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Una piacevole sorpresa: la tonsura ecclesiastica esiste ancora PDF Stampa E-mail

Una piacevole sorpresa: la tonsura ecclesiastica esiste ancoraPoco tempo fa mentre camminavo a Roma dalle parti di san Pietro ho visto un giovane prete entrare in Vaticano attraverso l’ingresso di Porta Sant’Anna e sono rimasto meravigliato nel vederlo portare alla sommità del capo la Tonsura ecclesiastica che si vedeva nelle foto dei preti di oltre 40 anni fa. Mi sono informato e ho scoperto che quel sacerdote che lavora in un ufficio ecclesiastico del Vaticano apparteneva alla fraternità sacerdotale di san Pietro. Paolo VI nella Lettera Apostolica Motu Proprio “Ministeria Quidam” del 15 agosto 1972 ha abolito gli ordini minori: Ostiariato, Lettorato Esorcistato ed Accolitato e riguardo alla tonsura così scriveva: “ La prima Tonsura non viene più conferita; l’ingresso nello stato clericale è ammesso al diaconato”. Lo stesso Pontefice , nella lettera Apostolica Motu Proprio “Ad Pascendam” sempre del 15 agosto 1972 precisava ulteriormente: “ poiché l’ingresso nello stato clericale è differito fino al diaconato, non ha più luogo il rito della prima Tonsura, per ... 

... il quale in precedenza il laico diventa chierico. Viene, tuttavia, introdotto un nuovo rito, grazie al quale colui che aspira al diaconato e al presbiterato manifesta pubblicamente la sua volontà di offrirsi a dio e alla Chiesa per esercitare l’ordine sacro; la Chiesa, da parte sua, ricevendo questa offerta, lo sceglie e lo chiama perché si prepari a ricevere l’ordine sacro, e sia in tal modo regolarmente ammesso tra i candidati al diaconato e al presbiterato”.

Per qualche secolo fu in uso nella Chiesa greca l’ammissione allo stato ecclesiastico con la vestizione dell’abito nero. La Chiesa latina non l’ammise se non con la Tonsura. Quale la vera origine ed il significato di questo rito?

Alcuni critici razionalisti l’attribuiscono a S. Pacomio (292-349) che l’avrebbe copiata dai sacerdoti d’Iside e di Serapide. Ma è una pura fantasia. Le testimonianze della storia sono al contrario ben chiare ed istruttive.

Sappiamo infatti dai documenti che due generi di Tonsura esistevano: Quella imposta ai futuri sacerdoti, era la rasura a forma di corona, che era un modo qualsiasi di portare i capelli. Nel primo caso, che è il senso veramente primitivo, la Tonsura non era che un simbolo di adozione. Anticamente, particolarmente, in Roma, l’adozione teneva un posto importante nel diritto privato.

Col progresso dei tempi il modo con cui avveniva quest’adozione ha subito delle variazioni; però una delle forme più in uso spesso tra i popoli che si divisero l’impero romano, fu quella di tagliare qualche ciocca di capelli alla persona adottata. Il nuovo sacerdote non sarà più scelto in una sola tribù, come in antico perciò era necessario ricorrere ad una vera adozione spirituale per introdurre un giovane nella grande famiglia dei leviti della nuova legge. La Chiesa trovò nella vita civile una forma di adozione e non si curò di cercarne un’altra: l’accettò, la santificò e l’ammise fra le sue istituzioni.

La cerimonia della Tonsura lo nobilita e lo separa dalla razza comune e lo pone sotto la sua protezione ornandolo delle proprie insegne.

Fu solo molto più tardi che la tonsura divenne un modo di pettinatura legalmente imposto.

 Fino al V secolo, infatti, la Chiesa si limitò a prescrivere ai chierici di portare capelli corti e modesti, avendo così già insegnato S. Paolo; ma non v’è traccia alcuna dell’attuale tonsura. Fu nel VI secolo che, per protesta all’uso barbarico d’arrotondarsi la capigliatura in modo esagerato, ed anche per spirito di umiltà, i monaci cominciarono a radersi completamente.

Questa rasatura totale fu chiamata la “Tonsura di S. Paolo”. I chierici imitarono poco a poco questo esempio; ma per distinguersi dai monaci, e più ancora dai penitenti, lasciarono intorno alla testa una breve corona di capelli , detta “Corona di S. Pietro”. Questa corona man mano si allargò e la parte rasata si restrinse fino a diventar la tonsura attuale.

Tali usanze non presero forme stabili, ma variarono secondo il capriccio d’ognuno. Finalmente, per riportare un po’ d’ordine e far cessare ogni disputa, il IV Concilio di Toledo, tenuto nel 633, impose la Tonsura a forma di corona. E’ il primo accenno in un documento ufficiale: e dopo il mille divenne regola generale della Chiesa. Il seguito, il clero secolare ridusse poco a poco la Tonsura e non si curò più di dar forma di corna ai capelli.

Il Concilio di Worcester del 1210 credé opportuno stabilire che la Tonsura dovesse variare secondo la dignità dell’Ordine.

E’ chiaro dunque che la Tonsura ha due differenti significati; ed è bello rivelare come le due forme siano conservate e ben combinate nel Cerimoniale tridentino dell’ordinazione. La Tonsura non formava nella Chiesa primitiva un’ordinazione separata, ma precedeva il conferimento del primo ordine cui si era ammessi.

Fu solamente verso la fine dell’VIII secolo che si incominciò a tonsurare i giovani che si dedicavano al servizio della Chiesa, senza tuttavia compiere alcuna cerimonia sacra. In seguito divenne generale l’uso di dar la Tonsura, senza Ordine alcuno, ad una quantità di adulti, col solo scopo di sottrarli al foro civile e renderli capaci di benefici ecclesiastici. Si videro così quelli che rimasero chierici per tutta la vita, come pure si videro dei chierici ammogliati. Era un abuso che bisognava togliere.

Il vecchio codice di Diritto canonico del 1917 prescriveva che la Tonsura non si potrà più ricevere se non da coloro che hanno intenzione di arrivare fino al sacerdozio. (can. 973 e 976). Ricordo che la Tonsura è praticata tuttora in quelle comunità, debitamente approvate dalla Santa Sede, sotto l’autorità della pontificia commissione Ecclesia Dei, facenti uso dei libri liturgici in vigore nel 1962 come ad esempio la Fraternità Sacerdotale San Pietro, l’Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote di Gricigliano e l’Istituto del Buon Pastore che mantengono gli ordini minori e pure la tonsura. Personalmente come sono a favore all’uso obbligatorio della talare  vedo di buon occhio anche il ripristino della tonsura per tutti i membri del clero.

Don Marcello Stanzione

 
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