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I disastri sociali e individuali della cultura atea e omosessualista PDF Stampa E-mail

I disastri sociali e individuali della cultura atea e omosessualistaDal sito dell’UAAR cioè dall’associazione degli ateisti italiani apprendo che un certo frate cappuccino irlandese  è stato invitato dalla Congregazione per la Dottrina della Fede a non pubblicare più suoi articoli a favore dell’omosessualità in quanto è palesemente evidente che essi sono contro la Bibbia e la morale cristiana. Ovviamente il frate, fino a poco prima un illustre sconosciuto, è presentato dagli ateisti come un illuminato ed un sacerdote veramente profetico mentre noialtri, fedeli al magistero millenario della Chiesa, ovviamente saremmo degli oscurantisti retrogradi. E’ interessante sottolineare come il sito UARR spesso pubblichi notizie a favore della lobby omosessualista ma non c’è da meravigliarsi perché l’ateismo e l’omosessualità vanno a braccetto perché entrambi fenomeni illogici e patologici contro natura….   Una delle aberrazioni sessuali contemporanee più comuni purtroppo è l’omosessualità (lesbismo nel caso delle donne). Diversi documenti di congregazioni ...

... , vaticane sulla problematica omosessuale sottolineano i disastri della cosiddetta cultura “ gay”. Il termine è oggi molto politicizzato e non indica semplicemente una persona con un orientamento omosessuale, bensì che essa adotta pubblicamente uno “stile di vita” omosessuale e che è impegnata per farlo accettare come pienamente legittimo dalla società. La giusta lotta contro offese e discriminazioni, che violano i diritti basilari della persona, non può essere confusa con questa rivendicazione. Si va infatti delineando un progetto sistematico di giustificazione sociale ed esaltazione pubblica dell’omosessualità, che parte dal tentativo di una piena accettazione nella mentalità sociale e mira, attraverso una pressione crescente, ad un cambiamento delle legislazioni, affinché le unioni omosessuali possano godere degli stessi diritti del matrimonio, fino addirittura a quello dell’adozione.

Se va promosso nella società il rispetto di ogni persona, anche quando privatamente si comporti secondo criteri morali discutibili, e se non si deve pretendere che la legge civile imponga valori morali nell’ambito della vita privata, nondimeno lo Stato non può rinunciare a riconoscere come parte essenziale del bene comune la promozione e la difesa della famiglia, fondata sul matrimonio eterosessuale monogamico. Uno Stato che rinunciasse a questa sua ragion d’essere primaria finirebbe col privarsi di quel tessuto sociale sano, aperto generosamente alla vita e all’educazione adeguata delle nuove generazioni, che rende possibile non solo una convivenza armoniosa, ma il proseguimento stesso della civiltà umana. Segno preoccupante di come la mentalità omosessualista penetri sempre di più in Italia è stato quando i vari movimenti gay sono stati ricevuti al Quirinale. “ Napolitano il Grande” ha scritto sul proprio sito internet il circolo Mario Mieli, dopo che il Presidente della Repubblica aveva ricevuto il 17 maggio 2010 nella Giornata contro l’omofobia e la transfobia le varie associazioni omosessualiste italiane.

A Mario Mieli, l’ideologo che andava sempre vestito da donna, che è una delle colonne ideologiche di riferimento del mondo culturale gay italiano, coprofago, che cioè ingoiava i propri ed altrui escrementi, in genere quelli del proprio cane… che esaltava l’iniziazione sessuale dei bambini da parte degli adulti, morto suicida a 31 anni nel 1983, è dedicato il circolo storico del movimento omosessualista nostrano. La cosa che più rende perplessi della cerimonia svoltasi al Quirinale è il discorso del ministro per le Pari Opportunità del governo Berlusconi IV, la salernitana Mara Carfagna, che chiede scusa all’associazionismo omosessualista per non averlo capito fin dall’inizio.

Al suo fianco l’onorevole Paola Concia, già presidente dell’Arcilesbica, che ha la lacrimuccia facile e  si commuove e commenta: “ Lei mi ha sempre ascoltato”. Entrambe farebbero bene a studiare la Bibbia, il Catechismo della Chiesa Cattolica, la filosofia morale specialmente per quanto riguarda il concetto di legge naturale, l’antropologia, la psicologia, ecc ecc … Come anche è vergognoso che un vecchio comunista come Napolitano si presti a tali giochetti… Ma dal veterocomunista Napolitano dopo il caso di Eluana Englaro  , il sottoscritto non si aspetta nulla di buono!   

