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Confidenze di Mons. Ottavio Michelini (1906-1979) VOL. 3 - LIBERACI DAL MALIGNO PDF Stampa E-mail

Confidenze di Mons. Ottavio Michelini (1906-1979) VOL. 3 - LIBERACI DAL MALIGNOQuesto terzo libro, che segue al «Tu sai che Io ti amo», e al «Figlioli miei, coraggio!», è un altro piccolo raggio che parte dal Cuore buono di Gesù e ci aiuta a coglierne i desideri e a compierne la volontà. Sono pagine che, lette con calma e con umiltà, fanno riflettere. Scuotono anche, ma senza scoraggiare. Per meglio comprenderle sarebbe bene tener presente queste premesse: - di persone di buona volontà nel mondo, nella Chiesa, tra i Vescovi, i Sacerdoti e i fedeli, sempre  ce ne sono state e ce ne sono pure, forse più nascoste ma non meno valide e operose, anche ai nostri giorni. Eventuali ammonimenti da parte di Gesù vanno quindi a coloro (pochi o molti li conosce e giudica solo il Signore) che fra noi si sono raffreddati nello spirito di fede. - l'insistenza quasi pesante sulla gravità e intensità dell'azione disgregatrice di Satana sulle anime e sui corpi, sulla famiglia e sulla Chiesa, è insistenza appositamente voluta. Non è che per il Signore e per noi non esistano altri problemi ... 

...   nella pastorale. Vuol soltanto richiamarci a una lettura e unificazione dei vari problemi in chiave di fede che ci riporti all'essenziale: amare sempre di più il Signore e il prossimo e allontanarci sempre più dal peccato e dal nostro seduttore.

- Ci sono pagine, specie nell'ultima parte del libro, che sembrano fra loro staccate e di carattere privato per il tono e gli argomenti. Hanno però uno scopo preciso: farci esperimentare come il mondo delle persone invisibili (Dio, la Madonna, gli Angeli, i Santi, le Anime del Purgatorio, ecc.) sia tutt'altro che lontano e indifferente nei confronti delle realtà visibili.

La Comunione dei Santi dovrebbe essere riscoperta come l'atmosfera autentica, sana, e necessaria allo sviluppo di ogni vita cristiana.

- Di quanto Gesù (come noi abbiamo fiducia e motivi per credervi) ci viene proponendo, occorre far tesoro con amore e con saggezza. Quindi non paure e allarmismi che urterebbero contro la nostra fede nella Provvidenza e niente pessimismi e giudizi temerari sul nostro prossimo che, fatti da noi, sono illegittimi e contro la carità.

Tutto va applicato alla propria situazione personale e tradotto nella realtà quotidiana con forza e con equilibrio. Il bene va tutto voluto, ma compiuto solo nella misura che ci è reso concretamente possibile.

E’ lo strumento di cui il Signore ha voluto servirsi anche per questo volume.

4 Novembre 1975 S. Carlo Borromeo

Rev. Padre, come d'accordo, le mando ciò che Lui, Gesù, mi ha detto in merito al sacerdozio e ai sacerdoti.

Il Suo linguaggio è semplice, preciso e conciso; semplici sono anche le cose dette, ma è difficile spiegare la luce di cui le Sue parole sono permeate.

Per me è impossibile trasmettere queste cose nel modo con cui mi vengono dette.

M. O.

27 dicembre 1976 San Giovanni Evangelista

24 maggio 1976

LA GRANDE BATTAGLIA

C'è una guerra che non terminerà se non alla fine dei tempi.

La più grande battaglia di apocalittiche proporzioni fu combattuta in Cielo tra gli Angeli fedeli a Dio e gli Angeli ribelli a Dio, capeggiati i primi dall'Arcangelo San Michele, i secondi da Lucifero, il terribile dragone dell'Apocalisse.

« Avvenne allora una guerra in Cielo. Michele ed i suoi Angeli combatterono contro il Dragone che fu precipitato ». E' Satana l'antico Serpente che insidiò i Progenitori spingendoli alla disobbedienza per orgoglio.

Questa è la terribile realtà che il mondo stupidamente irride, mentre ne subisce l'azione deleteria, fatta di tirannia, oscurità e sofferenza. Il regno di Satana è il regno delle tenebre, è il regno del male, di tutti i mali, perché i mali di qualsiasi natura scaturiscono da lui, come da sorgente di ogni iniquità.

La battaglia combattuta in Cielo alla presenza di Dio fu battaglia immane di Intelligenze, che determinò per l'eternità il futuro destino degli angeli e degli uomini. Fu un fatto storico di primaria importanza che avrebbe coinvolto cielo e terra.

La storia dell'umanità è legata e condizionata a questo avvenimento, checché ne dicano e ne pensino gli uomini!

Le Sante Scritture, le affermazioni dei Padri e dei Dottori della Chiesa ne fanno chiara testimonianza.

SCETTICI E INCREDULI

I particolari momenti che vivete e l'immediato futuro che vi attende vi faranno credere all'intervento delle milizie celesti, sia per una particolare presenza della Provvidenza divina che governa il mondo, sia per la gravità degli avvenimenti contrassegnati dalla presenza del perturbatore dell'ordine stabilito da Dio, come il Papa Paolo VI con coraggio vi ha detto: «il razionalismo prima, il materialismo ora, hanno fatto di tutto. per mettere il discredito sul fatto più importante del cielo e della terra, senza del quale nessuna spiegazione è plausibile ».

La presenza non solo Mia ma anche di Satana nella storia e nella Chiesa, con i fatti che lo comprovano, urta terribilmente contro il puerile tentativo dei nemici di Essa di minimizzare o addirittura negare la più limpida realtà.

Con tristezza e con dolore si deve oggi constatare che non solo i tradizionali nemici miei e della mia Chiesa negano la presenza accanto agli uomini di esseri di natura diversa da quella umana, ma perfino cristiani e ministri di Dio sono scettici ed increduli, con grave loro danno personale e con gravissimo danno sociale.

Il Nemico dell'uomo è riuscito a narcotizzare molte anime e molti cuori, così è meno contrastato il suo raggio di azione. Purtroppo nella Chiesa anche coloro che affermano di credere mancano poi della più elementare coerenza con la Fede che affermano di possedere.

INDIFFERENZA COLPEVOLE

Si può rimanere passivi, o quasi, di fronte all'azione di un nemico furiosamente attivo che non manca nè di intelligenza nè di potenza per combattere le anime che odia e vuol travolgere e perdere?

Si direbbe ragionevolmente di no. Purtroppo la realtà è ben diversa: indifferenza e scetticismo si riscontrano perfino in coloro che, per ragione del loro stato, per il fine primario della loro vocazione e per coerenza alla fede, debbono non solo sostenerla ma difenderla e diffonderla, e invece rimangono inerti.

Si sono atrofizzati in azioni secondarie e certamente non atte a circoscrivere e limitare la tremenda opera devastatrice di Satana e della sua Chiesa.

Come si spiegano certe lacune, che hanno aperto brecce paurose al nemico? Così, ad esempio, improvvisamente si annullano ogni giorno mezzo milione di esorcismi, che un grande Pontefice aveva voluto, con intuito profetico, per questo vostro secolo, per combattere Satana e le sue schiere...

Mi riferisco all'orazione alla Madre mia e vostra e a San Michele, che si recitava alla fine della Santa Messa.

Con che cosa si è pensato di sostituire tale importantissimo provvedimento, preso da un mio Vicario e confermato da tanti suoi santi Successori? Con nessun provvedimento!

È saggezza distruggere ciò che era stato costruito con sapienza ed intelletto, senza poi provvedere a sostituire? Questo è un esempio: ma quanti altri se ne potrebbero portare!

Non è il caso di riflettere, facendo un serio esame di coscienza?

Ti benedico, figlio mio.

25 maggio 1976

FORTEZZA SGUARNITA

Il Comunismo ateo e la trasformazione della società, mediante il processo industriale in atto, nella civiltà del consumo, sono state ottime armi nelle mani del Nemico dell'uomo per materializzare e ateizzare l'umanità intera; sono stati ottimi mezzi per allontanare l'uomo da Dio.

Il Nemico, che dalla creazione dell'uomo nulla ha tralasciato per strapparlo a Dio e dirigerlo sulla via della perdizione, ha orchestrato, con la sua intelligenza superiore a quella umana, una guerra che conduce con tenacia e perfidia.

È giusto dire che non sono mancati i tentativi di reazione. È incredibile però che, man mano che cresceva l'azione pervertitrice del Nemico, si indebolisse nella mia Chiesa la controffensiva con mezzi adeguati. Vi è stata sì nella Chiesa una reazione esterna abbastanza vivace (Movimento cattolico fra Operai, Studenti, Laureati...), ma al contrario si è andata affievolendo l'azione interiore di resistenza e di offesa.

Vi richiamo ancora una volta, e non a caso, Leone XIII, che intravvide questo grande pericolo e non mancò di comporre un Esorcismo che potesse essere compiuto da tutti, Sacerdoti e semplici fedeli, per fermare l'avanzata nemica. Furono pochissimi coloro che ne trassero profitto; i più non capirono.

Il Nemico, da abile stratega, assaliva la Chiesa non solo dall'esterno (Razionalismo, Rivoluzione francese, Positivismo, Massoneria, Socialismo, Marxismo ecc.), ma lavorava abilmente all'interno di Essa.

SFALDAMENTO INTERNO

Gli ultimi Papi - ricordate ad esempio Pio IX, Leone XIII, Pio X, Pio XII - sono stati grandi lottatori contro i vari movimenti di offesa che, come colonne che il Nemico faceva avanzare in varie direzioni, puntavano sulla Chiesa onde denigrarla e sfaldarla. Satana cercava di distruggerla, e l'azione più subdola egli la compiva all'interno stesso della Chiesa, (vedi il Modernismo, l'Orizzontalismo, il Permissivismo). Mentre l'assedio esterno si faceva sempre più stretto, egli cercava di batterne le strutture valide di resistenza.
Caddero così le confraternite, caddero altre pie unioni e associazioni, nate e cresciute per alimentare la vita di Fede e la vita di Grazia.
I Pastori di anime non avvertirono lo squilibrio che nella Chiesa veniva verificandosi. Non si adoperarono, sempre salve le eccezioni, a rimediare con altri mezzi più consoni all'evolversi dei tempi. La mia Chiesa rimase come una fortezza sguarnita e disarmata.
Il grido d'allarme lanciato dai Papi non trovò sempre quella pronta e diligente corrispondenza che avrebbe rallentato e anche fermato l'azione del nemico.

CORRERE AI RIPARI

Non sareste arrivati allo stato attuale; non avrei Io oggi cristiani che non sanno neppure di essere arruolati in un grande esercito, il cui compito è di sbaragliare il temibile nemico delle vostre anime, che nulla tralascia pur di dirottarvi sulla via della perdizione eterna.
Voi, i vostri figli, le vostre famiglie, la vostra società vi siete trovati ad essere prigionieri, senza neppure rendervene conto, vi siete trovati trasformati in nemici di voi stessi e del Sommo Bene, dal quale e per il quale siete stati creati. Questo è il grande dramma della Chiesa!
Per liberare la Chiesa mia ed i miei figli dalla tirannia sempre piú sfacciata del nemico è necessario insorgere e correre ai ripari senza indugio! Per alleviare le tante sofferenze, causate dal dominio di Satana sulle anime, è necessario organizzarsi senza perdere tempo, agire con umiltà e con fede tenace. Io, Gesù, darò le indicazioni da seguire! Intanto, per trovare voi stessi, smarriti e perduti nella anarchia imperante oggi, usate le indicazioni che la Vergine, Madre mia e vostra, a Lourdes, a Fatima ed in altri luoghi vi ha dato: Preghiera e Penitenza! Occorre più preghiera e penitenza cosciente. Organizzatevi per questo fine ben preciso: perché il mio Cuore Misericordioso ed il Cuore Immacolato della Madre mia e vostra affrettino il trionfo finale in questa immane lotta, in questa gigantesca battaglia in cui Vita e morte, Luce e tenebre, Verità ed errore sono di fronte in un confronto decisivo.

Ti benedico, figlio mio.
25 maggio 1976

CIVILTA' CONSUMISTICA

Quando Io ho istituito i sacramenti, conoscevo il bisogno che di essi i cristiani avrebbero avuto. Questo bisogno non è venuto mai meno, anzi si può dire che oggi per voi è aumentato in proporzione alla rapida trasformazione della società patriarcale, agricola o pastorizia, in società industriale.
L'industrializzazione ha portato maggior ricchezza ai popoli e alle famiglie. Ho detto maggior ricchezza, non maggior benessere; vi ha portato maggiori comodità materiali, ma non maggiore felicità. Ha portato maggiori e sbalorditivi mezzi di comunicazione, ma non maggiore unità di cuori; anzi, attraverso questi mezzi male usati, un impressionante contagio di mali spirituali e morali affligge l'umanità moderna.
Voi, nati e cresciuti in questa società in continua evoluzione, siete travolti dal suo ritmo inesorabile, spesso inumano. Siete contagiati dalle sue febbri, a volte così brucianti da produrre un malessere spirituale tale da farvi perdere di vista quello che dovreste sempre aver presente in modo vivissimo nella vostra mente: lo scopo principale della fugace vostra vita terrena. Così, distratti ed attratti contemporaneamente dai frutti della civiltà consumistica, entra in voi il Nemico, che con la sua arte circuisce le anime, oscurandole, indebolendole, privandole del nutrimento necessario.

TRAGICA CHINA

La vita moderna non ha tempo per la vita interiore, indebolendo e spessissimo uccidendo il germe della Grazia e contemporaneamente abbagliando le anime con lo sfolgorante fascino che esercitano sui cuori i prodotti dell'attuale civiltà.

L'inganno e la bugia concorrono a materializzare la vita, a farvi dimenticare che il pellegrinaggio terreno non va considerato fine a se stesso, ma solo in ordine all'eternità per cui siete creati.

Con questo terribile gioco, preparato ed attuato con fine astuzia, il Nemico di Dio e dell'uomo è riuscito a dirottare la società verso una tragica china, distogliendo popoli interi dalla via del bene e coinvolgendo in questo gioco la stessa Chiesa.
 
LA SANTA CRESIMA

In Me, Verbo Eterno di Dio, non vi è né passato, ne futuro. Io sono l'Attimo in cui tutto è presente.
Ho dato Io agli uomini tutti i mezzi occorrenti per salvarsi e difendersi da tutti i mali, che hanno come origine Satana, il Principe delle tenebre che tutto vuole oscurare.
I Sacramenti, frutti preziosi del mistero della mia Redenzione, li ho voluti e legati al mistero della Chiesa per la vostra salvezza.
Fra questi Sacramenti, la santa Cresima l'ho voluta per fare di ogni battezzato un soldato vero, con armi adeguate, con una divisa indistruttibile chiamata carattere. Questa divisa caratterizza il cresimato come soldato e lo distingue da chi questo Sacramento non ha ricevuto.
Ora la crisi di fede, calata sulla Chiesa per opera del Maligno, ha scompaginato lo sterminato esercito dei miei soldati.
Considerate, figli, le conseguenze che derivano in un esercito che non crede più nei suoi ufficiali e comandanti, che non crede più alle ragioni per cui è stato mobilitato, che non crede più all'efficacia delle armi di cui è dotato...
Immaginate lo stato d'animo della truppa: inferiori e superiori che trascurano i loro doveri; ufficiali che non puniscono le indiscipline perché anche essi dubitano della loro ragione di essere.
Misurate quale potente forza erosiva disgrega questo esercito e considerate ancora la baldanza del nemico che conosce molto bene la situazione dei suoi avversari, che oramai sente di avere in pugno.

LA CHIESA, OGGI

Questa è la situazione della Chiesa oggi. Tutti possono constatare la tremenda realtà. Non a Me sono imputabili i mali odierni, come dal Nemico si vorrebbe far credere, ma a coloro che Io avevo prescelto con atto di amore per guidare e pascolare il mio gregge.
Inutile, come avevano fatto i progenitori e come tende a fare ogni uomo colpevole, tentare di scuotersi d'addosso le proprie colpe.
Siete responsabili di questa mancata avvedutezza, di questa mancata efficienza dell'esercito dei cresimati, tra cui molti neppure ricordano di essere tali.

Umiltà ci vuole, per saper riconoscere le proprie inadempienze e responsabilità.

Ti benedico, figlio.

26 maggio 1976

L'OSTILITA' DI SATANA

Scrivi, figlio mio.

Io, Gesù, nasco a Betlemme in una stalla.

Per Me non vi è posto nell'albergo dove altri trovano ospitalità. L'ospitalità non fu negata a Giuseppe e Maria solo per la maternità ormai prossima in Lei, ma per una inconscia ostilità nata nel cuore dell'albergatore per quei giovani sposi così diversi dagli altri. Satana può avere fatto dell'albergatore un ignaro e docile strumento per ostacolare quella coppia, che egli teme e odia per la resistenza opposta ad ogni sua insidia.
L'ostilità di Satana si farà sempre più forte. Non può sfiorare le anime di Giuseppe e di Maria: ogni suo tentativo è respinto con una decisione che lo atterrisce. Per questo aggira la situazione agendo sulle persone che possono nuocere a Me, Gesù, ed a mia Madre. Ignora però che, mentre compie questa opera satura di odio, serve meravigliosamente il piano del Signore Iddio per l'accrescimento di meriti dei due giovani Sposi, affinché tutto ciò che di loro fu scritto dai Profeti trovi il pieno adempimento.
Buon terreno troverà Satana nell'animo corrotto di Erode. Questo uomo, logorato dalla concupiscenza dello spirito e della carne, risponderà docilmente a tutti gli inviti di Satana e ordinerà la strage degli innocenti. Dio Onnipotente salverà e sottrarrà dagli artigli di Satana e del complice Me, suo Figlio divino, con la Madre mia ed il Padre putativo.
Così sarà per tutti gli altri tentativi diretti ed indiretti, compiuti contro la mia santa Famiglia. Nulla, assolutamente nulla, poté il Demonio, non solo su di Me, vero Dio e vero Uomo, ma neppure sulla Mia e vostra Madre e su Giuseppe.

SCONTRO DIRETTO

La sfrontatezza senza ritegno di Satana arriverà ad affrontarmi nel deserto. Direttamente, senza intermediari, vuole sincerarsi sulla mia identità. Ed ecco l'attacco frontale a Me che tutto so, a cui tutto è presente, e che nella preghiera e nella mortificazione mi volli preparare a dargli la meritata risposta.
Durante la mia vita pubblica sono evidenti i tenaci sforzi di Satana per molestarmi in tutti i modi, servendosi soprattutto dell'Apostolo infedele. Anche Giuda, come Erode, fu riarso dalle concupiscenze dello spirito e della carne, dalla superbia e dalla sensualità e fu ragione di tanta sofferenza per Me. Io, che conoscevo perfettamente l'opera demolitrice di Satana in Giuda, opposi ad essa preghiera e penitenza, anche se non trovai in lui neppure un minimo di corrispondenza.
Oppongono i pastori di anime preghiera e penitenza per i Sacerdoti affidati alle loro cure, bisognosi di riscattarsi dal giogo del Maligno?
E non soltanto di Giuda si servì Satana, ma anche degli altri Apostoli, che non furono immuni da tentazioni di presunzione, di invidia, di gelosia. Si servì dei Sacerdoti del Tempio, che arrivarono ad odiare Me fino ad ordire contro di Me, più volte inique congiure. Si servì degli scribi, dei farisei. A tutti Io resistetti, sconfiggendoli con la preghiera e la penitenza, le armi essenziali per vincere le forze del male. Ma siccome oggi si ricusa di usare queste armi, e all'esistenza del Demonio si irride, vi tocca subire la sua azione spietata, origine non solo di sofferenze morali e spirituali, ma anche fisiche.

INSENSIBILITÀ ASSURDA

La percentuale di coloro che soffrono, oggi, nella Chiesa e nel mondo per lo sfrontato potere di Satana è così elevata che dovrebbe farvi veramente impressione.
Di fronte a questo problema non trovate assurda l'insensibilità e perfino l'incredulità di non pochi Vescovi?
Lo dimostra il fatto che ci si dà da fare per altre cose secondarie, ma per questo poco o nulla si fa. A volte si arriva ad ostacolare coloro che, con genuino intuito sacerdotale, hanno cercato di fare qualche cosa per restringere la malefica azione di Satana e dei suoi alleati.
Questa è la tragica realtà, dinnanzi alla quale non pochi, per scarsità di fede e di umiltà, insorgeranno. Criticheranno chi tale affermazione ha osato fare, ignorando che costui non è un uomo, ma sono Io, Gesù, che di un uomo, il più povero e sprovveduto Sacerdote, mi sono servito. Ti benedico figlio; prega e ripara. Voglimi bene.

26 maggio 1976

IO LO PERMETTO

Scrivi, figlio.

