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Confidenze di Mons. Ottavio Michelini (1906-1979) VOL.1 - TU SAI CHE IO TI AMO PDF Stampa E-mail

Confidenze di Mons. Ottavio Michelini (1906-1979) VOL.1 - TU SAI CHE IO TI AMO Introduzione - Perché Dio ha scelto me? - Chi sono io? Sono meno di un granello di polvere di fronte all'universo, sono meno di una gocciolina invisibile di fronte all'oceano, sono meno di un ripugnante vermiciattolo che striscia nel fango dalla terra. Sono un povero prete, fra i tanti, il meno colto, il meno dotto, il più sprovveduto, un povero prete ricco solo di innumerevoli miserie di ogni natura. Perché Dio ha scelto me? Perché si capisca che io non sono altro che un povero strumento nelle sue mani, perché da tutti si capisca che non sono altro che una miserabile penna spuntata, la mia stessa calligrafia è simbolo della mia incommensurabile povertà e nullità. Perché Dio ha scelto me? Per confondere i superbi, gonfi di orgoglio per il loro sapere, che di errori, di eresie hanno riempito la Chiesa, avvelenando le anime. Sì, scemenze, errori , eresie, su Dio, sulla Chiesa, sulla Vergine SS.ma, sulla Rivelazione; Dio è  finitamente semplice e semplici ed umili vuole noi. "In verità vi dico ... 

...   che se non diventerete semplici come questi piccoli, non entrerete nel regno dei cieli". Basta trasformare le cose semplici, nelle cose più complesse, basta coniare nuovi vocaboli, nuove parole, per ostentare il loro sapere e attirare in tal modo su di sé l'attenzione altrui.
Questa breve introduzione la reputo utile, se non necessaria, perché si stabilisca, tra me, strumento, e i lettori ai quali questo libro è indirizzato, entrambi coinvolti in un disegno d'amore della Provvidenza Divina, un contatto spirituale che faciliti l'attuazione della volontà divina.
 
Don Ottavio Michelini,
5 maggio 1975

LI VOGLIO VIVI

Figlio mio, non mi accontento dell’adesione poco più che formale di molti miei sacerdoti.

Figlio, dai miei sacerdoti voglio una attiva partecipazione alla mia Redenzione.
Voglio i miei sacerdoti con me sul Calvario. Molti si rifiutano di seguirmi nella mia dolorosa ascesa. I miei sacerdoti li voglio oranti e operanti con Me nell'Eucaristia. Alcuni non credono neppure alla mia presenza sugli altari, altri mi trascurano e si dimenticano di Me, altri - novelli Giuda - mi tradiscono.
Voglio i miei sacerdoti costruttori del Regno nelle anime, non devastatori del mio Regno!
Voglio dai miei sacerdoti l'amore, perché Io li amo infinitamente dall'eternità. Anima dell'amore è la sofferenza: si ama nella misura con cui si soffre. Ma oggi da molti si fugge dalla sofferenza, quindi dall'amore.
Figlio, voglio i miei sacerdoti consapevoli, responsabili e coscienti del loro ruolo nel Corpo (p. 7) Mistico. Li voglio vivi: vibranti di grazia, di fede, di amore e quindi di sofferenza.
Quanto tempo perduto, quanto bene non compiuto, quanti ostacoli e intoppi nel mio Corpo Mistico! Che sciupio di soprannaturale... perché molti, molti non hanno come supporto che scarsa fede, speranza e amore.
Poveri miei sacerdoti che vanno brancolando nel buio! Li amo, voglio la loro conversione, figlio.
Ti stupisce dunque se per loro ti domando di soffrire un poco e di pregare?

LI VOGLIO COSCIENTI

- Gesù, fammi intendere che cosa vuoi da noi sacerdoti.

 Te l'ho già detto: vi voglio coscienti della vostra vocazione. Io vi ho scelti, con speciale predilezione e amore.
Voglio i miei sacerdoti coscienti della loro partecipazione al mio Sacrificio, non simbolico ma reale. Ciò importa unione e fusione della mia e della loro sofferenza. Non formalismo esteriore ma stupenda e tremenda realtà: la santa Messa!
Il sacerdote deve unirsi a Me nell'offerta di Me stesso al Padre. Che Messa è quella del sacerdote carente di questa coscienza e convinzione? (p. 8)
Pensa, figlio mio, che dignità, grandezza e potenza, ho dato ai miei sacerdoti! Il potere di transustanziare il pane e il vino in Me stesso: nel mio Corpo, nel mio Sangue, in tutto Me stesso. Nelle loro mani ogni giorno si ripete il prodigio dell'Incarnazione.

Li ho costituiti depositari e distributori dei frutti divini del Mistero della Redenzione. Ho conferito a loro il potere divino di rimettere o di ritenere i peccati degli uomini.
Come il mio Padre putativo, li ho costituiti miei custodi sulla terra. Ma per molti quale differenza tra l'amore con cui mi custodiva San Giuseppe e la loro noncuranza di Me nel tabernacolo!
Figlio, ai miei sacerdoti ho affidato il compito di annunciare la mia Parola. Ma in che modo si attua questo importante compito del ministero sacerdotale? Lo dice la sterilità in genere che accompagna la predicazione.
Ai miei sacerdoti è affidato il compito di combattere contro le forze oscure dell'Inferno. Ma chi si cura di farlo? di cacciare i Demoni? Per far questo bisogna tendere alla santità; così pure per guarire gli infermi occorrono preghiere e mortificazione.
Figlio mio, i miei sacerdoti li voglio santi perché debbono santificare. Non debbono fare affidamento, per il loro ministero, sui mezzi umani come da molti si fa. Non devono confidare nelle (p. 9) creature, ma nel mio Cuore Misericordioso e nel Cuore Immacolato di mia Madre.
I sacerdoti sono veri ministri miei ma non hanno, fatta eccezione di pochi, coscienza di questa loro qualifica. Sono i miei ambasciatori, accreditati da Me presso gli uomini, le famiglie e i popoli.

VANNO CON IL MONDO

"I sacerdoti sono realmente partecipi del mio eterno Sacerdozio. Il sacerdote è protagonista, nel Corpo Mistico, di grandi fatti ed avvenimenti soprannaturali.
I sacerdoti devono essere ostie da donarsi e immolarsi per la salvezza dei fratelli.
E' gravissimo peccato pensare di salvare le anime con le proprie umane risorse di intelligenza e di attività. Ogni attività esteriore del sacerdote che difetta di fede, amore, sofferenza e preghiera è nulla, è vana.
Il Sacerdozio è un servizio. Chi serve si differenzia dal servito; non si identifica con le persone servite. Il sacerdote deve differenziarsi dalle anime a lui affidate, come il pastore si differenzia dal suo gregge.
Se i sacerdoti vedessero la grandezza della loro (p. 10) dignità, la sublime soprannaturale potenza di cui sono rivestiti (come queste cose vedeva Francesco di Assisi) avrebbero per se stessi e per i confratelli un grande, devoto rispetto.
Figlio, purtroppo alcuni cercano se stessi, dimenticandosi di Me. Molti altri vanno con il mondo, pur sapendo che il mondo non è di Dio ma di Satana.

Alcuni mi tradiscono, altri demoliscono il mio Regno nelle anime seminando errori ed eresie. Altri sono aridi per carenza della linfa vitale dell'anima: l'amore, la cui vera anima è la sofferenza.
Devi quindi pregare e offrirti, con sensibile corrispondenza ai miei inviti, alla riparazione, alla penitenza, alla preghiera perché tutti i miei sacerdoti si convertano. Sì, si convertano e ognuno prenda il suo posto nel Corpo Mistico: ad majorem Dei gloriam e per la salvezza delle anime.

REALE RINNOVAZIONE

- Alla mia domanda che cosa intendeva precisamente, dicendo: "Voglio i miei sacerdoti oranti e operanti con Me nell'Eucaristia", la risposta è stata questa:

"Che cosa ho fatto e faccio Io nel sacrificio della Croce e della Santa Messa? Come ho pregato (p. 11) il Padre? "Padre, se è possibile, passi da me questo calice, però non la mia ma la tua volontà si compia".
Non dimenticare (come molti dimenticano) che il sacrificio della Santa Messa è la reale rinnovazione del sacrificio della Croce.
Nel sacrificio della Croce vi è la mia preghiera al Padre, unita all'annientamento della mia volontà, annientamento totale. Vi è l'offerta totale di Me stesso con atto di infinito amore e di infinita sofferenza; vi è l'immolazione di Me stesso per le anime.
Il sacerdote che si unisce, e che lo voglio unito a Me in questa sofferenza, partecipa più che mai al mio Sacerdozio. Non è mai tanto sacerdote come quando fa questo con Me.

SCIUPÌO DI SOPRANNATURALE

Quante Sante Messe prive di questa anima vitale, di questa unione intima e feconda!
L'amore a Dio e l'amore al prossimo il sacerdote lo attesta nell'atto più importante della sua giornata quando, responsabilmente in unione con Me, annienta se stesso nell'offerta efficace della sua volontà al Padre, e accetta di immolarsi per le anime per le quali lo incessantemente mi immolo.
Insomma il sacerdote deve nella Santa Messa realmente donarsi con Me al Padre per essere dal Padre donato alle anime.
Questo deve precedere ogni attività del sacerdote, altrimenti vi è sciupio di tempo e di soprannaturale, altrimenti si rende sterile in radice ogni sua attività.
Figlio, se ti facessi vedere come vengono celebrate molte, molte Sante Messe, ne rimarresti spaventato a tal punto da morire...

In questo senso ti ripeto: voglio oranti e operanti, come lo fui e sono, i miei sacerdoti; è solo così che si fanno strumenti per sé e per i fratelli di vera rinnovazione spirituale.
Quante attività inutili, figlio mio, perché private della loro anima naturale! (p. 13)

9 maggio 1975

LA REDENZIONE SI COMPLETA

- Ecco, in sintesi, ciò che Lui mi ha detto: " Propter peccata veniunt adversa ".

L'umanità ha peccato in origine in Adamo ed Eva; poi gli uomini hanno continuato a peccare. Bisognava pagare ed espiare; ma l'umanità era impotente ad espiare il suo debito.
Si inserisce nell'umanità il Verbo, con il Mistero dell’Incarnazione. Espìa e soddisfa per la Colpa e per le colpe dell'umanità. Il suo trionfo è costituito dal Mistero della Croce: " Cum exaltatus fuero a terra, omnia traham ad me ipsum ".
Salva, espia, soddisfa e redime con una sofferenza infinita. Il suo trionfo scaturisce dagli insulti, dagli sputi, dalla flagellazione... In questo modo glorifica il Padre e salva le anime; riconcilia l'umanità alla Divinità e trionfa sui suoi visibili ma soprattutto invisibili nemici: Satana e i suoi seguaci.
Dal suo Costato scaturisce il Mistero della Chiesa, suo Corpo Mistico di cui Lui è il Capo.
É legge di natura che la sofferenza di un organo si rifletta e si ripercuota sugli altri organi del corpo. Così la Redenzione, incominciata con (p. 14) l'Incarnazione e consumata sulla Croce, si completa in tutte le membra del Corpo Mistico con la sofferenza fino alla fine dei tempi. Le nostre azioni umane non sono mai solo personali; le loro conseguenze, siano esse buone o cattive, non sono mai solo personali, ma si ripercuotono positivamente o negativamente su tutto il Corpo Mistico, di cui ciascuno è membro.
Il cristiano perciò non è mai tanto cristiano come quando esso soffre, colpevole o innocente, grande o piccolo; la sofferenza sua, come quella di Cristo, diventa patrimonio di tutti, pur conservando un suo valore personale.
Tanto più il cristiano con la sua sofferenza si avvicina a Cristo, tanto più concorre a completare il Mistero della Redenzione nella Chiesa. Essa, come Cristo dal cui costato è scaturita, trionfa nel dolore, nella umiliazione e nella persecuzione.

LE INGIUSTIZIE SPIRITUALI

L'insofferenza della sofferenza è mancanza di amore verso Dio, è mancanza di giustizia e di amore verso il prossimo e verso i fratelli più bisognosi della Misericordia divina.
Si deplorano le ingiustizie sociali e giustamente, ma non si deplorano per niente le ingiustizie spirituali compiute a danno di tante anime (p. 15) che vanno perdute, perché ci si è rifiutati di soffrire con Lui, per la loro salvezza.
Terribile mancanza di sensibilità cristiana che rivela la tremenda crisi di fede; e con la fede è in crisi la speranza e la carità.
L'insofferenza della sofferenza manifesta la mancanza di giustizia e di carità verso Dio e verso i fratelli: di queste due grandi virtù che formano il supporto di tutta la vita cristiana.
I ribelli della sofferenza corrono il grave rischio di autoeliminarsi dal Corpo Mistico, corrono il pericolo di inaridire come rami secchi ed inutili, anzi nocivi, buoni solo per il fuoco. Manca nei cristiani la visione del grande valore dei beni eterni, per cui sono stati creati e redenti.
L'insofferenza della sofferenza è un gravissimo male della società materialistica che sventuratamente ha contagiato clero, religiosi e religiose.
Per conseguenza essa ha soffocato la vera autentica vita cristiana di fede, di speranza e di amore; essa ha reso cieche le anime, ha reso insipido il sale e ha spento molte lucerne che avrebbero dovuto diffondere luce e che luce non diffondono più. (p. 16)

15 luglio 1975

UNA COMUNIONE PERFETTA

- Ho chiesto al Signore di farmi conoscere la partecipazione della Vergine SS. al Mistero dell'Incarnazione. Con grande bontà, così ha risposto:

"La partecipazione della Madre mia alla mia Incarnazione è Mistero grande e sublime.
Mentre Lei mi donava la vita corporale, e mi nutriva e mi cresceva prima della nascita e dopo la nascita, Io le donavo, in misura sempre più grande, la Vita mia divina . (1)
Perciò Io sono come parte di Lei per la natura umana, e Lei è come parte di Me per la natura divina. (p. 1 7)

Natura umana e natura divina, in Me ed in Lei, si fondono in un modo unico, particolarissimo e misterioso, per cui tutto ciò che è mio è anche suo, e tutto ciò che è suo è anche mio".
Da qui è chiaro ed evidente che la sua partecipazione al Mistero della mia Incarnazione porta ad una comunione perfetta per cui pensieri, affetti, gioie e dolori è come se scaturissero da una sola sorgente.
La partecipazione di Lei alla mia sofferenza infinita è misteriosamente così intensa da non potersi comprendere da menti umane. Per la stessa ragione diventa incomprensibile a mente umana l'amore suo per Me, Uno e Trino, e per gli uomini tutti.
E' pure cosa incomprensibile a menti umane la grandezza della Madre mia nella prova e nel dolore, la grandezza sua nella gloria.
Lei vive in Me; Io vivo in Lei. Così è ora, così fu, così sarà sempre. (p. 18)
La grazia santificante è partecipazione alla Natura di Dio, per cui diventiamo suoi figli, eredi del Paradiso e membri della Chiesa. Ora Maria è "la piena di grazia", è la vera Madre di Dio, è la Madre della Chiesa che Ella nutre e cresce come ha fatto con Gesù. Di conseguenza Maria, pur restando come creatura infinitamente inferiore a Dio di cui è la più umile ancella, per la grazia e per la maternità divina, che la fanno pure Regina dell'Universo, partecipa alla Natura di Dio nella misura più profonda e sublime. " Fecit mihi magna qui potens est! ".

25 luglio 1975

UN FATTO A SE STANTE

- Quale è, Signore, la partecipazione della Mamma tua al Mistero Eucaristico ?
“La stessa del Mistero dell'Incarnazione.
E' di comunione perfetta, vivendo Lei di Me ed Io di Lei: Lei della mia natura divina, Io della sua natura umana.
Ho detto che viviamo in una comunione perfetta: dove sono Io, Lei pure è.
Figlio, basterebbe questo per rendere più accessibile alle anime la grandezza della mia e vostra Madre.
Per mezzo suo l'innesto di Me, Verbo eterno di Dio nella natura umana; per mezzo suo è stato reso realtà il Mistero della salvezza.
E' un Mistero in pieno svolgimento. Per mezzo di Lei, Satana è stato vinto e l'uomo di buona volontà, se vuole, può salvarsi”.
La comunione, scaturita dal Mistero dell'Incarnazione, continua nel Mistero Eucaristico e continuerà in eterno. Io sempre vivrò della sua natura umana, e Lei sempre vivrà della mia natura divina. (p. 19)

Questa comunione è un fatto a se stante, non più ripetibile. Non ha riscontro nella comunione mia con le anime in grazia, anche se pure quest'ultima è una cosa da non potersi umanamente descrivere per la sua soprannaturale bellezza.

AVVOLTI NELL’OSCURITÀ

Dal rapporto intercorrente tra Dio Uno e Trino e la Madre mia derivano fatti sublimi, unici e irripetibili:

- la sua maternità inseparabile dalla sua verginità,

- il suo immacolato concepimento,

- la sua esenzione dalla corruzione della carne,

- la sua assunzione e la sua regalità sopra tutte le potestà del Cielo e della terra,

- il suo potere sopra le stesse forze dell'Inferno che, alla fine, sconfiggerà definitivamente.

Gli uomini, nel loro presuntuoso semplicismo, non vedono la grandezza e la potenza della Madre mia che è pure Madre loro. Non hanno ascoltato i suoi materni richiami.
Gli uomini, se si rivolgessero a Lei pentiti, se la pregassero, potrebbero evitare la valanga che li minaccia e che è già in moto.
Ubriachi di piaceri e di beni materiali, vivono (p. 20) invece avvolti nella oscurità, come se Dio non fosse e come se non fosse la Madre mia.
Gli uomini, ed anche molti miei ministri, non hanno capito, perché non hanno approfondito, l'amore senza dimensione della loro Madre Celeste.
Se l'avessero capito e se vi avessero corrisposto, quanti mali evitati ai singoli e ai popoli; come sarebbe stato sereno per tutti il pellegrinaggio sulla terra! (p. 21)

28 luglio 1975

CON L'AGNELLO OFFRI' SE STESSA

Quale è la partecipazione della Vergine Maria al Mistero della Croce?

" La partecipazione della Madre mia al Mistero della Croce è un fatto unico nella storia del genere umano e anche nella storia del Cielo.

La Madre mia, sola fra tutte le donne, è vera Sacerdotessa. Essa, ben erudita nelle Sacre Scritture, sovrabbondantemente illuminata dallo Spirito Santo, accettando la maternità divina ben sapeva ciò che sarebbe stato di Lei.
Del resto il vecchio Simeone, senza mezzi termini, le disse: " E tu, o donna, avrai il cuore trapassato... ecc. ".
La Madre mia conservò nel suo cuore questa tremenda profezia, per Lei limpida e trasparente, così che la stessa profezia fu come lama acuminata che le trapassò il cuore per tutta la vita.

LA MADRE MIA FU VERA SACERDOTESSA.

Non nel senso comune, in cui lo sono in certo qualmodo i battezzati e i cresimati. Neppure nel senso ministeriale, ma in modo diverso, e ancor (p. 22) più profondo, di chi ha ricevuto il Sacramento dell'Ordine.
Mia Madre fu ed è Sacerdotessa vera in quanto sulla cima del Calvario, offrì al Padre la Vittima pura e santa, l'Agnello di Dio, il Figlio suo, e con l'Agnello offrì se stessa.
Essa è pure vittima per i peccati.
Presente, consenziente, compartecipante, non subì l'azione ma - con il Figlio suo divino - fu , vera protagonista del dramma della Redenzione in cui si incentra la storia del genere umano.
In questa duplice offerta, che si rinnova in ogni Messa, vi è l'azione per cui il Sacerdote è veramente tale. Mai, infatti, il Sacerdote è tanto Sacerdote come quando, insieme a Me, offre Me stesso e se stesso al Padre.
Per questo la Madre mia è corredentrice.
Per compiere questa offerta la Madre mia ha dovuto annientare se stessa interamente. La vittima si distrugge, la vittima si consuma. Lei ha dovuto distruggere il suo Cuore di madre santa e pura, la più santa fra tutte le madri.
Ha dovuto sacrificare e immolare ogni suo sentimento, ha dovuto e voluto ripetere il suo "fiat" e, come Gesù e con Gesù, ha detto: " Non la mia, o Padre, ma la tua volontà si compia ". (p. 23)
Solo un amore non descrivibile, non comprensibile, un amore senza dimensioni umane l'ha resa capace di così grande prodigio.
La Madre mia, come Sacerdotessa, ha testimoniato a Dio e agli uomini la più grande prova di amore che consiste nel sacrificare non la propria vita, ma la vita di Colui che più si ama.

TREMENDA SORPRESA

Gli uomini poco sanno e meno ancora riflettono su quel poco che sanno.

Gli uomini, e molti miei ministri e anime consacrate, non considerano che il Mistero della Croce si rinnova incessantemente. Debolmente credono alla realtà sublime del Mistero della Croce che si perpetua nel santo Sacrificio della Messa.
I sacerdoti non pensano che accanto a Me, che sono presente nell'Ostia consacrata, sta come sul Calvario mia Madre, che offre al Padre, insieme a Me, anche se stessa".
Pensa, figlio, quale tremenda sorpresa sarà un giorno per molti miei ministri lo scoprire di essere stati solo materialmente, con Me e con la mia e loro Madre, protagonisti di questi grandi misteri.
Rifletti a quanti frutti mancati, a quante anime non santificate per la cecità colpevole di molti miei ministri. (p. 24)
Rifletti sui sacrilegi continui.
La Madre mia è e rimane con Me in comunione perfetta. In Lei sono state compiute grandi cose. Quale esempio la Madre mia per tutti i sacerdoti!
Se i miei sacerdoti si ispirassero a questa perfetta comunione che intercorre tra Me e la Madre mia, lotterebbero quotidianamente per l'annientamento totale del proprio io.
Offrendosi al Padre insieme a Me, seguendomi sulla croce anziché seguire il mondo, sperimenterebbero che il mio giogo è soave e lieve. Vedrebbero l'albero della mia Chiesa ricchissimo di frutti.
Figlio, il mondo come terribile valanga sta precipitando verso la rovina. Quando la valanga inizia la sua discesa, raramente la si avverte; il suo moto iniziale è impercettibile, poi a poco a poco cresce e diventa travolgente.
Ebbene la valanga ha iniziato la sua marcia e gli uomini ciecamente non avvertono lo sfacelo a cui vanno incontro.
L'allarme è stato dato, quasi inutilmente. Pochissimi lo hanno accolto; moltissimi lo hanno ignorato.
Ma ciò che più rattrista il mio Cuore misericordioso e il Cuore immacolato della Madre mia e vostra, è il fatto che troppi sacerdoti abbiano ignorato i molteplici richiami venuti dal Cielo. Tremenda responsabilità...

Pregare, riparare, offrire!

QUESTO URGE DIRE; QUESTO URGE FARE. (p. 25)

29 luglio 1975

LA DIGNITA' SACERDOTALE

Figlio, il sacerdote mi appartiene, tutte le creature mi appartengono, tutti gli uomini mi appartengono, ma il sacerdote mi appartiene in modo diverso e particolare.

Tu, figlio mio:

- mi appartieni per Creazione,

- mi appartieni per Redenzione,

- mi appartieni per Vocazione,

- mi appartieni per Riconquista.

Così è veramente.

Dunque sei mia proprietà e, come mia proprietà, tu realizzi il fine della Creazione, il fine della Redenzione, il fine della tua Vocazione solo in un modo: adeguandoti scrupolosamente alla mia volontà.
Per questo ti ho chiamato: non tu hai scelto Me, ma Io ho scelto te. Ti ho scelto per fare di te un mio ministro, cioè per fare di te un altro Me stesso. Non è un modo di dire, ma è una grande realtà: Sacerdos alter Christus.
Solo i santi hanno avuto la giusta visione della grandezza sacerdotale. Molti miei ministri sono ben lontani dal vivere questa realtà divina: non hanno la luminosa visione del Mistero di cui sono parte.
I miei ministri dovrebbero essere responsabilmente coscienti della loro dignità sacerdotale adeguando ad essa, giorno e notte, ogni aspirazione, ogni energia, ogni fatica e ogni sofferenza.
Così hanno fatto i santi sacerdoti; e tutti i sacerdoti debbono essere santi ! Per questo li ho prescelti per santificarsi e poi santificare, per donarsi a Me interamente, perché sono miei, perché mi appartengono per tanti titoli e perché Io possa donarli, senza riserve, ai fratelli.
Ma che fanno tanti miei ministri? Curano i loro interessi (molte volte mascherati, ma sempre loro interessi), non i miei che sono quelli delle anime. Sono assetati e affamati di cose mondane.
Ho detto che curano i loro interessi: meglio definirli pseudo-interessi; il loro vero interesse deve essere uno solo: "Dio". La gloria di Dio, la salvezza delle anime; tutto il resto non vale.
Per forza vagano disorientati nella nebbia e nell'oscurità, da non riconoscere più se stessi. Non sanno più chi sono, non sanno dove vanno; per forza non fanno breccia nelle anime!

No, non si salvano anime sulle spiagge, dove impera Satana, gareggiando con i figli delle tenebre nell'immodestia, nell'impurità, nel male. Non si salvano anime leggendo ogni sorta di libri, avvelenando, inquinando spirito e anima. Non si salvano anime ripudiando la fede. Si sono materializzati.

