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E L’ANGELO APPARVE PER BEN TRE VOLTE Di padre Giacobbe ELIA PDF Stampa E-mail
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lunedì 15 luglio 2019
L'Angelo del PortogalloA Fatima le apparizioni dell’Angelo del Portogallo, o della Pace, anticipano e preparano quelle della Madonna. Non tutti lo sanno, ma dall’aprile all’ottobre 1915 avvengono le tre prime apparizioni sfumate, le quali tuttavia si fissano nitidamente nell’animo di Lucia che, nella seconda Memoria, scritta 22 anni dopo, nel 1937, appunta: «Sarà stato più o meno verso mezzogiorno…Consumato lo spuntino, invitai le mie compagne a recitare con me il Rosario, cosa che accettarono volentieri. ...
 
Avevano appena cominciato, quando vedemmo davanti ai nostri occhi, come sospesa nell’aria, sopra il bosco, una figura, come se fosse una statua di neve, che i raggi del sole facevano un po’ trasparente. Continuammo la nostra preghiera, sempre con gli occhi rivolti a quella figura, che scomparve non appena terminammo… Pareva una persona avvolta in un lenzuolo». Sul colle del Cabeço, insieme alla piccola Lucia, che ha da poco compiuto 7 anni, non ci sono i suoi cuginetti Francesco e Giacinta, ma altre tre pastorelle, le sorelle Maria Rosa, Teresa Matias e Maria Justino.

LA PRIMA APPARIZIONE
La prima significativa apparizione dell’Angelo avviene in una giornata serena della primavera o dell’estate del 1916 in una grotta del colle del Cabeço, vicino ad Aljustrel, piccola frazione della parrocchia di Fatima. Lucia sta giocando con Francesco e Giacinta quando “un forte vento scuote le piante” attirando la loro attenzione: «Cominciammo a vedere a una certa distanza, sulle piante che si stendevano in direzione di oriente, una luce più bianca della neve, con l’aspetto di una giovane trasparente, più splendente di un cristallo attraversato dai raggi del sole». Il racconto di Lucia continua: «Più si avvicinava e maggiormente ne distinguevamo i tratti: era una giovane tra i 14 e i 15 anni, di una grande bellezza. Eravamo sorpresi e quasi rapiti. Non dicevamo parola. giunto vicino a noi disse: “Non abbiate paura (con le stesse parole, l’Angelo, che annunciava il Risorto, aveva rassicurato le donne venute alla tomba vuota, Mt 28,5). Sono l’Angelo della Pace. pregate con me”. E, inginocchiato a terra, curvò la fronte fino al suolo. Spinti da un moto soprannaturale, lo imitammo e ripetemmo le parole che gli udimmo pronunciare: “Dio mio! Credo, adoro, spero e Vi amo. Vi chiedo perdono per coloro che non credono, non adorano, non sperano e non Vi amano”. Dopo avere ripetuto questo tre volte, si alzò e disse: “Pregate così. I Cuori di Gesù e di Maria sono attenti alla voce delle vostre suppliche”, e scomparve». «L’Atmosfera soprannaturale che ci avvolse – osserva Lucia – era tanto intensa che quasi non ci rendevamo conto, per un lungo lasso di tempo, della nostra stessa esistenza, restando nella posizione in cui ci aveva lasciato e ripetendo sempre la stessa preghiera. La presenza di Dio si sentiva così intensa e intima che non osavamo parlare neppure fra noi. Il giorno seguente, sentivamo lo spirito ancora avvolto in quest’atmosfera, che andò scomparendo soltanto molto lentamente. Di quest’apparizione nessuno pensò di parlarne, né di raccomandarne il segreto. Essa lo impose da sé. Era così intima che non era facile pronunciare su di essa la minima parola. ci fece anche, forse, maggiore impressione perché fu la prima manifestazione di questo tipo»
 