Io, Gesù, Verbo Eterno di Dio, un tempo ho subito l'azione malvagia di Satana, saturo di odio e di invidia, tramite Giuda, interamente dominato dal mio irriducibile Nemico; oggi la subisco tramite i tanti Giuda che celebrano il Sacrificio della Santa Messa in peccato mortale ed in peccato amministrano i miei Sacramenti.
Satana quindi agisce accanto a Me, e nessuno si stupisca se lo permetto che ciò si compia.
I motivi sono parecchi. Voglio non coartare la sua libertà; Satana ha scelto liberamente il male, nel male è congelato. Ho voluto così togliere a lui la ragione che avrebbe certamente usato per giustificare la sua finale sconfitta nel giorno dell'Estremo Giudizio.
Quello che oggi si compie nell'animo di molti miei Sacerdoti per istigazione ed insidia del Demonio è grave quanto il sacrilego tradimento di Giuda. Anzi, è un tradimento continuo e cinico.
L'azione supersacrilega di Satana non è creduta, e non è valutata nelle sue nefaste conseguenze. Non si crede a colui che è causa prima dei vostri gravissimi mali, non si crede a Satana il cui ardire è senza misura. Io, Verbo Eterno di Dio fatto Carne, all'azione di Satana rispondo con un atto di umiltà, prima lavando i piedi dei miei Apostoli e poi istituendo il Sacramento dell'Eucaristia.
Alla smisurata superbia di Satana ho dato una risposta d'infinita umiltà e la dò ancora ai nuovi Giuda che si susseguono nei secoli.

VIGILATE E PREGATE

Diedi ai miei Apostoli un altro prezioso insegnamento per non cadere sotto gli artigli di Satana: «Vigilate et orate ut non intretis in tentationem».

Con la sua comunione sacrilega Giuda concretizzò in sé le parole: «Chi mangia la mia Carne e beve il mio Sangue indegnamente, mangia e beve la sua condanna». Tremende parole che hanno il loro compimento nell'anima di quei Sacerdoti che concludono male la loro prova sulla terra.
Satana tentò gli Apostoli, che pure erano vicini a Me, e li piegò al suo volere perché non fecero tesoro delle mie parole: « Vigilate et orate», che rivolsi loro per premunirli contro la tentazione del Nemico. Come possono salvarsi dalla rovina spirituale quei Sacerdoti che così poco pregano e quelli poi che non pregano mai? Quanta verità nelle parole di Sant'Alfonso: «Chi prega si salva, chi non prega si danna»!
Il demonio ebbe buon gioco sugli Apostoli che nel Gethzemani vilmente fuggirono; tra i Dodici uno tradì, un altro mi rinnegò giurando di non avermi mai conosciuto.
Satana ebbe buon gioco sui Sacerdoti ebrei, ipocriti, egoisti ed impuri. Non pregavano se non in pubblico. Non per convinzione, ma per ostentazione: la loro non era vera fede ma solo esteriore formalismo.
Questa genia di Sacerdoti non si è estinta, ma continua a pullulare nella mia Chiesa. Sarà ripulita la mia Chiesa da queste vipere che intossicano con il loro veleno quelli che avvicinano.
Satana agí con successo su Pilato, sui soldati del tempio e sui soldati romani, fatta qualche eccezione. Satana cercò di agire sui due ladroni che furono con Me crocifissi: uno però seppe credere, implorò e fu salvo; l'altro non credette e morì bestemmiandomi.

NON RISPARMIA NESSUNO

Satana non risparmiò nessuno, neppure la Madre mia, il cui animo insidiò con il dubbio sulla mia Risurrezione. Non poté però scalfire l'anima immacolata di Maria, Tempio splendente dello Spirito Santo.
Pochi sono quelli che, pur tentati, vanno immuni dell'azione corrosiva del Demonio.
Ricordate: anche i buoni discepoli di Emmaus e tanti altri amici miei non furono risparmiati dalla tentazione, e cedettero allo scoraggiamento.
L'opera nefasta di Satana, dalla caduta dell'uomo, non subisce rallentamenti e non ne avrà fino alla consumazione dei tempi, quando lui pure sarà giudicato per la seconda volta con tutte le sue schiere.

Allora dovrà disperatamente ammettere di aver perduta la guerra da lui provocata e da lui combattuta, nonostante la libertà di azione che gli era stata concessa.
In quel giorno tremendo, nel quale sfolgorerà la divina Giustizia, gli verrà a mancare la possibilità di nuocere ancora. Allora dovrà vergognosamente ammettere che Lui, il Lucifero, la creatura più bella dell'universo, la creatura più intelligente e potente, è stato sconfitto da un'esile creatura umana, molto inferiore a lui per natura, ma immensamente superiore a lui per Grazia.
Questo sarà il suo umiliante tormento per tutta l'eternità. Non minore tormento subiranno le anime dannate, in particolar modo i Consacrati traditori, per i quali ti invito a pregare e a offrire, perché si convertano e vivano.

Con Te, figlio, benedico tutti i miei Sacerdoti.

27 maggio 1976

ALBERO AVVELENATO

Figlio scrivi:

Quanti sono i libri, le riviste che trattano i problemi della Chiesa? Sono tanti che dal numerarli ne risulterebbe un elenco interminabile.
Ma quanti sono i libri che hanno centrato il vero problema della Pastorale? Non ne esistono! Questa affermazione potrà sembrare presuntuosa e arbitraria, ma la verità non deve mai preoccuparsi dei giudizi degli uomini, né delle conseguenze che questi giudizi producono.
Nei precedenti messaggi è detto chiaramente: la storia della Chiesa e dell'umanità è costituita essenzialmente dalla creazione e caduta degli Angeli, dalla creazione e caduta dell'umanità tutta in Adamo ed Eva, dal Mistero della Redenzione e dal Mistero della Chiesa uscita dal Cuore aperto di Me, Verbo Eterno.
Se volete raffigurare l'umanità come un grande albero in cui il fusto e i rami principali sono formati dai fatti sopra descritti, i rametti e le foglie sono gli avvenimenti di popoli, di epoche e di civiltà che si susseguono nel tempo, come germogli naturali di questo albero gigantesco.
L'albero della vita, che ha le sue radici in Dio, è stato avvelenato da Satana.

Dio è la sola grande, onnipotente Realtà che domina la vita, la morte, il tempo e lo spazio, il cielo e la terra.
Satana, pur essendo distanziato da Dio da un abisso incolmabile, per cui nulla mai potrà contro Dio, sfoga il suo potere, grande ma pur limitato e permeato di oscurità, contro l'intera umanità di cui in Adamo ed Eva riuscì ad impadronirsi e che Io ristrappai fin dai primordi con l'annuncio ai progenitori, dopo la loro confessione, del Mistero della mia Incarnazione.

VERITÀ DIMENTICATE

Queste realtà gli uomini le hanno dimenticate. Nella mia Chiesa esse non sono vedute con quella chiarezza necessaria per l'impostazione su vaste basi di una pastorale operante a beneficio delle anime.
Lavorano a vuoto tutti quei Vescovi e Sacerdoti che non hanno idee chiare e convinzioni solide su questa realtà di cui le Sacre Scritture, antiche e nuove, parlano in continuazione. Non credere fermamente questo vuol dire dirottare tesori irrecuperabili di tempo, di fatiche, di energie, di studi, di soprannaturale su di un suolo infecondo ove tutto imputridisce.
Immaginate, figli, le conseguenze derivanti dal dirottamento di un fiume, dal suo alveo naturale, su di un terreno formato da alture e da depressioni: si formano stagni ove le acque marciscono, diventano sature di miasmi, portatrici di infezioni e di malattie.
Ora così è la Chiesa. Questa crisi di fede, che ha alle radici la superbia e la presunzione, ha oscurato le grandi realtà, chiare acque di sorgente, facendo dirottare il fiume di luce e di verità delle Scritture e della Tradizione dall'alveo naturale in rivoli di acque putride.
Come si sia arrivati a questo, che è il non plus ultra dell'assurdità, è complesso a dirsi, ma certo è anche opera della perfida volontà di Satana, impotente nemico di Dio, ma ultra-potente nemico dell'uomo.
Subdolo, insidioso, tenace nel male, ha un buon gioco sulla debilitata natura umana. Gli riesce facile operare su di una natura inferiore alla sua e per giunta già da lui mortalmente ferita.
Dio è operatore di bene, di luce, di verità, di giustizia e di pace. Satana è operatore di male. Ecco la sorgente della storia che coinvolge cielo e terra, che coinvolge l'umanità.

Che ne pensano i pastori di anime?

Se cancellate questa realtà dalla mente e dai cuori degli uomini, che ne è degli uomini?
Si può pensare di cancellare queste realtà senza contraddire e minare alla base l'essenza della storia umana?
Pensino i pastori di anime e meditino sul serio, perché è da qui, è dalla radice che si deve curare il male. Ti benedico, figlio; voglimi bene.

27 maggio 1976

UNA LARVA DI VITA

Scrivi, figlio:

Come Satana ha straziato il mio Corpo fisico, nel modo che vi è ben noto, con sevizie atroci, così ora rivolge i suoi furibondi assalti contro il mio Corpo Mistico, la Chiesa.
Come si valse di Giuda per dare Me, Cristo Gesù, nelle mani dei miei nemici, così si avvale ora e si servirà domani degli stessi sacerdoti per consegnare la Chiesa nelle mani dei suoi nemici.
Per mezzo della croce rientrò la Vita nel mondo. Per mezzo della croce sarà rinnovata la mia Chiesa. Sia ben noto a tutti che non esistono altre vie intermedie. Satana lo si sconfigge opponendo gli atti opposti a quelli che lui compie.
Per superbia staccò se stesso e innumerevoli legioni di Angeli, che divennero suoi seguaci, da Dio. Con umiltà infinita, Io strappai a lui innumerevoli legioni di anime.
Satana è presente nella Chiesa con la superbia. Questa è la tremenda passione che, come cancro maligno, divora anime che occupano posti chiave nel Corpo mistico, e si sa che la superbia « est radix omnium malorum ».
Satana manovrò in modo da provocare, tramite i sacerdoti del tempio, degli scribi e farisei, la mia condanna a morte. Oggi la strategia con cui egli opera è la stessa: prepara nell'ombra congiure e complotti che porteranno allo strazio il mio Corpo mistico come avvenne del mio Corpo fisico. Vi sarà di nuovo uno spargimento di sangue.
Satana, pur essendo creatura di grande intelligenza naturale e di grande potenza, è pur sempre limitato. L'arte sua non potrà cambiare, per cui sarà ancora quella usata fin da principio. Per questo non è difficile, per chi ha fede e spirito di osservazione, riconoscere i suoi trucchi, le sue menzogne, i suoi modi di circuire le anime.

Nei millenni della sua attività dissolvitrice, nulla sostanzialmente ha cambiato e nulla potrà cambiare.

SUPERBIA E OSCURITÀ

Stando così le cose dovrebbe essere facile individuare la sua opera di erosione del Corpo mistico. Come mai invece non lo vedono che pochi, mentre molti neppure vi credono?
La crisi di fede produce oscurità, e nell'oscurità non si vedono gli oggetti che circondano la vita. La crisi di fede è tutt'una con la mancanza di vita interiore. Senza vita interiore non vi è capacità di agire. Mancanza di vita interiore è mancanza di vita di grazia: chi non vive, nulla può fare.
Se la fede è tenue, la vita interiore diviene una larva. Una larva di vita non sprigiona né luce per vedere, né forza per agire: ecco le vere cause della crisi sacerdotale.
Immaginate il triste spettacolo di una grande clinica moderna ove manchino medici e infermieri o, se un medico vi fosse, immaginatelo non all'altezza del suo compito. Ebbene, la Chiesa è come una grande clinica in cui troppi infermi non trovano l'assistenza dovuta per le loro malattie e, se un minimo di assistenza vi è, resta sempre inadeguata alle necessità.
Vien fatto di domandare: ma dunque si crede o non si crede alle parole del Divin Maestro? Si crede alla sua Divinità?
Si crede o non si crede alle sue parole che, proprio perché sue, non possono mutare, per cui sono valide oggi come ieri?

SEGNI DELLA FEDE

Rileggete il mio Vangelo, secondo Marco: « Gesù apparve agli undici e disse loro: "Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato.
E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio Nome scacceranno i demoni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno".
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in Cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l'accompagnavano ». Perché i Pastori di anime non operano in conformità di questa Parola? Forse temono che la virtù di questa Parola, dopo tanti secoli, si sia inaridita? Oppure credono che la loro azione pastorale non abbia bisogno di essere confermata dal Cielo? Oppure pensano che i miracoli sui malati, sui morti, sugli ossessi ecc. siano stati un lusso del tempo della mia vita terrena, e che il mondo attuale non abbia più bisogno di autentici prodigi che illumini la sua notte e lo scuota dal suo torpore?
Ogni prodigio, figlio mio, come la liberazione di un indemoniato, non costa alla onnipotenza del vostro Dio ma alla debolezza della vostra fede!

Ti benedico, figlio, voglimi bene.


28 maggio 1976

NON HO NESSUNO

Meditate figli miei, il Vangelo di San Giovanni: Ricorrreva una festa dei Giudei e Gesù salí a Gerusalemme. Presso la porta delle pecore c'è una piscina chiamata in ebraico Betsaida, che ha cinque portici. Sotto quei portici giaceva una folla di infermi, ciechi, zoppi, paralitici in attesa che l'acqua si muovesse. Un Angelo del Signore, ogni tanto, scendeva nella piscina e ne agitava le acque; chi vi entrava per primo veniva guarito.
Vi era lì un uomo infermo da trentotto anni. Gesù vedendolo disteso nel suo lettuccio e sapendo che da ben trentotto anni aspettava, gli disse: « Vuoi guarire? ». Gli rispose il paralitico: «Signore, non ho nessuno, quando l'acqua viene agitata, che mi cali nella piscina. Mentre mi avvio, un altro vi scende prima». Gli disse Gesù: «Levati, prendi il tuo lettuccio e cammina».
E il paralitico così fece, con grande scandalo dei Giudei.
Vi offro questo episodio per molte considerazioni.
Nel paralitico vedete raffigurati tanti e tanti infermi per sofferenza fisica o spirituale. Sono anni che soffrono, sono anni che attendono che mani pietose si posino su di loro per guarirli. Sono anni che Pastori e Ministri di Dio passano vicino a loro, senza accorgersi della loro infermità spirituale e spesso anche fisica. Naturalmente, non accorgendosi di nulla, nulla fanno per aiutarli.
Per essere più preciso dirò, pur sapendo che l'affermazione farà torcere il naso a qualcuno, che fra di essi moltissimi sono quelli che soffrono per colpa del Demonio, e non solo soffrono spiritualmente ma anche fisicamente.

Ancora una volta sarà bene ricordare che Satana ha superiorità sulla natura umana; per la singolare e grandissima potenza di cui dispone, molto può su questa povera natura.
Dovreste qui ricordare i numerosi casi di ossessi liberati da Me, dovreste ancora ricordare le numerosissime guarigioni operate da Me in persona e per mezzo dei miei Apostoli a cui avevo conferito il potere di guarire e di liberare le persone tormentate dai demoni.

L'ESORCIZZATO

Leggete il Vangelo e leggetelo bene! Si meditino i passi che trattano questa delicata materia. Del mio Vangelo non pochi scartano ciò che fa loro comodo non credere.
I Sacerdoti non dovrebbero ignorare che con un ordine particolare, cosiddetto minore, ebbero il potere di esorcizzare e di benedire.
Si scandalizzarono i Sacerdoti ebrei per la guarigione operata da Gesù in giorno di sabato; ma molti dei miei sacerdoti oggi si scandalizzano anche solo nel sentir parlare di esorcismi. Dicono che è cosa di altri tempi, oggidì semmai riservata ai Vescovi. Certo, per compierli in pubblico e con solennità, il Sacerdote esorcizzante deve essere autorizzato dal suo Vescovo. Ma, in privato, chi gli può proibire di avvalersi di un potere che gli è stato regolarmente conferito?
Satana, rabbiosamente attivo, usa il suo malefico influsso per far soffrire anime e corpi senza trovare la minima resistenza. Manca dunque la visione giusta di un problema di primaria importanza.
E' esercizio della vera paternità pastorale e sacerdotale il benedire ed esorcizzare chi ne ha bisogno. E' primario dovere del Sacerdote contenere e contrastare la nefasta azione del demonio, in qualsiasi modo e con tutti i svezzi di cui può disporre.
Ma lo sanno i miei Sacerdoti di quali grandi poteri sono stati investiti? Sanno chi sono? Sanno che gli Angeli, superiori ad essi per natura, sono inferiori ai Sacerdoti per potenza?
Ma che vale la vostra potenza, se non la usate per la finalità per cui vi è stata data?
Qualsiasi macchina, qualsiasi motore, pur avendo potenzialmente la capacità di sprigionare una grande energia, a nulla serve se non lo si mette in moto.

Voi sacerdoti siete motori fermi, non sprigionate nessuna energia, lasciate libero il Nemico di fare i comodi suoi. Nella vigna del Signore non vi curate che in minima parte di frenare la sua maledetta azione. Basta per ora, figlio mio. Ti benedico e voglimi bene.

29 maggio 1976

PROFESSIONISMO SACERDOTALE

Sempre salve le debite eccezioni, l'attuale impostazione della azione pastorale non è quella voluta da Me.
L'attuale pastorale è terribilmente contagiata da gravi mali, di cui uno è il professionismo. Essa viene considerata alla stregua di qualsiasi altra professione.
Non potrebbe essere altrimenti, perché è carente la Fede, che dà l'impronta all'azione. La Fede sta all'azione come il motore dell'automobile sta alla carrozzeria. Ci sono motori di diversa potenza e carrozzerie di diversa portata. Se il motore è inefficiente, la carrozzeria è inutile e rimane ferma.
Guardateli i Sacerdoti di questa generazione, guardateli nei loro atteggiamenti! Che differenza notate tra la loro foggia di vestire, tra il modo di comportarsi e di parlare e il comune modo di vivere del popolo?
Quanti motori spenti, soprannaturalmente parlando! Potremmo dirli motori inutili, anzi nocivi per il Corpo Mistico di cui sono parte così importante.
Vi è una differenza tra il professionismo del Sacerdote non santo e il comune professionismo dei laici: quello del Sacerdote si ammanta d'ipocrisia, cosa che generalmente non avviene nel professionismo dei laici. Fede, speranza e amore, le tre virtù infuse, nei sacerdoti dovrebbero brillare di fulgore tutto particolare, essendo così intimamente unite da formare un tutt'uno, quello che si chiama vita di Grazia. Invece...
Di conseguenza, se il Sacerdote manca di fede, manca anche di speranza, cioè della molla essenziale per far superare le innumerevoli difficoltà che la vita pastorale comporta, per cui ecco cadute, scandali e miserie, depressione morale e spirituale fino alla apostasia.
Quanti hanno apostatato! Quanti che, pur non avendo apostatato, sventuratamente sono rimasti come rami secchi nel Corpo Mistico, tumori contagiosi per tante anime, causa non di salvezza ma di perdizione!

Quali terribili catene tengono legati questi sventurati sacerdoti al nemico del Sacerdozio!

SENZA AMORE

Professionismo freddo, infecondo e ipocrita quello del sacerdote senza fede, senza speranza e senza amore. Dinnanzi alle sofferenze di quelle anime, di cui è padre, non ha che parole vuote di convenienza e prive di qualsiasi efficacia, parole senza anima. Le parole uscenti dal sacerdote in comunione con l'Eterno Sacerdote, sono parole di vita. Permeate di quella unzione ed efficacia che hanno le parole del Sacerdote santo, divengono balsamo capace di lenire le sofferenze di tante persone.
Il Sacerdote professionista non è in grado di fare una diagnosi delle anime sofferenti per colpa del Maligno, a cui fra l'altro non crede.
Il suo animo è arido, e l'aridità è impotente per i mali dello spirito, quando questa è colpevole, come in molti sacerdoti di questa generazione incredula.
Quale è l'atteggiamento da tenersi con questi sacerdoti?
Sono i più sventurati fra gli uomini e, nonostante tutte le apparenze contrarie, meritano di essere aiutati sia con la preghiera e con l'offerta a Dio delle proprie sofferenze, sia con linguaggio rispettoso e prudente, sincero e realistico.
Bisogna far sentire, far giungere al loro cuore sentimenti di vera amicizia e fraternità.
Non sanno più, forse non l'hanno mai saputo, di essere creature umane e divine insieme, fatti partecipi della Vita, del Sacerdozio, del potere mio, Cristo Gesù.
Non sanno di essere l'Uomo di Dio, da Dio prescelto per la salvezza eterna delle anime che ha redente con il sacrificio dell'Unigenito Figlio.
Non sanno di essere l'Uomo di cui han bisogno le anime per essere lavate, purificate, santificate nel Mio Sangue.
Non sanno di essere l'oggetto conteso da infinito Amore e da sconfinato odio.
Prega figlio, ripara e benedici, per aiutarli a spezzare le catene che li tengono legati nella più orribile schiavitù. Ti benedico; voglimi bene.