SPAVENTOSA INVERSIONE

Quanto sono lontani questi miei ministri dal Centro propulsore della grazia che è il mio Cuore misericordioso.
Quanto ho sofferto per Giuda, restio all'amore mio; quanto ho sofferto per Giuda, e più che per il tradimento compiuto nei miei riguardi, per lo sfacelo della sua anima.
Quanta sofferenza per molti miei sacerdoti che tradiscono il divino mandato, imputridendo se stessi e tante anime.
Figlio mio, un sacerdote né si salva da solo né si perde da solo. Operando per la salvezza di un sacerdote, si opera per la salvezza di tante altre anime.
Quale tremenda spaventosa inversione di una stupenda realtà divina:

- da Alter Christus, a lupo rapace che sbrama il gregge;

- da Angelo di luce, ad angelo delle tenebre; (p. 28)

- da Ministro ambasciatore di Dio, a traditore del fine della Creazione, della Redenzione, della sua Vocazione.

"Non vi chiamo servi, ma amici".
Da amico di Dio a collaboratore di Satana nello strappare al mio Cuore misericordioso le anime.
Non è questo il più grande male che un uomo, un mio ministro, può compiere ?

NECESSITÀ ESSENZIALE

Perché si arriva a tanto?
Figlio mio, man mano che ci si allontana dalla sorgente della luce, ci si inoltra nell'ombra prima, nella oscurità poi; man mano che ci si allontana dalla sorgente del calore (amore) penetra nell'anima il freddo e poi il gelo, l'insensibilità ad ogni mio richiamo.
Bisogna unirsi a Me, figlio, sempre più intimamente e profondamente, come la Mamma mia fu ed è unita a Me nell'offerta.

Perciò non ti devi stupire per quello che con insistenza ti chiedo. Un atto di fede, un atto di speranza, un atto di amore e dì abbandono mi ripaga delle offese, ingiurie e sacrilegi che in continuazione si compiono. (p. 29)
Io voglio attrarre a Me le anime, che amo, con la violenza e la potenza infinita del mio amore.
Io voglio vincolare ed innalzare a Me queste anime: ecco perché chiedo a loro di donarsi a Me interamente nell'attuazione della mia volontà, sull'esempio della Mamma mia e Mamma vostra.
Voglio che queste anime siano protese verso di Me, giorno e notte, in una unione che deve trasformarsi in comunione perfetta.
Questo avviene quando l'amore per Me è vero, grande, bruciante. Allora  il tendere verso di Me con atti di fede e di speranza, di confidenza e di offerta diventerà come una seconda natura, un bisogno, una necessità essenziale, come per l'amante tendere verso l'oggetto amato. Allora, come non si può vivere senza respiro, così non si potrà vivere senza di Me.
Figlio, questo Io domando: non dimenticarti che Io sono l'Amore, l'Amore eterno, increato che da sempre sono piegato su di voi.
Ho diritto di essere da voi amato, perché sono l'Amore, perché per amore vi ho creati, per amore vi ho redenti, per amore vi ho prescelti e per amore vi ho riconquistati. (p. 30)

6 agosto 1975

IL RIFIUTO DI DIO

 - Figlio, alzati e in ginocchio scrivi:

"Due fatti incentrano in sé tutta la storia del genere umano.

Il primo è la Creazione dell'uomo e il suo rifiuto di Dio.

Questo rifiuto costituisce una catastrofe spaventosa, di gigantesca gravità, le cui conseguenze distruttive si perpetueranno nei secoli fino alla fine dei tempi.
Gli uomini, sobillati dalle oscure e misteriose potenze dell'Inferno, materializzati come sono, non hanno più la percezione di questa immane tragedia che ha sconvolto la natura umana, ferendola mortalmente, debilitandola e privandola dei doni meravigliosi con cui era stata creata.
Più non hanno gli uomini la consapevolezza dell'immane tragedia di cui sono oggetto e vittime e da cui sono personalmente e socialmente travolti.

Guerre e rivoluzioni, epidemie, alluvioni e terremoti, cataclismi, dolori, sofferenze hanno qui la loro origine. Le singole e terrene vicende umane che sono mai al confronto di questa tragedia per la quale l'umanità intera era eternamente perduta ? (p. 31)
L'altro avvenimento, che pure incentra in sé tutta la storia del genere umano, è dato dal Mistero dell'Incarnazione, Morte e Risurrezione del Verbo.
Opera della Trinità Divina, voluta dalla stessa Trinità come risposta efficace mirante a limitare e circoscrivere l'opera devastatrice di Satana e come contro-misura per il riscatto dell'Umanità e per liberarla dalla tirannia del Maligno.
Solo Dio poteva compiere un'opera simile di redenzione.
La mostruosità di questa generazione perversa è di ignorare e di voler ignorare il portentoso Mistero di salvezza attraverso il quale è pure visibile l'Amore infinito di Dio per l'umanità.
Potevo, figlio mio, dare una testimonianza più grande per la salvezza degli uomini, di quella fornita con la mia Incarnazione, Morte e Risurrezione?
Potevo dare una testimonianza più grande della perpetuazione del Mistero della Croce mediante il Sacrificio della S. Messa ?
Vi può essere un fatto paragonabile a questo in tutte le storie dei popoli della terra ?
Prove per credere? Non le cercano! Ne ho date tante. Miracoli eucaristici? Ma quanti ne ho compiuti in tempi remoti e in tempi presenti!

Figlio mio, non vogliono credere, hanno paura di dover credere. (p. 32)

UN CONFLITTO GIGANTESCO

Il rifiuto di Dio che è Amore infinito è un peccato di una tale gravità per cui tutte le altre cose e avvenimenti umani sono un nulla.
Il vaso è pieno e trabocca; solo la mia pazienza e longanimità, le preghiere dei buoni, l'intercessione della Madre mia, e le virtù dei Santi hanno sospeso il corso della divina Giustizia.
Questa generazione di materialisti non ha idee in merito a questi due grandi fatti nei quali si incentra e compendia tutta la storia del genere umano o, se ne ha, queste idee sono oscure e sfasate.
Gli uomini di oggi non sanno di essere al centro, come oggetto e vittime, di un conflitto gigantesco.
Tutti gli uomini sono coinvolti in questo urto tremendo tra luce e tenebre, tra vita e, morte eterna, tra bene e male, tra verità ed errore, tra salvezza e dannazione. Questa generazione perversa neppure si preoccupa di conoscere ciò che Dio creatore, il Verbo fatto Carne Salvatore, lo Spirito Santo Santificatore, compiono per sottrarla dalla rovina e perdizione eterna.
Hanno ignorato e continuano gli uomini materialisti ad ignorare tutti gli interventi della Madre (p. 33) mia e Madre vostra. Hanno ignorato i miei interventi; si ha paura e vergogna di parlarne anche dai miei ministri.
Gli uomini di questo secolo perverso rifiutano le acque cristalline e pure della verità. Amano invece dissetarsi nelle acque putride della corruzione, della sensualità, dei piaceri perdendo perfino la nozione del bene e del male, nozioni che Io ho inserito nella natura umana.
Figlio mio, sono disgustato e nauseato. Fino a quando si abuserà della mia pazienza?
Ecco perché ti chiedo atti di amore, di riparazione; ecco perché ti chiedo di pregare. Non lasciare passare un'ora della giornata senza innalzare la tua anima a Me con atti di fede, di speranza e di amore, di pentimento, di umiltà e di riparazione.
Mi darai così un poco di gioia; non negarla al tuo Gesù questo poco di gioia!
Voglimi bene, figlio mio. Ti benedico e con te benedico tutte le persone care per le quali preghi". (p. 34)

21 agosto 1975

FREQUENTI ATTI D'AMORE

Figlio mio, ti definisci "una piccola goccia d'acqua torbida cadente verso il basso ". Non sei stato tu a darti questa definizione, ma Io sono stato a suggerirtela, perché tu meglio potessi comprendere la realtà della vita.
Dimmi: può una piccola goccia d'acqua, cadente verso il basso, improvvisamente invertire la sua rotta per risalire da sola verso l'alto? No, lo vedi; ciò è contro la legge di natura.
Dimmi, figlio; può un'anima, debilitata per il peccato d'origine e per le sue colpe attuali, può quest'anima improvvisamente, dal basso a cui tende, risalire con le sole sue forze verso l'alto? Mai! Assolutamente mai!
S. Paolo ti ha già edotto in materia. Senza il mio aiuto neppure puoi dire: "Gesù è Figlio di Dio".
Allora, figlio, "mia piccola goccia di acqua torbida", io voglio liberarti da tutte le scorie e renderti puro più di un rubino. Solo allora Io potrò assorbirti e potrai confonderti in Me in mistiche nozze e formare con Me una sola cosa.
Ecco perché Io ti ho chiesto di rinunciare al giornale, alla rivista, alla televisione. Ecco perché (p. 35) ti ho chiesto, con insistenza, frequenti atti di amore e di rinuncia, di pentimento, di offerta.

Ecco perché insisto nella formula: Credere, Sperare, Amare, Confidare, Pregare, Tacere, Accettare, Soffrire. Offrire, Adorare. Così i doni meravigliosi che Io ti ho fatto di fede, speranza e carità, li concretizzi giorno per giorno, ora per ora, operando la tua santificazione.

LA VIRTÙ BASE

Figlio mio, quando ti chiami " goccia di acqua torbida cadente verso il basso " dici una grande verità che si trasforma in umiltà; e tu sai che l'umiltà è il fondamento di tutte le altre virtù. É la virtù base che si oppone al peccato base che è la superbia.
Lo Spirito Santo lo ha detto: "Superbia radix omnium malorum". Mai un'anima intrisa di superbia potrà piacermi. L'annientamento del proprio io è la prima cosa da farsi da chi seriamente vuol mettere mano alla propria santificazione.
Quanto siamo lontano da questa opera di bonifica spirituale! Molti mali anche nella Chiesa, nei miei ministri, nelle anime consacrate e non consacrate, trovano nell'orgoglio la loro origine. Quanta cecità!
Ti benedico, figlio mio. Voglimi bene, cercami giorno e notte e sempre mi troverai e tu ben lo sai il perché. (p. 36)

24 agosto 1975

COSTRUISCONO MATERIALMENTE

Figlio mio, scrivi:

- sacerdote cattivo: equivalente a Demonio che porta anime alla perdizione; deicida e omicida;

- sacerdote tiepido: come arbusto spinoso in terra arida e sterile;

- sacerdote buono: equivale ad un poco di bene;

- sacerdote fervoroso equivale a fiamma che illumina, riscalda e purifica;

- sacerdote santo: uguale a tante anime salvate e santificate.

Figlio, molti sacerdoti si agitano, si dimenano, costruiscono materialmente. Se tante energie fossero spese alla costruzione del mio Regno nelle anime, quanto bene... Invece, come sono fieri questi miei sacerdoti delle loro opere! In realtà sono come il fico di cui parla il Vangelo: foglie, foglie e neppure un frutto.

Lo sai che è assurdo pensare di santificare, senza santificarsi. Rifletti su tutto quello che Io ho fatto perché i miei Apostoli fossero santi, su tutto quello che lo ho fatto e faccio perché i miei sacerdoti siano santi. (p. 37)
Un briciolo di vera fede basterebbe ad evitare le terrificanti conseguenze della sterile aridità dell'animo sacerdotale. La sterilità è colpevole per carenza responsabile di fede, speranza e carità, cioè della vita divina.

LI VOGLIO SALVI

Hai veduto le molte anime ferme, pressoché immobili, stagnanti come l'acqua delle paludi, per la colpevole carenza di buoni esperti confessori.
Hai veduto la stasi di molte anime consacrate per la carenza colpevole di santi e abili direttori spirituali. Molte di queste anime, se ben guidate, avrebbero raggiunto cime altissime di perfezione.
Che desolazione, figlio mio, che desolazione! Queste anime non hanno realizzato il fine supremo della loro vocazione per la cieca incapacità di coloro a cui vennero e sono affidate.
Perché ti parlo quasi esclusivamente dei mali che affliggono la mia Chiesa? Perché il medico si cura della parte ammalata del corpo, non di quella sana, E non sono Io il Medico divino delle anime?
Non sono venuto per curare i sani, ma gli ammalati, non sono venuto per i giusti ma per i peccatori. E chi più bisognoso di un sacerdote in crisi di vita interiore? (p. 38)
Li voglio salvi questi miei sacerdoti. Li amo infinitamente, voglio la loro conversione. Ho detto conversione, perché di conversione si tratta.
Figlio, è in gioco la loro anima, la salvezza o la perdizione eterna della loro anima, Prega quindi, ripara. É un dovere di giustizia e di carità.
Offrimi le tue sofferenze e voglimi bene. Ti benedico.

25 agosto 1975

DOVREBBERO VEGLIARE

Hai letto le parole del Vangelo di questa mattina da Me rivolte a Pietro? "Tu sei Pietro e su questa pietra Io edificherò la mia Chiesa e le porte degli Inferi non prevarranno su di essa".
In queste ultime parole: " le porte degli Inferi non prevarranno " è chiaramente indicata la tremenda e gigantesca lotta, l'urto continuato, lo scontro inevitabile delle potenze del bene contro le oscure e misteriose potenze del male.
Ma se non si crede più a Me, Verbo eterno di Dio, con che coraggio si osa ancora predicare in mio nome?
O se non credono, o fortemente dubitano perfino coloro che sono deputati a plasmare e formare i miei futuri sacerdoti di domani, che cosa si potrà pensare del domani? Potrà mai un albero cattivo produrre frutti buoni?
Quanto ripugna al mio Cuore misericordioso, la visione delle rovine spirituali che vengono compiute nei seminari, nei conventi, nelle famiglie religiose. Ma come evitare la giusta ira del Padre mio?
Oh sì, figlio mio, la frana è un atto; sarà tremenda la sua discesa travolgente.
In un esercito in guerra se gli ufficiali, anziché vigilare e far di tutto per scoprire le mosse del nemico, dormono e si trastullano in divertimenti, la disfatta è inevitabile.
Nella mia Chiesa, la battaglia divampa su tutti i fronti, le sentinelle non tutte sono vigilanti. Coloro che dovrebbero vegliare, troppo hanno dormito e troppo dormono; non si fa uso dei grandi poteri dati ai miei sacerdoti, e purtroppo molti si trovano in un tale torpore da fare fortemente dubitare del loro risveglio.

SATANA SPADRONEGGIA

Non si crede, figlio, all'evidenza, perché si vive superficialmente. Basterebbe meditare, riflettere un poco, su quanto sta avvenendo nella Chiesa e nel mondo, per arrivare alla logica conclusione che quello che sta succedendo nel mondo non è frutto di tabù, ma bensì del Principe delle tenebre e dei suoi seguaci. Non si è dato peso ai miei molteplici interventi.
Non si sono debitamente ascoltati i suggerimenti della Madre mia nei suoi numerosi interventi, per indicare ai cristiani, e ai sacerdoti in (p. 41) particolare, il modo per arginare con preghiera e mortificazione, l'azione omicida di Satana e dei suoi seguaci.
Non hanno valso i molteplici richiami del mio Vicario; anzi ci si è ulteriormente materializzati, ipocritamente parlando di rinnovamento.
No, figlio; il solo rinnovamento possibile è una vera, sincera conversione.
Satana con orgogliosa tracotanza spadroneggia; e molti miei ministri insensibili non se ne accorgono o fingono di non accorgersene.
Fino a quando? Per molto tempo ancora? Prega, ripara, offrimi le tue sofferenze, voglimi bene, figlio.
Tu sei nel mio Cuore misericordioso. Tu, " la piccola goccia d'acqua ", sarai assorbito nell'oceano infinito di amore del mio Cuore, squarciato per la salvezza di tutti.

Ti benedico.

26 agosto 1975

AMICI E CORREDENTORI

Ti ho detto che ogni cosa mi appartiene: il mondo visibile ed invisibile.

Tutto e tutti mi appartengono, tutto è stato fatto per mezzo di Me, e senza di Me nulla è stato fatto di ciò che esiste. Ma in modo tutto particolare, come ti ho già manifestato, mi appartengono i miei sacerdoti.
I sacerdoti sono i miei corredentori; investiti di poteri misteriosi e soprannaturali, debbono tenere con Me rapporti di grande intimità. Non servi ma amici vi chiamo.
Figlio mio, sono pochi i sacerdoti che hanno compreso la portata di questo dono, della mia reale amicizia. Sono pochi perciò i sacerdoti consapevolmente responsabili della necessaria e insostituibile solidarietà di fede e di amore che deve intercorrere tra Me Maestro e Salvatore e loro miei amici e corredentori.
Sono pochi quelli che hanno compreso che tra Me e loro deve esserci uno scambio reciproco di forze e di energie. Io mi dono interamente a loro, ed essi dovrebbero donarsi esclusivamente a Me. (p. 43)
Se viene a mancare questo interscambio assolutamente essenziale e insostituibile, si ha la morte spirituale dei miei ministri; e morte vuol dire putredine che contagia e perde le anime. Molti non sembrano rendersi conto delle conseguenze che ne derivano.
Interrotta la linfa vitale, il mio ministro, da amico mio e corredentore diventa alleato di Satana, diventa come un demonio e dei demoni compie le gesta.
L'insensibilità di molti miei ministri dinnanzi allo scandalo del rifiuto di Dio, dinnanzi allo scandalo della apostasia universalizzata, la passività con cui essi assistono alla perdizione di tante anime, sono veramente una lacerante ferita al mio Cuore misericordioso.
Tu mi dirai che molti si muovono. Si agitano, ma non si muovono nella direzione giusta! Almeno sentissero il bisogno di chiedermi la loro conversione, che non nego a nessuno di coloro che la chiedono con sentimento di fede viva e di sincera umiltà.

NON MI AMANO

E' ben vero che non mancano santi sacerdoti, ma sono pochi. Mancano bravi confessori e direttori spirituali.
Figlio mio, potessi farti comprendere a fondo quante anime sono appena vive, vivacchiando come piante ammalate; ingialliscono per mancanza di illuminata direzione spirituale. Perfino nei conventi, tra le anime consacrate, manca una valida direzione spirituale.

Vi sono anime che se fossero ben dirette, avrebbero raggiunto i più alti livelli della santità.

“Qui non diligit manet in morte”.

Molti miei sacerdoti sono nella morte perché non mi amano, perché non hanno voluto conoscermi.
S. Giovanni dice: "Venne fra la sua gente, ma i suoi non l'hanno accolto". Ma che non mi accolgano nel loro cuore i miei prediletti, questo, figlio mio, è peccato enorme.
Che all'amore si risponda con la freddezza e con l'ingiustizia è una ferita grande che viene incessantemente inferta al mio Cuore misericordioso.
Fui scacciato quando ero ancora nel seno materno Continuo ad essere cacciato via dai miei ministri, prescelti con amore infinito.
Per dignità e potenza i miei sacerdoti li ho posti al di sopra delle stesse schiere angeliche.
Mi sono affidato al loro arbitrio. Io ho concesso a loro il potere divino di rimettere i peccati, di transustanziare il pane e il vino, nel mio Corpo, nel mio Sangue, Anima e Divinità. (p. 45)

Chi poteva supporre che il mio amore fosse arrivato a tanto?

Figlio mio, amami tanto da riparare così mostruosa ingratitudine: donami tutto te stesso, con quello che hai, con quello che sei. Ripara, figlio, ripara per gli innumerevoli Giuda che quotidianamente mi tradiscono.

ACCETTA DI SOFFRIRE

Vagano i miei ministri nell'oscurità, ignorando colpevolmente ciò a cui vanno incontro.
Non hanno raccolto, con cosciente responsabilità, i numerosissimi interventi della Madre mia. Dovevano, con chiarezza inequivocabile, rendere edotti i fedeli. Invece! Presunzione, orgoglio, rispetto umano, incredulità li hanno accecati.
Quale emorragia di anime consacrate! Quanti Giuda vi saranno ancora!
Quanto sangue, quanto sangue sarà versato... Quanto tempo hanno avuto, a quanti avvenimenti hanno assistito! La rivoluzione spagnola, la persecuzione nei paesi dove impera il comunismo, non hanno servito a nulla o ben poco. La crisi di fede li ha materializzati a tal punto che non pochi hanno perfino perduto il senso cristiano della vita. (p. 46)

Come possono questi miei sacerdoti, che nonostante tutto Io voglio salvi, addestrare le anime contro Satana, se essi di Satana sono diventati zimbelli?
Hanno ignorato i ripetuti richiami del mio Vicario sulla terra. Non amano il mio Vicario e come potrebbero educare le anime all'amore del mio Vicario, all'amore mio?
Figlio, quale desolazione! Prega, ripara, accetta di soffrire per la salvezza di questi miei ministri.
Ti benedico, figlio mio, voglimi bene.

27 agosto 1975

TACERE E OFFRIRE

Figlio mio, te lo ripeto per la seconda volta: vedi di convincertene e non dubitare.
Quando tu preghi, quando tu scrivi ciò che ti dico, Satana fa di tutto non solo per distrarti e distoglierti dalla tua azione, ma per farti impazientire e, se gli riesce, insuperbire. (...)
Satana ha peccato di superbia: nella superbia è, e rimarrà in eterno. Bisogna batterlo con la virtù opposta: l'umiltà.
Se tu, questa sera, anziché impazientirti, avessi concretizzato con un atto di umiltà il "tacere, accettare, soffrire e offrire", avresti battuto Satana con la mortificazione del tuo "io".
L'io è orgoglio e Satana, indispettito e umiliato, dopo un poco avrebbe mollato la sua preda. In questo caso la preda eri tu, perché lui mirava a te servendosi di x.
Ho detto " umiliato ", perché niente lo mortifica di più di un atto di umiltà. Lo scorno di essere battuto da un uomo, inferiore a lui per natura, lo esaspera e lo ferisce. (p. 48)
Come grossolanamente sbagliano coloro che (materializzati e quindi accecati in nome della loro personalità, cioè del proprio io, pattumiera di orgoglio, vanità e presunzione) favoriscono e incrementano queste passioni, assecondando Satana nella sua azione demolitrice e devastatrice nell'animo!
Il Principe della menzogna fa credere fortezza ciò che in realtà è debolezza e debolezza ciò che è fortezza; in questo modo molte anime sono spinte verso la loro rovina.
Tu, figlio, puoi bene toccare con mano la tua infingardaggine e vedere la stoltezza di chi così facilmente si lascia prendere al laccio. Eppure non sono mancati gli ammonimenti miei, non sono mancati gli esempi miei e della mia e vostra Madre, gli esempi dei Santi.

LA VIRTÙ BASE

Non vi ho detto Io: " Imparate da Me che sono mite ed umile di cuore " ? Costa di più e si richiede più forza per mortificare il proprio io, che per compiere qualsiasi altra impresa.
Satana ha peccato di orgoglio, di orgoglio ha indotto l'uomo a peccare; la vittoria dell'uomo è battere Satana con l'arma potente ed efficace dell'umiltà. L'umiltà è la virtù base, fondamentale, senza (p. 49) di essa non vi è progresso spirituale, senza di essa è impossibile l'edificazione del Regno di Dio nelle anime.
Pensa, medita, rifletti quanto sia grande questa virtù. Satana teme gli umili, perché dagli umili è sempre sconfitto.
Figlio mio, il tuo Gesù, oceano infinito di Amore, è assetato di amore, ma gli uomini resi pesanti dalla materia in cui si sono immersi, sono incapaci ormai di vedermi e di capirmi, e tanto meno quindi di amarmi.
Amami tu, figlio, amami e voglimi bene per i numerosissimi cristiani che non mi amano, per tanti e tanti sacerdoti che non mi amano, professionisti materializzati dei valori della mia Redenzione.

Ti benedico. (p. 50)

9 settembre 1975

L'AMORE E L'ODIO

Figlio mio, se Io sono l'Amore che per natura tende all'unione, Satana è odio, l'odio nato dalla superbia e che porta alla divisione. Dall'amore scaturisce l'umiltà, dalla ribellione di Lucifero nasce l'odio.
L'umanità, dalla sua caduta, conosce l'amore di Dio che su di lei si riversa; ugualmente conosce l'odio di Satana: Caino di questo odio fu il primo intossicato, la prima vittima.
L'odio viene vomitato come torbida sorgente senza posa; guai agli uomini che non sanno guardarsene.
Dio salva gli uomini di buona volontà con l'amore. Satana li perde con l'odio e la divisione.
Dio trasforma l'uomo; da selvatico lo fa umano, da umano lo fa cristiano cioè figlio di Dio, elevandolo alla sua natura divina. "Consortes divinae naturae".
Anche Lucifero tende a trasformare l'uomo in demonio di superbia, odio e ribellione.
Frutti preziosi dell'amore di Dio sono la fede, (p. 51) la speranza e la carità. Da esse derivano: il rispetto della libertà personale e sociale, il rispetto per la giustizia che unisce ed affratella gli uomini e che rende il pellegrinaggio terreno più sereno e più desiderabile.

Dalla superbia, dall'odio e dalla divisione, nascono le ingiustizie personali e sociali, lo schiavismo, lo sfruttamento, l'oppressione che esasperano gli animi dei singoli e dei popoli fino alla disperazione.
Frutti della fede, della speranza e dell'amore sono la pace nelle coscienze, nelle famiglie, la pace fra i popoli. Sono i giusti, i santi, i buoni che fanno civili gli uomini, e aiutano il fiorire dell'arte vera, dell'arte buona, che non perverte ma che aiuta l'uomo nella sua ascesa verso la conquista del bene, del vero, del bello.
Frutti dell'orgoglio, dell'odio, della divisione sono le violenze, le guerre, la degradazione della natura umana, le corruzioni in tutti i settori, il pervertimento dell'arte in pornografia e sensualità.

