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Santa Monica, vedova: quando una mamma salva l'anima del figlio PDF Stampa E-mail

Santa Monica, vedova: quando una mamma salva l'anima del figlioMonica nasce nel 331 circa nell’attuale Song-Ahras in Algeria. Giovanissima sposò Patrizio, un legionario di Tagaste e membro del consiglio della città. Il marito però a differenza di lei, non era cristiano e ciò non piaceva a Monica che sperava in una sua conversione. Dal matrimonio nacquero almeno tre figli: Agostino, il maggiore, Navigio e Perpetua. Praticamente tutte le notizie sul conto di Monica provengono dalle “Confessioni”, dai “Dialoghi” e da “ De Beata Vita” e dalle lettere di Sant’Agostino, sulla cui vita la madre ebbe una grandissima influenza, egli infatti scrisse: “ Non ho parole sufficienti per esprimere il profondo affetto che provava per me […] Aveva il corpo debole di una donna, ma la fede forte di un uomo, la dignità appropriata all’età, un amore materno per suo figlio e una cristiana devozione”. Monica allattò Agostino al seno, fatto poco comune in una famiglia come la loro e con il suo latte, egli dice, ella lo imbeveva della generosità di Dio. Monica era ...

...  disturbata dalla vita licenziosa del figlio, ma Agostino considerava i suoi ammonimenti come “ semplici consigli da donna”. Monica pregava per la sua conversione e quando egli divenne manicheo non volle più vederlo, fino a che non venne rassicurata in sogno che alla fine sarebbe giunto a condividere pienamente con lei la fede. Era molto scoraggiata riguardo ad Agostino, quando un essere luminoso le apparve e le disse che doveva asciugarsi le lacrime, perché “tuo figlio è con te”. Monica parlò ad Agostino della visione, ed egli le rispose che certamente sarebbero potuti stare vicini se ella avesse rinunciato alla sua fede cristiana. Ma decisa Monica gli replicò: “ Non ha detto che io ero con te, ma che tu eri con me!”.

Quando Agostino andò in Italia nel 383, ella decise di seguirlo. Agostino era partito insieme alla sua compagna e al figlio, e aveva lasciato la madre in un santuario a Cartagine, adducendo la scusa di dover salutare un amico. Monica andò a cerarlo a Roma, ma Agostino aveva già lasciato la città. Lo seguì a Milano, dove si era stabilito e dove Monica divenne amica di sant’Ambrogio, vescovo di quella metropoli. Per quindici anni Monica aveva tollerato le relazioni licenziose di Agostino, ma decise che era suo compito assicurarsi che si sposasse per il suo bene e per poter essere ammesso al battesimo. Gli propose di combinare un matrimonio con una donna ricca e quindi di abbandonare la sua compagna. Alla fine però la madre dovette accettare il suo rifiuto e si ritirò con lui e altri amici nella villa a Cassiciacum dove si occupava della casa ma era in grado di partecipare anche se solo ad un livello poco profondo alle discussioni filosofiche della cerchia del figlio.   Agostino apprezzava la fede semplice di sua madre Monica che la Chiesa festeggia il 27 agosto, ma era convinto che il credente dovesse crescere nella conoscenza della fede e ripensarla criticamente per non essere travolto dagli errori e dalle critiche. Dopo tante preghiere Monica era al colmo della gioia per la conversione del figlio e per il battesimo avvenuto nel 387.

A tale riguardo Agostino scrisse: “ Ella ha visto che le hai donato molto più di quello che aveva domandato con le lacrime, le preghiere, i lamenti”. Monica decise di rientrare in Africa con il figlio, ma durante il viaggio, morì a Ostia all’età di cinquantacinque anni. Prima di morire aveva condiviso con il figlio una forte esperienza spirituale nota come “ la visione di Ostia”. Scrive Agostino nelle “ Confessioni”: “ Avvenne una volta che io e lei ce ne stessimo soli, appoggiati al davanzale di una finestra che dava sul giardino interno della casa che ci ospitava, là presso Ostia, dove non lontani dal frastuono della gente, dopo la fatica del lungo viaggio, ci stavamo preparando ad imbarcarci. Parlavamo soli con grande dolcezza e, dimentichi del passato, ci protendevamo verso il futuro, cercando di conoscere alla luce della Verità presente chi sei Tu, la condizione eterna dei santi, quella vita cioè che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrò in cuore d’uomo. Ce ne stavamo con la bocca anelante verso l’acqua che emana dalla Tua sorgente, da quella sorgente di vita che si trova presso di te…Tuttavia, Signore, Tu sai che in quel giorno, mentre così parlavamo e, tra una parola e l’altra, questo mondo con tutti i suoi piaceri perdeva ai nostri occhi ogni richiamo, mia madre mi disse: “ Figlio, quanto a me non trovo ormai più alcuna attrattiva per questa vita. Non so che cosa io stia a che fare ancora quaggiù e perché mi trovi qui.

Questo mondo non è più oggetto di desideri per me. C’era in solo motivo per cui desideravo rimanere ancora in questa vita: vederti cristiano cattolico, prima di morire. Dio mi ha esaudito oltre ogni mia aspettativa, mi ha concesso di vederti al suo servizio e affrancato dalle aspirazioni di felicità terrene!”. ..Dopo nove giorni di malattia quell’anima benedetta e santa se ne partì da questa terra”. E Agostino pianse ripetendo: “ Tu mi hai generato due volte!”. In conclusione quella di santa Monica è una delle storie più belle del rapporto tra una madre piena di fede ed un figlio scapestrato: fa toccare con mano la potenza dell’amore materno che non si accontenta dei successi umani del figlio ma mira alla totale realizzazione del figlio, quella che solo l’unione con Dio può donare. La sua arma segreta fu la preghiera, grazie alla quale ella ebbe la gioia in vita di vedere anzitutto il marito Patrizio abbracciare la fede e, in seguito, di assistere alla conversione ed al battesimo cristiano del Figlio Agostino. Per questo santa Monica è la protettrice delle donne sposate, delle madri e delle vedove e si invoca per l’educazione religiosa e la salvezza dell’anima dei propri figli.

di Don Marcello Stanzione

 
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