4 giugno 1976

NON HANNO CORAGGIO

Scrivi, figlio mio.
Non aver timore: sono Io, Gesù, che ti parlo, sono Io che ti ho scelto per essere la mia penna. Non temere: ti avevo preavvertito chiaramente come saresti stato giudicato.
Questo, figlio, per te deve essere motivo di conforto, pur nella sofferenza. Questo dovrebbe essere motivo di riflessione per i tuoi giudici. Ma essi non sanno distinguere, perché non vedono secondo Dio ciò che è giusto e ciò che è ingiusto.
Vedi: essi tacciono, e chi tace spesse volte conferma. Tacciono, o poco o nulla osano dire ai preti marxisti ed eretici, che non sono pochi. Per essi hanno sorrisi e blandizie. Eppure dovrebbero sapere quale enorme male sia spargere zizzania in mezzo al buon grano. Quanti seminatori di zizzania vi sono oggi nella Chiesa, e proprio tra coloro che dovrebbero coltivare e portare a maturazione con la loro diligente fatica, la messe! Invece si mettono in pieno contrasto con le direttive di Pietro, continuano a spargere zizzania, cioè confusione e disorientamento nelle anime.
Che fanno coloro a cui è stata affidata la vigna? Nulla, o quasi, come se nulla fosse. Non si ha il coraggio di richiamare gli eretici, non si ha il coraggio di mettere al bando i prodotti dell'eresia: riviste, giornali, libri...
Quanti Vescovi hanno avuto il coraggio di condannare esplicitamente riviste e giornali pseudocattolici che diffondono errori contro le direttive di Pietro? Non molti, figlio mio.

PSEUDO-PRUDENZA

Si è avuto però il coraggio di relegare un povero prete in una sperduta parrocchia di montagna perché credeva nell'esistenza del demonio, fonte di sofferenza spirituale e fisica, e nell'efficacia delle benedizioni con cui sollevava questi sofferenti, sempre più numerosi nella Chiesa del vostro tempo.
Quanti esempi potrei citare, figlio mio! Non si procede contro il diffondersi dell'errore adducendo il motivo della prudenza. La prudenza, grande virtù, rischia di essere tramutata in colpa gravissima.
Gli eretici, i seminatori di zizzania vanno smascherati e le loro dottrine vanno additate ai fedeli come un pericolo per le loro anime. Ma non si osa farlo sotto lo pseudo pretesto della prudenza. Ma i Pastori ben sanno che la vera ragione è un'altra: è una ragione di comodo!
Ti accorgerai invece che la prudenza, così spesso chiamata in causa, si tramuta in zelo quando si tratta di colpire scritti o parole che nulla hanno di pericoloso in sé, ma che al contrario hanno come unico scopo l'affermazione della verità.
La verità spesso brucia e le bruciature fanno male. Così è, figlio mio: si fa la voce grossa dove meglio si addirebbe il silenzio, e si tace dove meglio sarebbe innalzare il tono della voce come segno di allarme.

LEALE PATERNITÀ

Molti Vescovi dovranno pur convincersi che la loro pastorale non è sempre quella del Vangelo. Apriranno gli occhi quando sarà troppo tardi.
Necessita pregare e far pregare perché l'inimicus hominis è dentro la vigna e indisturbato, anzi da parecchi coadiuvato, compie la sua opera nefasta.
Basta con lo strumentalizzare anche il nome delle virtù per le proprie personali comodità.
E' tempo di riflessione, è tempo di meditazione! E' tempo di risalire il cammino dei secoli per arrivare alle sorgenti e fare un confronto con il mio linguaggio sincero, aperto, leale, il solo, che si addice ad una leale paternità.
E' tempo di uscire dall'equivoco. La politica dell'astuzia non ha niente a che fare con la semplicità della colomba e con la furbizia del serpente. Furbizia non vuol dire doppiezza o menzogna. Ho detto tante volte che le mie vie non sono le vie del mondo. I Pastori di anime, i miei sacerdoti, debbono conoscere le mie vie e per esse devono camminare, non per quelle del mondo.
Figlio, non temere, prega e ripara. E' quanto di meglio tu possa fare. Ti benedico.

5 giugno 1976

LA GIUSTIZIA

Scrivi, figlio mio:

Sulla terra, nella società umana sussistono vizi e passioni, difficoltà ed imperfezioni di ogni genere. Si riscontrano omissioni di ogni specie.

Sussistono anche le virtù, che vengono praticate con diversi gradi di intensità. Tra queste vi è la giustizia.
La giustizia è una virtù di cui tutti parlano, di cui tutti si fanno propugnatori, che tutti affermano di patrocinare. La realtà, figlio, è un'altra, ben diversa da quella clamorosamente proclamata.
Io te lo dico, figlio mio: se vi è una virtù che sia bistrattata e conculcata è proprio la virtù della giustizia. Questo avviene anche nella mia Chiesa e non da parte solo dei fedeli, ma spesso da parte dei miei sacerdoti e non di rado da parte dei Pastori.
Strano fatto: il mondo ha una sua particolare stima di questa virtù, però la infrange e la calpesta in ogni istante. Ma questo fosse solo del mondo, di cui è principe il Maligno: purtroppo anche nella Chiesa, mio Corpo mistico, questa virtù viene offesa.

Come mai? Perché, per praticarla, spesso si ha bisogno essenziale di altre virtù: umiltà e amore. Senza queste due virtù non può sussistere nell'animo umano la giustizia. Quando, e questo succede con frequenza, vedi la giustizia gravemente ferita e l'ingiustizia trionfare, puoi ritenere che la causa prima è la mancanza di umiltà e di amore.

COSTUME DI VITA

In « Tu sai che Io ti amo » ho detto che nella Chiesa, mio Corpo mistico, la virtù della giustizia è ferita, a volte gravemente, non solo alla base ma anche al vertice.
Quante sono le anime che soffrono per questo malanno della mia Chiesa! Citazioni di fatti, di casi particolari? No, figlio, perché sono così frequenti che si potrebbe ragionevolmente dire: l'infrazione della giustizia è diventata costume di vita.
Ma vi è una ingiustizia che grida vendetta al cospetto di Dio: è il tradimento perpetuato in continuazione dalla incoerenza di coloro che hanno responsabilità fondamentali e personali nella Chiesa. Non potranno però sottrarsi al particolare e personale giudizio di Dio. Non varrà a giustificare il proprio operato il dire di avere seguito i più. In questo secolo hanno tramutato in costume di vita ambizioni, presunzioni ed errori di ogni genere. Non si sono accorti di essere su di una falsa strada.
Nel primo volume «Tu sai che Io ti amo» è chiaramente detto che da un confronto tra la mia vita e la loro risulterebbe un contrasto inconfondibile.

Questo confronto dai più non si osa farlo. Si ha paura? Ma se non si fa adesso, di vostra iniziativa, questo raffronto sarà fatto nel giudizio quando non sarà concessa nessuna possibilità di ricupero!...

SOTTO TERRA

Io, Gesù, ho detto che mi sono noti i capelli che avete in testa; ho detto che premierò anche un solo bicchiere di acqua dato ad un povero per amore mio, ma ho detto pure che chiederò ragione anche di una sola parola oziosa.
A Me tutto è noto, a Me nulla sfugge. Non sarei Misericordia Infinita e Giustizia Infinita se così non fosse.
Ma chi pensa, figlio mio, a questo?
I santi, solo i santi! Chi non è santo non ha tempo di pensare alle cose fondamentali della vita. Chi non tende alla santità è come colui che costruisce la propria casa sulla sabbia.
Colui che cerca la santità si premura invece di costruire l'edificio della propria santificazione sulla solida roccia.
Figlio, non ho dunque ragione di insistere perché preghiate e ripariate? Quanti motivi di preghiera e di riparazione non vi sono nella mia Chiesa!
Ti benedico. Conosco l'amarezza di cui è ripieno il tuo animo; un giorno questa amarezza sarà tramutata in gioia; tu ora devi stare sotto terra a marcire. Non sei capito, figliolo? Lo fui forse Io, il tuo Gesù? Ti benedico.

6 giugno 1976

RISPETTO UMANO

Scrivi, figlio mio.

Non ti preoccupare se ancora non hai la minima idea di quello che sto per dirti: ciò dimostra che non sei tu che pensi e mediti, ma che sono Io che ti parlo.
In precedenti messaggi ti ho parlato diffusamente delle contraddizioni della pastorale moderna. Queste contraddizioni sono così evidenti da non sfuggire a nessuno, anche alle anime meno sensibili ai problemi di vita cristiana.
Ma nessun pastore ha il coraggio di infrangere questa barriera di paura, di rispetto umano? Paura, rispetto umano, timori vani uniti insieme formano una parete quasi insuperabile.

Per poter scalare questa parete bisognerebbe, in unità di spirito ed in ardore di fede, meditare il Vangelo, assimilarne il contenuto ed efficacemente desiderarne l'applicazione prima di tutto nella vostra interiorità personale. Ne deriverebbe di conseguenza la spontanea volontà di una applicazione esteriore al Corpo mistico. Non verificandosi l'assimilazione interiore non può, di conseguenza, verificarsi quella esteriore.
Per analogia avverrebbe nell'anima ciò che normalmente avviene nel corpo: per un reale e pur sempre misterioso processo della digestione, il cibo ingerito viene prima trasformato ed assimilato, poi queste sostanze vengono distribuite a tutte le altre membra del corpo.

CONTRO LA GIUSTIZIA

Peccano contro la giustizia tutti coloro che hanno lasciato contagiare di errori e di eresie il loro gregge, che non hanno avuto il coraggio di prendere ferma posizione contro i lupi che nell'ovile hanno fatto scempio di anime, specialmente nei seminari e nelle scuole.
Peccano contro la giustizia, Pastori e Sacerdoti che permettono il dilagare del materialismo negli ambienti nati per allietare l'animo, in un clima di serena allegria, trasformati invece talvolta in luoghi di contagio spirituale.
Peccano contro la giustizia quei Pastori e quei Sacerdoti che, per avere la mente oscurata dalla presunzione, non sono quasi mai oggettivi nei loro giudizi. Di fronte a terzi, prendono posizioni sbagliate: non indagano direttamente e a fondo, credendo di possedere in esclusiva l'assistenza dello Spirito Santo. Con una sbalorditiva sicurezza, commettono errori le cui conseguenze sono lacrime e sofferenze per chi ne è la vittima.
Un padre non vuole la sofferenza del figlio, ne vuole la correzione e perciò sa unire la correzione, se essa occorre, all'amore e non lega mai il suo operato al giudizio esteriore degli altri.

PASTORALE CONTRADDITORIA

A te, figlio mio, sembra duro affermare questa verità, perchè tu non vedi ciò che Io vedo. Io scruto i cuori umani nelle loro profondità, insondabili per voi, ma non per Dio che li ha creati.

Come spiegare il comportamento di alcuni Pastori, Superiori religiosi e Ministri miei rigidi e inflessibili verso sacerdoti animati da buono spirito e per buone iniziative?
Al contrario li vedrai sorridere a coloro che osano ribellarsi e far chiasso, anche se sanno che fan tanto male al gregge loro affidato.
Una pastorale contraddittoria non potrà mai essere feconda. Non si accorgono che stanno seminando in un deserto sassoso, dove il seme muore appena gettato e neppure fa in tempo a germogliare. Il non volere approfondire la ricerca dei mali di cui soffre la Chiesa oggi, è pure una contraddizione. Ci si scuserà dicendo che questo non è vero, perché di studi se ne sono fatti tanti. Sì, fin troppi, ma sempre in superficie, mai in profondità. La causa prima è sempre rimasta nel fondo di un mare tremendamente agitato, preannunciante tempesta.
La causa prima, il grande male che affligge la Chiesa oggi, è l'ambizione e la superbia, in alto ed in basso. L'oscurità si supera solo con l'umiltà. Ritorniamo così al confronto che alcuni Pastori e Sacerdoti ricusano di fare tra la loro e la mia vita, il cui tracciato è sempre contrassegnato dall'umiltà, dalla povertà e dall'obbedienza.
Chi non ha il coraggio di rifare il cammino della propria vita sacerdotale da Betlemme al Calvario si rende corresponsabile di ciò per cui oggi la Chiesa soffre e, più ancora, corresponsabile di quella bufera che si avvicina paurosamente e che travolgerà assieme agnelli, pecore e pastori, non solo nel sangue ma, molti, anche nella perdizione eterna.
Io non sono morto sulla croce per capriccio: sono morto sulla croce per ristrappare le anime a Satana ed alle sue schiere. Non posso tollerare che le anime si perdano per l'inefficienza di coloro che, sul mio esempio, dovrebbero con Me quotidianamente risalire il Calvario nell'umiltà, nella povertà e nell'ubbidienza.
Figlio, non credono, non vogliono credere. Per questo insisti nell'offerta e nella preghiera. Ti benedico.
 
7 giugno 1976

SOGGETTO E CORNICE

Scrivi figlio mio.

Leggendo i Messaggi che avete raccolto nel primo e nel secondo volume, può  darsi che qualcuno si stupisca che gli argomenti trattati siano, più o meno, quasi sempre gli stessi.
Non si parla delle strutture della vita pastorale o, se se ne parla a volte, è per mettere in risalto difetti e lacune.
La vita pastorale, come è venuta delineandosi attraverso i secoli, è complessa, quindi complesso dovrebbe essere il discorso che la riguarda.
La vita pastorale è ora complessa perché tale l'avete resa voi, ma in realtà al centro della pastorale rimane il Mistero dell'Incarnazione, della Passione e Morte mia, Verbo di Dio fatto carne. Questo è il vero fatto con cui Dio ha operato la liberazione dal giogo di Satana.

COLLABORAZIONE

Il punto focale è questo. Io, Gesú, ho liberato sì l'uomo dal giogo di Satana e, con la sovrabbondante grazia della Redenzione, ho dato all'uomo tutti i mezzi per mantenersi libero dagli assalti del Maligno; non ho però esentato l'uomo dal dovere di dare il suo apporto alla sua liberazione, con il credere e lo sperare, con l'amare, il soffrire e l'offrire.
In altre parole, Io non salvo l'uomo senza la collaborazione dell'uomo, per cui il problema centrale è: Dio salva l'uomo, ma vuole la sua collaborazione nella lotta contro le forze del male. Esse esistono in voi per il peccato originale, causato dal demonio, il quale si accanisce contro ogni uomo e contro il cristiano in misura particolare.
Satana, in questa lotta contro l'umanità, ha pure per alleato il mondo che a lui appartiene.
Il quadro della Pastorale è questo; tutto il resto è cornice. Ora il male di oggi è di dare risalto alla cornice e poco risalto al quadro dalla stessa incorniciato.
Ritorno quindi a invitarvi a ricominciare di nuovo (e questo lo farà la Chiesa purificata) a instillare nell'animo dei bambini una adeguata catechesi a riguardo di Me che salvo e redimo, ma non senza la collaborazione di ogni battezzato nella lotta contro le forze del male.

Tutto il resto verrà adattato a questa realtà dalla quale dipende la salvezza. Quindi stampa, cinema e tutti i mezzi della pedagogia dovranno centrare questa idea, che è il pilastro dottrinale della Bibbia.

PILASTRO FONDAMENTALE

Oggi i cattolici sono infarciti di materialismo. Il fallimento dei cattolici di oggi è per avere creato strutture di una pastorale staccata dal pilastro centrale.
Per esempio: a che serve un cinema parrocchiale ove si proiettano films anticristiani?
A che servono scuole e ritrovi dove, per timore di urtare la sensibilità antireligiosa, si impartisce una educazione religiosa all'acqua di rose?
A che servono mille altre iniziative, se non hanno un solido aggancio al pilastro centrale della pastorale: Cristo Redentore, Liberatore e Salvatore, che condiziona però la Sua azione divina alla collaborazione dell'uomo, attuata tramite la Chiesa?
Ma Satana oggi è nella Chiesa e opera intensamente fino a spingere le strutture di Essa lontano dal pilastro fondamentale.
Se oggi alcuni Vescovi e Sacerdoti non riescono a percepire questa situazione, è un altro terribile segno del come vanno le cose.
Questo ben lo vede invece il mio Vicario! Encicliche e richiami, segnalazioni ed allarmi non sono mai mancati, ma troppe volte sono rimasti lettera morta ed il male si è ingigantito.
Ecco, figlio, perché verrà l'ora della purificazione, che dai ciechi sarà deplorata come l'ora della Giustizia divina. Non sapranno vedere in essa anzitutto la Misericordia, mai disgiunta dalla Giustizia, perché Dio vuole la salvezza delle anime e non la loro perdizione.

7 giugno 1976

BISOGNA CAMMINARE

Scrivi figlio mio: è Padre Pio che ti vuol parlare. Te lo avevo detto che mi avresti risentito, ed eccomi fedele. Figliolo, non devi avvilirti né arrestare il ritmo della tua vita interiore. Vi è chi fa di tutto per paralizzare la tua volontà, ma ricordati che c'è una virtù importante: la perseveranza nel bene.
Guai porre mano all'aratro e poi voltarsi indietro! Bisogna camminare, anche se il camminare a volte si fa pesante e porta stanchezza. Questa di scoraggiare è l'arte di colui che è sempre in agguato per scoprire il momento opportuno per la sua azione demolitrice.
Io, Padre Pio, ho perseverato per tutta la vita e non ho mai ceduto né alle blandizie, né alle insidie, né alle sue minacce. E non furono solo minacce, ma vere sofferenze che il Maligno mi ha procurato negli anni della mia vita e che sono diventate arma formidabile per catturare anime, per strappargli anime e ridarle a Cristo.

IL DIRETTORE SPIRITUALE

Figlio mio, rileggi attentamente i messaggi che ti ho dato. Il dogma della comunione dei Santi è una realtà! Ti è stato detto più volte di vivere e di far vivere questo meraviglioso dogma alle anime del tuo mondo.
Fatti paladino di questa meravigliosa realtà spirituale che tante volte è stata dimenticata: sono pochi quelli che vi credono e che la vivono.
Senti, figlio, un'altra cosa di estrema importanza. Nei messaggi, che ti sono stati dati da me e da altri, troverai comunicazioni che ti riguardano direttamente: queste comunicazioni sono tutte valide.
Qui, in Paradiso, viviamo della Vita divina in un modo perfetto, diverso dal modo con cui voi vivete la vita della Grazia, che pure è già Vita divina. Non si possono quindi dire bugie, non si possono dire cose non rispondenti al vero, per nessuna ragione al mondo. Perciò tutto quello che ti è stato detto risponde a verità.
È giusto però che tu ti attenga, in tutto e per tutto, alle direttive del Direttore spirituale.

«Padre, come faccio io a distinguere se ciò che mi viene detto è da voi, oppure da quello del Fuoco, oppure è frutto della mia fantasia?»
Prove, figlio mio, non ti sono mancate, segni ne hai avuti e altri ne avrai. Ma per te deve bastare il verdetto del Direttore Spirituale.
Ci sentiremo ancora e ti confermo che anche ci rivedremo: abbi fiducia e guarda con più attenzione i Messaggi precedenti. Ti benedico: sono Padre Pio.

8 giugno 1976

IL DOPPIO GIOCO

Scrivi, figlio mio:

Vi sono strutture non essenziali, vi è dispersione di ricchezze rubate ai poveri. Ciò causa la paralisi che immobilizza un colossale insieme di opere che non servono più, almeno così come oggi sono strutturate.
Figlio, non avere timore. Ti ho sempre detto che la verità fa parte essenziale della carità e non è per il gusto di mettere in evidenza miserie di ogni genere che ti dico la ragione del fallimento delle strutture della pastorale odierna.
In tutto questo non si sa vedere il doppio gioco di Satana, che opera incontrastato dall'esterno e dall'interno della Chiesa.

- Dall'esterno: chi non vede i suoi strumenti è cieco: Il comunismo, incarnazione di Satana, ed il capitalismo massonico. Infatti anche la borghesia è spaventosamente incrinata dal radicalismo massonico, forte per i suoi legami internazionali. Sono armi con cui Satana senza sosta cerca di sgretolare la Chiesa, e non si può negare che, attraverso tale apparato, in parte ci sia riuscito.

- Dall'interno: Satana sta provocando una tremenda e mai così universalizzata crisi di fede nel clero. Le conseguenze sono evidentissime. Si serve del progresso, della tecnologia moderna, tutta o quasi al servizio di Satana, del mondo suo alleato e delle vostre passioni. La concupiscenza dello spirito, cioè la superbia, gravissimo peccato della Chiesa del vostro tempo, e la concupiscenza della carne hanno avulso dal Corpo di Cristo molte membra destinate al servizio del bene comune, Sacerdoti e anime consacrate.

Queste manovre sono degne di chi fu il piú bello ed il piú potente di tutti, dopo Dio, e che potente è ancora. Lo dimostra la mole gigantesca di male che opera in seno alla Chiesa e all'intera comunità umana.

