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ALCUNE CITAZIONI SUGLI ANGELI NELLE OPERE DI SANTA ILDEGARDA PDF Stampa E-mail
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sabato 11 marzo 2017
Ildegarda di BingenA cura di don Marcello Stanzione

In questo mese di marzo 2017 l’editrice Segno di Udine che ha già stampato diverse opere importanti sulla figura di Ildegarda di Bingen, ha pure edito il mio sugli angeli di Santa Ildegarda di Bingen ( pp154, euro 12,00) offro alcuni pensieri della santa monaca benedettina tedesca sugli spiriti celesti che sono una parte importante della sua visione cosmologica:  

“Il fuoco primigenio a partire dal quale gli angeli vivono e ardono è Dio stesso. questo fuoco è ogni gloria da cui il mistero dei misteri proviene. (Ildegarda di Bingen, Liber vitae meritorum (d’ora in poi LVM), Mimesis, Milano 1998, p. 81).” ...
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“Gli angeli circondano Dio con il loro fuoco raggiante, perché sono luce vivente. Non hanno ali come gli uccelli, ma sono fiamme che si librano nel potere di Dio. (Ildegarda di Bingen, Sciavias, in Visioni, Castelvecchi editore, Roma 2016, p. 165)”.

“Dio è la fonte vivente originaria che emana le onde. Quando disse «sia fatta la luce», apparvero gli esseri illuminati. (Ildegarda di Bingen, Patrologia Latina (d’ora in poi PL), ed. J.P. Migne, Parigi 1844-91, 197, 229C.)”.

“La loro natura è bruciare e splendere. Il loro bruciare parte da Dio, che è la radice del fuoco. Solo così possono essere infiammati o spenti. Nell’amore di Dio questo fuoco brucia eternamente. (PL, 197, 262D)”.

“[Dio dice:] «Ho creato gli specchi per volgere lo sguardo al mio volto, per osservare tutte le meraviglie infinite delle mie origini. Ho preparato per me questi esseri specchio da unire alle preghiere. Attraverso la mia parola, che non ebbe inizio ed è in me, lascio uscire la luce in queste innumerevoli schiere, gli angeli. (PL 197, 889°; cfr. Libro delle opere divine (Liber divinarum operum d’ora in poi LDO), Mondadori, Milano 2014, pp. 621-623)”.

“E Dio creò la luce, illuminazione invisibile che si stringe alle sfere viventi, volanti: gli angeli. (PL 197, 917B; cfr. LDO, p. 717)”.

“Oh voi, angeli, il cui essere sgorga dai vostri volti. Voi soli intravedete il potere più intimo della creazione che il cuore del padre soffia. Lo osservate faccia a faccia. (Ildegarda di Bingen, Analecta Sanctae Hildegardis opera (d’ora in poi ASH), a cura di J.-B. Pitra, Monteccasino 1982, p. 444)”.

“[Gli angeli sono] la luce da cui dipendono le sfere della vita. (PL 197, 917B; cfr. LDO, p. 717)”.

“Come la luce del Sole mostra il Sole, gli angeli annunciano Dio attraverso la loro preghiera; proprio come il Sole non esisterebbe senza la sua luce, così la divinità sarebbe un nulla senza la preghiera degli angeli. (PL 197, 746C; cfr. LDO, p. 149)”.

“Il cosmo intero intona il coro degli angeli. ( LVM, p. 255)”.

“Con armonie meravigliose, e con canti sublimi, gli angeli annunciano la glorificazione di Dio. Gli spiriti beati, attraverso il potere di Dio, esaltano le meraviglie del suo operato in uno stato di straordinario giubilo. Il canto di gioia e beatitudine domina in tutti i cieli. ( PL 197, 442A)”.

“Le lingue degli angeli sono pura preghiera. Il fuoco ha le sue fiamme, ed è una preghiera davanti a Dio. Il vento muove le fiamme, per pregare Dio. Nella voce vive la parola, che è una preghiera di lode a Dio. E una voce sarà sentita, e sarà una pura preghiera a Dio. Quindi il mondo intero è una preghiera a Dio. (ASH, p. 352)”.

