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Iconografia degli Angeli "Militari" PDF Stampa E-mail

Iconografia degli Angeli "Militari"Quest’anno il tema della V edizione del Meeting angelologico che si terrà a Campagna (Sa) il 1 e 2 giugno 2009 sarà: “ Gli angeli, i militari e le forze dell’ordine”. Il rapporto tra Angeli, soldati e poliziotti viene sottilmente usato dall'iconografia che spesso rappresenta gli Angeli in vesti militari. I primi angeli armati citati dalle Sacre scritture sono i cherubini, messi di guardia a oriente del giardino dell’eden dopo la cacciata di Adamo e Eva: la descrizione è molto scarna, ma si parla di una “spada dalla fiamma sfolgorante”, che indubbiamente indica un’arma. Certamente le armi non sono i primi attributi iconografici per le creature angeliche, tuttavia la definizione, che spesso ritorna, di esercito del Signore ha portato a intenderli secondo una gerarchia anche militare e a rappresentarli come soldati armati. Nella suddivisione dei nove cori angelici, nella seconda terna, le Dominazioni possono avere una spada che però è alternata a uno scettro, così come l’elmo ...

... può essere sostituito da una corona; nella terza terna, gli angeli che hanno un ruolo di comando e di guida sono i principati, che normalmente sono rappresentati armati in alternativa all’abbigliamento diagonale. Dopo i principati sono gli arcangeli che lottano contro il demonio (in riferimento all’Apocalisse) che possono essere rappresentati come soldati, in particolare Michele, citato come capo dell’esercito del cielo. Quindi parlare di Angeli con abbigliamento da soldati significa in genere riferirsi agli ordini dei Principati, delle Potestà, delle Virtù e soprattutto all'Arcangelo Michele, il Condottiero delle milizie celesti ed infatti il San Michele realizzato in mosaico al lato dell'Abside di Santa Apollinare in Classe a Ravenna è rivestito dalla clamide che serve per indicare l'appartenenza dell'arcangelo al culto militare. In genere San Michele è vestito secondo due modelli: alla maniera militare romana oppure che indossa l'armatura quattrocentesca vera e propria. Al primo modello che raffigura San Michele in lorica e calzari si rifanno i grandi modelli rinascimentali, come quello di Raffaello dipinto per Francesco I nel 1518 ed oggi esposto al Louvre di Parigi, a quello famosissimo di Guido Reni, nella chiesa di Santa Maria della Conciliazione a Roma o quello del Cavalier d'Arpino, oggi al museo di Capodimonte a Napoli. Fin dal Medioevo si diffuse un rapporto di parentela spirituale tra gli angeli (la militia celeste), i monaci contemplativi (i Miles Christi) ed i cavalli e i militari (i Miles Saeculi). Lungo i secoli, ufficiali e soldati, specialmente in tempi di guerra, si sono affidati al patrocinio degli angeli, in modo particolare San Michele. La Sacra Scrittura ci presenta il condottiero militare Maccabeo, cui; mentre si trovava in battaglia contro i nemici del popolo eletto, apparvero cinque uomini a cavallo discendenti dal cielo, che si misero tra gli Israeliti.

Due di questi Angeli presero Maccabeo tra di loro e proteggendolo da ogni lato con le loro corazze lo resero invulnerabile, nel mentre lanciavano dardi infuocati contro gli avversari (2 Mac. 10,293). Sempre nel secondo libro dei Maccabei al capitolo terzo viene presentata la vicenda di Eliodoro cacciato dal tempio dagli angeli di Dio. Il personaggio in questione è un primo ministro del regno oppressore di Siria. Il suo nome è Eliodoro, in greco “dono del dio Sole”; egli era stato compagno d’infanzia del re che ora serve, Seleuco IV, il quale essendo in difficoltà finanziaria a causa di un pesante debito pubblico contratto con i romani, l’aveva inviato a Gerusalemme per sequestrare il tesoro del Tempio. Eliodoro, favorito da un traditore, un alto funzionario del tempio di nome Simone, procede alla confisca, mentre in città si freme e si prega contro questo atto sacrilego. Il ministro, frattanto, si reca davanti alla sala del tesoro per la confisca. Ma, all’improvviso, ecco apparirgli un misterioso cavaliere che monta un possente destriero e che è preceduto da due giovani. Si tratta di una delle frequenti apparizioni angeliche che costellano i libri dei Maccabei e che incarnano la presenza divina accanto al popolo ebraico oppresso. I due giovani, quindi rappresentano i messaggeri angelici che scortano il Signore della storia.

Questi due spiriti celesti si mettono a flagellare con nerbate Eliodoro, lo scaraventano a terra, lo accecano con la luce che da essi emana, così da costringerlo a essere trasportato in lettiga fuori dal tempio. Di fronte a questa epifania trascendente, la scorta del ministro si rivolge al sommo sacerdote ebraico Onia III perché impetri la guarigione del loro padrone. Proprio mentre il sacerdote sta supplicando Dio, i due giovani angeli si ripresentano davanti a Eliodoro invitandolo a ringraziare il Signore e a proclamare al mondo la salvezza ottenuta dal dio di Israele. Ed è proprio questo che farà il ministro, appena guarito, suggerendo anche al re Seleuco IV di non inviare un’altra missione a Gerusalemme.

La scena di Eliodoro diverrà celebre nella storia dell’arte soprattutto con l’affresco che Raffaello eseguirà nel 1512 nelle Stanze Vaticane, interpretando l’evento come il trionfo della Chiesa, grazie all’intervento degli angeli, sui suoi avversari( tra la folla che assiste alla scena c’è anche il papa Giulio II in sedia gestatoria). San Paolo definisce la vita del credente su questa terra come una "militia", cioè un combattimento contro i nemici, che sono le potenze delle tenebre, per cui ogni cristiano autentico è un soldato dell'esercito di Cristo e può rivolgersi al Principe delle milizie celesti sia con l'antica preghiera di papa Leone XIII (che si recitava. dopo la Santa Messa): "San Michele Arcangelo difendici, nella lotta sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del demonio.

Supplichevoli preghiamo che Dio lo domini e Tu Capo della Milizia Celeste, con il potere che ti viene da Dio incatena nell'inferno satana e gli altri spiriti maligni che si aggirano per il mondo per prendere le anime. Amen”. Oppure può recitare la breve preghiera a san Michele, che riassume in una felice sintesi, i valori umani e spirituali che la devozione di ogni poliziotto chiede al suo patrono: “ San Michele Arcangelo nostro celeste Patrono, che hai vinto gli spiriti ribelli -nemici della verità e della Giustizia- rendi forti e generosi, nella reverenza e nell’adesione alla legge del Signore, quanti la Patria ha chiamato ad assicurare tra i suoi cittadini concordia, onestà e pace affinché – nel rispetto di ogni legge- sia alimentato lo spirito di umana fraternità. Per questo, imploriamo dal tuo patrocinio rettitudine alle nostre menti, vigore ai nostri voleri, onestà ai nostri affetti per la serenità delle nostre case e per la dignità della nostra terra. Amen.”

di Don Marcello Stanzione

 
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