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La venerabile Benedetta Rencurel e gli Angeli PDF Stampa E-mail

La venerabile Benedetta Rencurel e gli Angeli Quasi 200 anni prima di S. Bernardetta Soubirous a Lourdes, un’altra pastorella francese, Benedetta Rencurel, ebbe il grande dono di ripetute apparizioni Mariane che durarono per più di 54 anni, dal 1664 al 1718. Il decreto di riconoscimento di tali apparizioni mariane è stato fatto a Gap il 4 maggio del 2008 dal vescovo Jean-Michel di Falco che dopo aver attentamente studiato i fatti e chiesto consiglio alle persone competenti ha riconosciuto l’origine soprannaturale dei fatti vissuti e riferiti dalla Rencurel, ed ha incoraggiato i fedeli a venire a pregare e a rigenerarsi spiritualmente al santuario di Nostra Signora di Laus. Benedetta nacque nel 1647 il giorno della festa dell’arcangelo Michele, nel piccolo paese Saint-Etienne, vicino ad Avencon nel dipartimento Hautes Alpes (Francia), da genitori molto poveri. Quando Benedetta, all’età di 10 anni, perse il padre, fu affidata ad un vicino proprietario terriero per pascolare ...

... il suo gregge di pecore. Compì il suo lavoro in modo semplice ed umile. Dal mese di maggio del 1664, la santissima Vergine apparve alla Pastorella per quattro mesi ogni giorno. Maria diede alla ragazza l’incarico di ricostruire, nelle vicinanze di una vallata chiamata Le Laus, una cappella andata a rovina, perché ci si potesse recarvisi a pregare per la penitenza dei peccatori. M. Lambert, il vicario generale di Embrun, sottopose Benedetta nel 1665 a lunghi interrogatori e arrivò alla conclusione, che le apparizioni Mariane, di cui raccontava la pastorella, erano veritiere. Così, nel 1666 fu iniziata la costruzione di una chiesa a Le Laus, completata nel 1670.

Benedetta, che come terziaria dell’ordine domenicano, cercò di raggiungere la santità, smise di pascolare le greggi e si dedicò completamene al servizio dei pellegrini, che diventarono sempre più numerosi. Per amore della salvezza dell’anima dei pellegrini, si sottomise a durissime mortificazioni, pregò molto, rimproverò i peccatori incalliti e incoraggiò i deboli e i disperati. Le fu dato in dono il carisma della penetrazione dei cuori. Intuiva quando i peccatori, per falsa vergogna, non avevano confessato pesanti colpe. E lo fece loro notare. Successe che espulse i peccatori dal banco della comunione per farli ritornare, ancora una volta, al confessionale e confessare le colpe celate.

In seguito, Benedetta vide oltre 100 volte la Madre di Dio, da cui fu istruita sul suo compito di servizio per la conversione dei peccatori. Ma Benedetta fu anche onorata da un rapporto famigliare con gli angeli, i quali, com’è noto, si rallegrano di ogni peccatore pentito (Luca 15,10), inoltre gli angeli dettavano a Benedetta le risposte da dare ai pellegrini e le suggerivano anche i consigli da dare ai peccatori che si presentavano. Il 2 agosto 1700, Benedetta che si trovava nella cappella, vede due angeli sull’altare. “Oggi è giorno di grande festa-dice uno dei due- vuoi fare la comunione?”. “Oh, come posso fare la comunione se non c’è nessuno con cui posso confessarmi?” “Non importa –risponde lo spirito celeste- non hai commesso peccati che possano impedirti di fare la comunione.

Sarò io a darti l’Ostia. Accendi i ceri, Avvicinati all’altare, inginocchiati e prendi la tovaglietta tra le mani”. Subito il tabernacolo si apre e uno degli angeli ne estrae un’ostia, nel frattempo benedetta si avvicina all’altare, recita il Confiteor e riceve la santa Eucaristia da uno degli spiriti celesti, mentre l’altro rimane inginocchiato e in atteggiamento di profonda adorazione. L’angelo richiude la porticina del tabernacolo e dice alla pastorella: “Spegni i ceri e ritirati nella tua stanza per fare il ringraziamento alla Santa Comunione”. Benedetta obbedisce e dice allo spirito celeste:”Bell’angelo, in questo momento ho tutto ciò di cui ho bisogno”. Gli angeli scompaiono e Benedetta si ritira nella sua stanza. Ma vi è ancora dell’altro: Il 23 dicembre 1700, dopo la funzione di mezzanotte, Benedetta era rimasta sola in cappella e vide la chiesa riempirsi di una moltitudine di angeli che arrivano in perfetto ordine e avanzano in processione. Un magnifico stendardo ornato da tutti i tipi di fiori li precedeva.

