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SAN VINCENZO FERRERI E LA FINE DEL MONDO Di don Marcello Stanzione PDF Stampa E-mail
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giovedì 18 giugno 2020

SAN VINCENZO FERRERI E LA FINE DEL MONDONel corso della storia umana, le anime mistiche con le loro esperienze straordinarie di apparizioni di entità superiori hanno creduto opportuno riferirne i messaggi profetici intonati al monito, all’avvertimento, al preannuncio di una “fine dei tempi” per il sopraggiungere di un grande castigo inflitto da Dio. ...

 
San Vincenzo Ferreri nacque a Valencia nel 1378. ordinato sacerdote nel 1378, quando scoppiò lo scisma d’Occidente con le due sedi pontificie di Roma e di Avignone, egli, in buona fede, si schierò con il papa illegittimo; ma fu sempre comunque pieno di zelo, predicando in varie nazioni, affinché si ristabilisse l’unità della chiesa. Il santo parlava in madrelingua castigliana, ma tutti lo comprendevano nella propria. Fu un grande predicatore e una guida spirituale molto pratica. Una volta venne da lui a chiedere consiglio una donna sposata: “Padre, ditemi come devo fare con mio marito, sempre violento appena apro bocca…”. San Vincenzo le diede una boccetta piena di acqua, dicendole: “E’un’acqua preziosa questa; appena tuo marito accenna ad infuriarsi, bevetene un buon sorso e tenetela in bocca finchè non si sia calmato…”.  La vita del sacerdote domenicano spagnolo Vincenzo Ferreri è legata al mondo angelico. Egli stesso, a livello iconografico, viene assai spesso rappresentato come un angelo vestito da domenicano, con le ali dietro le spalle e una tromba in mano. Questo perché un giorno durante una predica in cui commentava il passo dell’Apocalisse “Poi vidi un altro angelo che volando in mezzo al cielo recava un vangelo eterno da annunziare agli abitanti della terra e ad ogni nazione, razza, lingua e popolo. Egli gridava a gran voce: Temete Dio e dategli gloria,
perché è giunta l'ora del suo giudizio”  (Apocalisse 14, 6-7) affermò di esser lui l’angelo di cui parlava il libro sacro ed esortò i suoi uditori a dare gloria all’Altissimo perché il Suo Giudizio non era un avvenimento poi tanto lontano. Fra Vincenzo era un uomo e non un angelo ma sentì quel giorno di esserlo perché sentì improvvisamente data a sé una funzione che Dio dà ad alcuni angeli, in genere appartenenti al coro degli arcangeli, quella di annunciare grandi eventi.  Fin dal 1403 San Vincenzo Ferreri, che aveva visioni celesti, parlava ai fedeli di una catastrofe finale in questi termini:

 (…) verrà un segno e non lo riconoscerete, ma in quel tempo le donne si vestiranno e si comporteranno licenziosamente come gli uomini e gli uomini vestiranno come le donne”.

Queste furono le parole pronunciate nel corso di un sermone tenuto il 13 settembre di quell’anno a Barcellona. Nel libro Della fine del mondo e della scienza spirituale, che vide la luce nel 1491, il santo domenicano prevede la catastrofe finale per l’anno 2537, corrispondente al numero dei versetti dei Salmi.

 

 
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