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Vivere il Natale 2009 PDF Stampa E-mail

Vivere il Natale 2009Proponiamo, tre livelli per poter vivere il Natale di quest’anno 2009. Essi sono da intendersi sul piano personale, familiare e sociale. 1. A LIVELLO PERSONALE: . Leggi ed ascolta con particolare attenzione la Parola di Dio. . Prega di più ed in modo migliore. . Purificati nello spirito mediante i Sacramenti. . Cambia la rotta della tua esistenza spirituale, con una vita cristiana più viva, più autentica e più operante. 2. A LIVELLO FAMILIARE: . Crea “l’angolo Natale” in casa, per avere sotto gli occhi il grande evento della Nascita di Gesù. . Trova la disponibilità per qualche “momento” di preghiera in comune. . Trascorri più tempo nell’intimità familiare per rafforzarne l’unione. . Appiana eventuali dissidi in seno alla tua famiglia, tra parenti, tra vicini di casa… . Con la parole ed il comportamento, fatti portatore della pace di Cristo. 3. A LIVELLO SOCIALE: . Evita gli sprechi nel cibo, nel vestito, nei divertimenti… pensando a chi ne è completamente privo. . Visita qualche persona, ... 

... gruppo od ambiente bisognoso e dona loro un po’ della tua vita, del tuo tempo, del tuo benessere. . Devolvi qualcosa per opere di beneficenza. Se non sai a chi darlo, affidalo al tuo Sacerdote che conosce più a fondo le necessità delle varie famiglie bisognose. L’amore, e il cristiano è il testimone dell’Amore, per essere autentico deve costare. Noi saremo giudicati su quello che abbiamo fatto e su come avremo amato. “Avevo fame e mi avete dato da mangiare. Ero nudo e mi avete vestito. Ero senza tetto e mi avete riparato. Venite!...”. Di questo ne siamo sicuri.

Gesù venne a portarci dal Padre la Buona Notizia: Dio ama il mondo ed ha mandato suo Figlio per portare nel mondo di oggi questo amore. Tocca, dunque, a noi cristiani di oggi, tu ed io, rispondere a questa domanda: Viviamo in realtà questo amore di Dio? L’amore per essere autentico deve costare. Deve cominciare dal più vicino, in casa mia, nella mia comunità parrocchiale, nella mia strada, nel mio ufficio, sul cantiere, ovunque mi trovi a lavorare, per poi estendersi al mondo intero. Mi costa amare? Se non mi costa nulla vuol dire che passo indifferente accanto al sofferente.

E’ questa indifferenza che fa tanto soffrire colui che rimane sconosciuto, non amato, non curato, non vestito, non riparato. E’ invano allora che Cristo è nato per noi e che, ogni anno, la Chiesa ci rinnovi la speranza e l’invito al suo amore. Cero, Dio ci ha creati tutti per delle grandi cose: amare ed essere amati. “Hodie mihi, cras tibi” è scritto all’entrata di molti Dormitori o Cimiteri. Lo stesso lo si può dire di noi: abbiamo bisogno gli uni degli altri per capire la ragione della nostra esistenza. Siamo stati creati per amare e per essere amati. Il povero non è solo l’indigente, il povero lo si trova, forse, in casa nostra, ma non lo conosciamo.

Nel mondo di oggi ci sono tanti affamati d’amore. C’è la fame che nasce dalla solitudine, dal rifiuto, dalla mancanza di cura e di tenerezza. Cristo l’ha detto: Nell’ora della vostra morte sarete giudicati sull’amore. A noi rispondere. La pace e l’amore nel mondo dipendono anche da noi, dalla nostra costanza nel far pace dentro di noi ed intorno a noi e di realizzare legami di fraternità con tutti. (“Meglio un sorriso fatto ai vivi, che una fontana di lacrime sulla tomba dei morti” – Proverbio cinese)

Don Marcello Stanzione

 
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