NEL BUIO PIÙ FITTO

Tutto questo, figlio mio, è palese, è chiaro. Le esperienze vicine e lontane ne sono una conferma, ma gli uomini sono facili a dimenticare. É come (p. 52) se una cortina di densa nebbia sia calata sull'umanità, per cui si brancola nel buio più fitto.
In questa oscurità vanno brancolando anche molti miei sacerdoti; con quanto danno e pericolo per la salvezza di tante anime, è facile da intuirsi.
Tu non puoi comprendere e abbracciare con la mente l'immensa mole di male di cui soffre la mia Chiesa. Divisioni, rancori, perfino odio. Divisioni nelle parrocchie, divisioni e dissensi negli ordini e nelle congregazioni religiose, nei conventi; ribellioni aperte straziano il mio Corpo mistico.
Un limaccioso torrente sfociato dall'Inferno sulla terra, in un ribollente rigurgito di eresie, oscenità e scandali, violenze, ingiustizie private e pubbliche, fa scempio delle anime anche consacrate.
Oh, sì, gli uomini di oggi non sono migliori degli uomini pre-diluviani. Le città di oggi non sono migliori di Sodoma e Gomorra.
A nulla hanno valso i molti richiami, a nulla hanno valso i molteplici interventi miei e della Madre mia. A nulla hanno valso i molti castighi parziali.
Gli uomini di questo secolo hanno colmato la misura, hanno indurito i cuori nell'iniquità e la punizione totale sarebbe già avvenuta se non fosse stato per l'intervento della Madre mia e Madre (p. 53) vostra, per l'interporsi di Lei tra voi e la Giustizia divina.
E se non ci fossero state le anime vittime, coraggiose, generose, eroiche ad immolarsi come lampade viventi davanti ai miei altari...
Gli abitanti della corrotta Ninive credettero e si pentirono ai richiami minacciosi del profeta, e così furono salvi. Ma gli uomini di questa generazione perversa, che rifiuta Dio, non andranno immuni dai castighi della divina Giustizia.

NON PRAEVALEBUNT.

Sì, i giusti vedranno che Iddio è fedele alle sue promesse; vedranno come il Padre mio, pur nella sua giustizia, renderà luminoso il suo disegno d'amore, per la salvezza dell'umanità e della mia Chiesa.
Ti benedico, figlio mio. Voglimi bene e offrimi le tue sofferenze. Ricordati che il mio Cuore misericordioso è inesauribile nelle sue ricchezze e arde dal desiderio di potervele dare.

11 settembre 1975

INDOSSANO LA TUTA

Ritorno, figlio, su di un discorso che ti ho già fatto, ma sul quale necessita fermare spesso la vostra mente per pensare e meditare, per poi pensare e meditare di nuovo. Intendo riferirmi alla rinnovazione del santo Sacrificio della Croce, perpetuamente continuato nella S. Messa.
Tu sai come siano pochi i sacerdoti che si accostano all'Altare per compiere l'Azione tre volte santa, con lo spirito di fede e di grazia dovuti.
Non parliamo di coloro che profanano sacrilegamente il mio Corpo, il mio Sangue, e che non sono pochi. Parliamo ancora di quelli che si accingono ad indossare i sacri paramenti con la disinvoltura e con la mentalità degli operai che, prima di dare inizio al loro manuale lavoro quotidiano, indossano la tuta chiacchierando del più e del meno.
Senza un pensiero di raccoglimento, procedono alla celebrazione del Sacro Rito, mentre la loro mente corre alle cose più strane. Arrivano alla Consacrazione, ben lontani dal rendersi conto che in quel momento nelle loro mani si ripete il prodigio dei prodigi: si compie l'Incarnazione di Me, Verbo di Dio. (p. 55)
" Et Verbum caro factum est ". Non si rendono conto che nelle loro mani, in quel momento, provocano l'intervento simultaneo della SS. Trinità.

La Madre mia, con il suo " fiat " provocò il simultaneo intervento

- del Padre che in Lei creò l'anima umana di Me Verbo,

- di Me Verbo che mi unii all'anima creata dal Padre,

- dello Spirito Santo, causa efficiente del mio virgineo concepimento nel seno purissimo di Maria.

Da quel momento Io fui vero Dio e vero uomo.

Fra le mani del sacerdote celebrante, nel momento della Consacrazione si rinnova realmente il Mistero dell'Incarnazione. A questo ben pochi dei miei sacerdoti pensano.
Tolta questa fede, questa vissuta convinzione, è reso evidente il perché il sacerdote celebrante compie la più santa fra tutte le azioni, come l'operaio compie il suo ordinario lavoro. Il sacerdote diventa un mestierante, ecco tutto.
Sul suo volto non scorgerai un solo segno di compunzione e di raccoglimento. Così, con la stessa nauseante indifferenza, si procede fino alla fine, fino alla Comunione, costringendo Me, Vittima, a subire l'atroce sofferenza della Croce. (p. 56)

L'AMORE RESPINTO

Figlio mio, ferisce più acutamente il mio Cuore misericordioso, l'apatico atteggiamento dei miei sacerdoti, che non la rabbiosa offesa dei miei sacerdoti che abitualmente così mi trattano !...
E' l'Amore che urta contro una barriera di freddezza, di indifferenza. E' l'Amore respinto, nonostante tutte le grazie, gratuitamente date e per nulla dovute.
Non scendo nei particolari per dirti di tutte le indelicatezze e licenze che si prendono nei miei riguardi e che bene si guarderebbero dal prendersi con tante altre persone del mondo così dette importanti. Tanto con Me tutto è lecito...
Mi vedono e mi guardano come un vago e lontano ricordo storico, ignorando colpevolmente la viva Realtà di cui essi hanno parte così importante.
Se anche teoricamente ammettono che il santo Sacrificio della Messa è lo stesso Sacrificio della Croce, praticamente lo negano con un comportamento che rivela l'assenza della fede, della speranza e dell'amore.
Figlio, che oceano infinito di miserie, di profanazioni, di tradimenti, di oscurità spirituale ! Oh, (p. 57) se i miei sacerdoti fossero tutti animati da una fede viva, da un amore ardente quando mi tengono fra le mani, quali fiumi di grazie potrebbero strappare dal mio Cuore misericordioso, e per loro e per le anime che essi debbono pascolare!
Perché molti miei sacerdoti sono così lontani e ostinati, sono così restii ai miei ripetuti inviti alla conversione?
Orgoglio, presunzione, vanità, impurità! Quanti si perdono, essi, i corredentori! Quale atroce tormento il loro Inferno! Erano i dispensatori e i depositari dei frutti della mia Redenzione.
Essi, gli amici prediletti, non mi hanno voluto conoscere, la loro opera nel mio Corpo mistico è stata resa sterile per avere spento la fede nel loro cuore, per essersi rifiutati di seguirmi sulla via della croce, per aver infranto l'unità del mio Corpo mistico.

MOSSO DALL'AMORE

Figlio, ti sarai accorto dell'insistenza con cui ritorno su questi penosi argomenti. E' urgente mettere nella giusta luce una situazione quanto mai dolorosa, poiché quando la frana inizierà la sua azione distruggitrice, quando si (p. 58) conoscerà l'azione rigorosa della Giustizia del Padre mio, si sappia con chiarezza che non sono mancati moniti, interventi e richiami, da molti inascoltati, per evitare alla cristianità i mali indescrivibili che l'attendono.
Bisogna che si sappia ancora, specie dai buoni, che il Padre, pur nel rigore della sua Giustizia, è sempre mosso dall'amore perché Dio è Amore. Dio non vuole la morte del peccatore, ma vuole che il peccatore si converta e viva.
Non avendo gli uomini, e anche molti miei sacerdoti accolto i reiterati inviti alla conversione, non avendo fatto tesoro dei castighi parziali, permessi e voluti per richiamarli alla realtà, scoppierà su di loro l'ira divina.
Hanno cancellato Dio dal loro cuore.
Nella loro insipienza, dicono che Dio non è, e Dio cancellerà dalla faccia della terra i frutti della loro follia e del loro orgoglio.
Figlio mio, prega e fa pregare; la frana è in atto. (p. 59)

16 settembre 1975

IL DONO DEL BATTESIMO

- Quale è, Signore, la partecipazione di noi sacerdoti al Mistero dell'Incarnazione ?
Figlio, a questa domanda lo ho già risposto indirettamente nei nostri precedenti colloqui.
Tutti i cristiani sono stati rigenerati dalla Grazia, tutti sono stati fatti figli di Dio. Questo è un fatto così grande, così sublime che bisogna dargli un adeguato rilievo.
Vedi, figlio mio: in questo secolo materialista la vostra generazione infedele dà più importanza alle esteriorità che al fatto soprannaturale del Battesimo, il quale incide in un modo sostanziale sull'animo del bambino per il tempo e per la eternità.
Non viene quindi che in minima parte considerato il Dono, non dovuto, ma fatto con divina generosità al battezzato.

A questa cornice pagana che circonda il Battesimo si sono adattati con disinvolta superficialità i miei sacerdoti; voglio dire che non vi è stata reazione a questo paganesimo che, come densa ombra, nasconde agli occhi dei fedeli il prezioso dono di Dio. (p. 60)
L'imperante costume pagano di vita offusca le più belle Realtà divine.
La grazia conferita al battezzato trasforma e trasfigura l'animo di chi riceve questo Sacramento, reso possibile dal Mistero dell'Incarnazione. Quindi ogni battezzato partecipa al Mistero dell'Incarnazione.
Questa partecipazione deve o dovrebbe intensificarsi con lo sviluppo e l'incremento della mia Vita divina mediante la collaborazione richiesta e necessaria di una cristiana educazione da parte dei genitori e di chi per essi.
Questa educazione deve essere iniziata fin dai primi mesi. Purtroppo non si usa quasi più; nulla si vede nel bambino da questo popolo pagano al di fuori della natura umana.
É mancata e manca da parte dei miei sacerdoti la premurosa vigilanza su di un punto centrale della vita cristiana.
I cristiani tutti partecipano al Mistero dell'Incarnazione (quindi maggiormente i sacerdoti), con la ferma coerenza alla fede in questo grande Mistero.
Se Io, Verbo di Dio, mi sono incarnato per potere comunicare la mia Vita divina agli uomini, per sollevarli, aiutarli e incamminarli alla vita (p. 61) eterna, gli uomini ragionevolmente dovrebbero accettare con gioia tutte le conseguenze derivanti da questo grande Mistero, vivendole con fedeltà nella loro vita quotidiana.
Figlio, tu stesso puoi considerare come il paganesimo abbia allontanato i miei fedeli e con essi molti miei sacerdoti dalla Realtà divina, riducendo tutto a dei più o meno fastosi riti paganeggianti.

COERENTI AL BATTESIMO

Ed ora rispondo direttamente alla tua domanda, anche se la risposta la puoi trovare in un precedente colloquio.
Voi sacerdoti non siete semplici cristiani; Io vi ho prescelti per essere i miei Ministri sulla terra. Vi ho prescelti per essere l'oggetto della mia predilezione e del mio amore.
Io vi ho tolto dal mondo, pur lasciandovi nel mondo perché voi siate strumenti, collaboratori e corredentori nell'attuazione del Mistero della salvezza.
Vi ho rivestiti di una dignità e potenza di cui non avete piena coscienza, e di cui ben poco vi servite per l'efficacia del vostro ministero.

Voi dovreste, con maggior rigore, essere (p. 62) fermissimamente coerenti al vostro Battesimo, alla vostra cresima. al vostro al mio sacerdozio.
Come fu per la Madre mia, che pronunciando il suo "fiat", fu causa di un prodigio così grande che cielo e terra non possono contenere (le cui conseguenze hanno cambiato le sorti di tutta l'umanità, nel tempo e nell'eternità), così è per voi sacerdoti che pronunciate le parole della Consacrazione.
Dovete credere che Io, Verbo di Dio, mi faccio Carne e Sangue, Anima e Divinità nelle vostre mani.
Come la Madre mia, nel momento in cui diede il suo libero, consapevole e responsabile consenso, provocò il simultaneo intervento di Me, Uno e Trino, così voi nella Consacrazione provocate il simultaneo intervento della Trinità divina, presente anche la Madre mia e vostra.

CREDERE FERMAMENTE

Figlio, se un sacerdote è permeato e compenetrato da questa fede, se un sacerdote crede fermamente in questa Realtà divina, testimonianza dell'Amore infinito di Dio, questo sacerdote si trasforma; la sua vita diventa meravigliosamente feconda.
Nel Mistero dell'Incarnazione (che per opera (p. 63) sua Dio rinnova nelle sue mani non per nulla consacrate) egli trova la sorgente inesauribile dei doni del mio Cuore misericordioso. Nessuna potenza avversa gli potrà resistere, perché Io sono in lui e lui in Me.
Figlio mio, abbiamo insieme veduto un altro aspetto dello squallore che questa generazione incredula manifesta. Voglimi bene, tendi a Me giorno e notte, ripagami con il tuo amore e con la tua fede della freddezza di tanti miei ministri, che molto amo e che voglio salvi.
Ti benedico; con te benedico le persone care. Ricordati che la mia benedizione è ombrello di protezione e scudo di difesa.

17 settembre 1975

OMBRE DEL MIO CORPO MISTICO

Figlio, tutte le membra in un corpo tendono armoniosamente ad un unico fine; la conservazione e la crescita del corpo stesso.
Così nel mio Corpo Mistico, tutte le membra dovrebbero ragionevolmente tendere al supremo bene del Corpo Mistico, che è la salvezza di tutte le membra di cui esso è formato.

Il fatto che queste membra siano libere e intelligenti, capaci di discernere e di volere il bene o il male, costituisce una ragione di più perché tutte tendano al bene comune. Eppure non è così.
Sedotte e ingannate molte membra, rompendo l'armonia del corpo di cui fanno parte, tenacemente perseguono il male, danneggiando non solo se stesse, ma tutte le altre membra del corpo.
Se poi queste membra sono sacerdoti, essi distruggono la coesione armoniosa con un danno incalcolabile per se stessi e per l'intera comunità cristiana.
Nella mia Chiesa tutti i sacerdoti debbono strenuamente tendere al bene comune di tutte le anime; per questo grande fine sono stati chiamati, senza eccezione alcuna. (p. 65)
Non vi sono nella mia Chiesa distinzioni di fini: il fine è uno solo per tutte le membra, in modo del tutto particolare per i miei sacerdoti: salvare anime, salvare anime, salvare anime.
L'ultimo sacerdote (ultimo per modo di dire perché potrebbe essere il primo, come il S. Curato d'Ars ultimo e primo), dico l'ultimo sacerdote che consuma la sua vita nell'offerta di se stesso nel S. Sacrificio della Messa in comunione con Me, dinnanzi al Padre mio, è più grande anche di molti dignitari che ciò non sempre fanno.
Nel mio corpo mistico vi sono molte membra terribilmente ammalate di presunzione, di superbia, di lussuria. Vi sono nel mio Corpo Mistico molti sacerdoti mestieranti, molto più preoccupati del lucro che della salvezza delle anime.
Vi sono molti sacerdoti orgogliosi del loro "saper fare" cioè della loro furbizia. Dimenticano che spesso, anche se non sempre, l'arte del saperci fare è l'arte del mentire: questa è la furbizia o l'astuzia di Satana.
Il vostro linguaggio sia semplice e sincero: se sì, sì; se no, no: la verità è carità.

NON LE LORO PAROLE

Nella mia Chiesa vi sono sacerdoti che predicano se stessi. Nella ricercatezza della lingua, nella eleganza del dire, e con cento altri espedienti, (p.66) cercano di colpire l'attenzione degli uditori per farli convergere su di sé.
E' vero che la mia parola è per di se stessa efficace, ma la mia Parola, non le loro parole! La mia Parola prima di essere annunciata, va letta, meditata e assorbita; poi data con umiltà e con semplicità.
Nel mio Corpo Mistico vi sono focolai d'infezione, vi sono piaghe purulenti.
Nei seminari vi è gente infetta che contamina coloro che debbono essere i miei ministri di domani: chi può valutarne il male?

Se in una clinica o in una comunità si manifesta una malattia contagiosa, si ricorre ai ripari con grande sollecitudine, con inchieste e isolamenti, con misure energiche e repentine. Nel mio Corpo mistico si manifestano mali ben più gravi e vi è acquiescenza come se nulla fosse avvenuto. Paure, timori ingiustificati, si dice.
Non è amore, non è carità il permettere di diffondersi di mali che portano anime alla perdizione!
Vi è esagerato abuso della Misericordia di Dio come, se con la Misericordia, non coesistesse la Giustizia...
Chi è investito di responsabilità, agendo con (p.67) rettitudine, non deve preoccuparsi delle conseguenze, quando necessita prendere misure per stroncare il male in atto.
Figlio, che dire poi di tanti miei sacerdoti, del modo del tutto irresponsabile con cui adempiono a compiti delicatissimi, come quello dell'insegnamento religioso nelle scuole?
D'accordo che non mancano sacerdoti ben formati e coscienti, che nel miglior modo compiono il loro dovere. Ma accanto ai buoni, quanti superficiali, incoscienti, anche corrotti ! Hanno fatto e fanno un male immenso, anziché del bene, ai giovani così bisognosi di essere moralmente e spiritualmente aiutati.
La comprensione per questi miei sacerdoti non deve giustificare licenza.

UN ABITO PROPRIO

Dall'alto sono state impartite disposizioni in merito all'abito sacerdotale. I miei sacerdoti, pur vivendo nel mondo, sono stati segregati dal mondo.
I miei sacerdoti li voglio distinti dai laici, non solo per un tenore di vita spirituale più perfetto, ma anche esteriormente debbono distinguersi con un loro abito proprio. (p.68)
Quanti scandali, quanti abusi e quante occasioni in più di peccato, e quanti peccati in più!
Quanta inammissibile condiscendenza da parte di coloro che hanno il potere di legiferare; e hanno con il potere anche il dovere di fare rispettare le loro leggi. Perché non lo si fa?
Lo so: le noie non sarebbero poche. Ma Io non ho mai promesso a nessuno una vita facile, comoda, scevra da dispiaceri.
Forse si temono reazioni controproducenti. No, la rilassatezza scivola in una maggiore rilassatezza.
Dipendenti statali, di ditte, di enti militari indossano la loro divisa. Molti miei sacerdoti se ne vergognano contravvenendo alle disposizioni, gareggiando in civetteria con i mondani.
Come, figlio, posso non amorosamente dolermene? Chi non è fedele nel poco, non lo è neppure nel molto.
Che dire poi del modo con cui si amministrano da tanti sacerdoti i miei Sacramenti ? Si entra nel confessionale in maniche di camicia e non sempre con la camicia, senza stola.
Se si deve far visita ad una famiglia di riguardo, si indossa la giacca, ma la Casa di Dio è ben più di qualsiasi famiglia di riguardo.(p.69)
E' pure prescritta la veste talare nell'esercizio del proprio ministero: assistenza agli infermi, insegnamento nelle scuole, visita negli ospedali, celebrazione della S. Messa, amministrazione dei Sacramenti. Chi più l'indossa la veste talare ?
Questa, figlio mio, è indisciplina che rasenta l'anarchia!
Che dirti di tanti miei sacerdoti che non hanno il tempo di pregare, indaffarati come sono in tante attività inutili, anche se apparentemente sante?
Attività inutili perché mancano della loro anima, perché mancano della mia presenza. Dove Io non sono non vi è fecondità spirituale.
Ma quanti sacerdoti hanno il tempo per andare a vedere films immorali e pornografici, con il pretesto che bisogna conoscere per giudicare. Questa giustificazione è satanica.
I santi sacerdoti, che mai si permetterebbero tali immoralità, non sarebbero abili ad orientare e consigliare le anime...

IL DOVERE DELL'UBBIDIENZA

Ecco a che punto siamo.
Ma vi è di peggio ancora. Io, figlio mio, ho costituito la Chiesa gerarchica, e non si dica che i tempi sono cambiati e che perciò bisogna tutto cambiare.(p.70)
Nella mia Chiesa, vi sono dei punti fermi che non possono mutare col mutare dei tempi. Non potrà mai essere mutato il principio di autorità, il dovere dell'ubbidienza.
Potrà essere cambiato il modo di esercitare la autorità, ma non potrà essere annullata l'autorità.
Mai va confusa la paternità richiesta nelle alte sfere con la debolezza! La paternità non esclude ma anzi esige la fermezza.
Figlio mio, perché ho voluto mettere in luce una parte dei molti mali che affliggono la mia Chiesa ? L'ho fatto per mettere i miei sacerdoti di fronte alle loro responsabilità. Voglio il loro rientro, per una vita veramente santa.
Voglio la loro conversione perché li amo, Sappiano che la loro condotta a volte è causa di scandali e di rovine per molte anime.

Non è giusto che si abusi dell'amore di Dio, confidando nella sua misericordia ignorando quasi interamente la sua giustizia!
Figlio, ti ho ripetutamente detto che la frana è già in atto. Solo un ritorno sincero alla preghiera e alla penitenza di tutti i miei sacerdoti e dei cristiani potrebbe placare l'ira del Padre e arrestare le giuste e logiche conseguenze della sua giustizia, pur sempre mossa dall'Amore.(p.71)
Questo ho voluto dirti perché della mia "piccola goccia d'acqua cadente verso il basso" voglio fare uno strumento per il piano della mia Provvidenza.
Ti benedico, o figlio. Voglimi bene; prega, ripara e ripagami con il tuo amore del tanto male che imperversa nella mia Chiesa.

ANCHE TANTO BENE

E' ben vero che nella mia Chiesa vi è anche tanto bene. Guai se non fosse così!
Ma Io non sono venuto per i giusti; essi non ne hanno bisogno. Sono venuto per i peccatori; questi voglio, questi si debbono salvare !
Perciò ho messo il tasto su qualcuna delle tante piaghe e ferite, causa della perdizione di anime.
Si dice che non si va all'Inferno. O si nega l'Inferno o si fa appello alla Misericordia di Dio che non può mandare nessuno all'Inferno.
Non per queste eresie ed errori cessa di esistere l'Inferno. Non per questo molti impenitenti, anche sacerdoti, evitano l'Inferno..(p.72)

18 settembre 1975

SONO IN MEZZO A VOI

Figlio, nei miei precedenti colloqui, non sono mancati accenni alla mia presenza in mezzo a voi. Oggi intendo richiamare ancora la tua attenzione su di questa divina Realtà, dalla quale si possono attingere inestimabili doni in ordine alla vita sia spirituale ed eterna, sia materiale e terrena.
Io, Gesù, Verbo Eterno di Dio, da sempre generato dal Padre, nella pienezza dei tempi fatto Carne nel virgineo seno della Madre mia SS. e Madre vostra misericordiosa, sono gloriosamente presente alla destra del Padre nella gloria del Paradiso.
Sono realmente presente in Corpo, Sangue, Anima e Divinità in tutte le Ostie consacrate nel mondo; sono e sarò in mezzo a voi fino alla consumazione dei secoli, fino alla fine dei tempi.
Come mai da molti non ci si chiede il perché di questa mia presenza in mezzo agli uomini?
Perché ho voluto starmene in mezzo a voi, ben conoscendo da sempre quale trattamento mi sarebbe stato riservato dagli uomini? Odio, offese, ingiurie, freddezze, anche se non sono mancate, non mancano e non mancheranno mai anime generose che mi ripagano del male degli empi.
Il perché della mia presenza nel mondo ha una sola risposta, figlio mio: l'Amore. (p.73)

LA MIA PAROLA

Come Io attuo la mia presenza nel mio Corpo Mistico?
Prima con il dono della mia parola.
Io ho affidato alla Chiesa il patrimonio, il deposito spirituale della mia Parola, che è parola di vita e di verità: ho tutelato questo tesoro coll'assistenza dello Spirito Santo.
Io sono la Verità, la Via che la mia Chiesa può additare con sicurezza a tutte le anime senza ombre di smarrimento.
Gli attentati contro di me, Parola di Dio, nel corso dei secoli sono stati continui e feroci. Eretici, pseudomaestri e mentitori sobillati senza tregua dal Maligno hanno fatto di tutto per cancellare dalla faccia della terra Me, Via, Verità, Vita, Me, Parola di Dio. Ma inutilmente.
Questo secolo poi, materialista, non tralascia nessun mezzo, nessun tentativo, pur di distruggermi: sette, partiti atei, correnti avvelenate di filosofie perverse e demolitrici di tutti i più sublimi valori spirituali, valori di vera civiltà.
Ma è possibile che gli uomini siano così corti di memoria da non ricordare più la tragica storia di questo secolo, che è la storia vostra?
Ciò che è estremamente penoso è il fatto che molti miei sacerdoti, anziché affidarsi umilmente (p.74) al Magistero infallibile della mia Chiesa, con presunzione erigendosi a maestri, si siano messi in combutta con i nemici della verità, si siano resi responsabili della diffusione di non poche eresie con grande danno delle anime.
Perché tanti miei sacerdoti si fanno promotori con Satana di tanto danno per le anime ? La superbia acceca, sì, veramente acceca.