PECCATO DI ACCIDIA

Di fronte a questo formidabile nemico Io, il vostro Dio, per liberarvi da lui, con umiltà infinita mi sono fatto uomo immolando Me stesso sulla Croce.
Ora però condiziono la vostra salvezza alla vostra adesione e cooperazione al Mistero della Redenzione.
Io voglio una libera e attiva partecipazione da parte di tutti i battezzati, non un passivo consenso, come invece oggi erroneamente è concepito il Cristianesimo da parte di tanti cristiani. Qui vi è un vuoto spaventoso, dato dall'abulía anemica di tanti cristiani, così gravemente ammalati da far temere della loro guarigione.
Questa inappetenza delle cose divine, questa atrofia della vita soprannaturale è peccato di accidia. I Cristiani, che dovrebbero essere vibranti di vita, assetati di luce e di verità, si sono ridotti in tale stato da assomigliare a rantolanti esseri smarriti. Sono senza forza e senza energia sia per colpa loro, sia per colpa di altri.
Il principe delle tenebre, mentre ha intossicato la Chiesa, spogliandola in molti suoi membri della vitalità soprannaturale, mantiene ben vive le forze sue, provviste di odio tale che, quando esploderà, si vedranno cose mai conosciute per l'umanità per gravità e per estensione.

SCIUPANO TEMPO

A chi va imputato tale stato di cose? A coloro che hanno spalancato le porte al nemico, a coloro che al nemico neppure credono, a coloro che gli hanno permesso un'infiltrazione logorante: va imputato a coloro che ancora oggi sciupano tempo ed energie proprie ed altrui che non potranno mai migliorare una situazione che bisogna avere il coraggio di denunciare come gravissima.
Questa situazione va imputata infine a coloro che, nonostante l'apparato burocratico e tutte le bardature, ancora non trovano la via giusta, la sola via per ridare ossigeno alla mia Chiesa che agonizza. Sì, figlio mio, ammettere questa agonia indurrebbe a fare una retromarcia così energica da impressionare salutarmente chiunque.
Ecco come hanno permesso alle forze del male di ridurre il mio Corpo Mistico!

LA CHIESA NON PERIRÀ

La mia Chiesa dovrebbe essere formata da un immenso esercito di valorosi figli di Dio, da arditi e coraggiosi miei soldati, vigilanti e attivi. Tutti carichi di entusiasmo, tutti e non solo una piccola élite, armati spiritualmente e corazzati sarebbero invincibili, perché Io, affinché siano tali, ho dato loro tutto il necessario.
La mia Chiesa non perirà! Io la rigenererò nel dolore, come nel dolore, nell'umiliazione e nel sangue lo ho operato il Mistero della salvezza.
Il mio Corpo Mistico spargerà il suo sangue; Io, Capo di esso, ho sparso il mio, e la Chiesa, dopo il duemila, rigenerata e fatta nuova, risalirà il cammino, Madre e non matrigna dei popoli.
Prega, figlio mio, e non curarti del giudizio negativo che scaturirà dalla presunzione. Tale giudizio durerà quanto una bolla di sapone. Ti benedico, figlio.

8 giugno 1976

FIUME LIMACCIOSO

Scrivi, figlio.

E' mia intenzione affrontare la problematica della pastorale presente mettendone prima in evidenza le lacune.
A chi obietta che non è positivo fare questo, rispondi che non è sapiente non ricercare le cause che danno luogo alle malattie del corpo; una attenta diagnosi rimane sempre il primo compito di un medico cosciente.
È sapienza, per analogia, che pastori e sacerdoti, giacché a loro è affidata la cura della mia Chiesa, facciano una diagnosi obbiettiva e coraggiosa dei mali da cui è afflitto il mio Corpo Mistico. Se non vale questa ragione a convincerli, null'altra vale. Perché tanti mali si sono accumulati nella mia Chiesa?
Le ragioni sono parecchie, e ne vedremo altre in seguito, ma rimane la ragione di centro, la mancata presa di posizione contro Satana, come già ho detto in altri messaggi. Lui è la causa prima del male, è il fiume limaccioso di tutta la corruzione che, dalla caduta dell'uomo, si riversa sull'umanità.

Questa martellante affermazione voglio che tu la ripeta ancora perché i sordi finalmente capiscano se lo vorranno capire. Quindi non è ripetizione casuale, ma ripetizione voluta.
Nel mio Vangelo è detto che i figli delle tenebre sono molto più avveduti dei figli della luce. Tutto il Vangelo è verità.
Guarda come i figli delle tenebre si immedesimano coi loro tenebrosi problemi! Li vivono giorno e notte. I loro propositi di male li tengono occupati senza interruzione di tempo; per questi problemi vivono, operano, in questi sperano.
Vedi con che coraggio agiscono: non hanno paura o vergogna di nulla: affrontano anche disagi e sacrifici, insomma non soffrono di quella anemia da cui sono afflitti troppi cristiani.
Essi sono una cosa sola coi loro programmi, tesi certo non alla conquista del vero, della libertà e della giustizia, anche se vi è fra loro chi in buona fede lo crede.

CONSEGUENZE ILLOGICHE

La differenza con coloro che si ritengono cristiani è grandissima. Questi ultimi assai spesso scindono la loro vita dai problemi religiosi e anche sociali che l'esistenza umana comporta. Io vedo i miei cristiani che, impostata la loro vita su errate convinzioni (non sempre per colpa loro, sovente per difetto di formazione sia familiare che ecclesiale) si avviano alle più illogiche e gravi conseguenze.
«La religione è una cosa, gli affari un'altra». In base a questo errato principio, il furto e la frode diventano costume di vita, per cui non ci si fa scrupolo di rubare in continuazione, di ingannare e di sfruttare il prossimo in tutti i modi. Gli illeciti guadagni non sono neppure confessati, perché tale concezione è arrivata ad offuscare anche le anime di sacerdoti che non si pongono simili «scrupoli».
Tu non sai, figlio mio, quanti consacrati dovranno pagare oltre la vita terrena, o con l'Inferno o con un tempo tremendamente lungo di Purgatorio, i peccati di indebita appropriazione per mancata o ingiusta retribuzione a dipendenti, per frode vera e propria, e per altre cose frequenti più di quel che si creda nella mia Chiesa.
Scindere i problemi e i doveri religiosi e sociali dagli altri doveri personali è semplicemente assurdo. Così è assurdo il detto « si vive una volta sola », inteso in modo da rendere all'occasione lecito l'illecito.

I figli delle tenebre non sono così illogici: i figli della luce sì.

FARE LA SCELTA

Così le anime sono avulse da Dio, si incalliscono in una morale amorale, diventano come dei crostacei, difficili a convertirsi.
Come si può (ecco l'errore!) pretendere di formare dei collaboratori con dei cadaveri, o con degli anemici cronici, talmente gravi da non potersi muovere in nessun modo?
Si deve far capire ai battezzati fin dalla prima infanzia che non vi sono altre alternative, come ho chiaramente detto nel mio Vangelo. Non si può servire contemporaneamente a due padroni che abbiano interessi e obbiettivi opposti.
O Dio, o Satana! L'animo umano, non dico ogni giorno, ma ogni momento, è nella condizione di fare la sua scelta. O si pensa ad una cosa buona, oppure si pensa ad una cattiva. O si compie un'azione buona, oppure si compie un'azione cattiva.
Il problema della pastorale è problema di fondo, prima che di struttura: o Dio o Satana, o il bene o il male. Ti benedico, figlio mio.

9 giugno 1976

IL CORPO MISTICO

Figlio, Io considero pastorale l'azione della mia Chiesa tesa verso gli uomini tutti, perché tutti possano aderire spontaneamente e saldamente ai principi cristiani.
Promuovere e guidare questa azione è proprio della Gerarchia, pur non escludendo la collaborazione giusta e doverosa di buoni laici, «votati ad hoc».
Io ho dato le indicazioni per l'efficacia dell'azione pastorale, perciò ho detto: sarete la luce del mondo, sarete il sale della terra. Ho detto pure: risplendano le vostre opere buone e glorifichino il Padre che sta nei cieli. Ho detto: sarete il lievito che fermenta la pasta.
Un sacerdote, se non risplende di luce soprannaturale, se la luce della grazia non rende trasparente la sua anima in modo che tutti possano chiaramente vederci dentro, (e questo importa lealtà, semplicità e non doppiezza) si accorgerà che la sua azione è infeconda.
Io, il Cristo, potenzialmente ho vinto il mondo. A Me tutto è stato dato, per me tutto è stato fatto; però la mia vittoria totale si realizzerà alla consumazione dei tempi, con il finale giudizio. Io, il Cristo, manifesterò dinnanzi a tutti, dinnanzi al Cielo e alla terra, la mia completa vittoria. Io, Dio fatto uomo, ho realizzato e realizzerò il mio Corpo Mistico, ossia la mia Chiesa, con la quale Io sono una cosa sola.
Questa è la vera ragione del ritardato totale mio trionfo: ho voluto partecipe di questo trionfo il mio Corpo Mistico. Capo e corpo sono un tutt'uno. Coloro che si meravigliano perchè il mio trionfo totale non si è verificato con la mia Risurrezione e Ascensione al Cielo poco hanno compreso del Mistero dell'Incarnazione.

SUL CALVARIO

Io, Gesù, mi sono intimamente unito alla natura umana per la cui liberazione e vittoria mi sono immolato. Ho associato la natura umana a tutte le vicende divine e umane della mia vita temporale ed eterna, perciò la Chiesa, mio vero Corpo, se pur mistico, dovrà seguire Me sul Calvario per poi seguirmi nella gloria.
«Chi vuol venire dietro di Me, prenda la sua croce e mi segua!» Dove, con la croce, se non sul Calvario?
La grande battaglia, che Io ho aperto col Mistero della mia Incarnazione, Passione e Morte, continua e continuerà fino alla fine dei tempi con intensità e gradazioni diverse. Ci saranno momenti di tale inaudita violenza da non credere, come avverrà nella prossima offensiva nemica, del resto già avviata.
E' stata data ai battezzati questa realistica visione di una Chiesa in perenne lotta contro i suoi agguerriti nemici: Satana, il mondo e le passioni?
La Pastorale deve portare le anime ad aderire ai principi cristiani, ad accettare spontaneamente Dio, la sua legge, la sua verità, i suoi misteri.
La Pastorale fatta con le sole strutture non serve a nulla, se mancano i presupposti fondamentali. I fatti lo stanno dimostrando.

LOTTA E PELLEGRINAGGIO

I vostri oratori sono deserti, le vostre sale cinematografiche sono strumenti di veleno, nei vostri ritrovi non di rado si bestemmia e si parla un linguaggio che non è cristiano.
Molte istituzioni sono crollate; la cosiddetta pastorale istituzionale è in uno stato fallimentare. E' inutile volersi illudere, le concezioni materialistiche della vita non possono che mettere solide radici in cristiani profondamente malati di anemia spirituale.
Gruppi promiscui di giovani e di ragazze, che per libertà eccessiva, per la moda indecente e per le influenze deleterie di letture e di films erotici non possono reggere, di cristianesimo hanno solo l'etichetta, ma sostanzialmente sono pagani.
Questi sono vizi di una pastorale istituzionale che non può reggere perché carente della visione fondamentale della vita.
La vita cristiana deve essere concepita come milizia, cioè come lotta incessante contro Satana e i suoi alleati; deve essere concepita come pellegrinaggio.
Le istituzioni per una Pastorale efficiente erano valide quando i cristiani erano buoni, ma oggi che essi sono pagani, le istituzioni tradizionali sovente sono occasione di male.

Ti benedico, figlio mio.

10 giugno 1976

CHI E' SATANA

Scrivi, figlio, e non temere di nulla. Un giorno capirai perché ora voglio da te questa dura esperienza, e ancora ti dico non preoccuparti dell'incredulità di chi, più di te e come te, dovrebbe credere, ma non crede. Quando vorranno credere non ne avranno il tempo. Dure parole queste; ma le mie parole tu sai che sono vere e che non mutano.
Ora voglio ancor di più approfondire quanto in precedenti Messaggi ti ho già esposto.
Chi è Satana, a cui molti non credono e altri confusamente o vagamente credono?
Dopo Dio era la creatura più bella, la più ricca di doni e di potenza.
E' persona spirituale, viva, reale e potente, tramutata da Angelo nel mostro più orribile per bruttezza e per perfidia, per la sua sete inestinguibile di male e di odio. E' il Male, perché con il male si identifica. Ha rifiutato Dio per superbia, per essere il dominatore e signore del Regno delle tenebre.
Satana è colui che ha determinato, con un atto della sua volontà, la perdizione eterna sua personale e delle schiere che hanno in lui creduto e lui hanno seguito. Egli determinò pure con l'astuzia e la menzogna la perdizione dell'umanità, insidiando i progenitori, inducendoli con l'inganno alla ribellione a Dio, a ripetere il suo peccato.

Nel suo peccato è confermato, perciò sa che non vi può essere né ora, né mai possibilità di cambiare la sua sorte di disperato odio.
Satana è il Male in continuo movimento, senza sosta neppure per un istante; Satana è menzogna, è oscurità; Satana, per quanto lo può essere una piccola creatura a confronto con l'Infinito, è l'opposto di Dio.
Dio è Luce, Amore, Giustizia e Verità; Satana è l'opposto di tutto questo. Satana è il giurato nemico di Dio, in particolare del Verbo fatto Carne e della Sua Chiesa, dell'Uno e dell'Altra vuole la distruzione. E' congelato in questo folle e malvagio proposito, per cui non desiste un solo istante dal perseguirlo con le sue forze.
Questa conoscenza del Maligno, figlio, è presupposto sostanziale di qualsiasi pastorale.
Non è assolutamente concepibile una efficace pastorale senza una visione viva e precisa di questa realtà di base.

IMPLACABILE NEMICO

Satana è pure il Nemico per eccellenza della Vergine Santissima.
Che pastorale possono fare i tanti Sacerdoti che non hanno una forte e illuminata devozione alla Madre mia e loro, o che queste realtà non credono, eppure le credono in modo confuso?
Ogni azione pastorale di qualsiasi natura è infeconda se non poggia sulle solide fondamenta della Fede in Dio, Creatore, Salvatore e Redentore, e nell'esistenza dell'implacabile e irriducibile nemico del bene, Satana. A questa fede va unita la ferma convinzione che con Cristo necessita salire il Calvario: «Chi vuol venire dietro di Me, prenda la sua croce».
Le disquisizioni teologiche sono inutili se non hanno come base questa realtà. Attualmente si costruisce sull'arena.
La crisi di Fede ha dirottato l'azione pastorale in tanti rivoli tortuosi che non portano le anime a Dio. Anche qui, figlio, Io debbo lamentare perdita di tempo in troppi convegni. Di per sé sarebbero molto utili, se in questi incontri si riscontrasse il coraggio di andare alle radici, cioè di affrontare il problema nel suo punto cruciale. Ciò è conseguenza della crisi di Fede che Satana con perseverante tenacia è riuscito a portare nella Chiesa e nel mondo.

SERIA MEDITAZIONE

Oh! figlio mio, quanto ci si è allontanati dalla via maestra, diritta e sicura! Se si leggesse il Vangelo, o meglio ancora se il Vangelo fosse oggetto di seria meditazione e imitazione, vi si troverebbe la luce necessaria per riportare i miei Vescovi, i miei Sacerdoti sulla Via in cui non ci si perde. Parabole, fatti e insegnamenti su questo punto tanto importante sono così numerosi per cui il dubbio non dovrebbe sfiorare l'animo di nessuno; invece lo vedi tu stesso come vanno le cose.
Figlio, prega e ripara. Non vergognarti di elemosinare da buone anime preghiere e riparazioni. Lasciali dire; non vedono, non capiscono! L'amore che mi porti sia talmente grande per cui ogni altra cosa o giudizio nei tuoi riguardi deve dissolversi nel nulla.
Vedi i giudizi umani come bolle di sapone. Che ti può fare una bolla di sapone? e che ti possono fare i giudizi di coloro che non credono? Ti benedico, figlio.
 
11 giugno 1976

SCHIACCIATE I DEMONI

Scrivi, figlio, senza nessun timore.

Dillo che Gesù non è contento! Non posso essere contento dinnanzi alla grossolana cecità dei Pastori e dei Sacerdoti per ciò che riguarda il problema sostanziale della Pastorale.
Ti ho già detto qualcosa di Satana e delle sue schiere; non ti ho detto tutto di lui, solo quel tanto di cui devi avere conoscenza. Egli può sulla natura umana molto più di quello che l'uomo può sulla natura animale, e tu vedi quanto l'uomo possa sulla natura animale.
Egli sa indurvi ad un radicale cambiamento del modo di vivere.
L'uomo può dominare un animale, ma Satana può dominare un uomo molto di più, molto di più. Ti ho parlato poc'anzi di grossolana cecità. Sì, figlio, ed ecco le conseguenze della colpevole inattività di molti Pastori e Sacerdoti di fronte alla febbrile, incessante azione demolitrice del Nemico.
Io Gesù, durante la mia vita pubblica, non mi sono limitato ad annunciare la verità; ho guarito infermi, ho liberato ossessi e ritenevo anche questo una parte essenziale della mia pastorale. Oggi non si fa (perché i pastori non vogliono impegnarsi personalmente, e solo qualche rara volta la delegano ad altri) questa parte della pastorale.
Io l'ho delegata ai miei Apostoli perché gli Apostoli e i loro successori la compissero. Se l'ho fatto io, Gesú, anche i Pastori di oggi dovrebbero benedire ed esorcizzare.
Non sono meno oggi coloro che soffrono per colpa di Satana, anzi sono più che un tempo.

IMMOBILISMO INTERIORE

L'atteggiamento tenuto oggi dai Vescovi, salvo sempre le debite eccezioni, non è certamente quello da Me desiderato, non è quello che Io vorrei.
Che il padre non sia presente, potendolo, ove sono i figli che soffrono è veramente contro la natura delle cose. Eppure questo è ciò che avviene abitualmente. Che un padre deleghi un altro a rappresentarlo presso il figlio sofferente, non è meno amaro di quanto detto sopra.
Che poi un padre non creda neanche alle sofferenze di tanti suoi figli, che pure evidentemente soffrono, si direbbe impossibile. Eppure è ciò che abitualmente avviene.
Ma vi è di più, figlio mio; non temere e scrivi: che poi un padre arrivi ad ostacolare coloro che per un sentimento di doverosa pietà (ho detto pietà e non giustizia) si prendono cura dei suoi figliuoli sofferenti, questo è addirittura fuori di ogni logica e contro ogni sentimento di amore paterno.
Figlio, dillo forte, questo in continuazione si verifica nella mia Chiesa. Si muovono questi Pastori alla periferia del loro animo e del loro cuore, ma sono immobili al centro.
Che voglio dire con queste parole? Esternamente sono attivissimi, a volte fin troppo; restano immobili, o quasi, interiormente. Molti di essi sono vittime della frenesia dell'azione. Molto meglio se fossero vittime mie! Le mie vittime, al contrario; sono quasi immobili esternamente, mobilissime e attivissime interiormente. Sono esse che salvano le anime! Sono le vittime volontarie che hanno finora frenato la giustizia divina. Sono le mie vittime il vero lievito, il fermento della Chiesa. Ad esse Io nulla posso negare, non all'attivismo esteriore di tanti Pastori.

LA CHIESA LANGUE

Data la necessità che Vescovi e Sacerdoti prendano in esame il problema di tante anime sofferenti,
Nessuna ragione inequivocabile trattenga i Pastori di anime.
Si formi in ogni diocesi, almeno inizialmente, un comitato di ferventi sacerdoti e laici che diano luogo ad una catena di anime disposte ad offrire quotidianamente, con le loro sofferenze, almeno un'ora o una mezz'ora di preghiere per coloro che soffrono per colpa degli Spiriti maligni e che possano benedire i sofferenti in determinati giorni, in una determinata Chiesa.
Nessuna ragione trattenga Pastori di anime e volonterosi Sacerdoti dal compiere questo dovere: è un problema di attualità.
Non vi siete accorti di nulla? Non vi siete accorti che la Chiesa langue e agonizza per colpa del Maligno? Non vi accorgete che qualche cosa di tremendo sta maturando? Che fanno, che pensano certuni? Si spoglino di quella presunzione che toglie loro la grazia ed il conforto della luce. Ti benedico. Voglimi bene.

12 giugno 1976

IL FUMO DELL'INFERNO

Scrivi figlio:

Richiamo ancora una volta le parole del mio Vicario in terra: «Il fumo dell'inferno è entrato nella Chiesa». Nessuno o quasi ha dato la dovuta importanza a questa espressione del Papa.
Pochi hanno saputo dare a queste parole un senso pratico. Il fumo, abbiamo detto, tinge e oscura. Satana ha oscurato la mente di molti che erano a capo delle strutture che dovrebbero servire ad una pastorale di salvezza.
Congregazioni, ordini religiosi, seminari, conventi, collegi, scuole, canoniche, chiese... il fumo dell'Inferno è entrato dovunque! Del resto il fumo è come l'acqua: lo vedi arrivare e magari non sai da dove. Si insinua, penetra, tinge, senza dartene l'impressione. Questa è stata e questa è l'azione di Satana.

