontravano spesso. Anche nei lunghi periodi di permanenza a Pietrelcina, dal 1908 al 1916, spesso Padre Pio si ritrovava a pregare nella solitudine e tranquillità di Piana Romana. Per aiutare Anna, intenta alle fatiche dei campi, Padre Pio talvolta accettava di accudire il piccolo Antonio, il primo dei tre figli della famiglia Fucci. Fin da piccolo, dunque, Damiano ha sentito parlare di Padre Pio. Nel 1940 andò a trovarlo a San Giovanni Rotondo, si confessò da lui e Padre Pio gli disse: “Uagliò, camminam dritt” e gli diede la benedizione. Nel 1944, il futuro Fra Modestino tornò a San Giovanni Rotondo e si trattenne ... |
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Conosciuto da tutto il mondo della cristianità come grande oratore, uomo di fede intransigente, salvatore del Brasile dal demone comunista e fondatore dell'Associazione "Tradizione, Famiglia e Proprietà (T.F.P.)", Plinio Corrêa de Oliveira era solito profetizzare. A differenza di innumerevoli falsi oracoli o protestanti della porta accanto, tutto quanto il professore brasiliano annunciava nei suoi discorsi e nei suoi testi, anche a distanza di anni, trovava puntualmente compimento. Plinio, fervente devoto alla Madonna, uomo del Carmelo e strenuo difensore della Tradizione apostolica che, come si evince dai suoi migliaia di pubblici discorsi, individuava esclusivamente nella Chiesa di Roma e, sempre lo sottolineava, non amava definirsi un profeta, bensì un attento e lungimirante osservatore. Direttore prima di "Legionário" e successivamente di "Catolicismo" , il professor Corrêa de Oliveira dimostrò le sue abilissime doti profetiche nell'arco di tutta la sua vita terrena (1908 - 1995) e, nei suoi testi ... |
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In questo inizio d’anno 2012 la editrice Tau di Assisi pubblica il testo di don Marcello Stanzione intitolato “ Il santo Curato d’Ars devoto di Maria e degli angeli” al prezzo di euro 15. Recentemente Papa Benedetto XVI ha benedetto un ritratto del Santo Curato d’Ars, al secolo Jeane Marie Baptiste Vianney, donato dal vescovo della diocesi di Bellery-Ars, monsignor Guy Bagnard, nella mattinata di mercoledì 30 novembre 2011, in occasione dell’udienza generale nell’Aula Paolo VI, in Vaticano. “Cari pellegrini di lingua francese – ha detto Benedetto XVI dopo la sua catechesi francofona – sono lieto di accogliere e salutare il Pontificio Seminario Francese di Roma e la delegazione della diocesi di Belley- Ars, accompagnata dal vescovo, monsignor Guy Bagnard, venuta per offrire alla Basilica Vaticana un ritratto del Santo Curato d’Ars, in commemorazione dell’Anno Sacerdotale”. Benedetto XVI ha esortato gli ospiti di lingua francese alla preghiera, alla scuola del Santo Curato. “Seguendo San ... |
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La sua è una collezione singolare. Don Marcello Stanzione, infatti colleziona angeli. Nel museo che ha allestito ad hoc accanto alla chiesa di santa Maria la Nova di Campagna (Sa) ve ne sono raffigurati di tutti i tipi: angeli custodi, cherubini,serafini. Opere di diversa fattura: quadri, sculture, statue di terracotta, di gesso, di bronzo, di legno, di resina, di vetro, di porcellana. In totale oltre mille pezzi tra statuette, tele, icone, ritratti accanto agli esseri umani come messaggeri del divino.La figura più ricorrente è quella di San Michele, il capo delle schiere alate, al quale il sacerdote salernitano ha dedicato l’omonima “milizia di San Michele Arcangelo”, con lo scopo di diffondere una corretta devozione agli angeli: “E’ importante che questi temi – spiega don Marcello Stanzione – siano approfonditi in chiave cattolica, promuovendo la devozione agli angeli lontano da pericolose derive sincretistiche o da pensiero new age. Gli Angeli, ed il Concilio Vaticano II lo ha confermato, non sono di simboli ... |
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Nell’antico santuario, restaurato da alcuni mesi e riaperto al culto del popolo a maggio, si è tenuto un primo ritiro spirituale di preparazione al Natale. Un gruppo di giovani che anima domenicalmente le celebrazioni e la Compagnia di San Michele, sfidando qualche disagio dovuto alla non funzionalità della foresteria, hanno partecipato a tale evento con uno stile sobrio ed essenziale consono all’antico Santuario. E’ doveroso, da parte mia, in quanto responsabile della Compagnia di San Michele ,fare un po’ di storia di questa piccola realtà presente nella diocesi di Salerno fin dal 1977. La Compagnia di San Michele nasce a Salerno nel 1977 da un gruppo di giovani che avevano a cuore la difesa della cattolicità contro la diffusione delle idee capital-marxista,privilegiando la militanza e diffidando sempre la permanenza in sacrestia. La vocazione cavalleresca della Compagnia con le sue molteplici attività non fece mai tralasciare la formazione dei suoi membri con ritiri spirituali ... |
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Nell’antico tempio di Gerusalemme erano raffigurati gli angeli. All’interno del Santo dei Santi c’era l’Arca dell’alleanza, fiancheggiata da due enormi statue di cherubini, alte cinque metri e con le ali spiegate, fatte con legno d’ulivo rivestito d’oro: queste raffigurazioni hanno particolarmente stimolato l’immaginazione degli artisti nel corso degli anni. Su ciascuno lato dell’entrata nel vestibolo erano collocate due enormi colonne di bronzo cave all’interno . alte quasi dodici metri per un diametro di due – decorate con un motivo di melagrane e sormontate da capitelli a forma di giglio. Erano state fuse da Chiram, un esperto in ogni genere di lavoro in bronzo inviato dal re Chiram di Tiro, e furono chiamate Iachin e Boaz , nomi che probabilmente significano “possa egli fondere” e “con forza”, anche se esistono molte interpretazioni simboliche di ciò che queste colonne possono rappresentare. Anch’esse hanno una lunga storia nell’immaginario occidentale. Furono queste colonne a ispirare, per esempio, ... |
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