“Proprio come Dio viene pregato dagli angeli e la sua creazione viene conosciuta attraverso questa preghiera, che loro suonano con la cetra e l’armonia di tutte le voci, perché questo è il loro ruolo reale, così Dio deve essere pregato anche dall’umanità. Gli esseri umani hanno due scopi: cantare la lode di Dio e mettere in pratica opere buone. Allora Dio viene riconosciuto attraverso le loro preghiere, e tramite le opere buone si possono vedere le meraviglie di Dio. Allora grazie alla preghiera gli uomini sono angelici, e grazie alle opere buone sono umani. Ma nella loro interezza sono opere, attraverso gli uomini, sono portate a compimento tutte le opere di Dio. (LVM, p. 334)”.

“Gli angeli non hanno ali come uccelli, ma volano alla stessa velocità dei pensieri dell’uomo. (LVM, pp. 147-148)”.

“E poi l’onnipotente Dio ordinò la celeste milizia in ordini diversi. Alcuni di questi sono destinati a particolari servizi, ma ognuno di questi è destinato a essere specchio del sigillo dell’altro. In ogni riflesso riposano misteri nascosti che nemmeno gli ordini angelici possono comprendere, conoscere, percepire o portare a compimento nella loro interezza. Per questo motivo aspettano nella meraviglia e ascendono di lode in lode rinnovandosi continuamente; la loro preghiera di lode non si esaurirà mai. (OL 197, 960D-961°; cfr. LDO, p. 863)”.

“[Dio disse:] «Io, che dimoro in ogni angolo del mondo, ho rivelato la mia opera a Est, a Sud, e a Ovest. Ho lasciato vuoto il Nord; qui non brillano né il Sole né la Luna. Perciò, in questo posto, lontano da tutte le strutture mondane, si trova l’inferno, che non ha tetto e pavimento. Qui regnano le pure tenebre, che però sono contemporaneamente al servizio di tutte le luci della mia fama. Come potrebbe essere riconosciuta la luce se non attraverso l’oscurità? E come si potrebbero conoscere le tenebre se non grazie allo splendore radiante dei miei servitori di luce? Se non fosse così, il mio potere non sarebbe perfetto; perché nessuno dei miei meravigliosi atti potrebbe essere descritto». (PL 197, 812B; cfr. LDO, p. 373)”.

“Nel primo angelo, Dio impresse tutta la bellezza delle opere della sua onnipotenza. Lo decorò come il cielo e come un mondo intero: gli diede tutte le stelle, la bellezza della vegetazione e ogni tipo di pietra scintillante. Lo chiamò Lucifero, portatore di luce, perché diffondesse la sua luce, che è eterna. (PL 197, 812B; cfr. LDO, p 373)”.

“Lucifero, sebbene dovesse aver percepito di dover servire Dio con i suoi meravigliosi ornamenti, si separò dall’amore di Dio e andò verso l’oscurità, dove disse a se stesso: «Quando sarebbe grandioso se potessi agire secondo la mia volontà e realizzare opere che ho visto fare solo a Dio?». I suoi seguaci furono d’accordo e gridarono: «Si, vogliamo collocare il trono del nostro signore nel Nord, contro l’Altissimo. (PL 197, 812B; cfr. LDO, p. 375)”.

“La superbia sbocciò nel primo angelo quando guardò il suo stesso splendore, e nella sua tracotanza non incluse più la fonte della sua luce. Così parlò a se stesso: «Voglio essere signore e non voglio nessuno sopra di me». Invece la sua maestà scivolò via e si perse: così diventò il principe dell’inferno. (PL 197, 170°)”.

“«Ogni creazione di Dio irradia splendore» - così egli [Lucifero] urlò pieno di invidia - «e nessuna sarà mia». (ASH, p. 361)”.

“Dal momento che Lucifero e i suoi seguaci rifiutarono con arroganza di riconoscere Dio, l’ardente splendore con il quale il potere di Dio aveva adornato il primo angelo si spense dentro di lui. Lucifero stesso distrusse la sua bellezza, il riconoscimento della quale lo avrebbe fatto servire il bene. E si protese avidamente verso il male, che lo risucchiò nell’abisso. Così, per lui si estinse l’eterna maestosità, e precipitò nella corruzione infinita. Le stelle rimanenti divennero nere come la brace spenta. Con il loro seduttore, vennero spogliate del maestoso splendore. Si spensero in una cupa perdizione, privati di tutta la luce della beatitudine, proprio come le braci senza la scintilla di fuoco. E prontamente un vortice li condusse fuori e li cacciò da Sud a Nord, dietro colui che sta sul trono. Precipitarono nell’abisso, e tu non li vedrai più. Il violento alito dell’empietà fece roteare in alto gli angeli del male, perché vollero elevarsi sopra Dio e buttarono giù attraverso la loro arroganza. Ciò li fece volare via nel rancore della corruzione nera. Li strappò via dal Sud e dal bene, e li tirò indietro nel passato. Per Dio, che governa tutto, loro non esistono più. (Cfr. Scivias, pp. 142-146)”.