INFEZIONE DIFFUSA

Già ti ho parlato di grossolana cecità: ora ti confermo che questa espressione risponde ad una dolorosa realtà.
Figlio, non scendo ai particolari perché i particolari non esistono più. Si tratta di un male sociale nella Chiesa, paurosamente diffuso.
Seminari infetti? quanti! Ordini religiosi infetti? quanti! E' il fumo dell'Inferno che si è insinuato dappertutto, non risparmiando neppure il Vaticano.
E parrocchie infette? quante! Succedono oggi nella mia Chiesa cose che non si possono umanamente spiegare, senza un intervento personale del Demonio.
Particolari incresciosi ve ne sono sempre stati. Incominciarono nel Collegio Apostolico col tradimento di Giuda e con la fuga degli Apostoli. Poi le eresie e gli scandali si sono susseguiti nei secoli. Ove è l'uomo ivi è pure il suo acerrimo nemico, Satana, che nulla risparmia per indurre l'uomo al male.
Per questo Io vi ho insegnato di chiedere quotidianamente la liberazione dal Maligno.
Il Santo Padre che cosa ha voluto dire con le parole: «Succedono oggi nella Chiesa cose che si possono spiegare solo con l'intervento personale del Demonio»?
Il mio Vicario, prima di tutto, ha voluto riaffermare una verità di fede perché essa risulta chiaramente e ripetutamente dalla Rivelazione. Secondariamente ha voluto riaffermare che Satana è persona viva e reale, paurosamente attiva e ferocemente malvagia, in perenne movimento per diffondere veleno spirituale ben più pericoloso del più potente veleno materiale.
Sono le cose che esso compie a danno della Chiesa, a cui allude il Papa quando accenna al suo personale intervento nella Chiesa oggi.
La sua azione è universale e i fatti criminosi, che nell'ombra di congreghe e di sette egli ordisce, sono innumerevoli.
Il mio Vicario, per la posizione preminente che egli occupa nella Chiesa e nel mondo e per la grazia del suo stato, ben conosce i mali che Satana compie nella Chiesa.
Il mio Vicario conosce i mali che Satana compie nella Chiesa valendosi di traditori, di corrotti di ogni risma, di sacerdoti apostati e rinnegati di cui dovete volere e chiedere la salvezza.

PREGHIERA E DIGIUNO

Ma qui devo ricordare le mie parole dette agli apostoli: che vi sono demoni che non tutti possono scacciare. Per cacciarli occorrono molta preghiera e molta penitenza.
Si vedrà a quali tremendi eccessi arriverà l'azione del Maligno; molti di coloro che oggi non vedono, o vedono confusamente, si ricrederanno se ne avranno il tempo.
Nella mia Chiesa rinata sarà questo il grande tema su cui si impernierà la catechesi: formare i cristiani quali veri e coscienti combattenti contro le forze del male. Se il Nemico non desiste dai suoi attacchi, neppure debbono stancarsi i combattenti nella difesa. Figlio, ti benedico e con te benedico coloro che vorranno veramente adoperarsi, in tutti i modi e con tutti i mezzi, per la difesa delle anime dalle forze del Male.

13 giugno 1976

LA GRANDE SFIDA

Scrivi, figlio mio.

Ora ti dico ciò che i demoni possono fare con innumerevoli mezzi. Ma, anzitutto, perché possono fare tanto?
E' perché Io li ho creati liberi e non ho tolto a loro i doni naturali. Operano senza sosta, dalla caduta dell'uomo, inducendolo con l'inganno a disubbidire a Me, inculcando nell'uomo lo stesso loro tremendo vizio: la superbia. Operando contro l'uomo, la loro falsità e malvagità si fondono insieme in una miscela spirituale che brucia ed esplode.
Nessun mezzo viene trascurato: lusinghe, seduzioni, sensualità, moda immodesta, pornografia, frode, furto, violenza, terrore e quant'altro la sua acutissima intelligenza gli permette di inventare.
Il suo grande e folle sogno è di emulare Dio; come Dio vuole possedere un regno! Con l'insidia tesa ai progenitori, vi riesce in certo qual modo. Con la caduta di Adamo ed Eva, l'umanità gli appartiene; sarebbe sua nel tempo e nell'eternità se Io non fossi intervenuto.
È nato così il fiume con le acque impure di tutti i mali; è nata la sofferenza, è nata la vergogna, è nata la concupiscenza, sono sbocciate tutte le passioni. Per quel peccato è entrata la morte nel mondo, è entrato il lavoro sudato: è il male che è nato da Satana e che si riversa sull'umanità.
NON GIUDICATE

La sfida è stata lanciata, ma la sfida lanciata a Dio gli costerà cara, nel tempo e nell'eternità. Gli uomini che non hanno accettato la sovranità di questo tiranno terribile, quelli che veramente credono in Dio, si domandano sbigottiti: Ma perché ancora può tanto? Perché Dio, che è infinitamente più grande e più potente, non gli impedisce di agire? Perché non lo rinchiude nel suo Inferno?
A questa domanda è già stato risposto: non spetta a voi giudicare l'operato di Dio. Chi siete voi per presumere di poterlo fare?
Comunque Io stesso vi ho illuminati, e voi sapete le ragioni almeno principali. Dio non priva mai le sue creature dei doni gratuitamente dati. Sono le creature che possono perderli, come il dono della Grazia, distrutto sia negli angeli sia negli uomini, non da parte di Dio, ma per libera scelta degli angeli e degli uomini.
I doni naturali restano anche col peccato. Dio però, per un misterioso disegno della sua Provvidenza, piega il male al bene. Anche Satana un giorno dovrà riconoscere di avere sempre servito Dio.
Le tentazioni che il Demonio esercita sull'uomo servono spesso a rendere l'uomo più prudente, più assiduo alla preghiera, servono cioè a spingerlo verso Dio.
La tentazione non respinta, ma accolta e consumata nel peccato, serve però ad umiliare l'uomo e a punirlo per la sua presunzione. E' difficile per voi penetrare nei misteriosi disegni di Dio, tutti di amore, di misericordia e di giustizia.
Su quest'ultima parola voglio fermarvi ancora l'attenzione. Dio dà a tutti la grazia sufficiente per salvarsi. Chi la rifiuta commette una ingiustizia nei rapporti con Dio. La giustizia divina ristabilisce l'equilibrio rotto per colpa della creatura ingrata e ribelle ai doni di Dio.

PERFETTA GIUSTIZIA

Per voi cristiani basterebbe sapere che Dio è amore infinito. Perciò questo dovrebbe bastare per affidarvi a Lui ciecamente senza la presunzione di voler sindacare il suo operato.
Comunque Satana, il genio malefico del male, incapace di bene, nel giorno del finale giudizio, con disperata vergogna, dovrà ammettere di aver dato un grandissimo contributo alla santificazione e quindi glorificazione di una moltitudine di santi, di martiri, di vergini, di beati comprensori del Paradiso.
Disegno meraviglioso, misericordioso, disegno misterioso della onniscienza e onnipotenza divina! Confusione grande quel giorno di pianto e di amarezza, ma anche giorno di perfetta giustizia.
Io, il Verbo di Dio fatto carne, al cospetto del Cielo e della terra, di tutti i viventi del mondo invisibile e visibile, nel fulgore della mia gloria e maestà divina, mostrerò l'infinita mia potenza.
Io, la Risurrezione e la Vita, pronuncerò la sentenza senza appello su chi la Vita divina e umana ha soffocato nella morte. Coloro che avranno creduto in Me vivranno in eterno. Coloro che in Me non avranno creduto avranno morte eterna, in quel luogo di tormento senza fine e senza speranza.
Figlio mio, bisogna proprio essere insensati e ciechi per non vedere!
Prega e ripara. Non stancarti, offrimi le tue sofferenze. Esse mi sono di gioia perché con esse puoi portarmi anime. Ti benedico.

13 giugno 1976

VERITA' DI FEDE

Ribadisci, o figlio, questa verità: da tutta la Rivelazione e specialmente dal Vangelo risulta chiaramente l'esistenza di Satana e delle sue schiere. È perciò verità di Fede.
Il negare questa verità è atteggiamento eretico, il rifiutare di insegnare questa verità è parimenti eretico, Eretici quindi sono coloro che in malafede negano questa realtà.
Negare l'esistenza del Demonio significa pure negare la caduta dell'uomo; è negare il peccato originale e quindi la Redenzione e quindi la Chiesa.
Negare l'esistenza del Demonio vuol dire demolire il Cristianesimo, negandone l'origine e la finalità. Negare l'esistenza del Demonio è negare non solo una verità rivelata, ma vuol dire negare l'evidenza poiché nessuna spiegazione accettabile ci sarebbe per quelle cose successe, che succedono e che succederanno e che non si possono umanamente spiegare senza il diretto intervento di Satana.
E' concepibile che un sacerdote possa arrivare a tanta incredulità, senza la malefica influenza di Satana? Satana in questi orribili peccati di empietà non è mai estraneo.

LA SCIMMIA DI DIO

Qualcuno, figlio, ti obbietterà che, con quanto è stato scritto in questi Messaggi, Satana se non glorificato è stato però innalzato nel suo prestigio di principe di questo mondo!
Certo non si può negare che Satana sia in grado, per la superiorità di natura, di poter aver la meglio, con una certa facilità, sulle vostre persone, sulle famiglie e su tutte le strutture religiose e civili, economiche e politiche.
Lui, non condizionato né dal tempo né dallo spazio, può agire ovunque. Lui, la scimmia di Dio, in modo opposto si sforza di agire come Dio. Questo naturalmente è folle superbia, perché tra lui e Dio vi è una distanza infinita.
Dalla sua azione non escono che rancori, invidie e gelosie, liti e frodi, furti e bestemmie, oscenità e violenze: è la cloaca di tutti i mali.
Colossale errore della Pastorale moderna è proprio il non aver centrato il problema della Chiesa, della vita cristiana: Dio Sommo Bene - all'opposto: Satana, il Maligno. Fra i due, l'uomo è l'oggetto della lotta permanentemente in atto.
Dio, infinito Amore, immola incessantemente il Figlio suo unigenito per la salvezza dell'uomo. Dio è proteso verso l'uomo per fornirgli i mezzi necessari di difesa e protezione dall'opera di perdizione del Maligno. Lui, il Maligno, è proteso verso l'uomo per ristrapparlo dall'Amore di Cristo e dirottarlo sulla via della rovina eterna.
Al centro di questo duello, l'uomo, libero ed intelligente, può dire di sì al Suo Salvatore come può dire anche di no e protendere il suo animo verso il Seduttore, verso la sua eterna dannazione.

DRAMMATICA ALTERNATIVA

Tragica e drammatica responsabilità di questo uomo che, durante il suo pellegrinaggio terreno, si trova sempre nella alternativa di scegliere! Questa è la vostra prova!
La lotta interiore che dovete necessariamente sostenere è la ragione della vostra presenza sulla terra. Sulle origini, le cause, le finalità di questa drammatica lotta, voi Cristiani non siete stati che superficialmente formati ed istruiti. Di qui il mio disgusto ed il mio dolore.
Il Padre mio ha tanto amato gli uomini da dare Me il suo Unigenito Figlio per la loro salvezza, e gli uomini, anche per insufficiente conoscenza del solo veramente grande problema della loro vita, e per il malefico influsso di Satana, vanno oggi in gran numero perduti.
Come possono i veri padri delle anime darsi pace? Come possono dormire sonni tranquilli? Come può un mio Sacerdote non soffrire della terribile realtà di cui è parte?
Figlio, non sarebbero arrivate le cose a questo punto se più Fede ci fosse stata. E ci sarebbe stata più Fede se questo impareggiabile dono mi fosse stato richiesto con perseveranza, se si fosse diffidato di più di se stessi e maggiormente confidato nella Misericordia e Provvidenza di Dio.
Figlio, coraggio, anche se le conseguenze saranno gravissime. La purificazione rimedierà alla colpevole responsabilità di molti nella mia Chiesa.
Ti benedico, e con te benedico coloro che si mettono a disposizione della mia Provvidenza che tende ad alleviare le tante sofferenze che vi sono per colpa del Maligno.
 
13 giugno 1976

MANCANZA DI CAUTELA

Figlio mio, scrivi ciò che L. sta per dirti:
- Don O., aspettavo questo momento. Ricordi ciò che ti dissi nell'ultimo mio messaggio? Dissi che in Paradiso nessuna cosa può farci... arrabbiare.
La visione di Dio, la partecipazione attiva alla Sua vita è cosa talmente grande che non è esprimibile in termini umani. Qui la felicità è piena e perfetta; nulla può mutarla, per questo non vi è posto per quanto voi chiamereste arrabbiature. Ma ti ripeto, Don O., se posto ci fosse stato, i motivi per arrabbiarci non sarebbero mancati e questi motivi sono proprio forniti da voi.
Tutto ciò che vi è stato detto, prima, durante e dopo il viaggio, non sono valsi a molto.
Voi continuate a vivere il vostro tran-tran di vita, senza nessun sforzo per penetrare il contenuto dei messaggi.
Nulla sono valsi gli avvertimenti per mettervi in guardia da chi, ovunque seguendovi, deviava la vostra attenzione verso interessi ed obbiettivi diversi da quelli fissati dalla Provvidenza. È riuscito, per quella mancanza di cautela necessaria, a scoprire ciò che non avrebbe mai dovuto conoscere da parte vostra. Così gli è stato facile sviare i vostri piani, confondere le vostre idee, ingenerando dubbi ed arrestando ogni attività volta a realizzare il piano del Signore.
SOLO UN VELO

Don O., quante cose incresciose sono successe! Ancora non avete chiara la convinzione di essere stati prescelti per essere strumenti della Volontà divina.

Non vi è stata continuità né di fede, né di corrispondenza ai disegni di Dio!

- L., che ne sarà ora?

- Dio è grande e infinitamente buono, spetta a voi umilmente riconoscere le lacune della vostra fede. Don O. pur essendo noi ancora tanto vicini, voi non ne siete ancora convinti. Ancora una volta vi ripeto che solo un misterioso velo ci divide. La vita nostra è tanto diversa dalla vostra, ma è tanto vicina. Voi siete nella mischia, noi siamo nella infinita pace di Dio, che nulla può turbare od alterare. Don O. vi ripeto: siate più solleciti per le cose del Cielo che non per quelle della terra. Che valgono le cose della terra? Nulla! Nulla! Nulla! Di esse neppure il ricordo resterà!

Se questa sollecitudine delle cose di Dio ci fosse stata, non si sarebbero verificate deficienze e fughe.

SPIRITUALMENTE PREPARATI

Don O. attenzione a non frustrare i piani del Signore e il nostro ardente desiderio di aiutarvi. Abbiate fiducia in noi, che vi seguiamo passo, passo!
Come voi, noi pure conoscemmo dubbi, esitazioni, intrighi suscitati dal comune Nemico.
Don O. dirai alla madre mia che non le è mancata tutta la mia protezione ed il mio amore di figlia, amore che la morte fisica non recide ma perfeziona.
Non le mancherà neppure in futuro, quando ne avrà maggior necessità. Dirai alla madre mia che sono nel mio cuore anche la sorella P., le nipoti e gli altri che mi furono e mi sono egualmente cari.
Per tutti prego, intercedo e vigilo.
Dirai ancora alla madre mia che occorre essere spiritualmente premuniti e preparati all'oscurità che va inesorabilmente addensandosi.

14 giugno 1976

LE RAGIONI DELL'ODIO

Scrivi, figlio mio:

Satana odia la natura umana in quanto tale, per questo odia tutti gli uomini, in particolare modo i cristiani.
Prima della sua ribellione, il capolavoro della Creazione era lui. Dopo Dio nulla vi era di più grande, di più perfetto, di più splendente.
Questa sua grandezza gli fece ritenere di essere simile a Dio,

- di qui il rifiuto di riconoscere il Signore Iddio, Alfa e Omega di tutto e di tutti

- di qui il suo grido di ribellione « Non serviam tibi »

- di qui la sfida di San Michele ché si mise a capo delle schiere fedeli al grido: « Chi è simile a Dio? »
Vi fu così in Cielo la più terribile battaglia che la storia della Creazione ricordi. Le schiere Angeliche si divisero e per i ribelli ci fu l'Inferno.
Satana ha una seconda ragione di odiare la natura umana. Dalla natura umana spuntò il Germoglio di Jesse.
Per la natura umana il Verbo si fece Carne, associando alla Sua natura divina quella umana, nella persona di Cristo. La natura umana mortalmente ferita, caduta sotto la tirannia di Satana, fu liberata e sublimata. Le fu restituita la primitiva dignità, brutalmente calpestata e distrutta con l'inganno: « Se mangerete di questo frutto, diverrete simili a Dio ».

IL PIÙ BEL FIORE

Ma Satana ha ancora un'altra ragione di odiare la natura umana, una ragione di invidia e gelosia. Dalla natura umana sarebbe sorta una creatura, il più bel fiore del Cielo e della terra, «Umile ed alta più che creatura». Nessun essere più La potrà eguagliare. Oggetto delle compiacenze divine, Essa non conobbe mai, neppure per un attimo solo, la schiavitù di Satana.

Satana non può guardarLa, non può pensarLa senza esserne disperatamente sconvolto, senza soffrirne come a nessuno di voi è dato di poter capire.
Satana odia MARIA, la Figlia di Dio, la Madre di Dio, la Sposa di Dio, l'oggetto delle compiacenze divine, il più bel fiore del cielo e della terra, il Capolavoro della potenza, della omniscienza, dell'onnipresenza divina.
Di questi doni divini la «piena di Grazia» vive, in una comunione perfetta col Padre suo Creatore, col Figlio suo Redentore, con lo Sposo suo Santificatore.
Dinnanzi a Lei si inchinano le schiere angeliche, tutti i Santi del Paradiso.
Maria mette in fuga le potenze tenebrose e col suo piede schiaccia, ogniqualvolta lo vuole, il capo del serpente velenoso, Satana.

DISPERATA ILLUSIONE

Per Maria, Satana è stato detronizzato; per Lei ha perduto in partenza la sua ostinata guerra contro l'umanità.
L'oscurità gli impedisce ora di conoscere tutta la verità. Lui, di nome Lucifero, emanatore cioè di luce, ora è tenebra e genera oscurità. Non conosce, se non in modo confuso, il Mistero dell'Incarnazione del Verbo, per cui nutre e coltiva in se stesso la disperata illusione di poterlo vincere, distruggendo con Lui la Chiesa, uscita dal suo Cuore ferito.
Satana odia senza confine Cristo, la Madre Sua e la Chiesa nell'illusione di poter distruggere chi impedisce a lui il dominio sull'umanità che egli ritiene ancora sua preda.
La folle illusione è originata dal suo smisurato orgoglio, poiché la superbia è, di per se stessa, oscurità spirituale. Il superbo non potrà mai possedere limpida la verità, che è figlia dell'umiltà.
Ecco, figlio mio, in sintesi, quanto necessita sapere a chi nel mondo deve lottare per raggiungere il grande traguardo della salvezza dell'anima.
Ora, figlio, vedi di procedere con sollecitudine perché si dia origine ad un volumetto di messaggi da far pervenire ad anime che ne hanno bisogno e che sono in attesa.
Ti benedico, figlio. Estendo la mia benedizione a tutti coloro che con te collaborano per l'attuazione del mio piano d'amore.
Prega e voglimi bene.

14 giugno 1976

UNA DONNA TI SCHIACCERA'

Scrivi figlio mio.

Quanti sono gli spiriti del male? Un numero grande! Sono miliardi e pullulano ovunque. Tutti sono congelati nella volontà di male. Non tutti sono egualmente colpevoli e quindi non sono egualmente puniti, ma tutti vivono nel terrore. Incutono paura, ma vivono anch'essi nella paura che non avrà mai termine. Il loro capo, che può scatenare disordini personali e sociali, familiari, nazionali e mondiali, che può suscitare mostri di tirannia e ferocia e sa incutere terrore su intere nazioni, lui pure, Satana, vive nella paura. Vive nel terrore di una Donna che ha distrutto il suo sogno di supremazia infernale sulla umanità.
Ecco perché le anime, che veramente vivono di fede, non lo temono, anzi lo possono fugare, se lo vogliono. Dopo la caduta, Dio parlò ai progenitori, impose loro la penitenza e promise loro la redenzione. Rivolgendosi poi all'autore di tanto male, lo maledisse e gli promise la dura sconfitta: «Una Donna ti schiaccerà il capo».
Queste parole di Dio furono per Satana, e lo saranno in eterno, la punizione più grande. L'ombra della Vergine Santissima l'insegue ovunque; è per lui disperato terrore; per lui non vi è riposo, bruciato e riarso dalla volontà di male, eppure consapevole che la vittoria finale sarà della Donna e del Figlio di Lei.

ETERNA SOFFERENZA

Sconfinata la catastrofe da lui freddamente voluta e operata, ma senza dimensioni anche la pena a lui inflitta.
L'anima umana è incapace di abbracciare, in tutta la sua drammaticità, l'immane tragedia provocata dal Maligno. I suoi seguaci sono come altrettanti principi delle tenebre e sono operatori di male, come vi ho detto sopra, in misura delle loro responsabilità. Come sarà per gli uomini, da loro travolti nella perdizione eterna ma in gradi diversi, così è l'eterna sofferenza dei demoni. Questo tenebroso e invisibile mondo, dagli uomini ed anche dai cristiani così poco e male conosciuto, pesa sull'umanità come una cappa di piombo.