Che l’omosessualità  sia diffusa oppure sia un fatto eccezionale, dipende anche  in larga misura dalla cultura corrente dominante. In una cultura in profonda decadenza come la nostra occidentale dove grandi masse di persone sono atee o indifferenti a Dio e hanno girato le spalle al grande patrimonio di valori del Cristianesimo ed  in cui il sesso è uno dei tanti articoli di consumo dei vari porno o sexy shoop  e in cui la sperimentazione incontrollata nel campo del sesso è una tendenza diffusa, vi sarà certamente un’alta percentuale di omosessualità, ma essa non è innata ma creata artificiosamente da un certo tipo di ideologia anticristiana e quindi in definitiva antiumana.

Il Santo Padre Benedetto XVI il 12 febbraio 2007 nel discorso al XVI congresso internazionale sul diritto naturale promosso dalla Pontificia università lateranense dichiarò che “ nessuna legge fatta dagli uomini può sovvertire la norma scritta dal Creatore, senza che la società venga drammaticamente ferita in ciò che costituisce il suo stesso fondamento basilare”. I medici, gli educatori e i consiglieri spirituali  devono distinguere con cura tra un’inclinazione omosessuale  profondamente radicata e un’esperienza omosessuale occasionale. Inoltre esiste tanta gente che esercita la prostituzione omosessuale, senza essere affetta da omosessualità. In certi ambienti e subculture si registra una diffusa ansietà fobica tra gente che teme di essere omosessuale. Spesso l’apprensione viene scatenata da un’osservazione imprudente di un amico o di un parente.

La fobia di essere omosessuale può effettivamente portare a un collasso mentale o a una pseudo omosessualità che in realtà è inesistente. Persone che sentono una forte esclusiva inclinazione erotica verso soggetti del proprio sesso, ma non indulgono all’attività omosessuale o lesbica, non devono ritenersi né vanno etichettati come omosessuali; in questo caso è meglio parlare di “omofilia”. E’ un grande  successo se si riesce a mantenere tali tendenze erotiche al livello di un’amicizia genuina, scevra da comportamenti sessuali indecenti. Coloro che sono ambivalenti quanto alle inclinazioni erotiche, coloro cioè che si sentono attratti da soggetti dell’altro sesso ma anche da soggetti del proprio sesso, trovano più facile sviluppare un comportamento chiaramente eterosessuale. Un felice matrimonio correggerà quasi sempre la loro situazione.

Non di rado le tendenze omosessuali sono combinate o collegate con altre psicopatologie. In casi simili la terapia deve mirare alle cause più profonde. La crescita personale può condurre a un nuovo equilibrio tra le componenti dinamiche della personalità, ivi inclusa la dimensione sessuale. Non possiamo escludere che in qualche caso l’omosessualità abbia una base ereditaria, e allora essa sarebbe irreversibile. Ma la maggior parte degli studi concorda nell’affermare che la stragrande maggioranza dei problemi omosessuali sono causati o almeno aggravati da modelli di comportamento errati che si riscontrano nell’ambiente familiare o nell’ambiente sociale immediato.

Quando un figlio o una figlia passano attraverso la triste esperienza di vedere che il padre e la madre costituiscono l’uno per l’altra una minaccia e per di più vengono continuamente messi in guardia contro l’altro sesso, quasi esso fosse una minaccia o un pericolo, non c’è da stupirsi se in loro si svilupperà un’inclinazione omosessuale come inconscio atteggiamento di autodifesa. Oggi vi sono molti omosessuali e lesbiche che vogliono essere quel che sono e si confermano gli uni gli altri in questa posizione. E’ il cosiddetto “ orgoglio gay”  In seguito molti rimpiangeranno d’aver agito così, quando si vedranno privati del matrimonio, della famiglia e di amicizie durature.

E’ convinzione di molti psicoterapeuti  che nella maggior parte dei casi gli omosessuali relativamente giovani (non ancora trentenni) possono guarire, se trovano uno psicoterapeuta serio e competente e sono fortemente motivati. Purtroppo oggi molti psicologi che curano persone con problematiche di omosessualità devono farlo quasi di nascosto perché la cultura omosessualista con un colpo di mano  ha fatto radiare l’omosessualità come malattia dai manuali di psicopatologia esponendo alla gogna mediatica gli psicoterapeuti che invece vogliono curare i gay. 

Si può sperare che la terapia sessuale continuerà nei suoi sforzi ed otterrà maggiori successi come è accaduto per la terapia elaborata dallo psicologo americano Nicolosi. Si dovrebbe fare molto di più a livello della terapia individuale, e di più ancora in termini di profilassi, occupandosi delle cause e delle complicazioni socio patologiche.

Don Marcello Stanzione

 
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