“A quel tempo Dio formò un’altra forma di vita. Sprofondò questa vita nei corpi e li elevò. Questi sono gli umani. Ora Dio dà loro il posto e gli onori degli angeli perduti, così che possano completare la preghiera che gli altri non hanno voluto compiere. Alcuni di questi dal volto umano sono caratterizzati dalla devozione al mondo nelle loro opere fisiche. Ma con i loro sensi spirituali servono costantemente Dio. Nonostante i loro doveri mondani, non dimenticano mai il servizio spirituale che devono a Dio. Questi volti sono rivolti a Est. Lì c’è l’origine della trasformazione santa e la sorgente della passione. (PL 197, 747C; cfr. LDO, pp. 151-153)”.

“Al momento di picco della beatitudine, l’umanità dovrà prendere parte al canto di lode degli spiriti celesti. Questi rendono costantemente gloria a Dio con la loro ardente devozione. Quando l’umanità si unirà, ciò porterà a compimento quanto è stato distrutto dagli angeli caduti con la loro arroganza. L’essere umano, quindi, è il perfetto “decimo”, il decimo coro che completa tutto attraverso il potere di Dio. (Cfr. PL 197, 449 A- 454 A)”.

“[Dio disse:] «Ho dato lo splendore che il primo angelo ha rifiutato agli umani – ad Adamo e alla sua razza». (PL 197, 367B-369D)”.

“Dio soffiò lo spirito della vita negli umani: così questi divennero carne e sangue. Subito dopo Dio diede loro la compagnia degli angeli, con le preghiere e i servizi. (PL 197, 272D)”.

“Dio creò l’uomo con corpo e anima. Nel corpo incluse tutte le nature fisiche, nell’anima un’immagine dello spirito angelico. (PL 197, 945C; cfr. LDO, p. 811)”.

“Tutti gli angeli guardano con ammirazione gli uomini, che attraverso le loro opere sante appaiono vestiti con indumenti incredibilmente belli. (PL 197, 865D; cfr. LDO, p. 544)”.

“L’angelo, senza l’opera della carne, è semplicemente una preghiera; ma l’uomo, con la sua opera fisica, è una glorificazione: gli angeli quindi lodano l’opera umana. ( PL 197, 1061C)”.

“Gli angeli innalzano le loro voci a Dio per lodare le opere buone dell’umanità. Lodano continuamente le crescenti opere buone del genere umano. Salgono sull’altare dorato che sta davanti al volto di Dio. E da questo momento in poi intonano un nuovo canto in onore di queste opere.( PL 197, 236C)”.

“Dio onnipotente parlò ad Adamo con le parole degli angeli, perché Adamo le conosceva bene e poteva comprenderle. Grazie alla ragione che Dio gli aveva dato, e grazie allo spirito della dote profetica, Adamo conobbe tutte le lingue che sarebbero state inventate più tardi dagli uomini.( PL 197, 1041C)”.

“Gli angeli, che sono degli spiriti, non possono parlare in un linguaggio comprensibile. Il linguaggio, dunque, è una missione peculiare dell’umanità. (PL 197, 1045 A)”

“Dal momento che Dio ha stabilito che gli angeli avrebbero dovuto assistere gli uomini, li ha resi parte della comunità umana. (Ildegarda di Bingen, Causae et curae, Tebner, Leipzing 1903, p. 26, 53)”.

“Da Dio onnipotente provengono variegati, imponenti e divinamente maestose virtù che illuminano. Servono per aiutare e supportare quelli che temono veramente Dio e quelli che amano fedelmente la povertà di spirito; e per abbracciare tutti loro con il delicato bagliore delle loro opere. (Scivias, pp. 70-72)”.

“Se un uomo sospira solo il nome del Padre Celeste, allora Dio richiama l’uomo a un comportamento corretto e la protezione degli angeli si precipita dalla sua parte, così che non sarà più danneggiato dal suo nemico. ( PL 197, 898B; cfr. LDO, p. 655)”.