E' incomprensibile la quasi indifferenza dei pastori di anime per questo problema che li tocca così da vicino. E' incomprensibile la indifferenza dei cristiani per questo misterioso ma reale mondo dell'Aldilà, al quale è pure legata la vostra esistenza terrena e forse la vostra felicità o infelicità eterna. Perché voi uomini, capaci coi doni naturali di intelligenza e volontà di penetrare e capire le cose, non vi sforzate poi di usare questi doni per il problema più importante della vostra vita: la vostra salvezza eterna?

NON DORME

E' tempo di togliere i veli con cui Satana ha offuscato in voi la verità. Dovete ammetterlo: avete lasciato a lui la facoltà di ottenebrare le vostre menti e di narcotizzare le vostre volontà. Necessita risvegliarvi!
Il nemico non dorme. Esso vi segue ovunque, ma nulla potrà contro di voi, se rimanete uniti a Me, Gesù. Con la grazia divina dovete essere coscientemente convinti che potrete sempre battere Satana. Dio, che è Amore, è il vostro aiuto, la vostra salvezza. Nel nome di Dio, Davide con una fionda sconfisse il gigante Golia, voi pure, nel nome di Dio e della Madre Sua Santissima, ogni qualvolta ve ne sarà bisogno, potrete sconfiggere il Gigante del regno delle tenebre.

15 giugno 1976

CHI SI PREOCCUPA?

Figlio, non è una domanda superflua, ma coerente con tutti i precedenti messaggi.
La risposta a questo interrogativo è quanto mai triste.
Non intendo livellare tutti sullo stesso piano, è doveroso anzi escludere coloro che, animati da fervida fede, operano in conformità contro le forze del male, a sollievo e conforto di tante anime sofferenti. Devo però ritenere deplorevole l'atteggiamento di non pochi Pastori e di moltissimi sacerdoti che, per una mancata conoscenza del problema, si mantengono indifferenti, come se questo non li riguardasse.
Sono estranei come se fosse un affare di altri e non loro, restano insensibili per cui neppur si domandano perché delle anime dovrebbero soffrire per colpa di demoni. Molti non credono, o credono in un modo così confuso ed ambiguo, per cui si mantengono al di fuori di ogni concreto interessamento.

INDIFFERENZA

L'atteggiamento d'indifferenza dei sacerdoti è antipastorale. È proprio l'atteggiamento assurdo di coloro che volontariamente prendono una strada opposta alla meta che si ripromettono di raggiungere. È un'altra impressionante contraddizione attualmente esistente nella Chiesa.
Si accetta il sacerdozio, si accetta di diventare corredentori con Gesù per la salvezza delle anime, e poi ci si rifiuta di seguire Gesù nella lotta che Egli ha compiuto e che continua a compiere per strappare le anime a Satana e all'Inferno.
Perché mai Io mi sono fatto conoscere come Colui che si oppone a Satana? Il Mistero dell'Incarnazione è anzitutto un Mistero di infinita umiltà, come il peccato di Satana è mistero di sconfinata superbia.
Fate il parallelo. Satana, infinitamente inferiore al Suo Creatore, sogna di equipararsi a Dio. Dio invece si fa uomo, abbassando Se stesso fino a farsi Carne nel grembo di Maria.
Satana sogna un trono e vuole un regno. Io Verbo di Dio fatto Carne, nasco in una stalla, povero fra tutti i poveri.
Satana ricusa obbedienza e Io, Gesú, che sono il Dio Creatore e Signore di ogni cosa, lavo i piedi ai miei Apostoli.
Satana travolge l'umanità nella morte, nel caos, nel disordine di ogni specie. Io muoio sulla croce. Sulla croce ha inizio la mia vittoria ed il mio trionfo, « Cum exaltatus fuero ecc... ».
Io vengo al mondo, vivo, opero e muoio in antitesi a Satana.
Il sacerdote illuminato, che vive di fede, non può scegliere che la strada battuta da Me, indicata come la sola da seguirsi. Io sono la via, Io sono la vita.
Satana ha portato la morte nel mondo, lo ho portato la vita. «Ego sum resurrectio et vita». Quanti ne ho guariti?
Ho incominciato prima a fare, poi a insegnare. Se prendete in mano il Vangelo potrete constatare come lo ho realmente fatto. Ma la mia principale occupazione e preoccupazione è stata quella di conoscere e avvicinare i sofferenti, alleviarne le pene, guarirne le infermità, perdonare loro i peccati e liberare gli ossessi dagli spiriti del male. Quanti ne ho guariti!
Che cosa fa pensare a Vescovi e Sacerdoti di non dovere imitarmi in questa importante opera di apostolato? Non è questo un mezzo per arrivare alle anime e avvicinarle a Dio? Non è, questa, buona ed efficace pastorale? Forse si dubita di non poterlo fare? Allora Io, Divino Maestro, avrei impartito ai miei apostoli un ordine ineseguibile: che Maestro sarei stato?
Perché i Santi con tanta efficacia benedicevano e risanavano? Anche in questi anni Santi Vescovi e Cardinali, quante volte lo hanno fatto! Eppure sono stati Pastori di questo secolo, di questa generazione. La causa della inefficienza di tanti pastori, non la si deve piuttosto ricercare nella mancanza di fede e di penitenza?
Facciano i miei Vescovi un esame di coscienza su questi due punti e vedranno le ragioni per cui ci si è allontanati da una solida pastorale. E' inutile sfuggire la questione, tacciando di pazzia chi ve la propone.
Ricordatevi, Pastori di anime, che chi vi propone questi impellenti interrogativi non è un povero Sacerdote, ma sono Io, Gesù.
Figlio, ti benedico. Voglimi bene e non preoccuparti dei giudizi umani.
 
15 giugno 1976

L'ORA DELLA REVISIONE

Figlio scrivi:

Ora sai perché Satana e le sue schiere odiano Me, odiano la Madre mia e vostra e odiano l'intera umanità.
Ora sai figlio mio che questo odio si concretizza in una azione incessante, senza mai un istante solo di posa.
Tutta la loro attività è terribilmente organizzata, tutta protesa alla rovina materiale e spirituale degli uomini, verso il folle disegno di poter combattere Dio da pari a pari. Di questo i Demoni sono convinti.
Dopo che San Michele è insorto al grido: « Chi è simile a Dio? », sai che Satana e le sue schiere sono rimaste congelate in questa folle convinzione, per cui non abbandonano la speranza di poter uscirne vincitori.
Per questo, figlio mio, non vorranno lasciare quello che ritengono la loro preda senza violentissime reazioni, che saranno causa di tanta sofferenza e che Io, Dio come il Padre e lo Spirito Santo, piegherò alla purificazione della mia Chiesa.
Ora conosci lo stato d'animo dei cristiani, sacerdoti, e pastori. Ora sai che la Chiesa è venuta a trovarsi in condizioni di inferiorità di fronte ai suoi irriducibili nemici, non per colpa di Dio, non perché le manchino i mezzi di difesa, ma perché non ha reagito agli assalti, alle insidie, alle tentazioni con cui è stata aggredita.
Ora, figlio, hai un quadro preciso di una situazione per gran parte colpevole, le cui responsabilità si riversano sui Vescovi, sui sacerdoti e sui fedeli, naturalmente in misure diverse.

A CONOSCENZA DI TUTTI

Questo quadro è stato dato a te, ma tu sei lo strumento prescelto per portarlo a conoscenza di tutti. Non dimenticarlo. Già vedi quanto questo disegno dispiaccia alle forze dell'Inferno, già vedi quanto esse ti abbiano fatto soffrire, ma non temere. Non lasciarti né ingannare, né spaventare dalle stolte aggressioni con cui ti molestano.
Tutti sappiano, pastori e sacerdoti, che l'ora della revisione è scoccata.
Debbono rivedere tutta la loro azione pastorale impostata attualmente su false righe. Se non lo faranno, saranno poi costretti a farlo.
Non si rinnova nulla, nulla si rigenera se non partendo dai presupposti che chiaramente ti ho esposto. Prendano in mano il Vangelo, meditino la mia azione pastorale. Che altro posso dire, quali altre indicazioni più precise potrei dare?
Figlio, vedi di non perdere tempo! I molti peccati degli uomini, i molti sacrilegi dei Consacrati, la nauseante indifferenza dei cristiani, non sono più tollerabili.
Figlio, coraggio! Ti vogliono spaventare, ma Io sono in te, Io uno col Padre e con lo Spirito Santo. Allora che ti potranno fare? Nulla, figlio mio, più di quello che Io permetto per santificarti e arricchirti. Ti benedico.

15 giugno 1976

ORGANIZZARE LA DIFESA

Scrivi, figlio mio:

Ti ho detto che le schiere ribelli sono composte da un numero grandissimo di Diavoli. Sono una moltitudine sterminata; voi non potreste abbracciare con la vostra mente l'estensione di esse.
Non tutte operano con uguale perfidia; ciò vuol dire che la gravità del loro peccato si differenzia. Però tutti, non uno escluso, operano per il male. Si ribellarono a Dio e ora conoscono la più feroce tirannia del loro capo, Satana, e del suo stato maggiore. Appartengono, anche nell'Inferno, a diverse gerarchie.
Tutti odiano la Vergine Santissima, tutti odiano l'umanità, tutti coltivano, insieme all'odio, una profonda gelosia per gli eletti e una tremenda invidia per voi viandanti sulla terra, nella paura che anche voi abbiate a salvarvi.
In loro nessun sentimento di pietà: - ne sono incapaci - ma solo sadismo. Voi non conoscete e neppure le potete immaginare le atrocità con cui sfogano i loro perfidi sentimenti sulle vittime che cadono sotto i loro artigli.
Si tratta di quelle persone che hanno potuto legare a loro, che si sono fatte loro strumenti, che si sono donati anima e corpo ai Demoni. Credete che non sono pochi, e parecchi anche della vostra generazione ne fanno personale esperienza.

CHE ASPETTANO ANCORA?

Ora, figlio, fa bene attenzione. Immagina un esercito formidabile per numero di guerrieri, per potenza di armi e bene equipaggiato, che ha preso posizione con un piano intelligentemente preparato e predisposto anche nei più minuti particolari. Questo colossale esercito, più potente per natura e per organizzazione, muove all'attacco contro una Chiesa e una Società umana che, pur avendo un considerevole numero di soldati, di ufficiali e di generali, non sapendo o non ricordandosi di avere un nemico agguerrito e pieno di odio, non pensa affatto a difendersi.
Si irride anzi ai pochi che ne parlano e che vorrebbero organizzare una difesa. Questi vengono tacciati di pazzia o manìa religiosa.
Intanto il nemico, con arte cercando di nascondere le proprie forze, approfittando della dabbenaggine dell'avversario, si insinua ovunque, si impadronisce dei posti chiave e mette i suoi agenti dappertutto e così viene ad impadronirsi degli avversari. Ci sono qua e là nuclei di resistenza, ma il nemico baldanzoso dei suoi successi, non se ne dà pena.
A questo punto, convinto di avere la vittoria in pugno, ad ogni serio tentativo dell'avversario, reagirà con ferocia tale da sbalordire. Figlio caro, tu ben sai, per personale esperienza, come il nemico non tolleri nessuna mossa difensiva, come cerchi anzi di prevenire ogni mossa contro di lui.
In questi frangenti, i Vescovi che aspettano ancora a scendere dai loro troni, ad uscire dai loro palazzi, a prendere in mano le redini di comando ed istruire e guidare i loro soldati, i cristiani, al contrattacco?
Sanno o non sanno che non ha importanza la superiorità solo apparente del nemico, poiché se, seguiti dai loro sacerdoti immuni dalle eresie del giorno e dall'anemia che ha indebolito e contagiato tanti, faranno questo, il successo loro è assicurato e a loro sarà data la vittoria?

VIA LA PRESUNZIONE!

Figlio, quante volte devo dirlo, che Io ho vinto il mondo con l'umiltà, la povertà e l'ubbidienza? È con queste virtù, è con il suo sì che la Madre mia e vostra ha reso possibile la Redenzione!
Quante volte devo dirvi che l'amore è più forte dell'odio? Vescovi e sacerdoti si convincano di attuare quelle riforme che hanno proclamato con il Concilio e che, per le interferenze e l'azione dell'Inferno, sono state così malamente applicate.
Se si decideranno una buona volta ad imboccare la via giusta, e sono Io la Via sicura, allora Io sarò con loro e la Chiesa ringiovanirà e presto conoscerà uno splendore finora mai visto.
Che si aspetta ancora? Via i pregiudizi, via la presunzione!
Preghino perché la luce illumini il cammino da percorrere e avanti!
Figlio, mi è noto il tuo stato d'animo. Perché Io ti ho fatto vedere, tu ora soffri perché vorresti che pure gli altri vedessero. Ti benedico. Voglimi bene.

 16 giugno 1976

UNA GRANDE UMILTA'

Figlio mio, scrivi.

Avete mai considerato le circostanze in cui avvennero le tentazioni mie da parte del Maligno, specialmente quelle del deserto?
Queste circostanze di tempo e di luogo vanno attentamente considerate poiché Io, Verbo Eterno di Dio, nulla ho fatto e nulla ho detto che non fosse ispirato da un fine altissimo. E se ho permesso a Satana di avvicinarsi a Me per tentarmi, l'ho fatto perché voi, a cui Io pensavo, che Io vedevo, imparaste come si deve affrontare il Maligno e le sue perfide schiere.

La tentazione è venuta alla fine del mio soggiorno nel deserto, è venuta alla fine del mio digiuno.
Io, Uomo e Dio, ho potuto e voluto fare questo, per indicare a voi una impostazione di lotta. Ho voluto dire a voi: preghiera e penitenza, molta preghiera e molta penitenza! Solo in questo modo si può sperare di uscire dal combattimento vittoriosi. Oggi le forze dell'Inferno scorazzano per il mondo, spadroneggiano, sghignazzando per la dabbenaggine di coloro che dovrebbero, ben corazzati, procedere in prima fila contro le forze nemiche.

INCOERENZA

Oggi l'inferno non teme né Vescovi, né Sacerdoti, se non fatte le debite eccezioni, perché non hanno minimamente la visione, e quindi la convinzione, che il problema fondamentale della Chiesa è la salvezza delle vostre anime nella lotta da condursi contro coloro che ne vogliono la perdizione. Reagiscono anzi negativamente dinnanzi a queste realtà spirituali, dinnanzi a questi miei richiami.
Ciò significa che non le anime essi cercano, ma se stessi nella loro sottile e vellutata presunzione. Reagiscono negativamente dinnanzi a questi miei richiami e confermano in tal modo la loro inguaribile cecità, l'incoerenza in una missione che fu desiderata non per il bene delle anime, ma per interessi propri, il che vuol dire della propria superbia.
Siccome vi siete abbarbicati ad un atteggiamento antipastorale, ora occorre un atteggiamento di grande umiltà per uscirne fuori. Un atto di buona volontà vi riporterà sul piano giusto.
Ad estremi mali, dite voi, estremi rimedi! Ebbene, Io vi dico: è certamente un estremo rimedio, è certamente una cosa difficile per un Vescovo prendere la decisione di convocare i suoi sacerdoti attorno a sé per dire loro: «Figli miei, siamo stati un poco tutti ingannati, ci siamo lasciati fuorviare dalle arti dei nostri irriducibili nemici spirituali. Essi sono riusciti a distogliere le nostre cure e le nostre attenzioni da un problema vitale della pastorale, quale quello di impostare tutta la nostra azione in una visione più giusta, più realistica e più rispondente ai bisogni e agli interessi delle anime.
Io pastore di anime, sarò più vicino a coloro che soffrono per colpa delle forze oscure dell'inferno, e sarò più vigile nel proteggere il mio gregge dalle loro mosse, usando i mezzi che Lui, il Maestro divino, mi ha indicato con l'esempio e con le parole».

UMILE CORAGGIO

Figlio mio, so bene quale lotta dovrebbe sostenere un Pastore di anime per compiere questo gesto di umiltà, ma questo gesto di umiltà lo renderebbe grande dinnanzi a Dio e grande dinnanzi alla Chiesa.
Si rivestono a volte di grande umiltà nei loro discorsi, nelle loro omelie, ma se poi qualcuno osasse dire a loro le cose che di se stessi dicono, ne vedresti una reazione immediata e una ostilità tenace, perché non dimenticano, come dimenticherebbero i veri padri.
Prova, figlio, a paragonare l'untuosa umiltà che emerge da certe pubbliche confessioni delle loro miserie, delle loro limitazioni con l'umiltà vera di San Francesco che diceva al suo confratello di viaggio (erano diretti ad un convento): «Fratello mio, se quando saremo arrivati, ci chiudessero la porta in faccia, se poi ancora ci insultassero e ci bastonassero, e più ancora così malconci ci gettassero per terra nella neve, questo sarebbe vera gioia, vera letizia».
Non è stata in Me una pseudo-umiltà, ma vera umiltà ricevere il bacio d'amore dato dall'Apostolo traditore. Non è stata arte da parte mia il dimenticare l'offesa, pur così atroce, di Pietro che mi rinnegò tre volte.
Se meditassero sul serio questi episodi della mia vita, quante cose muterebbero!

Ti benedico, figlio mio.

17 giugno 1976

UNA CATENA DI AMORE

Figlio mio, scrivi.

Ti sono già state date comunicazioni sulle contraddizioni della pastorale moderna. Ti ho fatto conoscere la radice di tutte le contraddizioni che nella Chiesa puoi riscontrare. Te ne ho parlato in messaggi che farai pervenire a Vescovi e a Sacerdoti: fanno parte dell'ultimo mio appello, prima che la valanga vi travolga.
Che dovranno fare Vescovi e Sacerdoti contro il Nemico numericamente e intellettualmente superiore e superiore per natura?
Un nemico ben organizzato, che non ha altri obbiettivi al di fuori di quello di battere l'avversario, va affrontato con l'animo di volerlo battere. Devono usare tutte le indicazioni e i mezzi che Io con la parola, con l'esempio e con la mia redenzione vi ho indicato.
Precedere i fedeli Con la parola: Le parole rivolte ai miei Apostoli erano pure per voi: «per cacciare certi demoni ci vogliono molta preghiera e molta penitenza»... È un grande programma da attuare.
Un santo pastore di anime deve prendere in considerazione queste parole, le deve meditare e tradurre nella realtà concreta della sua vita quotidiana. Deve precedere i fedeli, essendo lui il primo della sua Chiesa, maestro e guida, il padre della sua Chiesa.
Un Pastore che vive di fede, permeato di umiltà e di amore per le anime, non può non avvertire l'impellente dovere di essere il primo fra tutti i combattenti della sua Chiesa.
Perciò egli comincia con una azione di difesa personale. È ben noto che ogni buon comandante è preda agognata dei suoi avversari. Deve immunizzare e corazzare se stesso con la preghiera, in particolare la Santa Messa e il Rosario, disinfettare spiritualmente gli ambienti in cui vive, facendo uso dell'acqua santa. Asperga anche la stanza in cui dimora e benedica se stesso e gli altri familiari!
Quante incomprensioni, quanti guai, quante parole causa di sofferenze per sé e per gli altri, sono suscitate dallo Spirito della discordia!
Se si facesse questo semplice esorcismo in tutti gli ambienti dove Vescovi e sacerdoti vivono, quanto male sarebbe evitato, quante energie spirituali potrebbero essere poste al servizio del bene, mentre vedete alti porporati che poco si diversificano dai comuni funzionari o dirigenti di Prefetture e di Questure!...

UN MOMENTO DI PREGHIERA

I Vescovi, veri comandanti degli ufficiali, i sacerdoti, e dei soldati, i comuni fedeli, hanno il sacrosanto obbligo di preoccuparsi della sicurezza spirituale dei loro sudditi, dei loro figli, se si sentono veramente padri.
Devono combinare una azione comune, una catena d'amore, arma formidabile capace di fugare il nemico anche se più numeroso e potenzialmente più forte, se non fosse altro per natura.

Come organizzare questa Catena d'Amore? Formando gruppi di preghiera, rivolgendosi ai gruppi esistenti, impegnandoli, quando è possibile, in un'ora al giorno di preghiera e di offerta delle proprie sofferenze a sostegno dei sacerdoti chiamati dal Vescovo all'incarico di benedire. Con l'esperienza questi sacerdoti dovranno organizzare un'azione sapiente e prudente contro l'opera di Satana. Azione prudente non vuol dire inesistente, ma solo intelligentemente operante.
Se i Pastori di anime non capissero l'urgenza di agire su questa direttiva, significherebbe che non sono Pastori di anime, ma burocrati che nulla hanno da invidiare ai tanti che si trovano nei ministeri e negli uffici civici, la cui caratteristica è spesso quella di non lasciar mai trapelare quel che sono e quel che fanno.
Non si affronta un nemico, quali sono le forze oscure dell'Inferno, da parte di chi ha responsabilità sociali, isolatamente ma solo collettivamente.
Figlio mio caro, ora ti benedico e, con te, quelli che animati da fede ti saranno al fianco per contribuire, in qualsiasi modo, alla diffusione di quanto ti ho esposto.

Voglimi bene e ripara.

