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Benedetto XVI, cronaca della visita alla Caritas (14.02.2010) PDF Stampa E-mail

Benedetto XVI, cronaca della visita alla Caritas (14.02.2010)Benedetto XVI, visitando la Caritas di Roma, fa un appello perché tutti, anche e soprattutto i responsabili delle pubbliche amministrazioni, si impegnino “per la costruzione di un futuro migliore per l’uomo”, chiede che la politica “riscopra la carità” e non fa mancare il sostegno ai poveri e agli emarginati: “La Chiesa vi ama profondamente e non vi abbandona, perché riconosce nel volto di ciascuno di voi quello di Gesù”. La visita alla Centro Caritas della Stazione Termini di Roma è stata pensata e definita in occasione dell’Anno Europeo della Lotta alla Povertà e all’Esclusione Sociale. Benedetto XVI ha subito accolto la proposta fattagli dal cardinal Vallini, suo vicario nella diocesi di Roma. Entrambi colgono l’occasione per fare un appello alla politica. Dice il cardinal Vallini: “La Chiesa incoraggia le istituzioni perché lo stato sociale non subisca ingiusti dimensionamenti e le fasce più deboli della popolazione non siano mortificate”. E Benedetto XVI esorta “non solo i cattolici, ... 

... ma ogni uomo di buona volontà, in particolare quanti hanno responsabilità nella pubblica amministrazione e nelle diverse istituzioni, ad impegnarsi nella costruzione di un futuro degno dell'uomo, riscoprendo nella carità la forza propulsiva per un autentico sviluppo e per la realizzazione di una società più giusta e fraterna”. Benedetto XVI chiede poi a politici e istituzioni di riscoprire “la forza della carità”, soprattutto “in un mondo dove sembra prevalere la logica del profitto e la ricerca del proprio interesse”, al fine di  “promuovere una pacifica convivenza che aiuti gli uomini a riconoscersi membri dell’unica famiglia umana”.

All’appello del Papa risponde, praticamente in diretta, il sindaco di Roma  Gianni Alemanno, che rinnova l’impegno di Roma di “rimanere fedele ai valori dell’accoglienza”. E il ministro del Welfare Sacconi commenta così le paroel del Papa: “Ancora una volta Benedetto XVI ha indicato non solo ai credenti la via che conduce, soprattutto in un tempo di straordinarie incertezze, alle forme più compiute di sviluppo. La sollecitazione alla carità umana sarà raccolta domani dal Governo con l'annuncio di una Campagna nazionale per il dono contro la solitudine e la povertà in occasione dell'inaugurazione in Italia, a Milano, dell'Anno europeo dedicato a questi temi”. “La Campagna per il dono – aggiunge Sacconi - indicherà le specifiche buone pratiche realizzate nella società italiana che nel corso del 2010 potranno essere sviluppate e diffuse in tutto il Paese”.

È una visita breve, quella di Benedetto XVI. Ma, in circa un’ora, ha il tempo di informarsi su tutto il lavoro che fa l’Ostello Di Liegro di Roma, soffermandosi in particolare sui libri del Centro Studi, che documentano le ricerche fatte dalla Caritas sull’esclusione sociale. Parla con tutti, in particolare con i volontari, ai quali va il suo elogio. “Il vostro è un lavoro difficile”, dice. E, poco dopo, sostiene che “senza volontari non si può fare nulla”.

L’attenzione per i poveri è centrale per la Chiesa, e l’enciclica sociale Caritas in Veritate contiene un lungo capitoli che riguarda la povertà. La Chiesa, dice il Papa, “con il suo servizio a favore dei poveri, è dunque impegnata ad annunciare a tutti la verità sull'uomo, che è amato da Dio, creato a sua immagine, redento da Cristo e chiamato alla comunione eterna con Lui”.

"Tante persone – ricorda il Papa - hanno potuto così riscoprire, e tuttora riscoprono, la propria dignità, smarrita a volte per tragici eventi, e ritrovano fiducia in se stessi e speranza nell'avvenire".

Il Vangelo non fa politica, dice il Papa all’Angelus, ricorda il centro Di Liegro della Caritas appena visitato. Ma, al termine della celebrazione della Messa seguita alla visita, senza dare alcuna indicazione di voto, il cardinal Vallini sostiene con forza: “Noi cattolici non potremo mai dare il voto a chi non si impegna nel rispetto della vita umana dal suo concepimento alla morte naturale”.

Andrea Gagliarducci

 
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