“La coscienza buona rappresenta le schiere angeliche votate alla lode e al servizio dei Dio. Ma la coscienza cattiva svela il potere di Dio. Avendo attaccato Dio, il primo uomo è stato cacciato dal paradiso. Questa è la situazione generale delle decisioni degli uomini. Chi decide e opera con buona coscienza mostra così la bontà di Dio. Chi lo fa con cattiva coscienza rivela il potere di Dio. (PL 197, 898D; cfr. LDO, p. 657)”.

“I tre angeli che apparvero ad Abramo all’ingresso della sua tenda si mostrarono in forma umana perché gli uomini non possono in alcun modo vederli nella loro vera forma. A causa delle loro forme mutevoli, gli uomini non sono in grado di vedere uno spirito inalterabile. ( PL 197, 1043 A)”.

“Per la loro natura gli angeli sono invisibili, ma assumono un corpo dall’atmosfera e appaiono in forma umana a quelli da cui sono inviati come messaggeri. Adottano anche altre caratteristiche umane. Non parlano con lingua angelica, ma con parola che possono essere capite. Mangiano come gli uomini, ma il loro nutrimento evapora come rugiada che scende in continuazione sull’erba ed è immediatamente assorbita dal bagliore del Sole. Anche gli spiriti malvagi possono adottare la forma di una qualsiasi creatura al fine di sedurre gli uomini. (PL 197, 1043 C)”.

“Quando il figlio di Dio nacque da sua Madre sulla terra, apparve in cielo nel Padre così che gli angeli iniziarono a vibrare immediatamente e intonarono canti dolcissimi in sua lode. a questo, i timpani celesti, le cetre, e tutti gli altri strumenti proruppero in un’indescrivibile bellezza e armonia; in suo onore, l’umanità che giaceva nella corruzione venne innalzata alla beatitudine. Ma il Padre presentò ai cori celesti il figlio risorto, rivelandone le ferite: «Questo è il mio figlio amatissimo!». Ciò risvegliò una gioia immensa negli angeli, una gioia che oltrepassa l’umana comprensione. Così il passato malvagio, in cui Dio non era riconosciuto, venne buttato giù. La ragione umana, che era stata occultata dall’influenza demoniaca, è innalzata al riconoscimento di Dio. Attraverso la benedizione più alta, il percorso della verità è rivelato agli uomini, e questi sono riportati dalla morte alla vita. (PL 197, 446B-448C; cfr. Scivias, pp. 100-105)”.

“Quale immensa gioia il fatto che Dio sia diventato un uomo. Tra gli angeli Dio esiste come divinità, ma tra gli uomini esiste come uomo! (PL 197, 946B; cfr. LDO, p. 813)”.

“[Quando arriva il momento della morte] gli angeli buoni e cattivi sono presenti, i testimoni di tutte le azioni che la persona ha compiuto nel suo corpo e con il suo corpo. Attendono la fine per portare la persona con loro dopo il disfacimento. (Scivias, p. 89)”.

“Mentre il sacerdote, rivestito di vesti sacre si avvicinava all’altare per celebrare i divini sacramenti, vidi anche che all’improvviso un’esplosione di gioia luminosa, venendo dal cielo con un corteo di angeli, circondò di luce tutto l’altare e ci rimase finché il sacerdote non se ne allontanò al termine del sacramento. Lì, una volta recitato il vangelo della pace e posta sull’altare l’offerta da consacrare, mentre il sacerdote intonava la lode a Dio onnipotente: «Sanctus, Sanctus, Sanctus Dominus Deus Sabaoth», e intraprendeva così i misteri degli ineffabili sacramenti, all’improvviso una vampa di fuoco di inestimabile splendore dal cielo squarciato discese sull’offerta e la perfuse della sua luce come il Sole illumina l’oggetto su cui indirizza i suoi raggi. […] Al termine dei sacramenti, mentre il sacerdote si ritirava dall’altare, quel sereno splendore, che, venendo dal cielo, lo aveva circondato, si ritrasse in su verso i segreti celesti. (Scivias, pp. 128-129)”.

“Io, Cristo, dico ai figli degli uomini: fate amicizia sia con gli angeli buoni che con la giustizia e la sincerità umane. A causa di queste, gli angeli godranno delle vostre opere buone e un giorno vi porteranno nella dimora eterna. (ASH, p. 320)”.
 
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