7 luglio 1976

GUARDARE LA REALTA'

Scrivi figlio:

sono la L., che non ritorna a te dopo un lungo silenzio, ma sono la L. che ti segue sempre. Come la mamma veglia il figlio bisognoso, così io ti sono vicina e veglio sudi te.
Figlio, dal nostro ultimo colloquio sono intervenute tante cose per te, anche tanta sofferenza. Questa sofferenza però, come fresca rugiada, rende più vigorosa la tua vita spirituale e la rende feconda di quel bene che tu desideri.
So quello che pensi, ma coraggio, figlio! Le anime bisognose sono tante, le anime in pericolo sono tantissime. Guai se mancassero anime generose, pronte a tendere loro le braccia per trattenerle dal precipizio!
Figlio, non temere! Ti è stato detto di mettere al bando scrupoli ingiustificati, dubbi e timori. Ti sarà dato quel senso di sicurezza che finora non avevi e ti sarà concesso una maggior energia contro le forze del Male. Vedi come esse sono arrabbiate nei tuoi riguardi e ciò è buon segno.
Hai sofferto molto per il piano di X.
Sta tranquillo! Hai merito per aver ubbidito al tuo Direttore Spirituale.
Non ti preoccupare di ciò che a C. si pensa e si dice di te: parole al vento. Eri già stato da Lui preavvisato. Ricorda le parole di Gesù: « Beati coloro che soffriranno per amore della giustizia e della verità ».

ANDATE DIRITTI

Figlio, il terzo libro è di grande importanza. Ogni cosa che riguarda Dio e le anime è di grande importanza, ma questo terzo libro vuol riportare alla ribalta il problema fondamentale della Chiesa: orientare le anime verso Dio, avviandole e guidandole all'amore di Dio e contemporaneamente all'avversione a Satana, che si identifica con il male perché è il Maligno e vuol portarvi al peccato.
Che altro ha fatto Gesù, con le parole e con l'esempio, se non questo?
Ancora una volta sia detto ai sacerdoti che non vi è tempo da perdere, che urge una revisione per non continuare a sciupare tempo e soprannaturale in attività inutili.
È tempo di mettere al bando il formalismo divenuto sterile. Occorre scendere con i piedi a terra, guardare in faccia la realtà per cui Gesù è venuto al mondo mandato dall'Amore Infinito del Padre. Gesù è venuto per ristrappare le anime a Satana con un prezzo infinito di sofferenze e di umiliazioni, vincendo così il suo malvagio nemico.
Ma Cristo è il Capo della Chiesa e voi della Chiesa siete le membra. Come tali avete questa medesima vocazione perché Dio chiama tutti e vuole che tutti, in se stessi, completino l'opera e l'azione del Capo.
Via i fronzoli, via i cimeli inutili!
Andate diritti allo scopo della Redenzione: amore a Dio e odio al peccato.
Perché, figlio, si è arrivati a questo punto?
Le cause sono tante e le responsabilità non sono tutte di questa generazione.

Avanti, figlio mio! Non sei solo.

Anche noi, che pur siamo nella gloria, non siamo né estranei, né indifferenti alla lotta per ridare alla Chiesa il ruolo che le spetta nel mondo.
La battaglia sarà dura e aspra, ma più splendida sarà la vittoria che registrerà la Regina delle vittorie sul Maligno e le sue perfide schiere. Gesù, Luce del mondo, brillerà di un fulgore mai visto! Per te e per voi prego e intercedo. Vi benedico. La L.
 
12 luglio 1976

IO SONO FELICE

Don O., sono la sorella di M.

Poco ci siamo conosciuti in terra, ci siamo appena intravisti. Ma ciò non ha importanza, poiché siamo figli dello stesso Padre, apparteniamo alla stessa famiglia dei figli di Dio, siano essi nella Gloria, come io sono, siano ancora sulla terra, come ora voi siete.
La realtà divina della Comunione dei Santi, ci unisce nell'amore di Cristo.
Don O. la mia vita sulla terra fu umile e nascosta. Mai ho sognato ciò che tante anime abbagliate desiderano: piaceri, onori e ricchezze, salute e cose del genere. Povere anime illuse! Se non vi sarà chi, con la preghiera e con la sofferenza, aprirà loro gli occhi, andranno perdute per tutta l'eternità.
Occorre meditare.
Io sono felice, nuoto nel gaudio, nella luce, nell'amore di Dio. Mai rimpiangerò la mia vita terrena, sorgente della mia felicità eterna.
Don O., fa pervenire questo messaggio ai miei cari sulla terra; sappiano anch'essi che la morte non recide la vita.
La vita, purificata dalla polvere della terra, è perfezionata e integrata nella Beatitudine divina, perché in Paradiso si vive in Dio e di Dio, ma in modo diverso dalle anime in Grazia, che ancora sono in cammino verso il Cielo.
Don O. non posso fare a meno di deplorare la stoltezza di tutti coloro che, non riflettendo, con tanta facilità si lasciano ingannare dal Maligno.
Lui è il lupo travestito da agnello.
Lui odia senza tregua tutti gli uomini che, nella sua folle disperazione, vuol travolgere nel male e poi portare all'Inferno.

Se gli uomini cessassero, per un tantino di tempo, le loro attività, solo per meditare su di queste due parole: « Inferno e Eternità » il mondo rapidamente cambierebbe. Ma Lui, il Maligno, fa di tutto perché questo non avvenga. Ti benedico. Sono la sorella di M.

12 luglio 1976

MENO DI UN ISTANTE

Figlio mio, scrivi, sono la tua mamma.

Tu capisci quanto sia sensibile il cuore di una madre per tutto ciò che riguarda la vita dei suoi figli.
Ora, e con ragione, ti è stato più volte detto che la vita non viene interrotta dalla morte. Intendo parlare dell'anima, ragione e causa della vita del corpo.
L'anima di una madre è purificata e perfezionata, nella sua esistenza ultraterrena, anche nella sua sensibilità verso coloro che in vita essa generò.
Figlio mio, tu puoi comprendere che vivendo noi di Dio, nella sua luce infinita vediamo voi e le vostre quotidiane esperienze, sofferenze e difficoltà, ma di tutto questo non possiamo soffrire.
La nostra fiducia senza confini in Lui e l'Amore che Dio ha per voi ci rende felici.
Figlio, coraggio! Tu credi nella Comunione dei Santi, e sai che questa non è verità astratta: è una sublime realtà per cui Dio ci unisce. Poiché viviamo nell'amore di Lui, necessariamente siamo pure uniti nell'amore con voi.
Ti ripeto: coraggio!
La vita nel tempo è meno di un istante, e la povera terra è meno di un invisibile punto nello spazio. La mamma tua.

13 luglio 1976

LA REDENZIONE

Scrivi, figlio mio.

Ripetutamente ne ho parlato, ora desidero ricapitolare i vari accenni fatti, a conclusione del terzo libro destinato a riportare alla ribalta della mia Chiesa il solo veramente importante problema della Pastorale.
Tutti gli altri problemi devono inserirsi in questo fondamentale scopo di ogni attività pastorale. Molti, figlio mio, nella mia Chiesa non hanno le idee chiare sulla ragione prima della loro vocazione. Questo è veramente paradossale.
Io, Gesù, voglio che Vescovi, sacerdoti e fedeli siano miei corredentori. In misura diversa, ma tutti li voglio corredentori, debbono cioè con Me continuare il Mistero della Redenzione. Ma che vuol dire redimere se non liberare le anime dalla sopraffazione di Satana, la più orribile e la più nociva?
Chi è Satana? Chi sono le schiere a Lui sottomesse?
Satana è creatura di Dio, a Dio ribellatasi.
Satana, dopo Dio, nel Mondo invisibile e visibile era la creatura più potente, più grande, meravigliosa nella sua bontà e santità.
Fu questa sua sconfinata potenza e bellezza che lo perse, perché ne fu così tremendamente orgoglioso da reputarsi simile a Dio.
Da qui il suo rifiuto di sottomettersi a Dio, da qui la sua perdizione eterna, da qui il suo implacabile odio verso Dio, verso la Vergine che di fatto è subentrata a lui, al primo posto nella creazione. La Vergine è non solo la ragione della sua sconfitta, avendo Essa resa possibile per la sua umiltà la Redenzione, ma ora è Lei la prima, dopo Dio, del Mondo invisibile e visibile e nessuna creatura potrà mai eguagliarla.

TREMENDA REALTÀ

Satana è persona vera, viva e reale, potente e malvagia, corrotta, capace solo di male, anzi di tutto il male entrato nel mondo per colpa di lui.
Satana è una tremenda realtà con la quale volenti o nolenti dobbiamo fare i conti.
Satana è il sadico per eccellenza: non condizionato dal tempo e dallo spazio può operare contemporaneamente in diversi luoghi.
Dalla sua ribellione a Dio non ha mai cessato per un istante di ordire congiure, crimini, nefandezze di ogni specie.
Satana è sempre in agguato, pronto a tendere lacci alle anime incaute ed imprudenti per farle sue vittime.
Vi sono sulla terra non migliaia, ma milioni di persone che soffrono fisicamente, moralmente e spiritualmente per colpa di Lui. Vi sono alcune persone nei manicomi non per vera malattia ma per colpa di lui, che ha saputo camuffare la sua presenza in modo da portare all'avvilimento e alla disperazione.
Tiene il mondo sotto la sua odiosa tirannia e il mondo stupidamente non gli crede.
Quello che si è detto di Satana, lo si dica per le innumerevoli schiere dei suoi seguaci: un numero impressionante.

LOTTA AL PECCATO

Redimere vuol dire ricomprare dalla schiavitù, cioè liberare le anime da questa odiosa e perversa tirannia.
Io, Gesù, mi sono fatto Carne per questo, per questo rinnovo il Mistero della Croce nel Mistero della santa Messa; perpetuo la mia presenza nel mondo, nei Santi Tabernacoli, mistero d'infinita umiltà.
Satana è sconfinata superbia. Io, Gesù, sono infinita umiltà.
Ora che Vescovi, sacerdoti e fedeli non capiscano che lo scopo fondamentale della loro vocazione è liberare le anime dagli assalti delle potenze dell'Inferno, ossia dei demoni, è veramente paradossale. Che abbiano camuffato la loro pastorale di mille attività e iniziative che però non approdano allo scopo, è talmente evidente che il non ammetterlo è cecità completa. Ma Vescovi e sacerdoti vedono o non vedono il loro fallimento? Non sentono il bisogno di ricercare le cause della loro fallimentare pastorale? Non emerge chiarissimo dalla Rivelazione lo scopo della Redenzione, che è lotta a Satana e al peccato?
Ma non vedono Vescovi e sacerdoti che ogni attività, se non è inserita in questa lotta, è sterile come inutili diventano i rami che non sono più inseriti nel tronco?

GUARDARE A GESÙ

Ho detto già chiaramente le sorti di un esercito i cui capi, ufficiali e gregari non credono al nemico, alla sua potenza, alla sua astuzia. Questa è la situazione della Chiesa oggi.
Non si arriverà mai a vedere, ad ammettere la tragica situazione della Chiesa se non si guarderà a Me, Figlio di Dio e alla Madre mia santissima.
Con l'umiltà, con la povertà e con la preghiera noi abbiamo affrontato il Nemico.
Adesso è l'ora del mio Corpo Mistico: o si imbocca la sola strada giusta - e lo sono la Via! - o la valanga vi disperderà!
Ti benedico, figlio, e non temere. La verità di nulla deve temere.

16 luglio 1976

INTENZIONI UNIVERSALI

Sono Padre Pio.

Figlio, mi è noto il tuo desiderio di una comunione più viva e più intensa con tutto il Corpo Mistico.
Vi arriverai mettendo in pratica il tuo proposito di rinunciare all'elemosina della Santa Messa. Così potrai compiere il Santo Sacrificio immune da qualsiasi interesse materiale. Sarai libero di applicare non costretto dalle richieste degli altri, che non di rado legano al Santo Sacrificio intenzioni ben povere e ben lontane dalle ragioni per cui Gesù continua ad immolarsi.
Tu applicherai la Santa Messa per la conversione dei peccatori, per le anime del Purgatorio, o per altre intenzioni similari che siano sempre un atto d'amore verso Dio e verso il prossimo.
Non ti preoccupare per nulla della questione materiale.
Lui ti ripagherà abbondantemente nel modo che Lui vorrà.

FERMENTO SPIRITUALE

Figlio, anche con questo mezzo approfondirai la comunione con Lui, Gesú e

- con la Chiesa Purgante (e la ragione è evidente),

- con la Chiesa Trionfante, che vedrà in te un amore più puro, una generosità e una fede più vicina a quella perfezione a lei cara.
- Avrai una comunione più intima e più intensa con tutta la Chiesa Militante.

In particolare, sarai più unito con le anime vittime. Esse rinunciano nella vita terrena a molto, molto di più che all'equivalente di un'elemosina per una Santa Messa, e si immolano per quei peccatori per i quali certi sacerdoti non pregano se non dietro compenso.
Figlio, il tuo proposito, se attuato con pronta fermezza, sarà ragione di un fermento spirituale in tutto il Corpo Mistico. Avrai grande aiuto dai Santi del Paradiso. Non ti dico ciò che faranno per te le anime del Purgatorio. Sarai in una comunione più perfetta con le anime vittime. Il Santo Sacrificio, immune da parte tua da ogni umano interesse, salirà al Padre più gradito. La Santa Messa sarà inoltre vincolo di una tua maggior unione con Gesù nell'offerta di Sé e anche di te al Padre.
Coraggio, figlio! Sarà per te un balzo in avanti.

CORRISPONDENZA CORAGGIOSA

Figlio, non ti nascondo poi, come in precedenza ti dissi, che, nel tuo viaggio a... e dopo, non sono mancate le ombre e le incorrispondenze da parte di tutti.

Nella vita spirituale ha grande importanza una particolare sensibilità per captare gli impulsi della Grazia, che non bisogna mai lasciar cadere nel vuoto pena un regresso pericoloso. Una caduta anche leggera può avere serie conseguenze per il corpo non meno che per l'anima.
Continua a chiedere a Dio, con opportuna e anche inopportuna insistenza, il dono di una corrispondenza sensibile, immediata, generosa, coraggiosa.
Avanti nell'eroica ascesa verso la cima! Se la croce è pesante, guarda a Gesù che ti precede.
Guardalo bene, figlio...Vedilo incoronato di spine, lacerato, dissanguato, esausto.
Cade una, due, tre volte; il sudore intriso di sangue e di polvere gli copre il volto in una espressione di infinita sofferenza. Non dimenticare le sue parole, da molti conosciute ma non comprese: « Se vuoi venire dietro di Me, prendi la tua croce e seguimi ».

16 luglio 1976

Festa della Madonna del Carmine

IL MIO VANGELO

Molti sono i cristiani e i sacerdoti che, anziché attingere direttamente dal mio Vangelo e dissetarsi alle acque pure e limpide della mia Parola - la mia è Parola di vita, è Parola eterna come eterno sono Io, è Parola che non muta perché vera e la verità è immutabile come immutabile Io sono - preferiscono attingere a rivoli inquinati. Così facendo, danno luogo nell'intimo del loro animo ad una erosione che li porta lontani dalla fede, verso lo sfacelo interiore del loro cuore.
I fedeli sono responsabili, ma i consacrati lo sono non solo personalmente, ma anche per tutte quelle anime da loro contagiate e che, nel piano della Provvidenza, essi dovevano guidare verso la perfezione cristiana.
Questi vocati non hanno voluto convincersi che un tesoro di inestimabile valore spirituale era a loro disposizione, un tesoro inequiparabile di potenza divina: il mio Vangelo!

Perché questo?

Hanno ceduto alla tentazione del Maligno, ai ripetuti assalti dell'antico Serpente, e si sono lasciati prendere al laccio da cui raramente poi riescono a svincolarsi.

SI TRATTA DI ANIME

È uno dei tanti aspetti negativi della Pastorale moderna: l'infestazione di libri, giornali, riviste spiranti veleno dalle loro pagine. Molti sacerdoti ne hanno assorbito l'alimento inquinato che ora ammanniscono alle anime.
La responsabilità è gravissima. Il male sta diventando cronico ed è già molto avanzato; è una lebbra diffusa e contagiosa.
Questi cristiani, questi miei ministri ignorano che le forze dell'inferno, come onde di un mare sempre in tempesta, non si scoraggiano mai; vanno e ritornano come le onde che si infrangono contro le scogliere?
Questi miei sacerdoti ignorano la nobiltà della loro vocazione, pegno di amore e di predilezione? Ignorano la responsabilità connessa con la loro vocazione?
Si tratta di anime! E' in gioco o la loro salvezza eterna o la loro perdizione irreparabile.

QUESTIONE DI GIUSTIZIA

Tu pensi, figlio mio, che essi mi riterranno intransigente.
Dillo ai miei sacerdoti che non è così.
Non si tratta di intransigenza mia bensì di anarchia esistente nella mia Chiesa. Ciò che a voi ordinariamente sarebbe doveroso compiere con amore, in tempi di crisi interiore viene considerato peso intollerabile.
Del resto, figlio mio, se i miei ministri meditassero il Vangelo, avrebbero imparato una parabola importante, quella dei talenti.
Chi ne riceve cinque, deve rispondere restituendone dieci; chi ne riceve due, deve rispondere restituendone quattro. Guai a coloro che non fanno fruttare i talenti ricevuti!
Ma quale sarà la sorte di coloro che si sono serviti dei talenti avuti non per coltivare la vigna, ma per devastarla con danni ingenti, molto superiori al capitale ricevuto?
Non intransigenza quindi, ma questione di giustizia. Ed Io, Dio, sono giusto, sono la Giustizia perfetta.
Non pensano molti miei sacerdoti al male non valutabile recato alle anime nella pessima amministrazione dei miei Sacramenti, negli insegnamenti velenosi impartiti nelle scuole, nei cattivi esempi dati ad ogni piè sospinto?
È terribile! Non riflettono, non meditano la mia Parola, che è Parola di Vita.
Figlio mio, quale aberrante oscurità, e quale colpevolezza!

Ti benedico, figlio. Prega e ripara.

17 luglio 1976

LODEVOLE RINUNCIA

Fratello, sono l'Arcangelo Gabriele.

Già tu sei a conoscenza di quello che io sono per te per Volontà divina, ma anche per libera volontà mia, perché non vi è né vi potrà essere mai contrasto nella Patria Celeste.
Sono contento, fratello, che tu mi abbia desiderato e chiamato. Sono contento per questo nostro incontro che attendevo.
Voi, militanti sulla terra, avete consacrato questo mese di Luglio al culto del preziosissimo Sangue, effuso dal Verbo fatto Carne per la remissione dei vostri peccati, per la vostra riconciliazione con Dio e tra di voi.
Ma il Maligno ha avvolto l'umanità di grandi tenebre per cui non si vede più. Fratello, per squarciare le tenebre cosa ottima è il tuo proposito di rinunciare ad ogni remunerazione per la celebrazione della Santa Messa e di non celebrare la Santa Messa se non per le ragioni per cui Gesù, il Redentore, ha effuso il Suo Sangue!
In questo modo ti uniformerai meglio alle intenzioni di Gesù nella offerta che fa di Se stesso al Padre.

APRIRÀ GLI OCCHI

Capisci, fratello, che vuol dire questo?
Vuol dire testimoniare a Gesù di aver capito il perché della effusione continua del Suo preziosissimo Sangue. Vuol dire aggiungere un motivo, certamente non secondario, per rendere più stretta, più profonda, più efficace l'unione con Lui. Sarà uno di quei motivi che dall'unione ti porteranno alla vera Comunione con la Vittima Immacolata e Santa.
Vedrai, fratello, quanto fecondo di bene sarà questo tuo proposito! Libererai la Santa Messa da uno di quei fili che trattiene l'anima dal librarsi, spoglia di umani interessi, verso il Creatore, il Redentore e Santificatore.
La strada che stai per intraprendere sarà ricchissima di frutti. Non cedere a nessuna seduzione: Dio è infinitamente ricco!

Tra le tue quotidiane vicissitudini, un raggio d'oro è sceso sopra di te; non permettere che si dissolva nel nulla.
Io, Gabriele, ti sono vicino. Per te intercedo, su di te vigilo, con te prego. Sì, fratello, ti sarà di conforto e di aiuto il sapere che Gabriele, l'Arcangelo che fu incaricato di compiere la Grande Ambasciata, prega Dio Uno e Trino e la Madre per te. Ricordalo, fratello, le nostre preghiere saranno più unite e quindi maggiormente gradite.
Fratello, tutto ciò che, nel presente messaggio, ti ho confidato ha scatenato la rabbia del regno delle tenebre. Non poteva essere altrimenti; perché esso dovrà segnare non poche sconfitte.
Convinciti che il tuo proposito è cosa grande. Se poi il tuo Direttore Spirituale vorrà inserire nel terzo libro questo mio messaggio, allora sarà l'inizio di una lenta ma importante riforma che aprirà tanti occhi, ora chiusi, alla luce.

A risentirci presto, fratello. Sono l'Arcangelo Gabriele.

