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Una Santità di rinuncia: San Francesco Borgia, Confessore PDF Stampa E-mail

Una Santità di rinuncia: San Francesco Borgia, Confessore “Beatum Franciscum in terreni honoris contemptu imitatorem tui gloriosum effecisti” (Dall’Orazione della Festa) - Un grande della terra, membro di una famiglia celebre e potente, diventato per sua libera scelta un umile religioso, dopo aver rinunciato ad un avvenire umanamente brillante, alla gloria ed ai piaceri mondani della corte di Spagna, ecco chi è  Francesco Borgia. Il Breviario racconta la sua profonda impressione del niente delle cose di questo mondo alla vista del viso sfregiato dell’imperatrice Isabella ed il suo voto di non servire che il Re dei re. Da simili riflessioni e dalle risoluzioni di questa importanza e così fedelmente custodite, indicano il valore soprannaturale di un’anima.  Elevato a Preposito Generale della Compagnia di Gesù, ma essendosi sempre spogliato della dignità cardinalizia che spesso gli offrirono parecchi Papi, egli visse nello zelo dell’avvento del regno di Dio ed in una umile e personale ...

... sottomissione ai compiti più modesti della carità. Niente è più ammirevole di questo lavoro interiore della grazia nelle anime. Che siano quelle dei grandi della terra per nascita, o dei piccoli, gli effetti sono simili e si esprimono da una eguale comprensione della vanità di ciò che è umano, del valore del sacrificio nella mortificazione, nell’umiltà, nell’obbedienza e nel dono di sé, per soddisfare un amore sempre più grande di Dio e per proporlo ai suoi fratelli, gli uomini.

Le nostre anime moderne hanno bisogno di meditare il Vangelo di Gesù, la sua dottrina di rinuncia, il suo esempio d’annientamento, di Lui il Verbo di Dio fatto Uomo, del suo sacrificio fino alla morte della Croce e dell’esempio dei nostri santi, gli autentici imitatori di Cristo.

Vi è nel comportamento soprannaturale di ognuno di noi delle condizioni particolari di possibilità fisica e morale, di vocazione personale, di dovere di stato, di grazie ricevute che ci dominano e non si possono chiedere indistintamente gli stessi atti a tutti.

Ma vi sono nel Vangelo per tutti i tempi e per tutti i luoghi, per tutti gli uomini, degli orientamenti di pensieri e di virtù, delle condizioni essenziali proposte da Nostro Signore stesso, uno spirito di santità nell’amore e per la rinuncia che non saprebbero subire né alterazione né deformazione. Questo sarebbe un falso pretesto concludere ad un cambiamento della vita cristiana al contatto d’un nuovo pensiero. Il cristiano deve essere un testimone del Vangelo e non un riformatore del Vangelo. Un vero discepolo di Gesù è un rinnegato a se stesso ed un amico della penitenza : la forma di questa penitenza può essere secondaria, ma la sua accettazione non si sostituisce : “Se qualcuno vuol camminare dietro di me, rinunci a se stesso, prenda la sua croce e mi segua”.

È questa luce divina che ha illuminato l’anima di un San Francesco Borgia. Il suo disprezzo del mondo e dei suoi beni, il suo spirito di abnegazione e di penitenza, il suo esempio, rimangono per i cristiani una lezione in mezzo alla vita dei Santi sempre arricchenti per i fedeli scrupolosi di comprendere e di seguire il pensiero autentico del loro Maestro, Nostro Signore Gesù Cristo.

Don Marcello Stanzione (Ri-Fondatore della M.S.M.A.)

 
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