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ICONOGRAFIA DI ANGELI CON SACERDOTI MORENTI Di Antonio Adinolfi PDF Stampa E-mail
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venerdì 01 settembre 2017
ICONOGRAFIA DI ANGELI CON SACERDOTILegate alle opere che raffigurano angeli presenti alla morte di santi sacerdoti sono indubbiamente quelle che raffigurano santi sacerdoti con angeli che li accompagnano nella gloria del cielo.
Sappiamo che una Gloria di S.Gaetano da Thiene  fu affrescata nel 1730 da Mattia Bortoloni (1695 – 1750) sul soffitto della Chiesa di san Nicola da Tolentino a Venezia ma noi vogliamo ricordare qui la tela che tratta lo stesso soggetto che ha per autore  Francesco Solimena, tela che è nella Chiesa san Gaetano a Vicenza. Figlio d’arte, maestro di Sebastiano Conca,  Francesco Solimena ha lasciato qualche sua opera pure nella chiesa di s. Giorgio e nella cattedrale della mia città, Salerno.
Ad Ercole Procaccino abbiamo visto attribuita la Gloria del sacerdote S.Andrea Avellino nella chiesa di S.Antonio Abate a Milano. A Brindisi nella chiesa di  Santa Maria degli Angeli il leccese Oronzo Tiso (1729- 1780) pose nel  1783 una sua tela in cui si vedono angioletti che portano in gloria il cappuccino Lorenzo da Brindisi. ...
 
La eseguì in occasione della beatificazione di questo frate sacerdote avvenuta in quell’anno.  Nel 1729 il veneziano G.B. Piazzetta (1683-1754) aveva raffigurato in una tela che è  nella chiesa di S. Vitale a  Venezia S. Gaetano da Thiene in gloria con il santo francescano Antonio di Padova  insieme a un grande Angelo Custode. Che sia un Angelo Custode quello della tela del Piazzetta lo rivela senz’ombra di dubbio il fatto che con una mano protegge un bambino che ha i piedi su un terreno pericoloso  e lo sta supplicando a mani giunte. Due testoline di cherubini osservano quest’Angelo, scalzo ma con la veste molto panneggiata. Perché insieme a S. Gaetano e a quest’ Angelo c’è S. Antonio?  Perché è un santo veneto Antonio come Gaetano. In verità Antonio era portoghese di nascita ma, morto e sepolto a Padova, è stato sempre sentito dai veneti come un loro santo. S. Gaetano invece che veneto lo era davvero, morto e sepolto a Napoli  è stato sempre sentito dai napoletani come un loro santo.  Lo studioso Marco Bussagli a pag. 316 del suo stupendo libro Angeli ( ed. Electa Mondadori, Milano, 2006) ricco di immagini di angeli dipinte da vari artisti, commentando questa tela dice  che in essa il Piazzetta ha voluto manifestare la sua adesione a ciò che il teologo spagnolo F.Suarez aveva scritto nel suo libro De Angelis pochi anni prima a proposito dei compiti dell’Angelo custode. E cioè che egli non è solo il protettore dei bimbi in pericolo ma anche il raccoglitore e conduttore delle preghiere umane (simboleggiate dai due sacerdoti perché compito dei sacerdoti  è  anche pregare per gli uomini e a nome degli uomini) al cospetto dell’ Altissimo.  Il suo braccio destro teso in aria indicherebbe sopra le teste dei due santi preti starebbe a significare questa raccolta.
Recentemente ci siamo imbattuti in Internet nel sito www.tlfcanada.org/prayer_partnership.html) in un dipinto di S.Pio da Pietralcina  in cui si vede questo santo sacerdote cappuccino contemplare in cielo la Madonna delle Grazie e il S.Cuore di Gesù, due figure durante la sua vita a lui molto care. Dietro di lui due file parallele di tre giovani angeli lo accompagnano nell’adorazione.
Il 17 settembre 2006 nella cattedrale di Brescia veniva beatificato Monsignor Mosè Tovini ( 1877–1930),  sacerdote diocesano. Finalmente un sacerdote diocesano. In occasione della sua beatificazione fu esposto alla venerazione dei fedeli nella cattedrale un quadro in cui questo prete ha alle sue spalle Cristo e la Vergine. Dietro questi due sacri personaggi si intravedono tre angeli che davanti alla basilica di S.Pietro suonano una tromba che annuncia al mondo la grandezza spirituale di monsignor Tovini.

Riguardo a quest’ultimo tipo di opere non si può non menzionare  subito il dipinto del Pinturicchio (1454 - 1513) realizzato alla fine del Quattrocento nella Cappella Bufalini della Chiesa dell’ Ara Coeli a Roma. Nel dipinto c’è S.Bernardino da Siena ( ricordiamo che il vero nome del Pinturicchio era Bernardino) che ha alla sua destra S.Luigi di Tolosa ed alla sua sinistra S. Antonio di Padova. Due Angeli reggono in alto sul capo di S. Bernardino una corona. Una tela secentesca di anonimo autore ci mostra il sacerdote S.Giovanni Ogilvie assorto al cielo mentre un angelo con una mano gli regge una  corona  sul capo e con l’altra sta per porgergli la palma del martirio.  Giovanni Ogilvie nacque nel 1579 in Scozia da nobili calvinisti ma volle convertirsi giovanissimo alla fede cattolica. Non solo, ma volle farsi prete e così il 5 novembre 1599 entrò nella Compagnia di Gesu' e nel 1610, a Parigi, fu ordinato sacerdote. Tornato in Scozia fu imprigionato dai protestanti  e sottoposto ad atroci tormenti finchè il 10 marzo 1615 subì il martirio, per il fatto soprattutto che fino all'ultimo tenacemente affermò il primato del Romano Pontefice nelle cose spirituali. Da Paolo VI nel 1976 e' stato dichiarato santo.
Ultimo aggiornamento ( venerdì 01 settembre 2017 )
 
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