IL MIO VICARIO

Io sono in mezzo a voi, figlio, nella persona del mio Vicario.
A lui è stata data ogni potestà per pascere gli agnelli e le pecore. Chi ama lui, ama Me; chi non ascolta lui, non ascolta Me; chi combatte lui, combatte Me; chi disprezza lui, disprezza Me.
Egli sale il suo Calvario giorno per giorno, ma molti non se ne accorgono. Versa lacrime per i figli che diventano lupi rapaci e fanno scempio del suo gregge. Come Me è fatto oggetto di scherno, di odio e di guerra.

Egli sta al timone della mia navicella in questa triste ora in cui il mare è fortemente agitato e il sordo ribollire dei marosi è presagio di vicina selvaggia tempesta.
Figlio mio, bisogna stare vicini al mio Vicario, al dolce Cristo in terra, bisogna sostenerlo con la preghiera e con l'offerta della propria sofferenza. Bisogna amarlo e farlo amare.(p.75)
Tutto ciò che in bene e in male è fatto a lui, è fatto a Me. Bisogna difenderlo dalle sataniche insinuazioni, così frequenti, dei suoi nemici.
Io sono in lui, sono presente nella mia Chiesa nella sua persona.

L' Eucaristia

Figlio, sono ancora presente nella mia Chiesa nel mistero dell'Amore e della Fede, voglio dire nel Mistero dell'Eucaristia.
Sono veramente presente in Corpo, Sangue, Anima e Divinità.
Questa mia presenza, se fosse creduta, sentita, vissuta in tutta la sublime meravigliosa realtà divina, da tutti i miei sacerdoti, si trasformerebbe in un tale fermento di purificazione e soprannaturalizzazione, che da soli i miei sacerdoti potrebbero rapidamente trasformare il volto della Chiesa e strappare dal mio Cuore misericordioso grazie e anche miracoli impensati.
Ma purtroppo non sono molti coloro che fermissimamente credono.
I più debolmente credono non mancano coloro che non credono affatto alla mia presenza eucaristica.
Ben a ragione il mio Vicario sulla terra ripetutamente ha parlato di crisi di fede, causa e origine di innumerevoli mali.(p.76)

DOVE È LA SOFFERENZA

Vi è una quarta forma di presenza mia sulla terra: sono realmente presente nei miei santi.
Santi sono coloro che vivono della mia Vita divina. Sono realmente presente nei miei Santi che più tenacemente perseguono le più ardite conquiste di tutte le virtù cristiane.
Sono realmente presente nei sofferenti; dove vi è sofferenza là Io sono.
Sono poi presente nelle anime vittime, in loro trovo le mie compiacenze, le mie gioie; esse mi ripagano abbondantemente delle offese, insulti, bestemmie e sacrilegi di coloro che non mi amano.
Esse formano le delizie del Padre mio; le anime vittime sono quelle che hanno mitigato, arrestato l'ira del Padre mio per le tante iniquità di questa generazione perversa, che invece di dissetarsi alla sorgente dell'Acqua viva e pura, brama dissetarsi nelle acque putride e limacciose delle paludi sature di miasmi.

Figlio mio, voglimi bene, solo a Me, con il tuo amore, con la tua fede, con la tua offerta.
Ti benedico e con te benedico le persone per cui quotidianamente preghi. (p.77)

19 settembre 1975

BASTEREBBE UNO SGUARDO

Figlio, a che servono gloria, stima, ricchezza e salute, prosperità, ingegno e cultura, se poi alla fine si perde l'anima?
Queste parole furono motivo per molte anime di buona volontà, di una radicale rigenerazione spirituale o conversione.
Una seria e ponderante riflessione su questo mio invito, può portare le anime alla conquista di virtù eroiche, al raggiungimento della perfezione e santità.
Una seria meditazione su questo mio monito ha portato e può portare molte anime alla scoperta di quella pietra preziosa, di cui Io parlo nella parabola, per la quale ben vale la pena di tagliare recisamente con il peccato, attraverso un risoluto distacco dai fallaci beni e affetti di questo mondo. E seguire Me sulla via del Calvario, in cambio di una immarcescibile corona di gloria eterna nella Casa del Padre mio...
Figlio, l'anima in peccato è come il sasso che dall'alto, in virtù della legge naturale di gravità, precipita verso il fondo, aumentando nella caduta di peso e di velocità.
L'anima in peccato precipita verso il fondo, (p.78) aumentando nella sua caduta il peso delle sue colpe, delle sue passioni. Quale legge naturale può arrestare ed invertire un sasso in caduta dall'alto verso il basso? Quale legge naturale può invertire la discesa verso il basso in ascesa verso l'alto?
Nessuna legge naturale può compiere questo miracolo. Solo una legge di ordine superiore lo potrebbe fare.
Io solo sono la legge soprannaturale, cioè la Forza divina che può arrestare il peccatore nella sua rovinosa discesa verso il precipizio e invertire la sua rotta da discesa in ascesa, verso l'alto, verso la Vita.
Questo è ciò che più ardentemente desidero fare con tutti i peccatori, ma in particolare con i miei sacerdoti travolti dal maligno, dalla concupiscenza dello spirito e dei sensi.
Basterebbe un loro sguardo verso di Me crocefisso, una loro invocazione al mio Cuore misericordioso, e che sull'esempio di Pietro mi dicessero: "Signore salvami, perché affogo tra i flutti!". Oh, figlio mio, come sarei sollecito ad allungare loro la mia mano, per trarli in salvo !

IO AMO LE ANIME

Ti rendi conto della tragica situazione di molti miei sacerdoti che stanno camminando a grandi passi verso la dannazione eterna della loro anima? (p.79)
Vi può essere sulla terra tragedia più grande, pii orribile di questa?
Vi può essere inganno più diabolico di quello diffuso ai tempi nostri, da pseudomaestri asserenti che l'Inferno non esiste e che la Misericordia divina non potrebbe mai permettere la dannazione eterna di un'anima? Questi propagatori di eresie e di errori vorrebbero annullata la Giustizia divina mentre dovrebbero pur sapere che in Me Misericordia e Giustizia sono indivisibili, perché in Me sono la stessa unica cosa.
Figlio mio, Io sono la luce venuta in questo mondo. La luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l'hanno accolta.
Io amo le anime. Voglio la salvezza delle anime; sono venuto per questo, ma ho bisogno di voi della vostra collaborazione.
Voi siete le mie membra, e tutte le membra tendono allo stesso unico fine. Io ho bisogno di voi, perché si compia nella sua pienezza il Mistero della salvezza.
Sul mio esempio, sull'esempio della Madre mia SS., dei martiri, dei santi, dovete generosamente abbracciare la vostra croce e seguirmi. Se la croce vi sembrerà pesante, voi sapete che Io sono in voi per sollevarne il peso. (p.80)
Figlio, ti ho detto e te lo ripeto: questo è un dovere di giustizia e di carità; nessuno vi si può sottrarre, tanto meno i miei ministri.
Non temere, sono Io a condurti. Va avanti, non retrocedere e non preoccuparti. Hanno rifiutato il mio Vangelo, hanno distorto la mia verità. Non hanno creduto alle anime vittime, alle quali ho parlato. Nelle loro parole ho messo il sigillo della mia grazia; hanno resistito a tutto.
Ho dettato a Maria Valtorta, anima vittima, un'opera meravigliosa. Di quest'opera Io ne sono l'autore. Tu stesso ti sei reso conto delle reazioni rabbiose di Satana.
Tu hai constatato la resistenza che molti sacerdoti oppongono a quest'opera che se fosse, non dico letta, ma studiata e meditata porterebbe un bene grandissimo a tante anime. Essa è fonte di seria e solida cultura.
Ma a quest'opera, a cui è riservato un grande successo nella Chiesa rigenerata, si preferisce il pattume di tante riviste e di libri di presuntuosi teologi.
Ti benedico come sempre. Voglimi bene. (p.81)

22 settembre l975

LA COMUNIONE DEI SANTI

Figlio, ripetutamente ti ho detto che Io sono.

Io sono l'Amore Infinito, Eterno, Increato, venuto sulla terra per riconciliare e quindi ricongiungere a Dio l'umanità strappatagli dall'odio.
L'Amore per sua natura tende all'unione, come l'odio per sua natura tende alla divisione.
Noi siamo Tre, ma l'Amore Infinito ci unisce intimamente in Uno solo, in una sola natura, essenza e volontà.
L'amore ha portato Me, Verbo eterno di Dio fatto Carne, ad immolarmi affinché fosse dato ad ogni uomo la possibilità di unirsi in Me a Dio e formare con Me un a carene sola, come Io sono una cosa sola con il Padre mio che mi ha mandato.
Figlio, da oltre cento anni il Materialismo, come ombra oscura e densa, avvolge buona parte dell'umanità.
Esso ha offuscato anche nel mio Corpo Mistico, nell'animo cioè di molti fedeli e sacerdoti, il dogma della Comunione dei Santi, che è una realtà spirituale (p.82) grandiosa, viva, vera e operante in Cielo ed in terra.
Non vi sono termini atti ad esprimerne la grandezza, la potenza e la operosità vibrante di amore e di vita. Non vi sono parole, nel vostro linguaggio, atte a far comprendere l'invisibile, misterioso scambio che trova il suo centro nel mio Cuore misericordioso.
Poche sono le anime che hanno capito e pochi sono anche i sacerdoti che, oltre che credere astrattamente, vivono attivamente in questa Comunione con i beati comprensori del Paradiso, con le anime in attesa nel Purgatorio e con i fratelli militanti sulla terra.
La morte, contrariamente ai pregiudizi in merito, non mette fine alla attività delle anime. La morte che, con termine più preciso, dovreste chiamare " transito ", è un passaggio dal tempo alla eternità, che non mette fine all'operosità dell'anima, sia nel bene sia nel male.

LA FAMIGLIA DI DIO

In qualsiasi famiglia ordinata nell'amore, ogni membro che la costituisce, concorre al bene comune in uno scambio di beni donati e ricevuti in una comunione armoniosa. (p.83)
In un grado di gran lunga superiore, così è della grande Famiglia di tutti i figli di Dio, militanti sulla terra, in attesa in Purgatorio, beati in Paradiso.
Pertanto occorre, allo scopo di rendere sempre più ricca di frutti divini la fede in questa Realtà divina ed umana, scaturita dalla mia Immolazione sulla Croce, avere su di essa idee precise.

E' doveroso:

Fermamente credere nel dogma della comunione dei Santi,Quando si parla della famiglia dei figli di Dio, i sacerdoti debbono mettere bene in chiaro che a questa famiglia appartengono i pellegrinanti sulla terra, le anime in attesa in Purgatorio e i giusti del Paradiso, cioè i santi.
I sacerdoti (molti dei quali pongono l'accento quasi esclusivamente sulle questioni sociali deplorando a ragione le ingiustizie perpetrate a favore dei fratelli militanti) dimenticano quasi sempre le più gravi ingiustizie compiute a danno dei fratelli che sono in Purgatorio.
Per tale gravissima omissione bisogna o non credere nel Purgatorio o non credere nella tremenda sofferenza di cui le anime purganti sono soggette.
Il bisogno di aiuto delle anime in attesa è ben più grande di quello della creatura umana che più soffre sulla terra.
Il dovere poi di carità e di giustizia verso le anime in pena è più impellente per voi in quanto, non di rado, vi sono anime purganti che soffrono per colpa dei vostri cattivi esempi, perché con loro siete stati complici nel male o comunque occasione di peccato.
Se la fede non è operante, non è fede.

LA VITA CONTINUA

Figlio mio, bisogna far capire con chiarezza che la vita continua oltre la tomba.
Tutti quelli che vi hanno preceduto nel segno della fede, siano essi in Purgatorio, siano essi in Paradiso, ancora vi amano e con amore più puro, più vivo e più grande.
Sono animati da un grande desiderio di aiutarvi a superare le dure prove della vita per raggiungere, come essi hanno già raggiunto, il grande traguardo, il fine della vita stessa.
Essi ben conoscono tutti i pericoli che insidiano le vostre anime.
Ma il loro aiuto nei vostri riguardi è in buona misura condizionato dalla vostra fede e dalla vostra libera volontà nel muovervi verso di loro, (p.85) con la preghiera e con la fiducia nel loro validissimo patrocinio presso Dio e la Vergine santissima.
Se i sacerdoti ed i fedeli sono animati da vivissima fede, coscienti delle inesauribili risorse di grazie, di aiuti e di doni che da questo dogma della Comunione dei Santi possono trarre, vedranno centuplicato il loro potere sulle forze del Male.

Io ho arricchito la mia grande Famiglia di ricchezza e di potenza insondabile e la cemento con la forza invincibile di un Amore infinito ed eterno.

RISORSE INUTILIZZATE

I miei sacerdoti istruiscono i fedeli con parole semplici e chiare, dicendo che i fratelli vostri, che hanno già compiuto sulla terra il periplo della loro vita temporale, non sono divisi da noi, non sono lontani da voi.
Dite che non sono inerti e passivi nei vostri riguardi ma che, in un nuovo stato di vita più perfetta della vostra, vi sono vicini, vi amano. Essi prendono parte, in misura e proporzione della perfezione raggiunta, a tutte le vicende del mio Corpo Mistico.
Vi ripeto che essi non possono scartare la libertà vostra ma, se sollecitati dalla vostra fede(p.86) e dalle vostre invocazioni, vi sono e vi saranno ancor più vicini nella lotta contro il Maligno.
Vi guardano, vi seguono e intervengono nella misura determinata dalla vostra libera fede e dalla vostra libera volontà.
Figlio mio, quali immensi tesori ha predisposto il Padre mio per voi !
Quali immense risorse inutilizzate !
Quante possibilità di bene lasciate cadere nel vuoto !
Si afferma di credere, ma non vi è che un minimo di coerenza alla fede a cui si dice di credere.

Ti benedico. Amami ! (p.87)

Domenica, 23 settembre 1975

REVISIONARE SU NUOVE BASI LA VOSTRA VITA

Ogni comandante di stato maggiore, periodicamente raduna attorno al suo tavolo di lavoro i suoi aiutanti.
Con loro guarda, rivede e studia i piani elaborati di difesa e, all'occorrenza, anche di offesa contro i ritenuti nemici. Questi piani vengono aggiornati e rielaborati di continuo a secondo del mutare delle situazioni dei popoli.
Ora, figlio, con maggior cura dovrebbero fare altrettanto coloro che, nella mia Chiesa e nelle mie chiese, hanno il dovere preciso ed inderogabile di preparare lo sterminato esercito dei miei soldati, (tutti i cresimati sono miei soldati) alla difesa dagli attacchi dei loro nemici spirituali: il demonio, il mondo e le passioni. E prepararli non solo alla difesa ma anche all'offesa!

La battaglia che i miei soldati debbono combattere è la più importante, la più necessaria, la più urgente di tutte le guerre che si combattono nel mondo.
La più necessaria, perché dall'esito di questa battaglia dipende la vita o la morte eterna, (p.88) la più urgente, perché le forze ben organizzate e ben dirette del Male vogliono il sopravvento sulle forze del Bene e il prevalere di questo sarebbe determinante per il futuro della Chiesa e del mondo, la più importante, se non vogliono soccombere nel tempo e nella eternità.
Figlio, in un precedente colloquio, ti ho parlato con chiarezza dell'immane lotta che, dalla creazione dell'uomo, è in atto nel mondo.
I cristiani influenzati e plagiati, pare abbiano smarrito il senso della loro esistenza, travagliati dalla crisi di fede originata dalla facinorosa ondata materialista. Mal guidati, non ben addestrati, sono spaventosamente travolti dalle forze avverse del Male.
Urge porre la scure alle radici e avere il coraggio di guardare in faccia alla realtà se non si vuole essere sommersi.

RIMEDI SPIRITUALI

Signore, a me pare che vi siano tante iniziative e attività in atto nella tua Chiesa, proprio per arginare il male.
Figlio mio, non mancano attività e iniziative, studi e incontri; fin troppi ve ne sono. Ma ti ho detto che urge porre la scure alle radici, il che vuol dire di avere il coraggio di ricercare le cause vere di questa sconfitta del mondo cristiano di oggi. (p.89)
Il Concilio ha indicato queste cause, ma pochissimi le hanno prese sul serio. I più anzi, con diabolica insensatezza, hanno preso lo spunto per generare confusione e anarchia nel mio Corpo Mistico, fra i miei soldati, fra i miei fedeli.
I rimedi per eliminare le cause di tanti mali spirituali, non possono essere che spirituali.
E' ovvio: i rimedi ve li ho indicati con i luminosi esempi della mia vita, della mia passione e morte.
Il rimedio primo, sicuro e fondamentale, è una autentica conversione.
Nessuno deve meravigliarsi, né i fedeli, né tanto meno i sacerdoti.
Comincino i miei sacerdoti ad esaminarsi sulla loro vita interiore; quanto troveranno da dover rifare !
Rifare se stessi per rifare gli altri, santificare se stessi per santificare gli altri; meno letture inutili e nocive, meno televisione, meno spettacoli; più meditazioni e preghiere, più devozione alla Madre mia e Madre vostra, più vita eucaristica.

Figlio, da molti miei sacerdoti sono trattato come un oggetto, né più né meno che un oggetto (p.90) qualsiasi. Eppur, Io Gesù, Verbo eterno di Dio, Dio come il Padre mio, sono realmente presente nel Mistero dell'Amore, nel Mistero della Fede.

BONIFICA INTERIORE

Se i miei sacerdoti avranno il coraggio di por mano all'aratro per dare inizio a questa bonifica interiore, Io sarò con loro, Io li aiuterò, li assisterò, li consolerò, affinché non vengano meno ai loro santi propositi, e grande sarà l'aiuto, I'assistenza della Madre mia.
Da qui, figlio mio, - dillo ai tuoi sacerdoti confratelli - da qui bisogna iniziare la grande riforma per purificare, soprannaturalizzare la mia Chiesa in buona parte paganizzata.
Per questo i miei sacerdoti dovrebbero incontrarsi, per elaborare in fraternità di intenti i loro piani di difesa, personale e sociale, della mia Chiesa.
Non temano: Io sarò in mezzo a loro. Allora sì che farò loro conoscere le mie vie e i miei pensieri. In queste mie vie li guiderò.
Dillo, figlio mio, senza paura, senza timore; getta il tuo piccolo seme e prega perchè non cada su terreno arido, ma fertile e fecondo.

Ti benedico. Voglimi bene. (p.91)

25 settembre 1975

OMBRE CHE AVVOLGONO LA MIA CHIESA

Non è nuovo l'argomento di cui ti parlerò. Già altre volte, ti ho accennato ad ombre oscure che avvolgono la mia Chiesa.
Ti ho detto ombre, ciò vuol dire che sono parecchie; tutte però nascono da una unica causa: “grandi crisi di fede”.
La fede non è un prodotto dell'uomo, ma è un dono grande di Dio; è un frutto prezioso della mia Redenzione che sgorga dal mio Cuore aperto e misericordioso.
Io sono la vita degli uomini, ma la vita è luce che splende nelle tenebre e che le tenebre non hanno accolto.
La vita, parlo della mia Vita divina, la si può accrescere, sviluppare; la si può anche spegnere o indebolire a tal punto da privarla di ogni forza e energia.
Il mio Corpo Mistico è in crisi, è avvolto da ombre oscure, come la terra quando in cielo si scatena il temporale.

La mia Chiesa è in crisi perché le sue membra stanno soffocando, nella morsa del materialismo, la Vita divina, la vita interiore della fede e, con la fede, la speranza e la carità. (p.92)
Ti ho parlato di lucerne spente, di lucerne che si spengono: sono le anime di molti miei sacerdoti e di moltissimi fedeli in cui non pulsa più, non vibra più la vita divina della Grazia.
A che serve una lucerna spenta? E un cadavere? Lo si sotterra per impedire lo sprigionarsi da esso di miasmi pericolosi e di infezioni mortali.
Ogni cristiano e, con maggior ragione, ogni sacerdote debbono essere lucerne accese sul mondo avvolto nelle tenebre, per irradiare luce, per testimoniare me, Verbo eterno di Dio fatto carne, Luce del mondo.

COERENZA E FEDELTÀ

Per far questo bisogna vivere la propria fede con coerenza e fedeltà.
Su questo argomento, negli ultimi anni, più volte il mio Vicario ha elevato forte la sua voce illuminata. Sacerdoti e cristiani in grande numero non hanno prestato ascolto alle sue parole, non di rado fatte oggetto di scherno e derisione.
Come, figlio mio, non essere profondamente amareggiato per tanta insensata e impenitente condotta?
Il materialismo, che da decenni e decenni imperversa, alimentato da Satana, ha inquinato l'umanità, esso sta spegnendo in sempre più anime il dono incomparabile della fede, della speranza (p.93) e della carità, della vita interiore e della Grazia divina, senza della quale nessuno può salvarsi.
Vi sono sì, nel mio Corpo Mistico, germogli vigorosi. Noti, o nascosti agli occhi di tanti, saranno i germi fecondissimi della mia Chiesa rinata, rigenerata e purificata in questo attuale deserto, perché tale si può raffigurare la mia Chiesa oggi, ove cespugli, sterpi, spine e rami secchi abbondano, rendendo così difficile il cammino ai buoni.
Ma quando l'incendio, che già cova sotto le ceneri, divamperà brucerà ogni cosa, i numerosi germogli di vita ricopriranno allora il terreno purificato dai frutti della follia umana, dell'orgoglio, dell'impurità e di ogni altra nefandezza.
La terra, come giardino rigoglioso e fecondo, darà asilo agli uomini resi saggi e sapienti, riconciliati con Dio in Me e fra di loro, e nell'amore vivranno in pace.

IL SENSO DELLA VITA

Quanto vorrei che sacerdoti e fedeli, liberati dal peso che il opprime e li soffoca, riacquistassero il senso della vita convertendosi a Me, alla luce, alla vita vera, ritornando alla casa del Padre mio che li attende e li ama, nonostante la loro perversione.
Per questo, figlio, ti parlo perché tu porti a conoscenza dei miei sacerdoti le amarezze del mio Cuore misericordioso e l'angoscia del Padre mio (p.94) che vede i suoi figli, strappati al suo amore, camminare verso la rovina e la morte.
Povere anime, da Me redente, ubriacate e accecate, brancolano nel buio! Ignorano che la vita terrena, dono di Dio creatore, è in ordine alla vita eterna, ignorano che essa è breve e fugace, che dura quanto dura l'erba nel prato e il fiore del campo che la falce recide c inaridisce e secca.
Poveri figli miei! Orgoglio, vanità e presunzione li hanno avvolti nell'oscurità tanto da non riconoscersi più.
Nulla, figlio, deve essere trascurato per ottenere a loro la grazia di una vera conversione perché ancora una volta ti dico, si tratta per molti di conversione.
Occorre pregare ed elemosinare preghiere: offrire tribolazioni e contrarietà. Le sofferenze, seminate nella vita di tutti, se accettate con fede e offerte con generosità, sono veramente fermento di grazia e di misericordia.
Ma il tempo a disposizione non è molto: guai a non tesorizzarlo!
Ti benedico, con le persone unite a te nella fede e nell'amore fraterno.
Voglimi bene. Tu sai che Io ti amo.(p.95)

29 settembre 1975

URGENTE ED ESSENZIALE REVISIONE

"Figlio, ogni comandante di stato maggiore periodicamente raduna attorno al suo tavolo di lavoro i suoi aiutanti. Con loro rivede i vari piani di difesa e anche di attacco; si dà da fare perche i suoi piani siano sempre ben studiati, preparati a secondo dell'avvicendarsi delle relazioni dei vari popoli confinanti, perché siano pronti per ogni evenienza.
Così fanno gli uomini che hanno responsabilità sociali.
Anche nella mia Chiesa, e nelle mie Chiese dovrebbe essere fatto altrettanto con la stessa diligente e premurosa cura.
Nella mia Chiesa vi è un esercito immenso di cresimati che va addestrato alla lotta contro i nemici dell'anima: i demoni, le passioni e il mondo.

Spetta alla Gerarchia, ai vari stati maggiori delle Chiese locali, organizzare e condurre questa gigantesca battaglia che si combatte dalla creazione dell'uomo e continuerà senza interruzioni, fino alla fine dei tempi.
Già ho detto che gli uomini, sia singolarmente, sia socialmente presi, sono oggetto e vittima di questa lotta contro le oscure e tenebrose potenze (p.96) infernali, per le quali ogni insidia e seduzione è buona pur di perdere anime.
Non vi si presta fede da parte di molti. Non credendo, non si valutano le forze e le possibilità del Nemico per cui diventa impossibile condurre una guerra ben organizzata, se di essa non si è convinti né sul piano individuale, né sul piano sociale.
E' lodevole la solerzia con cui alcuni stati maggiori preparano i loro piani, convinti di compiere un dovere. E' biasimevole invece l'inerzia da parte di stati maggiori di altre Chiese locali, che non sanno né preparare, né attuare i loro piani di difesa e di attacco contro tutte le forze del Male.

FIN TROPPE COSE

Si fanno sì molte cose: a volte fin troppe cose, che a ben poco sentono allo scopo, il quale è quello di sbaragliare le forze del Maligno.
I nemici della Chiesa, del bene e della verità, si sono fatti tracotanti e prepotenti; avanzano sempre più e sempre più si fanno insolenti, arrivando a sovvertire le leggi divine e naturali. Perché, figlio mio?
Molte responsabilità pesano sulla mia Chiesa per i molti mali che la travagliano, alla base dei quali sta la crisi di fede, la crisi di vita interiore.
Non di rado si è arrivati ad essere complici dei (p.97) nemici di Dio e della Chiesa. Debolezza, morboso amore al prestigio, mancanza di unità, anarchia vera e propria. E' stata sfigurata la fisionomia dei figli di Dio e dei ministri di Dio.
E' tempo di svegliarsi! E' tempo di porre la scure alle radici. Voglio dire che è tempo di rispondere al mio insistente invito ad una vera conversione, prima che sia troppo tardi.
E' tempo che i vari stati maggiori delle mie Chiese cessino di perdere tempo in cose o iniziative inutili. Hanno il torto di non andare alla radice dei mali.

