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L’ARCANGELO GABRIELE: IL PROTETTORE DELLE TELECOMUNICAZIONI Di don Marcello Stanzione PDF Stampa E-mail
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mercoledì 21 ottobre 2026

L’ARCANGELO GABRIELE: IL PROTETTORE DELLE TELECOMUNICAZIONI Gabriele, l'arcangelo, è conosciuto come "Fortezza di Dio"; nell'Inno di Lode nel giorno della festa di San Michele egli è chiamato "Angelo della forza ", invocato per scacciare il nemico. In ebraico, Gabriele significa " uomo di Dio " (gebher – uomo; più ‘el - Dio).

   È giusto dunque che il termine "fortezza" viene dato a Gabriele, poiché egli viene invocato per ottenere la forza spirituale; per combattere contro le volontà esitanti; e per sostenere le difese andate in rovina. Egli viene invocato anche per frenare gli errori e i peccati della lingua. ...

 

Egli è conosciuto come consolatore;[1] e come un aiuto per ottenere pazienza. Dunque, l'arcangelo Gabriele è un angelo di Potere e Virtù; un amico nei momenti di sofferenza e uno che ci aiuta ad accrescere la nostra forza di resistere il nemico. Michele, il guerriero dovremmo dire, accorre per rovinare il nemico stesso; Gabriele "potenzia le difese della casa" cosicché l'attacco del nemico possa essere respinto con successo e possano essere ostacolati tutti gli accessi nel cuore e nell'anima umani. San Gabriele è particolarmente conosciuto come "l'Angelo dell'Incarnazione" perché egli ha annunciato ciò alla Vergine Beata. A Zaccaria, egli ha predetto la nascita di Giovanni Battista. Da qualcuno viene chiamato l'Angelo Custode di Maria.[2] Pio XII ha proclamato Gabriele patrono del telegrafo e delle trasmissioni televisive.[3] Gli uffici e i doveri di Gabriele come messaggero speciale, come patrono del telegrafo e della televisione, e invocato contro gli errori e i peccati della lingua, sembrano designare caratteristiche distintive che gli sono proprie.

Riguardo a San Gabriele, il papa Pio XII il 12 gennaio 1951 con un breve apostolico nominò l’arcangelo patrono delle telecomunicazioni ed affermò che: “Ogni dono eccellente, ogni grazia perfetta discende dall’alto, dal Padre delle luci”. Inoltre il Pontefice sottolineò: “E’ per questo che bisogna ammirare la divina saggezza che ha permesso agli uomini, grazie alle numerose invenzioni nate dal genio della nostra epoca, di potere, per mezzo dell’elettricità, telegrafare agli assenti con una meravigliosa rapidità, telefonare a delle distanze straordinarie, inviare dei messaggi con le onde aeree ed infine contemplare la visione delle cose e dei fatti che si trovano lontanissimi dai luoghi in cui abitano. Questi strumenti, costruiti secondo le regole dell’arte, possono essere molto nocivi se sono impiegati con cattive intenzioni, ma al contrario, possono aiutare potentemente allo sviluppo ed al riaffermarsi delle relazioni fraterne tra gli uomini, al progresso della civilizzazione, alla propagazione illuminata delle arti e delle scienze, ed anche all’insegnamento dei precetti della religione, alla trasmissione della parola del supremo Pastore dalla Sede di Pietro a tutte le nazioni, ed all’ammirabile unione di tutti i cuori per dirigere verso la Maestà divina delle pubbliche preghiere fatte con questo mezzo in tutto l’universo. E’ per questo che, la nostra Santa Madre Chiesa non si è mai opposta a questo progresso della civilizzazione umana, ma ha avuto ed ha ancora il pensiero di sostenerlo, di svilupparlo e di incoraggiarlo nella più grande misura, essendo dato che tutto ciò che di vero e di nuovo deve essere considerato come una traccia dell’intelligenza divina ed un segno della sua potenza. Così noi crediamo molto opportuno assicurare a queste scienze meravigliose ed a quelli che le mettono in opera o che le esplorano, il beneficio speciale di una protezione celeste. Alla domanda fatta da molte persone notevoli che, in molte nazioni, esercitano la loro attività in questo ramo, di dare loro  ad essi ed ai loro colleghi, come celeste Patrono presso Dio, l’Arcangelo San Gabriele che portò al genere umano, piombato nelle tenebre e disperando quasi della sua salvezza, l’annuncio lungamente augurato della Redenzione degli uomini, noi decidiamo di accogliere favorevolmente, visto la sua importanza e la sua gravità, questa richiesta che è secondo il nostro proprio pensiero e che corrisponde ai nostri propri desideri. Così dunque, usando della pienezza del nostro potere apostolico, con questa Lettera e per sempre, noi costituiamo e dichiariamo l’Arcangelo San Gabriele, celeste Patrono presso Dio di questa professione, dei suoi specialisti ed impiegati, attribuendogli tutti gli onori ed i privilegi che appartengono regolarmente ai principali Patroni”.



[1] Cf. McAstocker, David, op. cit., pp. 140-62.

[2] Cf. Ringot, Renè, op. cit., p. 46.

[3] Pio XII, Breviario, 31 Marzo, 1951. (AAS, 44, 1952, pp. 216-17).

 
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