La metà degli angeli era vestita di bianco e l’altra metà di rosso e ognuno portava in mano una fiaccola. Anche Benedetta ne prese una dall’altare e cominciò a seguire il corteo celeste. Fecero il giro della chiesa all’interno per tre volte accompagnati da canti pieni di un’incantevole melodia. Gli angeli cantavano il “Gloria in excelsis” e questa antifona composta appositamente per l’occasione: “Sia benedetto il Padre che ha scelto questo luogo per la conversione dei peccatori; Dio benedica tutti coloro i quali si recano qui per adorarlo!”. Benedetta non capiva il “gloria in Excelsis” ed un angelo si premurò di tradurlo per lei in francese. La pastorella lo ringraziò e continuò a seguire la processione ripetendo la giaculatoria: “mio Dio, abbiate misericordia di me”. “Dio ne avrà per te”, le disse un angelo. Dall’esterno si vedeva una grande luce proveniente dalla cappella e soavi profumi si espandevano dalla chiesa, nonostante essa fosse chiusa. Gli angeli inoltre accompagnavano Benedetta ogni volta che la pastorella si recava a fare l’adorazione alla cappella del “Buon Incontro” e ancora oggi quella via è chiamata “ il sentiero dell’angelo”. Gli spiriti celesti si preoccupano del corpo di Benedetta, vegliano sulla sua salute “sottraendole gli strumenti di supplizio che la giovane usa senza le dovute precauzioni e glieli rendono solo dietro l’ordine della buona Madre alla quale si rivolge Benedetta. Ma è soprattutto durante le lotte che Benedetta deve sostenere contro il demonio, che gli angeli si mostrano più presenti.

Il suo angelo custode le dice di non aver paura durante queste lotte del maligno, di fare ricorso alla preghiera e all’acqua santa; di dire al demonio che Gesù non si è incarnato per lui. Che lui non ha alcun potere e non può fare niente e perciò lei non lo teme. Il 16 settembre 1701, essendo stata trasportata dal demonio sulla roccia dove nidifica l’aquila, ed essendo quella una notte molto buia, la povera pastorella non sapeva dove andare per poter tornare indietro. Subito un angelo apparve al suo fianco con un’immensa fiaccola che non rischiarava solo i passi di benedetta, ma anche le montagne dei dintorni ed esalava inoltre un tale profumo che la fanciulla ne gioì. Per ricordare questo avvenimento è stata eretta in quel luogo sotto il passo di Rambaud, una colonna sormontata da un angelo che porta tra le mani una fiaccola e che domina il vallone di Laus.  Gli angeli ebbero un rapporto amichevole con Benedetta e pregarono spesso persino a turno con lei il rosario per la conversione dei peccatori; gli angeli consigliarono Benedetta in situazioni difficili e si prendevano cura del suo benessere spirituale e fisico. Tra il 1692 e il 1712 le toccarono molti disconoscimenti, rinnegamenti e persecuzioni da parte di preti giansenisti, ai quali era stato affidato il santuario di Le Laus, e che rinnegavano dal pulpito apertamente la veridicità delle apparizioni Mariane di Benedetta. Alla fine la si volle chiudere Benedetta dentro un monastero.

Non si osò  farle un attacco diretto, perché si temeva la fede del popolo, fortemente convinto che la Madre di Dio era apparsa per mesi a Benedetta. Gli angeli informarono Benedetta dei pericoli imminenti. Le vennero negati i sacramenti e proibita l’entrata al santuario. La Madre di Dio e gli Angeli la incoraggiarono in questi tempi - a volte in modo vistoso - a tenere duro, e le consigliarono come comportarsi. “I tuoi nemici sarebbero felici se tu ti disperassi, perché raggiungerebbero velocemente il loro fine”, disse Maria a Benedetta, che continuò allora a pregare e a fare sacrifici, per distogliere dal diavolo e dall’inferno quanto più peccatori possibile. Un angelo però le rivelò: “Le Laus è opera di Dio. Né uomini né demoni possono mai distruggerlo. Perdurerà e porterà abbondante raccolta.” Il suo angelo custode le annunciò la sua imminente fine per la festa dei Santi Innocenti. Il 28 dicembre del 1718 Benedetta morì all’età di 71 anni, dopo una  santa condotta di vita. I numerosi pellegrini, che a Le Laus si raccomandarono alla Vergine, cominciarono presto ad invocare anche Benedetta e a pregare per la sua beatificazione.

Don Marcello Stanzione (Ri-Fondatore della M.S.M.A.)

 
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