ESAME DI COSCIENZA

La gravità della situazione impone un piano valido per tutti, da attuarsi da tutti, al vertice e alla base, con un impegnativo esame di coscienza che porti alle seguenti conclusioni:

- Siamo convinti della necessità di rivedere seriamente la concezione su cui è impostata la nostra vita ? E' vita integralmente cristiana ? o in parte pagana ? o in tutto pagana ?

- Siamo disposti ad elaborare un nuovo piano di vita interiore? un nuovo modo di vivere la nostra fede, la speranza e la carità, la vita di grazia?

- Siamo disposti a fare ciò che fanno tanti uomini con laborioso impegno, ad addestrarci alla (p.98) lotta contro le forze del Male con una vera crociata di preghiera e di penitenza ?

- Siamo disposti a far tacere i frastuoni che si alzano attorno a noi (e sono tanti) per ascoltare nel silenzio e nel raccoglimento gli inviti che ci vengono dall'Alto per aiutarci a scongiurare i pericoli che ci sovrastano ?

- Siamo disposti a ritornare ad una devozione viva, sincera, alla Madre di Gesù e Madre nostra ? Ad accogliere il suo appello alla mortificazione, alla penitenza ?

- Siamo disposti a un ritorno sincero e vivo a Gesù Eucaristia ?

Se i miei sacerdoti, così impegnati in tante attività, vogliono essere obiettivi, debbono ammettere che nonostante il loro febbrile lavoro non offrono più, tolte le eccezioni, motivi di credibilità. Si sono forse inaridite le sorgenti della Grazia? No! Il mio Cuore misericordioso è sempre aperto.
In se stessi debbono ricercarne le cause. Bisogna mettere la scure alle radici; intendo dire che urge che cambiate rotta prima voi sacerdoti, se volete che il grosso dell'esercito vi segua.
Per questo sì che vale la pena di incontrarsi ed in leale sincera fraternità elaborare un nuovo piano di riforma spirituale. Non è questo del resto che vi chiede il Concilio ? (p.99)
Vita di grazia, unità e obbedienza, fine della anarchia, lotta al demonio e al male senza scendere a compromessi, sono i grandi temi veramente da approfondire, ai vertici e alla base.
Che si aspetta ancora a farlo?
Paura, vergogna, rispetto umano, attaccamento ad una vita comoda... Convertitevi, convertitevi ! Non vi faccia paura, né vi scandalizzi questo invito.
Io e la Madre mia, che tanto vi amiamo, saremo al vostro fianco. Si tratta della salvezza della vostra anima e di quelle che vi sono state affidate.

Figlio, ti benedico; voglimi bene. (p.100)

30 settembre 1975

LA MIA PASSIONE CONTINUA

Quanto sono lontani dal vero coloro, e non sono pochi, che pensano e guardano al Mistero della mia Incarnazione, Passione, Morte e Risurrezione come ad avvenimenti tanto lontani da perdersi sullo sfondo dei secoli.
Quanto sono ancora lontani dal vero gli altri che pensano a Me, magari sì glorioso in Paradiso, ma dimentico o disinteressato delle cose degli uomini e degli avvenimenti umani. Sono queste le distorsioni di una fede tenue, ammalata e contagiata da ignoranza.
Un cristiano non può ignorare la mia presenza, oltreché in Paradiso, anche in terra. I cristiani non possono ignorare che sono e sarò sulla terra fino alla consumazione dei tempi.
Nessun fatto e avvenimento dei singoli e dei popoli, grande o piccolo che esso sia, può essere estraneo al mio Cuore misericordioso.
Non sarei Dio, se ciò non fosse.
I cristiani non debbono ignorare che, se fisicamente non posso più soffrire, moralmente invece sono atrocemente amareggiato per la freddezza e ingratitudine, per le offese, i tradimenti e le orribili (p.101) bestemmie con cui in continuazione vengo oltraggiato.
I Giuda si sono oltremodo moltiplicati. L'amore non corrisposto, e spesso ripagato con ostilità e insulti di ogni genere, è sofferenza che gli uomini nella durezza del loro cuore non possono comprendere.
Come sono lontani dalla realtà, coloro che hanno una visione così nebulosa del Mistero della Salvezza. Mistero in atto è il Mistero della Croce, che continuo nella crudezza atroce anche se incruento.
Il mio Sangue viene veramente effuso in continuazione per la remissione dei vostri peccati; il mio Corpo viene veramente dato in cibo per nutrimento delle vostre anime. Sono veramente la Vittima offerta al Padre e in Me, Vittima divina, Umanità e Divinità si incontrano e si riconciliano in un amore infinito.

IVI È DIO ONNIPOTENTE

Figlio mio, se almeno i miei sacerdoti avessero la ferma, solida convinzione che Io, Figlio di Dio, vero Dio e vero uomo, punto di incontro dell'umanità peccatrice con il Padre mio celeste, sono sempre con voi, in mezzo a voi, giorno e notte in stato di vittima!
Se almeno essi fossero convinti, quando mi rinchiudono (p.102) fra quelle piccole quattro pareti, che ivi è Dio onnipotente, Creatore del cielo e della terra Redentore e Salvatore, potrebbero avere un palpito di amore per Me. Ma per queste considerazioni non v'è posto nell'animo.

Hanno abbandonato le mie vie, i miei sentieri e non hanno tempo di cercarmi nella mia umile dimora. Una fede viva, vera, vissuta ora per ora in una offerta continua, farebbe divampare un incendio purificatore in tutta la mia Chiesa; sarebbe capace di placare la divina Giustizia e arrestare l'emorragia di anime avviate verso la perdizione.
Quale tremenda responsabilità per i miei sacerdoti, che hanno possibilità e mezzi efficaci per collaborare con Me per la salvezza delle anime, ma non se ne avvalgono!

FIDUCIA NEL MEDICO

- Che fare, Signore, perché noi sacerdoti abbiamo a rientrare in noi stessi? Perché abbiamo ad uscire dalla oscurità che ci avvolge, per ridestarci dal letargo in cui siamo caduti? Perché abbiamo a scuoterci e uscire dalla crisi che ci ha colpiti?
Bisogna che con grande umiltà vi convinciate del male di cui soffrite. Nessun malato, se non ha chiara coscienza del suo male, può sentire il bisogno di curarsi. (p.103)
Nessun malato se non ha piena fiducia nel medico curante, si dà premura di curarsi.
Nessuno dei miei molti sacerdoti affetti da crisi di fede, se non si convince del suo male, sentirà il bisogno di curarsi spiritualmente.
Nessuno dei miei sacerdoti affetti da crisi di vita interiore, se non ha fiducia in Me, medico delle anime, se non ha fiducia in Me, presente nel mio Vicario, troverà la forza di riprendersi.
Io ho parlato, per mezzo del mio Vicario, diffusamente dell'infezione che affligge il clero di questo secolo materialista.
Di questa infezione con chiarezza ho indicato le cause e i rimedi. Ma chi ha accolto sul serio le mie parole?
Prescindendo anche da tutto questo, che però è tanto importante, non sono Io la via, la verità e la vita? Non ho detto chiaramente: "Chi vuole venire dietro di Me, prenda la sua croce e rinneghi se stesso"? Non è questa una chiarissima indicazione per tutti, per i miei sacerdoti in particolare ?
Qui, figlio mio, sta la chiave e la soluzione di tutti i problemi originati dalla crisi di fede. Mortificazione interiore e mortificazione esteriore. (p.104)
Questo contrasta con la vita che si conduce e che si vuole condurre: cinema, televisione, automobili senza a volte che nessuna giustificazione pastorale le scusi, dinamismo febbrile ma improducente, poca disponibilità e propensione per la preghiera.

Di qui il passo verso la ribellione interiore ed esteriore è breve. Allora, in una anarchia vera e propria gli ultimi bagliori di fede si spengono in un tenore di vita interamente condizionato dalla civiltà pagana di questo secolo.
Ponete la scure alle radici senza tergiversare recidendo ciò che deve essere reciso, poi nel mio Cuore misericordioso troverete tutti i rimedi per risalire il sentiero arduo sì, ma non impraticabile della virtù.

Ti benedico, figlio. Voglimi bene. (p.105)

30 settembre 1975

IL PIANTO NON E' INDICE DI DEBOLEZZA

Figlio mio, Io ho pianto e non una volta sola, come qualcuno crede. Io ho pianto contemplando dall'alto la Città, oggetto del mio grande amore. Le mie lacrime erano il traboccare all'esterno, di un dolore che il mio Cuore non poteva più contenere.
Ho pianto quindi non per debolezza, ma perché della Città prediletta vedevo le piaghe, la dissoluzione e le sorti segnate dalla Giustizia divina.
Come sono stolti coloro che pensano di potere con pervicace ostinazione irridersi di Dio, oppure altri che pensano di poter continuare nei loro peccati, fidando sulla Misericordia divina.
Dimenticano, come ti ho già detto, che in Dio misericordia e giustizia sono inscindibili perché sono una cosa sola.
Figlio, ho pianto non solo una volta sulla città amata e prediletta, ma ho pianto altre volte sulle rovine delle anime tanto amate e che per esse non ho esitato ad immolarmi vittima di espiazione e riconciliazione sul Calvario e sugli altari.
Ho pianto per Giuda, come già sai, non tanto per il tradimento perpetrato nei miei riguardi, (p.106) quanto per lo sfacelo del suo animo superbo, lussurioso e impenitente.
Giuda ha resistito al mio amore, ad ogni impulso della mia grazia. Sarebbe bastato un semplice atto di pentimento ed Io, con gioia, lo avrei salvato.
Questo debbono ben considerare i centuplicati Giuda di questi tempi, e debbono considerarlo i numerosissimi miei figli che si ostinano a rifiutarmi.
Non debolezza quindi il mio pianto, ma traboccante dolore del mio Cuore ferito mortalmente per la rovina di tante anime, non poche di esse a Me consacrate.

Ha pianto anche la Mamma. Ha pianto anche la mia Mamma, la più forte e coraggiosa di tutte le mamme dell'umanità. Ha versato amare lacrime in tempi remoti e vicini, fra la quasi totale insensibilità di molti sacerdoti e fedeli. Essa ben conosce la grave crisi di cui soffre la mia Chiesa ed il mondo intero, sordi ad ogni richiamo del mio Cuore misericordioso, avvolti in una oscurità paurosa, preludio della vicina tempesta.
Non ridano i figli del peccato, non ridano i figli delle tenebre: la spada della divina Giustizia è sospesa sul loro capo! (p.107)
Figlio, che potevo fare di più per la mia diletta e cara Città? Allora dissi: “Gerusalemme, Gerusalemme che uccidi i profeti e lapidi i mandati a te, quante volte volli radunare i tuoi figli come la gallina raduna i suoi pulcini sotto le ali, e non hai voluto ! Vi sarà lasciata deserta la vostra casa e di te non resterà pietra su pietra”.

GETTA LA SEMENTE

Forse oggi la mia Chiesa, le mie Chiese, le città e le nazioni sono migliori di Gerusalemme?
Ma che cosa potevo fare che non abbia fatto per salvarvi?
Gerusalemme mi rifiutò, Gerusalemme mi condannò; non mancarono i buoni che accolsero le mie parole, come non mancano oggi.
Città e popoli, immersi in un nauseante paganesimo, mi rifiutano, rinnovando l'iniqua condanna.
Figlio mio, il corso della divina Giustizia, sarà inesorabile ed inarrestabile.
Trasmetti questo mio messaggio ai tuoi confratelli, senza curarti delle reazioni che ne possono venire (p.108).
Da buon seminatore getta la tua semente, della quale se anche un solo granellino cadrà su buon terreno, non inutile sarà stato il tuo lavoro e la tua sofferenza.
Avrai reso un buon servizio ai tuoi confratelli e dato a Me un poco di gioia fra le tante amarezze che mi vengono date.
Ti benedico, figlio mio, voglimi bene. (p.109)

1 ottobre 1975

MI DONO IN CONTINUAZIONE

- Signore, ho dato in visione il tuo messaggio: "Partecipazione della Vergine SS. al Mistero della Croce" ad alcune persone. Hanno trovato difficoltà a credere quanto in esso è detto in merito alla presenza di Maria SS. nel Sacrificio della S.Messa, nell'offerta che Essa unitamente a Te, fa di se stessa al Padre.

Questo ti dice, figlio, che i buoni non hanno ancora intuito nulla o quasi dell'essenza del Cristianesimo. Puoi ben capire che cosa ne possono sapere gli altri che a te possono sembrare meno buoni...
Nei miei precedenti messaggi è più volte affermato che Io sono l'Amore e che nel Comandamento dell'amore sta tutta la legge e i Profeti. Ma la natura dell'amore importa nella sua estrinsecazione il donare ed il donarsi.
Io, Dio, ho donato tutto a voi e mi sono donato tutto a voi. Io, Dio, ho donato a voi la Vita; Io, Dio, ho donato a voi la Redenzione.
Io vi ho donato il mondo universo, Io vi ho donato la terra, la meravigliosa casa che voi abitate (e che ora state deturpando) e nota che la terra é luogo d'esilio.(p.110)
Aria e luce, sole, caldo, freddo, mare e fiumi, monti e fertili pianure, piante, frutti e fiori, animali e pesci d'ogni genere e specie sono doni del mio amore.
Ma Io non sono solo l'amore, ma l'Amore eterno, infinito, increato. Non bastava l'avervi donato tutto, tutta l'opera della mia creazione, ma ho voluto donarvi Me stesso: Me il Creatore, il Signore di tutti e di tutto, il Dio onnipotente, onnipresente, onnisciente.
Mi dono in continuazione a voi nel Mistero della Croce realmente perpetuato, incessantemente consumato e rinnovato nel Mistero della Santa Messa.

VIVE DI ME

L'amore per natura sua tende all'unione, per legge soprannaturale e naturale. Io, Dio onnipotente, ogni cosa posso: posso appagare la mia ardente sete di amore donandomi interamente a voi per essere con voi una cosa sola, come Uno sono con il Padre e con lo Spirito Santo. Siamo Tre in Uno proprio per questa legge dell'amore.
Dopo di Me, la Creatura il cui amore è senza dimensione è la Madre mia, capolavoro della Santissima Trinità. Essa, associata a Me nel Mistero della Incarnazione e nel Mistero della Croce, non (p.111) poteva non essere associata a Me nel mistero della Santa Messa, che è lo stesso Mistero della Croce, anche se incruento.
Figlio, se l'amore mi ha portato ad unirmi a voi nel Mistero eucaristico, con maggior ragione mi porta ad unirmi alla Madre mia in una comunione perfetta, unica in tutta la storia dell'umanità. Confermo che essa vive di Me, della mia Natura divina, come Io vivo di Lei, della sua natura umana.
Quindi è logico che dove Io sono, Essa pure sia; anzi è necessità di natura e dell'amore.

La Madre mia non solo accettò il sacrificio della Croce consumato in quel dato momento storico, ma ha accettato il Sacrificio della Croce nella sua estensione nel tempo.
Non sarebbe stato perfetto il suo amore se così non fosse stato: quindi è veramente reale la sua presenza nella S. Messa, come sul Calvario: è veramente reale l'offerta di se stessa al Padre unitamente a Me, alla mia offerta.
E' veramente reale il suo " fiat " sul Calvario come sull'Altare per la remissione dei vostri peccati: se non fosse così non sarebbe corredentrice.
Corredentrice fu, è e sarà, con Me in una comunione perfetta, come Io sarò in comunione con voi nell'eternità: ora uniti mediante il Mistero della fede per chi in esso crede e di esso vive, (p.112) nell'eternità in comunione perfetta nella reciproca e scambievole donazione mia e vostra nella gloria del Paradiso.

PRENDA LA SUA CROCE

Perché, figlio mio, molti cristiani e anche molti sacerdoti non vogliono approfondire, credere, vivere queste sublimi realtà divine?
Sono troppo distratti per farlo, sono troppo indaffarati nelle loro piccole, transitorie vicende quotidiane. Se lo facessero, quali bagliori di luce sulle tenebre che avvolgono anime, famiglie, popoli, la stessa mia Chiesa!
Quale pioggia di grazie farebbero scaturire dal mio Cuore aperto. Quante anime sarebbero strappate all'inferno e quanta gioia darebbero al mio Cuore misericordioso, così atrocemente amareggiato!
Se i così detti buoni non riescono a capire nulla o quasi nulla del movente della loro creazione e della loro redenzione, se molti degli stessi miei sacerdoti stimano bazzecole da poco conto i prodigi del mio amore (ben lontani quindi dal viverli, essi i miei ministri, gli amministratori dei frutti della mia redenzione), se le anime consacrate, religiosi e religiose, non di rado condizionate da una concezione materialistica della vita, vivono di una pietà superficiale, formalistica, puoi ben (p.113) immaginare lo stato di salute spirituale del mio Corpo Mistico.
Io sono venuto a portare il fuoco sulla terra; è necessario che questo fuoco arda nelle anime. Ma per questo non vi sono alternative: una è la strada per tutti, in particolare per le anime consacrate.
Chi vuole venire dietro di Me, prenda la sua croce e rinneghi se stesso. A nessuno ho promesso il paradiso sulla terra.
E' necessario convincersi che la vita terrena è prova; la prova la si può superare solo venendo dietro di Me. Figlio, chi ostinatamente si chiude al mio amore, si risveglierà al rigore della divina Giustizia.

TERESA DEL BAMBINO GESÙ

Oggi si celebra la festa di una piccola e grande anima: Teresa del Bambino Gesù. A questa anima dovrebbero ispirarsi i sacerdoti e tutte le anime consacrate.
Quale è il segreto della sua rapida, vertiginosa ascesa verso le alte cime della santità, della perfezione?
La sua umile semplice, perseverante, sensibilissima corrispondenza ad ogni impulso della mia Grazia.
Alla base sta l'umiltà:
“Ti ringrazio, Padre, che queste cose le hai (p.114) nascoste ai grandi, ai sapienti della terra e le hai rivelate agli umili, ai semplici”, “se non diventerete simili a questi piccoli, non entrerete nel regno dei Cieli”.
Teresa, per la sua umiltà e per la sua generosità, meritò di diventare la depositaria dei segreti del mio Cuore misericordioso; essa tracciò a tutte le anime consacrate una nuova via.
Battendo questa via, bruciò le tappe ed in breve raggiunse la cima della Santa Montagna.
Errano coloro che la giudicano una fragile santerella, da additare ad anime deboli. Teresa fu eroicamente forte e generosa nel suo amore per Me, tanto da non concedere nulla né a se stessa né, tanto meno, al mondo e a Satana.
Purtroppo non sono molte le anime di cui si possa dire altrettanto. Figlio mio, ti benedico. Voglimi bene.(p.115)

5 ottobre 1975

LA TERZA STRADA

Figlio, quante volte non ho chiesto la conversione di molti miei sacerdoti, travolti da una visione errata della vita sacerdotale! Ma principio di ogni conversione è l'umiltà.
La superbia è un muro invalicabile che si erge tra l'anima e Dio; bisogna abbassarsi per potersi poi innalzare fino a Dio.
La superbia tiene lontano da Me molti sacerdoti e miete tra essi molte vittime per l'Inferno. Anche se l'opinione di parecchi non concorda con questa mia affermazione, la realtà irrefutabile è questa.
E' stato detto che due sono le strade obbligate che portano a salvezza: l'innocenza e la penitenza.
Ma Io ti dico che ve n'è un'altra, una terza più breve e non meno sicura delle due prime, ed è quella dell'Amore.
La strada dell'innocenza è brulicante di tanti angioletti umani: sono i bambini sorpresi dalla morte prima che la colpa li abbia sfiorati.

Con loro vi sono anche altre anime che umiltà e corrispondenza perseverante e generosa agli (p.116) impulsi della mia grazia, hanno conservalo e preservato da ogni contagio del male, arrivando al termine del loro cammino terreno, con tutto lo splendore e il candore immacolato della neve.
In Paradiso, formano un coro celestiale osannante a Dio tre volte Santo.
Vi è poi la seconda strada della penitenza necessaria a tutti quelli che sventuratamente, in misura diversa, hanno fatto la dura e amara esperienza del peccato. “Se non farete penitenza, non entrerete nel Regno dei Cieli”.
Moltissimi sono i peccatori, ma non tutti imboccano la strada della penitenza. Il perché di questo voi non lo sapete e non lo capite, perché solo Dio scruta l'abisso insondabile del cuore umano.
Nessuna creatura umana, anche la più traviata, è totalmente negativa; in ogni uomo, in proporzioni diverse, vi è sempre il bene ed il male. La grazia sufficiente per salvarsi Io, Dio, la dono e la concedo a tutti.
Non tutti però la sanno cogliere, non tutti ne sanno fare tesoro.
Ma vi sono altre ragioni che i sacerdoti non possono ignorare, senza tradire la loro vocazione.
Non sono i sacerdoti i miei corredentori? (p.117) Ignorano questo lato fondamentale della vita sacerdotale ?
Hanno forse dimenticato la mia infinita sofferenza per le anime ? Non sanno più posare il loro sguardo su di me Crocifisso? Non sanno forse che se loro non mi seguono sulla via della Croce, vale a dire della penitenza interiore ed esteriore, annullano la loro fecondità spirituale?
Non pensano molti sacerdoti al bene mancato, alle tante anime perdute? Non pensano che per loro è dovere di giustizia e carità operare santamente per salvare anime?
Non hanno tempo per inginocchiarsi davanti a me Crocifisso, per un serio esame di coscienza per ascoltare la mia voce... Se lo facessero, quanta luce nelle loro anime!
Di recente ho parlato della Comunione dei Santi, altra realtà sublime, altra sorgente di grazia e di grazie, per chi in essa crede e di essa vive.
I frutti della mia Redenzione passano e debbono circolare in tutto il mio Corpo Mistico, cioè nella Chiesa trionfante, purgante e militante. Ma passano in misura e proporzione di cui sapete e volete valervene.

LA STRADA DELL'AMORE

Ora resta da dire che una parola sulla terza strada la più breve, la scorciatoia per il Paradiso, scelta (p.118) da tante anime privilegiate: è la strada dell'amore.

Non è che sia stata aperta alle anime solo in questi ultimi tempi. Essa è sempre esistita, come le altre due.
Maria Maddalena ha scelto questa strada e, dopo di lei, tante altre anime. Ma in questi ultimi tempi vi è stata una riscoperta. Fu preferita e battuta da tante anime, fra queste Teresina del B.G.
Io, figlio, mi sono immolato affinché voi foste una cosa sola tra di voi e con Me, come Io lo sono col Padre e con lo Spirito Santo.
L'amore ha due dimensioni, la verticale tesa verso Dio, l'orizzontale tesa verso il prossimo. Così è di Me, così deve essere di voi.
Questo amore deve stare in cima a tutti i problemi della vostra vita: se così non fosse, non sareste più sulla rotta giusta. L'amore unisce, l'amore cementa.
Padre, Figlio e Spirito Santo, sono Tre in Uno. L'amore quindi equivale ad unità, ad unione.
L'amore che unisce l'anima a Dio e ai fratelli, è fuoco che purifica e che brucia le scorie della fragilità umana. Il mio spirito è spirito di amore che riscalda, illumina e vivifica: dissolve le ombre della debolezza umana che si posano sull’anima.
Ma l'amore è anche forza e potenza, come il (p.119) ferro fuso con il cemento: le due nature si fondono e si trasformano in un solo unico e infrangibile blocco, contro cui invano cozza la forza di chi lo vorrebbe spezzare.
Così amore divino e umano, fusi insieme, uniscono le anime a Dio e tra di loro per formare un solo unico blocco, così compatto che inutilmente cozzano le forze del Male.
Figlio, sforzati di raffigurarti il mio Corpo Mistico come dovrebbe essere: un poderoso blocco di tutte le sue membra, unite al Capo, che nessuna forza terrestre e infernale potrebbe scalfire.
La Chiesa purificata e rigenerata del secolo futuro sarà questo corpo granitico che nessuno potrà infrangere, anzi neppure scalfire. Le vie di Dio e i piani di Dio sono molto diversi dai vostri piani e dalle vostre vie.