19 luglio 1976

L'UNICO DESIDERIO

Siamo anime della Chiesa purgante, in attesa del nostro incontro con l'eterno Divìn Giudice. Siamo anime che non hanno altri interessi, al di fuori del solo grande interesse: vedere Lui, Uno e Trino.
Siamo anime che attendiamo il conforto dell'aiuto fraterno che affretti la nostra liberazione. Riteniamo superfluo tentare di farvi comprendere la nostra pena.
Se una immagine può servire a darvene una idea, allora vi diciamo: provate ad immaginare un uomo che arde tra le fiamme ed il desiderio che ha di uscire per immergersi in acque fresche e limpide.
È una scialba idea che può farvi capire il desiderio ardente di por fine alla tormentata attesa che ci impedisce di unirci al solo, unico Bene per cui siamo state create.
Sulla terra, distratti come siete di continuo da mille interessi, influenzati dai sensi e distolti da tante esigenze della vita materiale, voi non potete capire noi, anime purganti. Siamo bruciate dalla sola necessità, dalla sola aspirazione, dall'unico e immutabile desiderio: ricongiungerci con Colui che è Causa e Fine della nostra esistenza. Non potete capire noi, perché vediamo in modo diverso da voi.

Fratello sacerdote, Don O., tu sai che nulla possiamo fare per noi stesse; sai bene però che possiamo per voi, ancora militanti sulla terra, pregare e ottenere.
Questo avviene per un ammirabile disegno della Provvidenza che ha voluto circolante in tutta la Chiesa, quale Corpo Mistico, l'amore intercorrente tra Gesú e le membra fra di loro.

FIAMMA VIVISSIMA

Ora considera, che se tu ti impegnerai a celebrare il Santo Sacrificio per il solo fine per cui Lui, il Verbo fatto Carne, lo ha compiuto sul Calvario e lo continua, per mezzo vostro, sugli altari e cioè per la remissione dei peccati e delle pene dovute per i peccati, fratello nostro, tu puoi capire quali fermenti di riconoscenza e gratitudine solleverai in noi.
Noi ci sentiremo obbligate nei tuoi riguardi, intercederemo senza posa; offriremo di continuo la nostra sofferenza (potremmo dirlo martirio) per te e per le tue necessità spirituali, per esserti a fianco nella dura lotta contro le forze dell'Inferno.
Sarà, fratello, come se la fiammella che attualmente arde in voi e in noi improvvisamente si tramutasse in grande e vivissima fiamma.
Sarà un aumento di calore, di dolore e di amore che ci unirà a Lui e tra di noi. « Caritas Christi urget nos ».
Fratello sacerdote e ministro di Dio, perché mai non rendiamo operanti questi misteri di grazia e di amore, latenti in noi e in voi? Perché non facciamo scattare la molla da entrambe le parti per abbreviare in noi la pena dovuta alle nostre colpe e in voi far scaturire una fonte di tante grazie insospettate ma reali?
Fratello Don O., noi ti aspettiamo con ansia che, esauriti i tuoi impegni, il tuo proposito diventi realtà concreta per tutto il Corpo Mistico.
Ti ringraziamo per il ricordo quotidiano in attesa che rapporti più efficaci tra noi e te abbiano a rendere più fecondo il Dogma della Comunione dei Santi.
Fratello, l'esperienza ti confermerà la verità di questo messaggio e vorremmo che molti sacerdoti ne venissero a conoscenza. Siamo Anime purganti.

20 luglio 1976

SE POTESTE VEDERE

Don O., sono Z.
Quante cose vorrei dire! Dopo il nostro ultimo incontro dinnanzi a Lui, nella Parrocchiale di C., pochi giorni di degenza all'ospedale, poi subito il Paradiso.
Non ho conosciuto la terribile attesa del Purgatorio. Ora sono felice per sempre; sono eternamente grata a Dio per il dono della vita, per quelle tribolazioni che accompagnarono la mia esistenza, misura del mio amore per Lui.
Don O., sono fra quelle anime che qui pregano per lei, e sono tante.
Coraggio!
Per lei ancora militante sulla terra, quando la sofferenza incalza, il tempo sembra lento, tanto lento come se si fosse fermato. Qui invece, fuori del tempo, vediamo come il tempo corra veloce, mettendo rapidamente fine ad ogni cosa.
Se voi poteste vedere ciò che noi vediamo, certo di atei non ne esisterebbero più, ma in questo caso cesserebbe la prova della fede, rendendo sterili tutte le vostre azioni.
Dio, infinitamente Sapiente, ha fatto bene tutte le cose e tutte le dispone e dirige al proprio fine.

BISOGNA DARE

Don O., lei che fu mio confessore occupa un posto particolare nel mio animo. Conosco i doni di grazia di cui Gesù l'ha arricchito.
Mi permetto di dire però che bisogna essere sensibilissimi nell'intuire che i suddetti doni sono prima di tutto ad majorem Dei gloriam; secondariamente che, come il sacerdote non appartiene a se stesso ma alla Chiesa, così anche i doni da Lui elargiti non sono ad personam ma propter comunitatem.
Quindi, Don O., quando l'uso di questi doni viene richiesto per la gloria di Dio ed il bene delle anime, bisogna dare, dare fino all'annientamento.
Il Padre ha dato il Cristo, Suo Unigenito Figlio, per l'umanità e Gesù consumerà se stesso in olocausto per la gloria del Padre e la salvezza delle anime.

Don O., tutto ciò che lei ha avuto come uomo e come sacerdote lo deve offrire, sull'esempio luminoso del divino Maestro, in olocausto per la gloria di Dio e per la salvezza di tante anime.
Lei, Don O., quotidianamente chiede anime. Viene da Gesù questa sete ardente ed inestinguibile. È da Lui il modo, veramente prodigioso, per salvare anime.
Per lei che cosa resta?
Una cosa resta: la corrispondenza a tutto ciò che le vien chiesto. È la chiave della santificazione e dell'arricchimento del suo animo. Avanti, e a risentirci ancora presto. Z.

21 luglio 1976

INESTIMABILE TESORO

Sono Padre R.

Una sola volta ci siamo incontrati nella vita. La morte che portò fine alla vita terrena ha dischiuso alla mia anima la vera vita di cui Lui, Uno e Trino, ci fa partecipi nella misura con cui in terra lo abbiamo creduto, sperato, amato e servito. Don O., so che altri ti hanno detto l'impossibilità per voi di capire ciò che è il Paradiso: è la verità, perciò io non tenterò l'impossibile.
Vi basti il sapere che anche la più fertile immaginazione non potrà mai raffigurarsi anche in modo approssimativo la realtà che supera ogni vostra capacità di intendere.
Piuttosto, Don O., ritorno su di un argomento più accessibile in teoria, più difficile da vivere in pratica: il Dogma della Comunione dei Santi.
La Sapienza Increata ha provveduto a ricordarci, inserendolo nel Credo, questo grande Dogma così incompreso con grande danno dei militanti sulla terra e dei sofferenti in Purgatorio.
Questo Dogma non basta infatti accettarlo teoricamente. Solo se è tradotto nella pratica quotidiana della vostra vita, ha possibilità di incrementare non solo la vostra vita personale, ma tutta la vita comunitaria della Chiesa.
Pensate che il vostro contributo di quotidiano suffragio si tramuta in una pioggia di grazie e stringe rapporti di amore, quindi di maggior unione, tra voi e le anime del Purgatorio.
Pensate a ciò che possiamo noi che viviamo in Dio e di Dio, se voi ricorrerete a noi, mettendoci nella condizione di potervi aiutare.

Il Dogma della Comunione dei Santi è paragonabile ad un grande inestimabile tesoro a cui solo pochissimi attingono. I più non vanno oltre ad un comune e scialbo atto di fede.

FECONDO APOSTOLATO

Don O., sono convinto che il propagandare la necessità di conoscere e vivere più profondamente il Dogma della Comunione dei Santi equivalga ad un ottimo e fecondo apostolato. Solo se i figli di Dio, delle tre Chiese trionfante, militante e purgante vivono in una comune volontà di conoscersi, amarsi e aiutarsi, possono rendere più forte la compagine del Corpo Mistico, in particolare contro le forze del male.
Don O., il male dilaga, l'anemia spirituale si acuisce.
Satana ha trovato amici e collaboratori nell'ordire congiure, nel preparare il suo disperato assalto contro la Chiesa. Ora sta minando con la dinamite dell'odio l'Italia e l'Europa.
Pregare, riparare, fare penitenza, sono le sole cose che veramente servono a scoraggiare il Nemico. Se gli inviti della Vergine Santissima, a più riprese fatti per rendervi edotti del grave pericolo incombente sull’ umanità e sulla Chiesa, fossero stati fedelmente accolti, tutto sarebbe stato evitato. Non temere e non curarti dei giudizi altrui: parla chiaramente, richiama le anime alla realtà perduta di vista.
Gli uomini hanno perduto il senno. Se non ti ascolteranno, sarà peggio per loro.
È vero ciò che dice Gesù, che verrà un giorno che gli abitanti di Ninive si alzeranno in giudizio per accusare questa generazione, incredula, pagana e purtroppo empia».

Ti benedico, Don O. Padre R.

23 luglio 1976

NON SONO PASSIVO

Scrivi, figlio mio.

La Fede deve essere tradotta nella vita quotidiana. Vi sono molti che credono astrattamente, ma non operano in conformità della loro vita quotidiana. La Fede deve permeare la vostra azione, tutte le vostre azioni: allora diventa pratica.

La Fede senza le opere è vana e le opere senza la Fede non valgono.
Senza la Fede non valgono non solo le opere, ma anche le parole che in continuazione pronunciate. Figlio, vuoi essere uno strumento valido nelle mie mani?
Io voglio che tu sia uno strumento nelle mie mani, perciò tale ti devi sentire e come tale devi operare e parlare.
Devi credere che sono in te; sono in te non passivo ma molto attivo.
La Fede diventa limpida e cristallina, se sei coerente sempre.

- Gesù, ma non vi è pericolo che io sbagli?

- No, se tu fermamente crederai che sono Io in te a vivere e pensare, a parlare e operare, ad amare e sperare... Ti benedico, figlio mio.

3 settembre 1976

VITA POVERA

Don O., sono Don A.,

sono il sacerdote, che pur potendo vivere agiatamente, senza problemi economici per i beni di cui la mia famiglia disponeva, preferii la vita semplice e povera sulla imitazione del divino Maestro. Ho seguito le sue parole di vita, i suoi esempi luminosi di povertà, di umiltà, di obbedienza.
Amai « toto corde » il Sommo Sacerdote e amai il Sacerdozio. Pregai e soffrii per le vocazioni sacerdotali, zelai la salvezza delle anime, fondai l'Opera R. che per la terra fu un fallimento, per il Cielo fu un trionfo. Questo ti dica, Don O., come il giudizio degli uomini raramente combacia con il giudizio di Dio.

RISPONDONO CON FEDE?

Don O., quanti sono i sacerdoti che, animati di santo ardore e coerenti alla vocazione ricevuta, rispondono con fede ai richiami forti del divino Maestro e della Madre comune, della Madre della Chiesa?
Don O., quale visione hanno la maggioranza dei sacerdoti, di Cristo Figlio di Dio, presente nel Mistero dell'Amore e della Fede in un prodigio infinito di umiltà?

Don O., non si accorgono che camminano sull'orlo di uno spaventoso precipizio, con a fianco il Maligno che, astuto ed insidioso, li segue per perderli eternamente?
Don O., come è possibile tanta oscurità negli stessi Pastori della Chiesa, molti dei quali hanno come problema della loro pastorale la salvaguardia del loro prestigio personale?
E come è possibile che non avvertano la sterilità del loro operato, terribile conferma di un fallimento la cui evidenza non può sfuggire a nessuno?
Come è possibile persistere in un atteggiamento presuntuoso che offende Dio, offusca la Chiesa e ne storpia la fisionomia impressa in lei dal suo divino Fondatore? Può ancora il Signore Iddio permettere tanto abominio che avvilisce e deturpa la Chiesa, uscita dal suo Cuore misericordioso?
Don O., la Chiesa non ha bisogno di diplomatici astuti, la Chiesa non ha bisogno di governatori orgogliosi, la Chiesa ha bisogno di Pastori santi che alla paternità sappiano unire una saggia fermezza, onde mettere fine allo stato di anarchia che tuttora avvilisce la Chiesa.
Non devono ignorare che Satana, il Principe delle tenebre, il fomentatore di scandali, di eresie e di scismi non si arresta mai. Satana ha forti e potenti alleati nelle logge massoniche, nei partiti atei e anche non atei.
Sappiano i Pastori di anime che, mentre si trastullano con fronzoli gelosi del loro prestigio, Satana sradica, devasta e distrugge la vigna del Signore, precipita anime all'Inferno e ride della insipienza dei suoi nemici, perché nulla fanno di efficace per contrastarlo.

UN LORO DOVERE

Il divin Maestro, Fondatore e Capo della Chiesa, guariva gli infermi, cacciava i demoni.
Che cosa è che fa ignorare ai Vescovi questo loro dovere?
Che cosa li induce ad ignorare le parole divine su questa delicata materia?
Che cosa oscura a tal punto la loro mente ed i loro occhi dal non vedere il numero stragrande non solo di anime ma anche di corpi invasi, soggiogati da Satana? Quante persone, di ogni sesso età e condizione sociale, sono da lui influenzate e tormentate nell'anima e nel corpo!

Chi autorizza i Vescovi, non solo a non esercitare questo fondamentale Ministero, ma perfino a proibirlo ai sacerdoti a cui hanno conferito l'Ordine dell'Esorcistato?
Rispondano i Vescovi a questi interrogativi! Non vedono i Vescovi le piaghe di cui soffre il Corpo Mistico del Signore?
Perché il loro immobilismo su tanti problemi che richiedono soluzioni energiche, urgenti, improrogabili?
Non avvertono i preannunci dell'ora tremenda che si avvicina, ignorano i richiami accorati della Madre...
Don O., coraggio! La strada ti è nota.
Non ti faccia paura la sofferenza, non ti spaventino i demoni. Ti benedico. Don A.

8 settembre 1976

SONO L'ADDOLORATA

Scrivi, figlio:

Sono la Madre di Gesù e la Madre vostra.

Sono l'Addolorata, non mai tanto Addolorata come in questa ora gravissima per la Chiesa, letteralmente presa d'assalto dai suoi nemici invisibili, i demoni e dai loro alleati fatti numerosissimi.
Nell'ombra si congiura contro il mio Figlio e contro il suo Vicario in terra, il Papa.
I nemici del Figlio mio e della sua Chiesa si sono bene divisi i compiti. Con astuta strategia operano in luoghi diversi e nei tempi stabiliti, per sferrare quello che essi stimano l'ultimo attacco decisivo secondo i loro perfidi piani e le loro speranze. Ho parlato di ora gravissima per la Chiesa e per l'umanità e tale è.
Figlio, ho detto che sono l'Addolorata e come potrei non esserlo?
I miei interventi per sventare i piani delle potenze dell'inferno sono stati moltissimi. Molte le apparizioni mie ad anime prescelte in ogni nazione cristiana, molti i miei messaggi trasmessi ai popoli mediante anime preparate a questa mansione.
La rispondenza a questi materni richiami non è stata quella desiderata. Purtroppo gli uomini hanno indurito il loro cuore alle cose di Dio, all'amore di Dio e così molte anime si perdono.
Figlio, la Madre di Gesù e Madre Vostra non può rimanere insensibile alla desolazione della Chiesa; non sarei Madre se fossi insensibile.

Figlio, a te è stato concesso di intravvedere la cecità di non pochi Pastori e sacerdoti. Sai così quanto sia tremendo, per chi vede, constatare la cecità di chi non vede. Non vedono perché incautamente si sono lasciati avvincere dalle astuzie ed oscure trame dell'inferno.
Figlio, ti è stato detto che la frana è in atto.

UN’ORA BELLISSIMA

E' realtà triste e terribile che molti si rifiutano di credere. Ciò non toglie che l'azione di questa frana, che inesorabilmente continua la sua erosione, avvicini paurosamente l'ora della purificazione. In quell'ora nessuno potrà dire che la Madre non abbia fatto tutto quello che a Lei, Regina del Cielo e della terra, è stato dato di fare.
L'ora voluta da Satana e dagli uomini di cattiva volontà sarà terribile, figlio. Ma la Misericordia infinita del Figlio mio ne farà anche un'ora bellissima perché segnerà l'avvento del regno di Dio sulla terra. La sconfitta di Satana e delle sue legioni segnerà la fine delle follie dell'orgoglio umano. L'ateismo, arma formidabile di Satana, sarà cancellato dalla faccia della terra. Se moltissimi periranno materialmente e spiritualmente, sarà solo perché lo avranno voluto.

Figlio: Rosario, Rosario, Rosario!
Io, Regina delle Vittorie, proteggerò tutti coloro che, sensibili ai miei richiami, mi avranno invocata con la preghiera a Me cara nella intimità del focolare domestico, e che avranno in qualsiasi modo divulgata la devozione, l'amore al Rosario. Proteggerò anche coloro che non si vergogneranno di recitarlo in pubblico, impartendo ai tiepidi e ai deboli un esempio di coraggiosa pietà cristiana.
Io vigilerò, nel momento della prova, sulle famiglie e sulle persone che mi sono rimaste fedeli.
Figlio, propagandare il Rosario vuol dire zelare ardentemente la Gloria di Dio e la salvezza delle anime.
Vedrete un giorno la potenza e l'efficacia di questa preghiera, ne vedrete i frutti meravigliosi nella Casa del Padre.
Figlio, ti benedico e questa benedizione la voglio estesa a tutti i miei devoti e a tutti coloro che zelano il santo Rosario.

9 settembre 1976

UNA GRANDE MISSIONE

Scrivi:

Sono Don S.,

Anch'io sono desideroso di unirmi al coro dei tuoi amici in Cielo che già ti hanno parlato e di altri che ti parleranno.
Voi, pellegrini sulla terra, state vivendo un'ora grave e siete alla vigilia di non meno gravi avvenimenti determinanti il futuro dell'umanità. Ma, come tu stesso puoi constatare, sono pochissimi che si rendono ragione della grave crisi di cui soffre l'umanità di questo secolo miscredente.
Questo ateismo, questa concezione materialistica della vita ha incrinato i rapporti tra Cielo e terra. L'umanità intera è soggiogata e tormentata dal suo peggiore Nemico: da Satana e dalle sue schiere.
Quello che aggrava tremendamente la situazione è che l'umanità, chiudendo gli occhi alla luce delle Verità Eterne, rifiutando Dio e la Sua Legge, si sia decisamente schierata dalla parte dei nemici di Dio e dei nemici suoi. Questo è il colmo della stoltezza e della insipienza umana!
L'umanità dovrebbe combattere i nemici suoi sotto l'egida della Chiesa e dei Pastori delle anime; ma gli stessi Pastori non hanno in genere coscienza della situazione che li attanaglia e li paralizza, per cui non reagiscono energicamente e con la prontezza dovuta.
Don O., non lasciarti intimorire, ascolta la Voce di Lui; Gesú ti ha scelto per una grande missione. Ringrazialo!
Il Nemico fa di tutto per avvilirti, per stancarti e per abbatterti.
Non cedere!
Il suo ruggito può farti sussultare, ma tu usa abbondantemente e bene i mezzi che Gesù ti ha posto nelle mani. Dovrai patire sì, ma la tua sofferenza è lievito per te, per tante anime e per tanti consacrati.

MISTERO DI AMORE

Lasciati docilmente condurre; al momento giusto saprà Lui provvedere.

Don O., ove è Gesù, il Nemico di Lui e tuo non può starci. E in te è Gesù. La sua azione di disturbo perciò, è chiaro, ti viene solo dall'esterno.
Gesù non impedisce questa azione, perché la sa trasformare in fermenti di vita.
Ti serva ancora l'analogia fra quanto avviene nel mondo della materia e in quello dello spirito.
Da un corpo in putrefazione possono uscire germi di vita per una provvidenziale legge di natura. Dall'azione di Satana e dei suoi satelliti, creature in perenne putrefazione spirituale, escono germi meravigliosi di vita, in virtù della Sapienza e Potenza Divina.
Questo continuo miracolo la Provvidenza Divina lo opera quando trova anime ben disposte a collaborare per la salvezza propria e altrui.
Don O., cerca di approfondire questo mistero di amore di Dio, Uno e Trino, per i suoi figli, per i suoi redenti, per i coerenti alla loro dignità sacerdotale, che operano realmente per l'attuazione della Volontà Divina.
Don O., l'insistenza con cui noi, amici vostri, veniamo a voi per diradare la nebbia che vi circonda, per aiutarvi in virtù della Comunione dei Santi, deve essere bene intesa. È l'amore nostro che ci sprona a farvi meglio comprendere il grande Mistero d'Amore che è Dio.
Nulla è comprensibile senza di Lui somma ed eterna Verità.
In un recente messaggio ti è stato detto di non aver paura di dover soffrire per amore della giustizia e della verità.
Quando poi per volere Divino ti è stato comunicato come la luce viene fatta affluire a tante anime tramite te «piccola penna spuntata», strumento nelle mani di Dio di salvezza e di corredenzione di anime, devi trarne motivo non solo di gioia ma anche di gratitudine: « Beati coloro che soffriranno per amore». (...)
Ti benedico, e per te continuerò a intercedere presso Colei che tutto può.

Don S.

 
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