LA SECONDA APPARIZIONE
Avviene nel “cuore dell’estate” del 1916. L’Angelo appare ai cuginetti che stanno giocando presso il pozzo della casa dei genitori di Lucia e dolcemente li rimprovera: «Che fate? Pregate! Pregate molto! I cuori santissimi di Gesù e di Maria hanno su di voi disegni di misericordia. Offrite costantemente all’Altissimo preghiere e sacrifici». «E come dobbiamo fare per sacrificarci?», chiede Lucia. «In tutti i modi possibili: offrite a Dio un sacrificio in atto di riparazione per i peccati con cui è offeso e di supplica per la conversione dei peccatori. Attirate così sulla vostra Patria la pace. io sono il Suo Angelo Custode, l’Angelo del Portogallo. Soprattutto accettate e sopportate con sottomissione la sofferenza che il Signore vi manderà», e scompare. «Queste parole dell’Angelo s’incisero nel nostro spirito, come una luce che ci faceva comprendere chi era Dio; come ci amava e voleva essere amato; il valore del sacrificio e come Gli era gradito; come, per riguardo a Esso, convertiva i peccatori».

LA TERZA APPARIZIONE
Avviene “in ottobre o alla fine di settembre” del 1916. Appena giunti sul colle del Cabeço, i tre pastorelli s’inginocchiano con il volto a terra e ripetono molte volte la preghiera insegnata loro dall’Angelo: «Dio mio! Credo, adoro spero e Vi amo…». A un tratto vedono brillare su di loro una luce sconosciuta, si alzano e scorgono l’Angelo. Ha nella mano sinistra un calice, dove si raccolgono le gocce di sangue che grondano dall’Ostia sospesa sopra di esso. L’Angelo lascia il calice e l’Ostia sospesi in aria e si prostra a terra vicino a loro, ripetendo tre volte: «Trinità Santissima, Padre, Figliolo e Spirito Santo, Vi adoro profondamente e Vi offro il preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù Cristo, presente in tutti i tabernacoli della terra, in riparazione degli oltraggi, dei sacrilegi e delle indifferenze con cui è offeso. E per i meriti infiniti del Suo Santissimo Cuore e del Cuore Immacolato di Maria, Vi chiedo la conversione dei poveri peccatori». «Poi – racconta Lucia – sollevandosi prese di nuovo in mano il calice e l’Ostia, diede l’Ostia a me e ciò che conteneva il calice lo diede da bere a Giacinta e Francesco, dicendo nello stesso tempo: “Prendete e bevete il Corpo e il Sangue di Gesù Cristo orribilmente oltraggiato dagli uomini ingrati. Riparate i loro delitti e consolate il vostro Dio”». L’atmosfera divina avvolge e rapisce completamente i bambini che imitano in tutto l’Angelo, prostrandosi come lui e ripetendo le sue stesse preghiere. Il racconto di Lucia prosegue così: «La forza della presenza di Dio era così intensa che ci assorbiva e ci annientava quasi completamente. Sembrava che per un grande lasso di tempo ci privasse perfino dell’uso dei sensi corporali. In quei giorni facevamo le azioni materiali come portati da questo essere soprannaturale, che a ciò ci spingeva. La pace e la felicità che sentivamo erano grandi, ma soltanto interiori, con l’anima completamente concentrata in Dio. Anche la stanchezza fisica che ci prostrava era grande».

GESTI E PAROLE DELL’ANGELO
A Fatima, l’Angelo e la Madonna non si sono limitati, come a Lourdes, a chiedere “preghiera e penitenza”, rinnovando il monito del Vangelo; ma attraverso i piccoli veggenti hanno anche voluto mostrarci come pregare, per farci riflettere sulla povertà della nostra condizione mortale e sull’ineffabile grandezza di Dio. Ma Madre di Dio ha pregato composta con le mani giunte raccolte sul petto, mentre l’Angelo con la solennità del suo atteggiamento ha voluto richiamarci alla presenza tremenda e maestosa dell’Altissimo, prostrandosi in ginocchio fino a toccare il suolo con la fronte, in chiaro segno di adorazione.
 
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