FAR TACERE GLI EGOISMI

Insisto sulla necessità di porre mano alla scure.
Le varie chiese locali, se vogliono cogliere con saggezza i segni dei tempi, debbono tutto rivedere e riorganizzarsi sulle due dimensioni dell'amore.
E' tempo di far tacere gli egoismi, le ambizioni e le invidie, le gelosie; è tempo di uscire dalle nubi che vi avvolgono, di scuotervi la polvere dai panni.(p.120)
E' tempo di sbarazzarsi del pesantissimo fardello del materialismo, sia esso marxista o capitalista: I'uno e l'altro sono velenosi e micidiali. E' tempo per molti miei sacerdoti, contagiati da questo veleno, di rientrare e convertirsi, se non vogliono perire.
Le strade dunque per arrivare a Dio, onde realizzare i fini della Creazione e Redenzione, e per i miei sacerdoti e per le anime consacrate in genere anche il fine della loro Vocazione, sono tre e tutte e tre valide e ottime, perché in tutte e tre è sempre presente l'elemento essenziale: l'amore, i anche se con colori e sfumature diverse.
Figlio mio, fallo sapere a tutti i miei sacerdoti: non vi è più tempo di indugiare.
Ai buoni è dovere imposto dalla carità di pregare e di offrirsi per i più tiepidi e per i più lontani.
Essi si dibattono fra le insidie e le seduzioni di un mondo che non è mio ma di Satana, e i morsi della coscienza la quale, anche se incallita, insorge perché oppressa da un peso che non vorrebbe portare.
Ti benedico; voglimi bene. (p.121)

7 ottobre 1975

SATANA, IL MALIGNO

Figlio mio, quando Io entro in un'anima vibra la fede, arde l'amore, e viva è la speranza.
Ma quando in un'anima pulsa la Vita divina, vi è chi si rode dall'invidia, dalla gelosia e dall'odio e, con subdola arte, trova modo di gettare acqua sul fuoco dell'amore.
Se l'amore può paragonarsi ad un braciere ardente, tu sai l'effetto che produce l'acqua gettata su di esso: spegne il fuoco, smorza il calore, solleva una colonna di denso vapore e non lascia che carboni neri.
Questo avviene nell'anima ardente di amore quando è sotto l'azione di Satana, se non sa salvaguardarsi dall'azione perfida di lui.
Dell'amore, del fuoco che le arde in cuore, del calore e della luce più nulla rimane. Una colonna di fumo che avvolge l'anima, dei carboni neri, perché nera l'anima diventa sotto l'azione del peccato.
Oggi, figlio, sono poche le anime a conoscenza delle pericolose astuzie e arti del Maligno, perche in esso nessuno più crede, e da esso nessuno (sempre fatta eccezione per pochi) si preoccupa (p.122) di difendersi. Così il Maligno può cogliere numerosissime vittime, perfino tra i miei sacerdoti.
L'ignoranza di chi non crede, le lacune della fede, i mancato allenamento alla lotta, I'inesperienza e 1'abbandono totale dei mezzi di difesa segna a favore del Nemico numerosissime vittorie.
Povere anime inesperte e non solo di semplici fedeli ma di molti miei ministri! Costoro, per il carattere di cui sono insigniti, per la potenza di cui sono dotati, per l'autorità che rivestono dovrebbero condurre le schiere dei militanti a splendide e folgoranti vittorie contro Satana e le sue tenebrose legioni diaboliche.
Che fare per difendersi ?

- Credere all'esistenza del Nemico. Se molti militanti, e con loro non pochi sacerdoti, non vi credono, non possono combatterlo.

- Conoscere la potenza e la forza del Nemico e conoscere la propria forza e la propria potenza.

- Conoscere i suoi metodi di lotta, le sue astuzie, le sue seduzioni. Nello stesso tempo essere coscienti dei propri mezzi di lotta e volerli usare.

E' chiaro che se uno ignora l'agguato che il nemico gli ha teso, non può guardarsene e da esso non può difendersi. Al contrario se uno ne è a (p.123) conoscenza, prudentemente prende le sue precauzioni e non solo si prepara alla difesa, ma si predispone a colpire.

IL PIÙ GRANDE NEMICO

Oggi, figlio, la quasi totalità dei cristiani ignora il loro più grande nemico: Satana e le sue diaboliche legioni.
Ignorano colui che vuole la loro eterna rovina: ignorano l'immensità del male che Satana fa a loro, al cui confronto, le più gravi e le più grandi sventure umane sono un nulla.
Ignorano che si tratta della sola cosa veramente importante nella vita: la salvezza della propria anima.
Dinanzi a questa tragica situazione sta l'indifferenza, a volte l'incredulità di molti miei sacerdoti. Sta l'incoscienza di molti altri che non si curano del loro principale dovere di istruire i fedeli, di metterli al corrente del pericolo di questa tremenda lotta che si combatte dagli albori della umanità.
Non si danno cura di educare i fedeli all'uso efficace dei mezzi di difesa, numerosi e a disposizione nella mia Chiesa. Hanno vergogna perfino a(p.124) parlarne, temono di essere reputati retrogradi; si tratta di vero e proprio rispetto umano.
Ma tu sai, figlio mio, che se nell'esercito un ufficiale diserta dal suo posto di responsabilità viene bollato col titolo di traditore, e la giustizia umana severamente lo persegue.
Che dire allora di ciò che sta accadendo nella mia Chiesa ? Non è forse il più tragico e terribile tradimento teso alle anime, lasciandole in balìa del Nemico che ne vuole la perdizione?

Il mio Vicario sulla terra, Paolo VI, non molto tempo fa ha detto che nella Chiesa si stanno verificando fatti e avvenimenti che non si possono umanamente spiegare, se non con l'intervento del Demonio.
Figlio, ti ho parlato di ombre che offuscano lo splendore della mia Chiesa: tutto questo è più che un'ombra.
Se oggi il Nemico è più che mai prepotente e spadroneggia sui singoli e nelle famiglie, nei popoli e nei governi, ovunque, è naturale! Ha campo libero e quasi incontrastato.
Certo per combattere Satana bisogna voler essere santi; per batterlo efficacemente occorrono penitenze, mortificazioni, preghiere. Ma non è forse questo il precetto mio per tutti, in particolare per i miei consacrati ? (p.125)
Perché non si fanno gli esorcismi privatamente ? Per questo non occorrono particolari autorizzazioni.
No! Molti miei sacerdoti non conoscono la propria identità. Non sanno chi sono, non sanno di quale formidabile potenza sono stati dotati. Di questa ignoranza sono colpevoli e responsabili.
Sono proprio come gli ufficiali di un esercito sbandato e indisciplinato che disertano il loro posto di responsabilità, rendendosi colpevoli del caos che ne consegue.

BISOGNA DIRLO AI SACERDOTI

Quale motivo di rossore e di vergogna il sapere che buoni laici, dotati di squisita sensibilità di fede e di ardente amore per le anime, sorpassano di molto l'ignavia di molti miei ministri i quali non hanno tempo per queste cose.
Non le reputano affatto importanti; per altre cose sì che il tempo lo trovano.
Non vi è tempo per difendere la propria anima e le anime di cui un giorno dovranno rispondere dinanzi a Dio a cui nulla sfugge, dinanzi a Dio che domanderà conto anche di una sola parola oziosa. Saranno le stesse anime tradite ad accusare severamente del bene mancato, delle sconfitte (P.126) subìte, del male compiuto perché chi doveva guidarle sulla via della salvezza, le abbandonò in balìa del nemico.
Ribadisco con insistenza sulla attiva presenza dei Demoni nella Chiesa, nelle comunità religiose, nei conventi e nelle canoniche, nella società, nei governi e nei partiti, nei popoli.
Ove c'è da smorzare la fede, da perdere un'innocenza, da compiere un delitto, da perpetuare una ingiustizia, da predisporre una lite, da porre divisioni, da suscitare violenze e guerre civili e rivoluzioni, Satana è presente.

Il fronte d'azione di Satana e dei suoi seguaci è vasto quanto è vasta la terra.
La resistenza che, ben condotta, potrebbe essere validissima, è minima e sproporzionata alle forze del Nemico.
Non si imputi a Dio la responsabilità di una situazione veramente tragica di cui i responsabili siete soltanto voi.
Queste tremende realtà coinvolgono tutti: il regno delle Tenebre oscura oggi il regno della Luce.

SALVARE L'ANIMA

Il regno della menzogna sembra prevalere sul regno della verità e della giustizia; ma sarà per poco tempo ancora. Provvederà la divina Giustizia (p.127) a ripulire la terra e l'umanità contagiata e infestata dal Maligno.
Penserà la Madre mia Santissima a schiacciargli di nuovo il capo; ma non crediate che Satana con le sue legioni, con i numerosi alleati trovati nel mondo, rinunci al suo regno senza reazioni e convulsioni tremende.
Tutto questo vi ho detto affinché vi convertiate vi prepariate, e abbiate a predisporre i vostri animi alla preghiera e alla penitenza.
Le cose della terra passano; non passano le mie parole. Una sola cosa è importante: salvare l'anima.

Ti benedico, figlio mio, e con te benedico le persone per cui preghi.

8 ottobre 1975

RIGORE DELLA DIVINA GIUSTIZIA

Molti non riescono a convincersi della eventualità di un grande futuro castigo. Molti ne dubitano, molti altri recisamente lo negano e affermano che un grande castigo è da considerarsi contrario alla divina Misericordia.
Anche i miei Apostoli non vollero mai accettare I'idea della mia Passione e Morte; non vollero credere alle mie parole. La presunzione impediva ai miei Apostoli di vedere chiaro, cioè li privava del dono della sapienza.
Oggi per molti si ripete la stessa cosa.
Io, Verbo di Dio fatto carne, Dio come il Padre e lo Spirito Santo, sono stato la Vittima per eccellenza del rigore della Giustizia divina.
L'amore per l'umanità perduta determinò, da parte della SS. Trinità, il Mistero dell'Incarnazione, Passione e Morte mia. Dalla bocca della Sapienza è stato detto: "Propter peccata veniunt adversa".
Il peccato è un debito personale e sociale che I'uomo singolo e la collettività contraggono con Dio. Dio può sempre chiedere una parziale soddisfazione. Ho detto parziale perché né l'uomo singolo, né la società possono estinguere totalmente il debito. Per questo ha provveduto Dio col Mistero della mia Incarnazione, Passione e Morte. (p.129)

LA STESSA INDIVISIBILE COSA

A coloro che con tanta sicurezza affermano che non bisogna parlare di castighi, ma solo e sempre della Misericordia divina, Io rispondo energicamente affermando che Misericordia e Giustizia, in Dio, sono la stessa indivisibile cosa.
Io rispondo che impunemente "Deus non irridetur".
Io rispondo che quando l'iniquità supera il livello di guardia, come voi usate dire, allora la Giustizia divina perseguirà i suoi inscrutabili fini.
Ho detto e ripeto che le città di questa generazione, incredula ed empia, sono peggiori di Sodoma e Gomorra; ho detto che la corruzione è entrata ovunque, che il male dilaga sulla terra con l'irruenza di un torrente in rotta.
Neppure la mia Chiesa è immune.
Molti miei sacerdoti sono contaminati. Il rifiuto di Dio non è mai stato così universalizzato.

IL VASO TRABOCCA

Poveri miei sacerdoti, come sono miopi da ignorare, da non vedere, da non capire come Dio, anche nella sua ira, è sempre mosso da un disegno di misericordia!
Ma perchè tanti miei sacerdoti non pensano alla terribile mia agonia nel Getsemani? Perchè non pensano che nel mio sudore di sangue nell'abbandono del Padre mio, pesava tutto il rigore (p.130) della divina Giustizia su di Me, suo Unigenito Figlio? E' perché mi ero addossato tutti i peccati degli uomini...
Anche questa giustizia era pur sempre frutto di un disegno di infinita misericordia.
Non saranno l'incredulità e l'insipienza a trattenere il braccio di Dio dal colpire l'umanità orgogliosa e superba. La Madre mia lo ha potuto fare. Le sofferenze dei buoni e degli innocenti, l'eroica e generosa offerta delle anime vittime hanno potuto mitigare, dilazionare il decretato castigo.
Ma ora il vaso trabocca. La misura è colma all'inverosimile, la frana è in atto, anche se la cecità impedisce agli uomini di vedere il preludio dell'immane catastrofe.
Intanto la Misericordia divina, che perfino molti miei sacerdoti non sanno conciliare con la Giustizia divina, ha messo in moto i fermenti numerosi per una Chiesa purificata e rigenerata su nuove strutture e anche per una umanità ridimensionata e liberata da tutte le follie dell'orgoglio umano. Misericordia e Giustizia di pari passo avranno il loro corso.
Figlio, dillo: urge predisporre gli animi alla preghiera, alla penitenza e alla conversione.
Abbiate fiducia! Dio, pur nella sua giustizia, è sempre Amore, e dall'Amore è mossa ogni sua azione.

Ti benedico: voglimi bene. Ripagami col tuo amore delle ingratitudini e delle offese.(p.131)

12 ottobre 1975

LA STRADA A SENSO UNICO

Figlio, più volte ti ho accennato alla "strada a senso unico". Uso questo termine in voga nelle caotiche e corrotte città moderne.
Una strada nasce sempre in un determinato punto, si snoda fra pianure e montagne, fra due rive che ne determinano la larghezza, per finire in un altro punto, la meta finale.
Ebbene, figlio, la vita di ogni uomo è come una strada: ha il suo punto di partenza e la sua meta finale. Ogni uomo ha la sua strada da percorrere, segnata dall'eternità.
Ma l'uomo, fra tutte le creature della terra, è la sola creatura libera ed intelligente, capace di discernere il bene e il male, di volerlo o di rifiutarlo. Per questo l'uomo è tanto grande da rassomigliare a Dio.
Tutte le altre creature viventi sulla terra, a differenza dell'uomo, sono necessitate dalla loro stessa natura ad un percorso fisso. Non è dato loro di sbandare od imboccare strade diverse da quella a loro assegnata dal Creatore.
L'uomo, creatura meravigliosa per la sua intelligenza e volontà, è libero di accettare oppure rifiutare il percorso tracciatogli da Dio, suo Creatore, (p.132) onde facilitargli il raggiungimento della sua meta finale, la salvezza eterna della sua anima.
E' strano e anche mostruoso che l'uomo abusi di un dono che lo innalza al di sopra di ogni altro essere vivente sulla terra, rifiutando di percorrere il cammino del suo esilio terreno, per imboccare sentieri oscuri e tortuosi che lo portano alla rovina e alla perdizione eterna.
E' strano se non si fosse a conoscenza della sua caduta e delle seduzioni e insidie con cui Satana, principe della menzogna, lo seduce e lo circuisce.
Satana però può sì indebolire la libertà del l'uomo, ma non la può distruggere... a meno che l'uomo non lo coadiuvi. Comunque non è giustificabile la deviazione dell'uomo, poiché ho rimediato Io, Verbo di Dio fatto Carne, alla sua debolezza, offrendogli i preziosi frutti della mia Redenzione, sempre che lui ne voglia beneficiare.
Ma se sulla scia di Satana rifiuta Dio, l'uomo si danna.

LA MIA STRADA

Oggi gli uomini hanno abbandonato Me, via, verità e vita, strada diritta e sicura, per imboccare la strada tracciata da Satana, scimmia di Dio.
Se non si convertono non si salveranno, nonostante le scemenze dei seminatori di zizzania (p.133) nella mia vigna che, come cavallette, si sono moltiplicati facendo strage di anime con le loro eresie.
Sono demoni incarnati, rosi dalla vanità e dalla superbia; i loro scritti non sono meno dannosi dei libri pornografici e sono presenti ovunque: nei Seminari, nei conventi, nelle scuole. Il loro veleno è micidiale e mietono vittime specialmente fra i giovani.
La strada di ogni uomo inizia nel seno materno e il punto di approdo è la morte corporale che determina il Giudizio senza appello, dopo del quale l'uomo inizia la vita eterna, felice o infelice a secondo che ha usato o abusato della sua libertà.
Io, Verbo Eterno di Dio, da sempre generato dal Padre, Incarnato nella pienezza dei tempi nel seno purissimo della Madre mia e Madre vostra, sono gloriosamente presente alla destra del Padre, e sono sempre in mezzo a voi, in Corpo, Sangue, Anima e Divinità nel Mistero della Fede e dell'Amore.
Ho voluto percorrere anch'Io la mia strada a senso unico sulla terra, come tutti gli altri uomini.
Il punto di partenza è stato il mio virgineo concepimento nel seno della Madre mia; il mio punto di arrivo: la croce, e quindi la morte corporale.
Io, la Via, ho compiuto il mio percorso sulla terra per voi, perché ognuno di voi seguendomi fosse facilitato nel suo cammino, e non avesse dubbi, incertezze e sbandamenti pericolosi.(p.134)
La mia strada a senso unico (il che vuol dire che non ammette deviazioni e ritorni) buona e sicura per ogni uomo di buona volontà, inizia con un atto di infinita umiltà.

INFINITA UMILTÀ

L'incarnazione di Me, figlio di Dio, è stato un atto d'infinita umiltà, perchè da tutti gli uomini si sapesse che l'umiltà è virtù base, fondamento sicuro ed essenziale per ogni virtù.
Basterebbe che tanti pseudoteologi meditassero un tantino su questa realtà divina: sono nato in una grotta adibita a stalla, fredda e umida, ho iniziato la mia strada nel mondo nella più assoluta povertà.

Che ne pensano i cosiddetti miei seguaci, i fautori della civiltà del consumo? Che ne pensano i miei sacerdoti?
Che pensano di tutto questo alcuni presuntuosi teologi che amano scrivere libri velenosi, con sofismi e complicati ragionamenti, dimenticando la divina semplicità del mio Vangelo. Io sono Dio infinitamente semplice, e amo la semplicità.
Questi teologi, che amano gli appartamenti comodi e ben riscaldati, non pensano che il loro Salvatore è nato in una stalla senza nulla di ciò che hanno tutti gli uomini.
Non vedono lo stridente contrasto con la mia (p.135) vita, della vita loro e dei cristiani di oggi, avidi di ricchezze e comodità, che a nulla vogliono rinunciare, neppure alle cose illecite?
Vi sono egoisti indifferenti, sprezzanti di Dio, sordi ad ogni richiamo del mio Vicario sulla terra, pronti a contestare le sue parole, perché non soffrono nessun turbamento suscitato dalla Verità.
Non si accorgono questi miei sacerdoti, e non tutti della base, del fango che in continuazione gettano sulla mia Chiesa ?
Hanno dimenticato le parole del mio apostolo Paolo: "In verità, I'ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà di uomini che soffocano la verità nell'ingiustizia, poiché ciò che di Dio si può conoscere è loro manifesto".
Io, Verbo di Dio fatto Carne, chiaramente l'ho loro manifestato con la mia strada che ho tracciato sulla terra, con l'umiltà, povertà e obbedienza, con la sofferenza la più atroce, con l'amore al Padre mio e ai fratelli.
Leggano tutti, cristiani, sacerdoti e vescovi, leggano bene le mie parole trasmesse a voi tutti per mezzo di Paolo nella lettera ai Romani: "Pur conoscendo Dio, gli uomini non gli hanno dato gloria" (I, 16-25).

SUPERBIA E PRESUNZIONE

Sono forse migliori i cristiani di oggi dei pagani di venti secoli fa? Si può pretendere dai cristiani (p.136)di oggi che si salvino dall'ira divina, se hanno abbandonato la via, per perdersi negli oscuri e tortuosi sentieri delle più turpi passioni? Vogliono soffocare la mia verità, e sotterrarla sotto l'abisso della loro superbia e presunzione.
Non è questo che stanno compiendo i falsi profeti e propagatori di un neoprotestantesimo, non migliore del primo, mascherati da una nauseante ipocrisia ?
Hanno scelto altre vie, altre strade che non sono la mia via, che non sono la mia strada.
Spesso si appellano alla mia Misericordia. E' stato finora tempo di misericordia, ma l'ora della Giustizia sta per scoccare. Terribile sarà il Padre mio e vostro nella sua giustizia. Vorrebbero, nella loro cecità spaventosa, che Io rinnegassi la mia vita, la mia stessa identità di vero Dio e vero Uomo.
Figlio, ancora una volta ti chiedo di gridarlo forte l'invito rivolto a tutti per una vera conversione .
Non temere per le reazioni che susciterai. Io li voglio tutti salvi; ma se la loro ostinazione nella superbia non cesserà, saranno dispersi come pula al vento.
Se non vorranno aprire i loro occhi alla luce che Io, luce del mondo, ho portato, avranno come frutto le tenebre nel tempo e nell'eternità.
Ti benedico e, con Me, ti benedice la Mamma mia e tua. (p.137)

14 ottobre 1975

AMORE E VERITA' MI SPINGONO

Scrivi, figlio mio, quanto sto per dirti.

Io Gesù, Verbo di Dio, Dio, nulla faccio e nulla dico, se non mosso dall'amore. Io nutro un infinito amore per i miei sacerdoti e con maggior ragione per coloro che da Me, del mio sacerdozio hanno avuto la pienezza.
Ma l'amore non può impedirmi di dire la verità, perché amore sono, e verità sono.
Amore e verità mi sospingono a parlare, affinché si conosca l'infinita amarezza che l'ora presente, così grave e gonfia di oscure nubi che avvolgono tutta la mia Chiesa, procura al mio Cuore misericordioso.
Mi sono rivolto ai sacerdoti; ora è giunto il momento di rivolgermi con riverenza, ma anche con chiarezza e fermezza, ai Successori dei miei Apostoli.
Fra i Vescovi della mia Chiesa, ve ne sono veramente di buoni e di santi per i quali nutro amore e benevolenza. Altri invece hanno estremo bisogno di rivedere e riesaminare (perché grande è la loro responsabilità) la loro pastorale.
Urge che lo facciano presto e seriamente con grande umiltà, alla luce del mio Vangelo, alla luce (p.138) della luminosa strada da Me tracciata per tutti gli uomini, ma primi fra tutti per coloro che degli uomini dovevano essere Maestri, Pastori e Guide sicure.
La mia strada sulla terra ebbe inizio nel seno della Madre mia e Madre vostra, allorché Ella pronunciò il suo "fiat". Il suo inizio fu ed è mistero di infinita bontà: un Dio che si fa Carne.
La mia comparsa nel mondo è segnata da una povertà estrema. In una grotta adibita a stalla, fredda e umida, nella più assoluta povertà, ebbe inizio il mio cammino sulla terra e la povertà fu la compagna di tutta la mia vita umana. Lavoro preghiera, obbedienza -usque ad mortem- furono il percorso della mia strada.
Io sono la Via per tutti gli uomini di tutti i tempi, non posso mutare. Non posso mutare, anche se mutano le condizioni, gli usi e i costumi dei popoli.

IL DOVERE DI PRECEDERE

I Vescovi per primi hanno il grandissimo dovere di precedere su questa strada i loro sacerdoti e i loro cristiani, se vogliono dagli stessi essere seguiti.
Per questo voglio che il presente messaggio giunga a tutti i vescovi, perché tra essi non mancano coloro che hanno urgente necessità di riesaminare con umiltà e riformare senza indugi la loro pastorale. (p.139)
Figlio, è sufficiente un confronto tra la mia vita sulla terra (con gli esempi che hanno segnato tutto il mio percorso terrestre) e il loro tenore di vita. Con chiarezza si vedrà quanto sia necessario, anche per non pochi vescovi, dar mano alla scure e colpire inesorabilmente con fermezza e coraggio.
Non è un mistero quello di vescovi contestatari, perfino di porporati ribelli alle direttive del mio Vicario sulla terra.
Non hanno valutato lo scandalo dato e il male compiuto. Altro è discutere con la dovuta riservatezza, altra cosa è una pubblica presa di posizione contro il mio Vicario, che ha tutto il sapore della aperta disobbedienza.
Da che cosa è stato ispirato l'agire di questi Vescovi ? Non certo dal mio esempio. Io, Dio, ho obbedito a creature umane, e al Padre mio celeste, fino alla morte. Ma loro...
Figlio mio, non mancano vescovi più o meno responsabili della crisi che travaglia la Chiesa, per la loro inspiegabile ed ingiustificabile debolezza. La loro debolezza non ha valso ad arrestare le evasioni di migliaia e migliaia dì consacrati.
La bontà e la paternità non vanno confuse con la debolezza che è causa, in parte, del rilassamento che si riscontra in tanti sacerdoti.
La bontà, la paternità e l'amore non vanno confusi con la licenza, causa di tanti mali e scandali (p.140) di cui si rendono complici, anche se involontari, non pochi pastori di anime.
Può un vescovo tollerare che nel suo seminario vi siano eretici, sì eretici, a cui si lascia il compito più delicato, quello di forgiare le anime dei sacerdoti di domani ?
Non sanno i Vescovi che la verità è amore, e lo sono Verità e Amore, mentre l'eresia e l'errore vengono da ben altra fonte?

UMILTÀ E POVERTÀ

Figlio, dillo pure anche ai vescovi che ho chiesto a loro di seguirmi sulla via della croce, ricorda loro che la mia strada Io l'ho iniziata sulla terra con infinita Umiltà e Povertà.
Ero sulla terra il Povero fra i poveri. Si può dire questo di non pochi vescovi?

