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Chi ha voluto seguire sin qui questa lettera sul diavolo, sul Grande Tentatore -ma ancor più su Cristo Signore, il Grande Vincitore - sarà stato in qualche modo aiutato nella sua contemplazione di Cristo nel mistero delle sue tentazioni nel deserto, e insieme nella comprensione delle esigenze morali e spirituali del nostro essere discepoli di Cristo nel momento delle tentazioni. È legittima, anzi necessaria e insostituibile una lettura «personale» del fenomeno della tentazione: questo coinvolge ciascuno di noi nella sua unicità e irripetibilità. D'altra parte, la lettura «cristologica» che abbiamo fatto delle tentazioni ci spinge, proprio a partire da Cristo come chiave interpretativa e risolutiva dell'intera storia umana, a ritrovare nello stesso tempo la dimensione sociale e storica delle tentazioni: non solo nel senso generale che anche la tentazione più personale (quella più segreta e a tutti sconosciuta) riveste sempre un ... |
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L'evangelista presenta in tre scene che si susseguono come in una sequenza cinematografica le tre tentazioni mosse dal diavolo a Gesù nel deserto. Narrate con immagini grandiose, sono poste all'inizio della sua vita pubblica. Ma è un inizio «paradigmatico», che si apre al seguito e che in qualche modo anticipa le singole tappe della vita di Gesù. In particolare Luca scrive esplicitamente: «Dopo aver esaurito ogni specie di tentazione, d diavolo si allontanò da lui per ritornare al tempo fissato» (Luca 4,13). Così, dopo la moltiplicazione dei pani, quando le folle lo vogliono fare re, Gesù fugge sulla montagna, lui solo (Giovanni 6,15). E così quando lo vorrebbero limitare alla dimensione del miracolo, ostacolandolo nell'annuncio, che è la sua missione tipica (Marco 1,35-39). E ancora quando Pietro, dopo aver confessato che Gesù è il Figlio di Dio, pretende di tenerlo lontano dalla via della passione: il Signore, invece, lo rimprovera dicendogli: «Lungi da me, satana! ... |
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Il diavolo, il satanismo e altri fenomeni sociali connessi, sono agli inizi del terzo millennio di grande attualità. Il nostro mondo occidentale post-moderno pullula di maghi, streghe e stregoni di città, sciamani, venditori di fatture, di amuleti e talismani nonché di sette sataniche vere e proprie. Il demonio scacciato dalla porta è rientrato dalla finestra! Cioè scacciato dalla fede della Chiesa, è rientrato con la superstizione dell’occultismo. Ci chiediamo: esiste il demonio? Cioè, questo termine indica veramente una qualche realtà personale, dotata di intelligenza e volontà, o è semplicemente un simbolo, un modo di esprimersi figurato, una metafora per indicare la zona d’ombra collettiva e personale oppure la somma del male morale del mondo. Molti tra gli intellettuali non credono nel demonio inteso nel primo significato. Si deve però riflettere sul fatto che grandi scrittori del calibro di Goethe o Dostoevskij hanno ... |
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Noi abbiamo indicato, nel nostro precedente articolo, in cosa l'azione angelica differisce da un lato dall'azione divina, dall'altro dall'azione umana. L'Angelo, abbiamo detto, non può come Dio interiorizzarsi in uno spirito qualunque; ma può in una certa maniera interiorizzarsi in una sostanza corporale. L'uomo non ha questa facoltà di penetrazione, non essendo un puro spirito. Ora noi andremo a studiare in cosa l'azione dei buoni Angeli differisce dai cattivi Angeli o demoni, o piuttosto noi posiamo i principi generali di questo discernimento, senza entrare nel dettaglio. Dal punto di vista naturale, i demoni operano come i buoni Angeli. La loro caduta non ha trascinato in essi la perdita delle facoltà e proprietà naturali; essi pensano come spiriti, agiscono come spiriti. Essi possono comunicare il loro pensiero senza l'aiuto di alcun segno sensibile; possono mettere in movimento la materia senza impiegarvi altra cosa che la loro volontà. Questo modo intellettuale di ... |
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Incessantemente chino sull'uomo per difenderlo, stimolarlo e ispirarlo, l'angelo custode si rattrista forse per quello che affligge il suo protetto: perdite materiali, insuccessi professionali, incidenti, malattie, vecchiaia, incostanze, mancanze, peccati? Accompagnando l'uomo in tutte le sue vie, l'angelo custode non ha talvolta di che rattristarsi? Qual'è l'atteggiamento dell'angelo di fronte al problema che è un tormento segreto per i credenti insufficientemente illuminati e un ostacolo per gli increduli nel loro cammino verso la verità: vale a dire il male, nelle sue diverse manifestazioni, che c'è nel mondo? Come reagisce l'angelo all'obiezione frequente: «Se Dio esistesse non permetterebbe il male. Il male c'è, quindi Dio non esiste?». Qui si presenta un dilemma. O l'angelo soffre per le nostre prove e quindi non gode una felicità perfetta, o il nostro angelo custode non piange con quelli che piangono, rimane indifferente come ... |
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