Un altro grande pericolo per i vescovi è la presunzione. Neppure al mio Vicario è stata donata l'impeccabilità.
Al mio Vicario è stata donata l'infallibilità, come maestro delle genti, in quanto depositario della mia dottrina. Ma i singoli vescovi non sono infallibili, solo in unione con il mio Vicario usufruiscono e partecipano al dono di Lui. Questo l'hanno dimenticato alcuni vescovi, e perfino qualche porporato, che danno grande sofferenza al mio Corpo Mistico.
La mia strada è segnata dalla sofferenza.(p.141)
Quella croce che portano sul petto, se prima di portarla sul petto non la portano sulle spalle diventa una ipocrisia.
La mia strada, ho detto, l'ho segnata con la povertà. Con che coraggio può un vescovo dormire tranquillamente nella sua residenza comoda, qualche volta lussuosa, sapendo che fra i suoi sacerdoti qualcuno manca dell'indispensabile?
Figlio, se si vedessero tutte le ingiustizie ! Quante ferite nel mio Corpo Mistico!
Nel contesto del presente messaggio (che mieterà reazioni non indifferenti e che sarà rigettato da quelli che non hanno avuto il coraggio di un umile raffronto con la mia strada, semplice e luminosa) Io ho detto, e lo confermo, che nella mia Chiesa vi sono buoni e santi vescovi ai quali va tutta la benevolenza e l'amore del mio Cuore misericordioso.
Ma questo non basta! Io, i successori dei miei Apostoli li voglio tutti buoni, anzi tutti santi di una santità forte, eroica, generosa e coraggiosa. Se così non è, come fanno a difendere il loro gregge dai lupi rapaci?
Il vescovo è un portabandiera: tutti deve precedere.
Come potrei tacere la gravissima omissione da parte di molti pastori in merito a questo terribile problema?
A nessuno infatti può sfuggire, neppure ai semplici (p.142) cristiani, tanto meno al sacerdote e con maggior ragione ai vescovi, la spaventosa devastazione operata da Satana e da tutte le potenze del Male per intrappolare e contagiare, infestare e dominare le anime dei redenti.
Satana, incarnandosi nel materialismo omicida, non solo ha offuscato la fede, ma l'ha soffocata e distrutta in centinaia di milioni di anime, nel mondo cristiano e non cristiano.

Ora si sappia da tutti che per vincere questa battaglia non valgono le iniziative di carattere esteriore, ma quelle da Me indicate con le parole e con l'esempio.

LA LOTTA CONTRO SATANA

A questo punto, figlio mio, ripeto per i vescovi quello che ti ho detto per i sacerdoti: che sciupìo di tempi e di mezzi, riunioni, incontri e discussioni che, in molti casi, si sono tramutati in mezzi di scontri e di divisioni!
Ci si riunisce molte volte per mangiare e per discutere, poche volte per pregare. Satana e le potenze del male si combattono e si vincono con la preghiera, con la penitenza.
Ecco i richiami della Madre mia! Reiterati richiami, caduti nel vuoto per una eccessiva, esasperata prudenza, che degenerò in grave imprudenza.
Con maggior attenzione e sollecitudine, e con minori (p.143) pregiudizi e timori andavano affrontati questi interventi miei e della Madre mia.
Ritorno alla grave omissione imputabile ai vescovi e, con loro, a moltissimi sacerdoti, di non aver preso misure atte, organizzate con fede e sapienza, per arginare e anche annullare le forze del Male.
Non si è affrontato un problema centrale, fondamentale, la lotta contro le forze del Male. In altre parole: Satana, con le sue legioni, ha avuto buon gioco, perché si è trovato dinnanzi un avversario spiritualmente disarmato.
Non sono molti quelli che fanno penitenza, quelli che pregano come si deve pregare.
Mortificazione interiore ed esteriore, penitenza... ma chi oggi addestra i soldati, i cresimati miei alla lotta?
Se non si ha neppure il coraggio di dire che il Nemico esiste, che il Nemico è la più tremenda realtà, che il Nemico va combattuto con determinate armi, per esempio il Rosario?... Il Rosario, oggi così preso di mira, è un'arma formidabile.
Gravissima omissione da parte dei vescovi e dei sacerdoti il non avere provveduto tempestivamente a sostituire con nuove forme, ma altrettanto efficaci, le confraternite del SS. Sacramento, del Rosario, le Pie Unioni e altre istituzioni valide nei tempi passati, a delimitare l'azione demolitrice di Satana nelle anime. (p.143)
Che si aspetta ancora a colmare questa gravissima lacuna, con Gruppi di preghiera e con altre iniziative che non mancherò di suggerire, se richiesto, per esempio gli "Amici del SS. Sacramento"?
Satana lo si combatte solo con le armi da Me usate e trasmesse ai miei Apostoli.

AGGIORNAMENTO SPIRITUALE

Quale comandante di stato maggiore nei suoi piani di difesa e offesa non vi inserisce quello di un permanente aggiornamento delle armi ?
Nella mia Chiesa, questo non è avvenuto Io parlo qui di armi spirituali.
Non vi è tempo da perdere. Urge provvedere, formare, incoraggiare in ogni parrocchia Gruppi di preghiera.
Non si perdano i pastori di anime in discussioni e consultazioni inutili. Chiamino attorno a sé i loro sacerdoti e con loro si prendano adeguati provvedimenti.
Ripeto che ciò è urgente fare. Lo ripeto, checché ne pensino coloro che, accecati dalla loro insipienza, non credono più alla giustizia di Dio.
Ti benedico, figlio. Non preoccuparti: getta il tuo seme e offri la tua sofferenza, perché almeno in parte abbia a cadere su terreno fertile. (p.145)

15 ottobre 1975

CRISI DI FEDE

Siete in molti a domandarmi perché succedono certe cose nel mondo, ma soprattutto nella mia Chiesa. La risposta ve la do Io, Gesù.
Ve l'ha già data il mio Vicario, e più volte. Leggete i suoi discorsi di questi ultimi anni e constaterete con quale chiarezza il Papa ha risposto a questo interrogativo. Ma molti continuano a domandarselo.
La risposta del mio Vicario è la risposta mia: ma voi siete ancora nel buio. Ecco perché intervengo Io personalmente con questo messaggio.
Colui che ve lo trasmette è un semplice strumento che Io ho scelto per questa mansione. Il male di cui soffre la Chiesa e il mondo è uno solo: Crisi di fede ! Che vuol dire crisi di fede ? Vuol dire crisi di speranza, crisi d'amore. Vuol dire crisi di sapienza e di prudenza, di fortezza, di giustizia e di temperanza; crisi di obbedienza, di purezza, di pazienza, di pietà e di mitezza.
Vuol dire crisi di fame e di sete di Dio, vuol dire crisi di pentimento, di umiltà, di mortificazione. Questi sono i mali di cui soffre la Chiesa (p.146) in questa sua Settimana di Passione. La Settimana di Passione precede la Settimana Santa.
Tutti questi mali voi li potete sintetizzare nella crisi di fede, di speranza e di carità: si può semplificare ancora in due parole: crisi di vita interiore, anzi in una sola parola: crisi di Grazia.

CRISI DI GRAZIA

La grazia è la partecipazione della mia Vita divina all'anima. La grazia è l'anima dell'anima. Io, Gesù, sono uno con il Padre e con lo Spirito Santo; siamo tre persone in Uno.
Ora, figli miei, voi siete creati ad immagine e somiglianza di Dio. Una è la vostra anima, ma tre sono le facoltà: intelligenza, memoria, volontà.
Non tanto per questo mi assomigliate, ma soprattutto per la vita soprannaturale, cioè per la grazia.
L'uomo era stato creato in grazia. Io, Verbo di Dio, sono venuto nel mondo per ridarvi la vita perduta mediante la mia Passione, Morte e Risurrezione.
Come Io, Dio, son l'Essere infinitamente semplice, così voi, fatti a mia immagine siete semplici nella vostra anima.
La vostra anima non è a vari ma ad un solo compartimento in cui è Fede, Speranza, Amore.
Come in Me in cui Amore, Misericordia, Verità (p.147) Giustizia, Sapienza e ogni altro mio attributo, sono un solo essere, sono Dio.
Se nell'uomo è in crisi la Fede, sono in crisi la speranza, la prudenza, la giustizia, la fortezza, la pietà, la temperanza, l'amore di Dio, il timore di Dio. La mancanza di tutto questo nell'animo umano (che poi vuol dire assenza di Dio) ha provocato la tremenda crisi di cui soffre l'intera umanità.
Il materialismo, incarnazione di Satana, è l'assenza di Dio nell'animo umano. Ma Dio è Amore, Luce e Giustizia, è Speranza e Sapienza, è Fortezza, è Pietà e Temperanza e ogni altra virtù e perfezione.

LA SCIMMIA DI DIO

Mai, figli miei, una crisi di fede così universalizzata, ha travagliato l'umanità. Satana, scimmia di Dio, ha provocato con la vostra complicità questa oscurità paurosa nelle anime.
Vi ho parlato di Settimana di Passione, e vi ho detto che la Settimana di Passione precede la Settimana Santa. Ciò che è avvenuto nella Settimana Santa tutti lo sapete.
Questo, figli, vi ho detto perché predisponiate il vostro animo e vi prepariate con una vita di pentimento. E tutti avete motivi di pentirvi. Ve l'ho detto perché abbiate a prepararvi spiritualmente affinché, nel momento della dura prova, Io abbia a trovarvi con la fiaccola accesa. (p.148)
Guai a coloro che non avranno la loro fiaccola accesa, guai a loro perché non si pentiranno ! Periranno. Pur essendo Io Amore infinito e immutabile, vi dico che il tempo della Misericordia sta per cedere al tempo della Giustizia.

A vostro conforto voglio ricordarvi le mie parole: " Cum exaltatus fuero a terra, omnia traham ad me ipsum ".
Il mio grande trionfo è sulla Croce. Con la Croce ho vinto il mondo, con la Croce trionfano le anime predilette, con la Croce trionferà la Chiesa.
La Croce lo sconfiggerà e la Madre mia schiaccerà di nuovo la testa al Serpente.
Io, Gesù il Salvatore, sarò di nuovo la Luce, ora spenta e soffocata in molte anime perfino di miei sacerdoti.
Io di nuovo sarò la luce del mondo.
Domandatevi, figli miei, perché non avete vocazioni. Non ve lo siete chiesto? E' per la crisi di fede.
Ove la Chiesa è in croce con Me, là le vocazioni non mancano. Riflettete, figli. Non ve ne mancano i motivi e non dimenticate, per ultimo, che Io ho iniziato il mio cammino sulla terra con un atto di infinita umiltà. Senza umiltà non vi è conversione.

Ti benedico. (p.149)

18 ottobre 1975

URGE FARE PRESTO

 - Gesù caro, se vuoi parlarmi, parlami. Aiutami ad ascoltare la tua voce e in me vedi di compiere i tuoi desideri.
"Sì, figlio, sono Io Gesù Verbo Eterno di Dio, da sempre generato dal Padre, nella pienezza dei tempi, fatto Carne nel seno purissimo della Madre mia e vostra, gloriosamente presente in Paradiso alla destra del Padre. Realmente presente in Corpo, Sangue, Anima e Divinità nel Mistero della Fede e dell'Amore".

- Allora ieri sera non eri imbronciato con me quando tacevi alle mie reiterate domande ?

"No, figlio mio, te l'ho detto questa notte".

- Gesù, vorrei domandarti una cosa. Temo di chiacchierare troppo in merito all'avvicinarsi dell'ora tremenda della tua giustizia.

" No, figlio mio. Dillo, lo voglio, lo voglio ed anche per i messaggi urge fare presto ".

- Ma Gesù, diranno che sono matto !

"Quante volte non ti ho detto di non preoccuparti di nulla per quello che di te penseranno gli altri. I miei nemici quante volte mi hanno accusato di essere matto ! Erode mi ha fatto vestire da pazzo e, cosi conciato, mi ha fatto sfilare per le vie di Gerusalemme.
Don Bosco non volevano portarlo in manicomio ? (p.150) E tutti i santi non sono stati considerati, chi più, chi meno, un poco matti ?".
Il paragone non regge. Parli di Te e di Do Bosco. Ma io, Gesù...
"Tu sei "la piccola goccia d'acqua cadente verso il basso". Non posso Io prendermela, questa goccia d'acqua, e farne quel che voglio ? Non sei tu a dirmi che vuoi essere uno strumento nelle mie mani, disponibile al cento per cento?
Figlio, Io mi servo scegliendo chi, quando come credo. Mi sono servito di Balaam. Mi sono servito di Giona. " Sarebbe meglio morire per me piuttosto che...". Era recalcitrante, ma è andato a Ninive.
Scegliendo te, proprio per la tua nullità, sarà più facile convincerti che sono Io che parlo in chi mi ha donato tutto se stesso, perché Io ne faccia ciò che voglio.
Sei pentito, figlio mio, di esserti donato a me?"

- No! No! Non sono pentito, io voglio quello che Tu vuoi.

"Figlio, ora ti benedico. Con Me ti benedico con il Padre e lo Spirito Santo e con Noi ti benedicono la Madre mia e San Giuseppe.
Insieme con te benediciamo tutti quelli per quali preghi e di cui fai menzione. Ricordati che questa benedizione è ombrello di protezione scudo di difesa. Voglimi sempre più bene ". (p.151)

20 ottobre 1975

SACERDOTI SANTI

Figlio mio, scrivi.

Vi sono tre categorie di sacerdoti.

Vi sono sacerdoti santi. Sacerdoti buoni, veramente buoni che vivono, in unione con Me, la Vita mia divina.
Sono illuminati dalla Sapienza, guidati nelle loro pastorali fatiche dallo Spirito Santo. Seguono i miei insegnamenti comunicati a loro dal mio Vicario sulla terra, il Papa.
Sono animati, vivificati dall'amore che è fuoco che purifica, che illumina e riscalda, che li trasforma e li unisce a Me come Io sono unito al Padre.

Adempiono con diligenza il loro ministero sacerdotale, portando le anime a Me con la preghiera, con l'offerta, con la sofferenza.
Sono cari al mio Cuore misericordioso e cari sono alla mia e vostra Mamma; sono oggetto della mia predilezione. L'umiltà che li anima ha attirato su di loro lo sguardo misericordioso mio, Verbo di Dio, del Padre e dello Spirito Santo.
Per loro, per la loro pietà, molte pene sono state risparmiate agli uomini; hanno assicurato la mia protezione. Un posto e una corona li attendono in Paradiso.(p.152)

SACERDOTI SBANDATI

La seconda categoria è quella degli sbandati, dei disorientati.
Sono coloro che hanno molto di più a cuore gli affari del mondo, che non quelli di Dio. E sono tanti, figlio mio.
Hanno tempo per tutto, per i loro umani affetti; hanno tempo per gli svaghi, per letture nocive all'anima loro e che accrescono le ombre. Nessun tempo per pregare, per meditare. La loro vita non è vita di unione con Dio.
Mancano del dono della Sapienza. Non vedono, non capiscono; insomma hanno orecchi ma non odono, hanno occhi ma non vedono. Il loro formalismo mimetizza una pratica di vita cristiana, svuotata dell'anima vera, senza vita di Grazia.
Fra costoro le evasioni sono state molte. Moltissime saranno le fughe, le apostasie vere e proprie nell'ora non lontana della Giustizia. Molti in quell'ora riveleranno dinanzi al mondo la loro identità di Giuda. Ho detto davanti al mondo perché Io li conosco da sempre.

IL PADRE LI ASPETTA

Ma li amo ugualmente, voglio la loro conversione. Il Padre li aspetta.
Non ha che un desiderio, dire ad ognuno: (p.153) "Vieni, o figlio, tutto e dimenticato, tutte le scorie del tuo animo sono bruciate dal mio Amore!
Ma, proprio perché ti amo, non ti posso nascondere quale tremenda responsabilità sia resistere a Dio che ti aspetta, a Dio che ti ama, sino al punto di effondere in continuazione il suo Sangue prezioso per te.
Il malato che rifiuta il medico e le medicine è destinato a perire. Ecco perché ho voluto arrivare a te con tutti i mezzi, non ultimo questo invito alla conversione, prima che sia troppo tardi.
Lo strumento di cui mi sono servito ha avuto l'ordine di gridarlo forte a tutti: "Convertitevi al Signore Dio vostro, convertitevi prima che sia troppo tardi".

Ve lo ripeto, l'ora della misericordia sta per cedere all'ora della giustizia. Non inveite contro la mia insistenza, non dite: è la monotonia della ripetizione.
Sono il vostro Dio, sono il vostro Padre, sono il vostro Fratello, sono il vostro Salvatore. Solo l'amore ispira e spinge Dio a pregarvi, a supplicarvi: " Convertitevi prima che sia troppo tardi, altrimenti perirete".
Deus non irridetur. E' astuzia del vostro nemico, Satana, farvi credere morta la Giustizia divina. Misericordia e Giustizia in Me sono una cosa sola. Possibile tanta cecità ? (p.154)

IL VELENO DI SATANA

La terza categoria è formata da quei sacerdoti che si autoritengono intimamente buoni.
Vivono come se fossero buoni, ma un velo li avvolge, il velo della loro presunzione per cui non vedono quella realtà interiore che spesso può sfuggire agli uomini, ma non a Me, Dio.
In altre parole: mancano della vera e sincera umiltà, quella umiltà che deve fare di voi altrettanti fanciulli; manca la semplicità dell'umiltà. Ad essi il Padre mio nulla rivela.
E' difficile la loro conversione; la loro superbia è raffinata, rivestita di umiltà. Ma sotto quella pseudoumiltà, vi è il veleno di Satana, proprio come certi gioielli all'apparenza preziosi, ma sotto la velatura d'oro sta il metallo vile.
Non credono che a se stessi, disdegnano e mal soffrono che qualcuno veda un poco più lontano di loro.
Satana in molti modi tende i suoi lacci ai miei sacerdoti. Anche per questi bisogna pregare e soffrire, perché ardua è la loro conversione.
Ora basta, figlio mio, vedo che sei stanco. Ti benedico e con Me ti benedicono la Madre mia e San Giuseppe. (p.155)

23 ottobre 1975

CHI SONO I VESCOVI ?

I Vescovi sono coloro che Io, Sacerdote Eterno, ho chiamato per farli partecipi del mio Eterno Sacerdozio. I Vescovi sono i successori dei miei Apostoli. I Vescovi sono i capi delle chiese locali.
I Vescovi, con a capo il Papa mio Vicario sulla terra, formano il collegio apostolico.
I Vescovi, uniti al Papa, sono i depositari e i custodi, i diffusori e i difensori della mia Divina Parola. "Andate e predicate il mio Vangelo a tutte le genti !".

I Vescovi, con il Papa, sono gli amministratori dei frutti della Redenzione; perchè partecipi della pienezza del mio Sacerdozio, dovrebbero tutti possedere il dono della sapienza.
Ho detto: tutti dovrebbero possederlo. Purtroppo non è così e quelli che lo possiedono, lo possiedono in gradazioni diverse, come la luce che non ha sempre la stessa intensità. Altra è la luce del sole in pieno meriggio, altro è il chiarore che proviene dalla luna, altra è la luce della lucerna e altra è la luce della lucciola.
Forse lo Spirito Santo è stato imparziale? No, figlio mio. Il grado della sapienza è in rapporto al grado della corrispondenza agli impulsi della grazia. (p.156)
Coloro che, con sensibilità attenta e vigilante, hanno risposto generosamente e coraggiosamente, a volte eroicamente e con perseveranza agli impulsi della grazia, non lasciandoli cadere nel vuoto, sono ripieni di sapienza.
Chi meno ha corrisposto, meno ha ricevuto. Quelli che non la possiedono affatto vuol dire che hanno precluso la strada allo Spirito Santo con la loro presunzione e, superbia. radici di tutti i mali.

SEMPLICISMO PRESUNTUOSO

Figlio, i miei Apostoli, durante i tre anni vissuti accanto a Me, non fecero grandi progressi sulla via della perfezione.
La ragione? Il semplicismo presuntuoso di cui era permeato il loro animo. Lo confermano le stolte domande a Me rivolte in varie occasioni, eccezion fatta dell'apostolo prediletto, perché il suo animo puro, semplice, umile lo rese a Me sommamente caro e caro allo Spirito Santo che lo arricchì del dono della sapienza, prima ancora della Pentecoste.
Dopo la mia Risurrezione sono apparso alla Madre mia, alla Maddalena, a Lazzaro, ai discepoli di Emmaus e ad altri; non subito invece ai miei (p.157) Apostoli i quali ne furono umiliati, pentiti ed anche un tantino risentiti.
Questa lezione servi a farli rientrare in se stessi; servì ad indurli a riflettere sulla gravità della loro fuga, sul comportamento poco onorevole nel tempo della mia Passione.
Il semplicismo presuntuoso, di cui era permeato il loro animo, fu causa del pesante sonno da cui furono presi. Non stettero vigilanti, porgendo così il fianco all'agguato del Nemico che li vinse.
Durante i quaranta giorni che precedettero la mia Ascensione, lo svuotai il loro orgoglio, li preparai al distacco dell'Ascensione, li preparai soprattutto a rendere disponibile il loro animo alla azione dello Spirito della sapienza.

Conferii a loro il potere sacerdotale culminato con la pienezza del mio sacerdozio della Pentecoste.

UNA CROCIATA INCESSANTE

La presunzione è come un muro invalicabile che si erge tra Dio e l'anima. Coloro tra i Vescovi che ne sono contagiati non ammetteranno mai che Io abbia scelto te, piccola goccia d'acqua, calamitata ed attratta verso il basso, per l'attuazione di questo mio disegno d'amore. (p.158)
Perché molti pastori del mio gregge non si domandano la ragione della sterilità della loro febbrile attività?
Già di questo ho parlato nel mio precedente messaggio diretto a loro, ma volutamente ne riparlo, giacché è talmente importante e determinante per la loro anima e per quelle a loro affidate che mai si sarà detto abbastanza.
Nel Medio-Evo si indissero crociate fra i cristiani per liberare il mio Sepolcro. Certo il mio Sepolcro è sacro perché ospitò il Corpo mio santissimo.
Il Sepolcro mio però rimane un loculo, che non vale quanto vale un'anima il cui prezzo è infinito, il cui prezzo è il Mistero della mia Redenzione.
Le crociate entrano nel piano del Mistero della salvezza in atto. Hanno la loro ragione di simbolo, una ragione figurativa; stanno ad indicare la necessità di condurre una crociata incessante contro il Principe delle tenebre e le sue tenebrose schiere. Satana è omicida nel senso più vero della parola.

UNICO FINE

La mia Incarnazione, la mia Passione e Morte, hanno come solo fine la liberazione delle anime dalla micidiale schiavitù di Satana.
La partecipazione del mio Sacerdozio ai vescovi (p.159) e ai sacerdoti, ha il solo scopo di farli corredentori nella lotta contro il potere delle Tenebre, in una crociata senza soste, condotta con sapienza, intelligenza e costanza, usando le armi da Me indicate con le parole ma soprattutto con l'esempio.
Non vi sono alternative. Se nella mia Chiesa si fosse fatto buon uso di queste armi, ben altra sarebbe oggi la situazione nel mondo. Satana spadroneggia perché non è stato contrastato nella sua avanzata.
Essere corredentori, vuol dire (se lo capissero bene vescovi e sacerdoti!) seguire Me sulla strada sicura della umiltà e della povertà, della sofferenza e dell'amore, dell'obbedienza e della paternità ferma e stabile in difesa della verità, di cui essi sono con il mio Vicario depositari e custodi, in difesa della giustizia così conculcata e vilipesa.

Non possono i vescovi ignorare neppure per un istante che si nasce per morire, che si muore per iniziare la vera vita, la vita eterna. E' a questa che bisogna indirizzare mente, cuore, energie; a questa vita eterna, che il Padre ha preparato e pagato con l'umiliazione della Incarnazione mia e della mia Immolazione sulla Croce.
Non possono i vescovi e i miei sacerdoti ignorare, o dimenticare che il Nemico dell'uomo non (p.160) si dà tregua e, giorno e notte, sferra i suoi attacchi per travolgere le anime nella perdizione.
Non con le opere esteriori, non con l'eresia dell'azione o con altri mezzi inadeguati all'asprezza della lotta contro un Nemico molto più forte e potente di loro...

NON VA SOTTOVALUTATO

Io ho tracciato il piano di difesa che essi non hanno saputo attuare; guardando e seguendo Me sulla Croce, potrebbero attingere forza per fronteggiare e anche vincere il loro Avversarie che non va sottovalutato.
Figlio, le contraddizioni in atto nella mia Chiesa, l'anarchia imperante, il capovolgimento e il pervertimento della dottrina e della morale, il disorientamento nel quale brancolano sacerdoti e fedeli, non sono senza causa.
Ne vuoi qualche esempio ? Osserva le sale cinematografiche. In chiesa si parla un linguaggio; nei cinema, ritenuti strutture essenziali, se ne parla un altro opposto.
In chiesa si parla di Dio: nelle sale parrocchiali si divulgano spesse volte il materialismo, la sensualità, la violenza.
Nel precedente messaggio ho detto: meglio senza (p.161) preti anziché trasformare il seminario in vivai di eretici. Di chi la responsabilità di tanto male? Di questo caos? Una parte riguardevole cade su coloro che, disponendo dei poteri necessari, non hanno agito.
Questa insipienza è tremenda. Sono inattivi, disarmati di fronte all'avanzata travolgente delle forze del Male.
Eppure Io ho vinto il mondo. La Madre mia ha schiacciato la testa al Serpente per la sua umiltà. Solo uniti a me nell'umiltà, povertà, obbedienza e sofferenza, si può vincere il Nemico delle vostre anime.
Ma quieto vivere, rispetto umano, interessi, timore di perdere i favori della gente, hanno reso ciechi coloro che delle anime debbono essere guida e luce.
Quello che si dice del cinema, lo si può purtroppo dire di altre dolorosissime situazioni, per esempio per l'insegnamento religioso nelle scuole affidato a preti eretici.

Si! Quante sementi sono state gettate nell'animo di ragazzi e giovinette nell'età più critica e non sempre da sacerdoti di vita esemplare.
Meglio sarebbe stato affidare questa delicatissima mansione a buoni laici (e molto bene ne sarebbe (p.162) venuto) anziché a preti tramutati in demoni, in lupi rapaci.
La rigidità che tanti pastori hanno usato nel soffocare nel silenzio tanti interventi miei e del Madre mia in questa ora di tenebre, in quest'ora di Barabba, poteva essere usata con ragione in ben altre circostanze, con risultati migliori.
Errori e immoralità sono propagandate direttamente ed indirettamente nelle strutture parrocchiali. I vescovi non hanno capito questo problema centrale della Chiesa?
Non si rendono conto che hanno essi stessi spalancato le porte all'Avversario di cui ancora dimostrano di non conoscere le astuzie, le insidie, la potenza e le seduzioni?
Non si rendono conto delle tremende contraddizioni di cui è permeata la loro pastorale? Il Nemico ha sferrato una grande battaglia con il materialismo, che è come la sua incarnazione; è riuscito nei suoi attacchi senza incontrare se non deboli contrattacchi.

CORRERE AI RIPARI

Figlio mio, è con grande amarezza che debbo fare questo richiamo, perché urge correre ai ripari per preparare gli animi con la preghiera e la penitenza. (p.163).
L'ora della Misericordia sta per cedere all'ora della Giustizia. E' necessario correre ai ripari, almeno preparando le anime col renderle consapevoli, ché non al Padre mio deve essere imputata l'ora grave che sta per scoccare, ma al loro peccato e al loro disarmo contro le forze del Male
E' necessario agire senza indugi perché molte anime non siano travolte dalla oscurità della notte che sta per scendere.
Non temere ! Gridalo forte, ché gli uomini hanno orecchi per udire e non odono, hanno occhi per vedere e non vedono. La luce è spenta nei loro cuori.
Ma non prevarranno le forze del Male ! La mia Chiesa sarà purificata dalle follie della superbia umana e, alla fine, I'amore della Madre mia e vostra trionferanno.

Ti benedico, figlio. Prega, prega e offrimi le tue sofferenze. (p.164)

26 ottobre 1975

CONTRADDIZIONI NELLA PASTORALE

Figlio, nel precedente messaggio ai vescovi ti ho parlato delle contraddizioni in atto nella pastorale dei vescovi e dei sacerdoti.
Queste contraddizioni, se lo vogliono, accertarle non sarà difficile. Più importante ancora sarà cercarne le cause.
Nessuno si lasci vincere dalla tentazione di evadere. Se con umiltà mi vorranno, Io sarò vicino a loro per infondere la luce e il coraggio.
Ho detto che questo è tempo di revisione, e di revisione urgente. E' tempo di intervenire con fermezza, amore e prudenza. Non si lascino intimorire dal Maligno, reso forte ed audace dal letargo in cui è caduta la mia Chiesa.
L'incoerenza è stata di molto superata dalle contraddizioni così frequenti, così diffuse da trasformarsi in costume di vita, per cui non si notano più. Le conseguenze di queste contraddizioni in atto nel mio Corpo Mistico sono davvero incommensurabili Purtroppo non sono i soli mali.
Non è il caso ora di parlare dei molti che si (p.165) professano atei, ma di coloro comunemente ritenuti " buoni cristiani ".
Al mattino della domenica vanno in chiesa, magari aspettando ad entrarvi che sia terminato l'interminabile commento della mia Parola. Si accostano ai sacramenti, pochi con fervorosa fede, molti per abitudine o tradizione familiare. C'è tanta scarsa convinzione che, alla sera, non si fanno nessun scrupolo di assistere films pornografici o, quando non sono tali, a films che sono vere scuole di rapina e violenza di ogni tipo.
Il veleno poi del materialismo entra in tutti. Fra adolescenti e giovani, come fiume in piena, è entrata la corruzione e l'immoralità dilaga.
Tutte le porte sono state aperte comprese quelle dei così detti “buoni cristiani” che al mattino vanno a confessarsi, pur sapendo che in giornata peccheranno gravemente.

GIUDICI DELLE COSCIENZE

Lo sanno loro e lo sanno molti confessori che continuano ad assolvere tutto e tutti. Al mattino Santa Comunione, che santa poi non è, alla sera si frequentano balli, locali e ritrovi ove l'esaltazione della sensualità è legge.
Gli adulteri si confessano già certi che non mancherà il prete sempre pronto ad assolverli. Si (p.166) sono dimenticate le parole chiare e precise: "Nolite ponere margaritas ante porcos". Si è dimenticato che i sacramenti sono i frutti preziosi della mia Redenzione.
Si sono dimenticate le parole con le quali Io, Salvatore e Liberatore, ho conferito ai miei Apostoli e Successori il potere di rimettere o ritenere i peccati.

Si sono dimenticati molti sacerdoti di essere stati costituiti giudici delle coscienze. Ed è funzione del giudice, nell'esercizio della sua professione, di indagare sui reati, sull'entità dei reati.
La faciloneria con cui si assolve sempre tutto e tutti non risponde al disegno della mia Misericordia, ma ad un piano di Satana. Trasformare i mezzi di salvezza in mezzi di dannazione, è screditare il valore infinito della Grazia e dei mezzi da Me voluti per distribuirla.
Ti ho parlato di Messe sacrileghe, ora ti dico che alle Messe puoi aggiungere le Confessioni sacrileghe, a volte doppiamente sacrileghe. Delle Comunioni sacrileghe ecco, figlio, dove stanno le radici Questo lassismo che rende indistinguibile il lecito dall'illecito, il bene dal male, dove ha le sue radici? Ecco perché urge la revisione senza indugi.
L'anarchia è entrata incontrastata dall'esterno, anche in foro interno, perciò alcuni sacerdoti si (p.167) fanno autori di nuove dottrine e di una nuova morale che tutto ammette e che tutto approva.
Le conseguenze sono di per se stesse comprensibili: per molti sacerdoti il sesto e nono comandamento non hanno più ragione di essere. Questo è somma superbia, questo è un volersi sostituire a Dio, questo è non credere in Dio, questo è non credere all'Onnipotenza, all'Onniscienza e Onnipresenza di Dio.
Satana in continuazione induce sacerdoti a ripetere il suo peccato di superbia e di disobbedienza. Egli ha trovato alleati fedeli nella mia Chiesa, inducendoli a farsi suoi collaboratori nell'opera di smantellamento.
Ma Satana e questi suoi collaboratori ignorano forse le mie parole che non mutano: "Io sarò con voi fino alla fine dei tempi e le porte degli inferi non prevarranno"?

SARÀ PURIFICATA LA MIA CHIESA, SARÀ LIBERATA LA MIA CHIESA!

Lo esige il mio amore per essa, lo esige la giustizia, lo esige la mia misericordia. Di questo non si ha la giusta visione.

IO SONO IL FUOCO

Figlio, quante volte nei precedenti messaggi non ti ho parlato di nubi che avvolgono la mia Chiesa, di oscurità profonda. Non a caso l'ho fatto. (p.168). In altre occasioni ti ho detto che l'Amore può paragonarsi ad un braciere ardente, capace di trasformare e di comunicare ad altre cose di natura diversa (vedi il ferro di per sé freddo ed oscuro) la propria natura sprigionante splendore e calore. Un pezzo di ferro, posto in un braciere, brucia come il fuoco, splende come il fuoco, scotta come il fuoco, e del fuoco produce gli effetti.

Io sono il Fuoco venuto sulla terra per incendiare le anime col mio amore, per compenetrarle della mia vita divina. Su questo Fuoco non acqua viene gettata per spegnerlo, ma tutte le brutture, tutto il luridume e tutta l'oscurità che sono nella mente di colui che è tenebre e peccato, che è odio e ribellione.
Che rimane del braciere ardente sul quale viene versata acqua? Pochi neri e fumanti carboni. La scimmia di Dio tutto fa e tutto compie in opposizione a Dio Creatore, a Dio Redentore, a Dio Santificatore.
Sono venuto sulla terra per portare il fuoco del mio Amore, per comunicare alle anime il calore e lo splendore dell'Amore mio divino e fare degli uomini, schiavi, dei figli di Dio, dei miei fratelli credi con Me della gloria del Padre.
Satana, che nulla ha perduto della potenza di cui era stato dotato e della sua libertà naturale, (p.169) continuamente è teso ad un'opera di trasformazione delle anime in tizzoni neri e fumanti, eredi con lui delle pene eterne dell'Inferno.
Figlio mio, non si vuole capire che la presenza dell'uomo sulla terra è in ordine alla vita eterna, che la terra è esilio e campo di una lotta non voluta da Dio ma dall'odio, dall'invidia e dalla gelosia di Satana e delle sue diaboliche legioni.
Il suo piano ora lo si potrebbe dire riuscito. E' quello di convincere gli uomini della sua inesistenza e di mandare in letargo vescovi e sacerdoti, tanto da non avvertire le contraddizioni in cui sono immersi.
Ma l'ultima parola la dirà la Madre mia e vostra che schiaccerà di nuovo col suo piede la testa del maledetto Serpente. Un risveglio alla fede, alla visione realistica e tragica delle contraddizioni in cui si vive, un ritorno ad un sincero pentimento potrebbero arrestare la frana in atto. Non saranno ancora l'oscurità, la presunzione, l'orgoglio a vincere ?...

NESSUNO SI ILLUDA

Gridalo forte, figlio: nessuno si illuda, i giorni sono contati. Guai a coloro che rimarranno sordi, insensibili ai miei richiami. Troppo si è opposta resistenza alla mia Misericordia. (p.170)
E' tempo di revisione, è tempo di porre la scure alla radice, è tempo di scuotersi dal letargo, di scendere in campo e di ingaggiare la lotta contro l'infernale Nemico.
Io ho vinto Satana, Io ho vinto il mondo, Io ho vinto la morte.
Figli miei, coraggio! L'ora è grave ma uniti a Me, uniti tra di voi, potete salvarvi.
E' l'ultima possibilità che vi viene offerta. I mezzi non vi mancano e più che validi per frenare, arrestare e delimitare la tracotante avanzata del Nemico. Ti benedico, figlio. Offrimi le tue tribolazioni: mi ripagheranno della stolta ed insensata ostinazione di tante anime a Me consacrate. (p.171)

28 ottobre 1975

STRUMENTO DI PERDIZIONE

Io ti ho detto, parlando della Confessione, che il modo con cui questo Sacramento viene amministrato non risponde affatto ad un piano della mia Misericordia e del mio Amore, ma bensì ad un perverso disegno del Maligno. Egli nulla ha lasciato di intentato per trasformare questo sacramento, mezzo di risurrezione e di vita, in un micidiale strumento di perdizione oscurando, lui Principe delle tenebre, questo prezioso frutto della mia Redenzione.
Ti ho detto, sempre in un recente messaggio che Io ho costituito i miei sacerdoti giudici delle coscienze. Come ?... Non sono Io l'Eterno Sacerdote ?...
Quando voi, chiamati da Me, vi siete a Me consacrati, Io ho partecipato a voi il mio Sacerdozio, ossia vi ho chiamati a far parte del mio Sacerdozio, come del resto partecipo alle anime (con gli altri sacramenti) la mia Vita soprannaturale.
Ma Io sono l'Essere infinitamente semplice: non vi sono in Me attributi o perfezioni distinte. Io sono l'Essere infinitamente perfetto e in Me sono tutte le perfezioni.(p.172)
Io sono l'Eterno Sacerdote. Io sono l'Eterno Giudice. Sono l'Eterno Amore e l'Eterna Giustizia, Io sono l'Eterna Misericordia.
A Me Giudice è riservato il giudizio particolare di ogni uomo, giudizio senza appello, irrevocabile, che avrà la sua conclusione finale con il giudizio universale, e questo sia per l'umanità sia per la natura evangelica.
Io, il Giudice infinitamente giusto, giudico ogni uomo con giustizia. Essere Giudice vuol dire assolvere o condannare con giustizia le colpe di chi ha peccato.
Ogni sacerdote deve essere giudice retto, giusto e imparziale. Questo potere non è da loro, ma è da Me, Eterno Giudice.
Moltissimi esercitano questo potere come fosse da loro; amministrano questo potere soprannaturale con una faciloneria e incoscienza che fa rabbrividire chi ha un tantino di sensibilità spirituale.
Si aiutano i penitenti a trovare tutte le giustificazioni possibili ai loro peccati, concludendo che la misericordia di Dio è grande.

CONFESSIONI SACRILEGHE

La Misericordia di Dio non è solo grande ma è infinita ma ciò non autorizza nessuno ad abusarne in un modo cosi vergognoso. (p.173)
E' importante, figlio, perciò ti ripeto questa cosa: "Non diventate da amministratori della giustizia divina, a complici del demonio; da strumenti di salvezza, a strumenti di perdizione!".
Dio non lo si può irridere impunemente. Le parole con cui Io ho istituito questo mezzo di salvezza, sono di una chiarezza inequivocabile.

RIMETTERE O RITENERE I PECCATI.

Non vi può essere Confessione valida senza pentimento sincero; non vi può essere pentimento sincero senza serio, efficace proposito di non volere più peccare.
Molte confessioni sono nulle. Molte sono due volte sacrileghe. Chi si confessa senza averne le disposizioni richieste e chi assolve senza accertarsi che le richieste disposizioni ci siano, profana il sacramento e compie sacrilegio.
Avvilisce questo prodigioso mezzo di salvezza, tramutandolo in mezzo di perdizione, quel Sacerdote che si fa complice del malvagio disegno di Satana. Non cerca Dio ed il bene delle anime, ma cerca se stesso, ed è terribile anteporre se stessi a Dio.

- Allora, Signore ?!

Sì, figlio mio, non stolto rigore, ma rettitudine e giustizia.

Perché avrei detto agli Apostoli e ai loro (p.174) successori: "Andate, e a tutti quelli a cui rimetterete i peccati saranno rimessi, a quelli a cui li riterrete, saranno ritenuti" ? E' evidente che con queste parole viene richiesto un serio ed equilibrato giudizio che non ammette compromessi con nessuno, né con la propria coscienza, né con il penitente e tanto meno con Me.

PIÙ NIENTE È PECCATO...

Molte cose, figlio mio, volutamente le ripeto per imprimere meglio nell'anima dei miei sacerdoti questo punto focale della odierna pastorale. Sì, si assolve tutto e tutti senza nessuna discriminazione.
Per molti sacerdoti è poi tanto facile assolvere, poiché più niente è peccato...

La purezza non è più una virtù; la paternità responsabile, che giustamente intesa è cosa buona, è diventata motivo di tutte le licenze nei rapporti matrimoniali.
Sotto il pretesto di favorire la cultura si autorizzano le letture più spregiudicate dove i germi della lussuria e degli errori filosofici e teologici vengono gettati senza parsimonia.
Tutto oggi è basato sulla frode, sul furto; la giustizia richiede che il confessore si accerti del serio, efficace proposito di restituire il maltolto. (p.175)
Spessissime volte, neppure viene avvertito il penitente di questo stretto dovere.
Nel nome del progresso, per convincere il penitente che il confessore è uomo moderno all'altezza dei tempi, si chiudono tutti e due gli occhi.
Su queste cose si sorvola da chi ha la responsabilità di combattere il male alle radici, sempre ovunque e senza posa per non essere sopraffatti (come sopraffatti sarete) in questa oscura e tremenda ora che state per vivere.
Ti benedico, e con Me ti benedicono la Madre e San Giuseppe. (p.176)

2 novembre 1975

DISPERATA MALVAGITA'

Figlio mio, non è nuovo l'argomento di cui ti parlerò questa sera. Più volte ne ho parlato nei precedenti Messaggi. Si tratta della lotta che Satana ha scatenato contro l'uomo.
Non potendo affrontare direttamente Dio, lo combatte indirettamente esplodendo la sua disperata malvagità (fatta di odio, invidia e gelosia) sull'uomo destinato a colmare i vuoti aperti con la sua ribellione a Dio.
Satana è chiamato Principe delle tenebre perché il suo fondamentale intento è quello di oscurare, ottenebrare la luce di Dio nelle anime.

Dio è Luce. Satana è Tenebra.

Dio è Amore. Satana è Odio.

Dio è Umiltà. Satana è Superbia.

La guerra dichiarata da Satana all'uomo, in odio a Dio, ha assunto proporzioni, nella sua orribile realtà, così vaste e grandiose che non ha riscontri nella storia umana.
La guerra, in genere, è formata da una catena di battaglie. Questa battaglia, di una guerra che continuerà fino alla fine dei tempi, è la più grande e paurosa. Il suo epilogo non è lontano, avverrà per il diretto intervento della Madre mia e vostra.(p.177)
Essa di nuovo schiaccerà la testa del Serpente Essa, l'umile serva del Signore, per la sua umiltà ha vinto la superbia e l'orgoglio, e definitivamente lo vincerà alla fine dei tempi.
Satana è tenebre e quindi non vede. Il suo disperato orgoglio glielo impedisce. Pure teme la sconfitta di questa battaglia, che per lui sarà motivo di vergognoso avvilimento, mentre per la mia Chiesa purificata sarà motivo di un lungo periodo di pace e così pure lo sarà per i popoli risanati dai molti mali di cui oggi soffrono.
Per questo Satana ha impegnato tutte le sue possibilità e quelle delle sue legioni.
Tutte le astuzie, tutte le insidie della sua natura corrotta ma ricca di innumerevoli doni di potenza di intelligenza e di volontà, sono usate nel folle tentativo, nato e maturato in lui dal momento della sua ribellione a Dio.
Distruggere Me, il Cristo, il Verbo di Dio fatto Carne, e la Chiesa uscita dal mio Cuore aperto sono la mèta disperatamente agognata e tenacemente perseguita.

CHIUDONO GLI OCCHI

Ma la folle cecità gli ha fatto compiere numerosi errori tattici, tipico quello di scoprirsi troppo. Un generale accorto non lascia mai intravvedere ai suoi nemici i suoi piani, ben sapendo che questo (p.178) è imperdonabile imprudenza. Invece Satana ha scoperto molte delle sue carte.
Per questo il mio Vicario sulla terra recentemente ha potuto dire che oggi nella Chiesa si verificano fatti che umanamente non si possono spiegare: in essi sono evidenti gli interventi diretti del Principe delle tenebre.
Eppure, Vescovi e molti Sacerdoti e la quasi totalità dei cristiani non vedono. Non vedono perché chiudono gli occhi alla luce, perché hanno mente e cuori avvolti nell'oscurità.
Quando Paolo VI disse: "Il fumo dell'Inferno è entrato nella Chiesa" che voleva dire ? Il contagio di Satana è entrato nella Chiesa. Il contagio di Satana è la superbia, I'orgoglio.
Ripeto: Satana nella sua folle, disperata illusione si propone come obiettivo principale di cancellare Me, Verbo Eterno di Dio, dalla faccia della terra e naturalmente con Me, la mia Chiesa uscita dal mio Cuore aperto. Vorrebbe annientare il Mistero dell'Incarnazione, ragione e causa della liberazione dell'umanità dalla sua tirannia.
Con la caduta di Adamo ed Eva pensava di avere sconfitto Dio, di avere per sempre assicurato un completo dominio sui figli della colpa; era convinto di avere con l'inganno e con l'astuzia strappato a Dio Creatore le sue creature assoggettandole al suo incontrastato dominio nel tempo e nell'eternità. (p.179)
Ma Dio è Amore e, con unanime concorso della Trinità divina, fu decretato il Mistero della Salvezza: da qui l'implacabile odio di Satana verso Dio e verso l'uomo.

LA VITTORIA IN PUGNO

Attualmente Satana, essendo esso tenebre, non ha la giusta visione delle cose; è convinto di avere la vittoria in pugno. Perciò non senza drammatiche e orribili convulsioni mollerà la sua preda l'umanità contagiata dal suo male che è la superbia e la presunzione.
Questa guerra avrà il suo epilogo alla fine dei tempi. Ma la guerra, dicevo, è una catena di battaglie. La battaglia ora in atto è la più grande, dopo quella combattuta da S. Michele e dalle sue schiere contro le potenze ribelli.
Molte, grandi battaglie si sono combattute nei secoli, ma nessuna di esse è paragonabile alla presente nella quale sono coinvolte nazioni e popoli di tutto il mondo.
I figli della mia predilezione saranno più degli altri presi di mira e fatti bersaglio di una feroce persecuzione, ma essi di nulla debbono temere, nell'ora della prova Io sarò in loro.
Io, che sono la Sapienza, la Misericordia, l'Amore ma anche l'Onnipotenza saprò piegare le oscure manovre ed il folle orgoglio di Satana e delle (p.180) sue legioni in un trionfo della mia Chiesa purificata.
Guai a coloro, figlio mio, che si rifiutano di vedere! Basta un atto di sincera umiltà per permettere alla Luce di filtrare nei loro animi.
Stolti ed insensati se si ostinano a resistere all'Amore che li vuole salvi. Non sanno e non pensano a ciò che rinunciano? Non sanno e non pensano a quello a cui vanno incontro? Ecco, figlio mio, come molto buio si è fatto nella mia Chiesa.
La terra è luogo di esilio, l'Umanità intera è in marcia verso l'Eternità.
 
IL MATERIALISMO

Il materialismo, incarnato da Satana, negando e sostituendosi a Dio pretende di dare agli uomini un paradiso qui sulla terra, una felicità che essa non possiede e che quindi non può dare.
Tragica menzogna, astuto tranello al quale molti cristiani e sacerdoti e perfino Vescovi si sono aggrappati in nome del progresso, dimenticando il fine della Creazione e della Redenzione.
Ecco perché non si parla più dei Novissimi, del vero nemico dell'uomo, del peccato con Cui l'opera di Satana si identifica. Di questo sono responsabili non pochi Vescovi, moltissimi Sacerdoti.
La quasi totalità dei cristiani si sono lasciati (p.181) sedurre deviando dalla retta via. Ogni singolo uomo è intanto in marcia verso l'Eternità, o di gaudio eterno o di dannazione eterna.
L'uomo, preda di Satana, è al centro di una Furibonda lotta da Satana scatenata per ristrapparlo a Dio che, con un provvidenziale disegno, ha mandato sulla terra il suo Verbo fatto Carne per liberare l'uomo e così ridargli la primitiva grandezza, dignità e libertà.
A chi spetta guidare l'uomo nel suo cammino e pellegrinaggio terreno ?
Alla mia Chiesa.
Ma nella mia Chiesa il Principe delle tenebre ha portato paurosamente il suo contagio: superbia e orgoglio, oscurando le menti e indurendo i cuori.

LA CHIESA È MIA

Ma la Chiesa, figlio, è mia! Essa è uscita dal mio Cuore misericordioso e aperto. Io voglio la mia Chiesa: una e santa, pura e splendente della mia Dottrina e non divisa dagli eretici in perenne contrasto tra di loro. E così sarà dopo la purificazione vicina. Io ho trionfato, come già ti dissi, nella sofferenza e nel dolore e così pure sarà per la mia Chiesa.
Ho conosciuto ore di tenebre, ho conosciuto (p.182) ho conosciuto violenze e umiliazioni di ogni genere. Io pure ho gridato: "Padre, Padre mio, perché mi hai abbandonato?". Questo grido lo innalzeranno al Cielo molti miei figli nel colmo della loro passione. Ma può Dio, che è Amore, abbandonare i suoi figli che li ha amati e li ama dall'eternità. La donna nel parto geme, ma poi gioisce perché ha dato alla luce un figlio. E' tempo che il grano gettato nel seno della terra marcisca, per poi dare molto frutto. E' prossima l'ora in cui la mia Chiesa gemerà nella feroce ed inaudita persecuzione per poter rinascere Una, Pura, Santa ed Immacolata. Sarà la madre dei popoli che si raccoglieranno sotto le sue ali e nella pace e nella giustizia, sarà maestra e guida sicura per tutti gli uomini di buona volontà.
Ecco perché ti dico: urge fare presto Voglio che Vescovi e Sacerdoti si preparino nell'umiltà e nella penitenza nella preghiera che deve essere unanime. Non abbiano a dimenticare che alla mia Passione seguì la mia Risurrezione.

Ti benedico, figlio mio. (p.183)

15 novembre 1975

SONO UOMO PECCATORE

Ti credo, o Gesù mio, Uno con il Padre e con lo Spirito Santo nella Unità di natura, di essenza e di volontà e nella Trinità di persona.
Gesù, donami una corrispondenza sensibilissima e immediata, generosa, coraggiosa e perseverante.
Gesù, prendimi per mano e trascinami dove come e quando vuoi Tu. Sii in me fermento di trasformazione soprannaturale, di purificazione, giorno e notte ma specialmente nella Santa Messa.
Gesù mio, accettami come sono per rendermi come Tu vorresti che io fossi ! Insegnami le tue vie e conducimi per esse.
Gesù, sii Tu a dirigere i miei passi nella attuazione della tua volontà.
Svelami, o Signore, i tuoi pensieri e i tuoi desideri, ed aiutami a tradurli nella vita di ogni giorno.
Sii Tu, o Gesù, in me a credere e a sperare, ad amare e confidare; sii Tu in me a tacere e accettare, a soffrire e offrire. Sii Tu a pregare e adorare, a parlare, a vivere in me.
Gesù mio, aumentami senza limiti la fede, la (p.184) speranza, la carità; accresci senza confini la sapienza, la giustizia e la fortezza, la pietà, il timor di Dio e la temperanza.
Gesù, donami senza misura la fiducia e la confidenza, l'umiltà e il pentimento, l'abbandono e lo spirito di mortificazione e di obbedienza, di povertà e la purezza.
Rivivi in me, o Gesù, la tua pazienza e mansuetudine, la tua mitezza.
Gesù mio, abbi pietà di me: sono uomo peccatore.

Don S.

 
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