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JOSEPH SMITH E GLI ANGELI PDF Stampa E-mail

JOSEPH SMITH E GLI ANGELIUna storica apparizione dell’Angelo l’abbiamo in America del Nord il 21 settembre 1823 nella camera da letto di Joseph Smith ( 1805-1844), fondatore di un nuovo gruppo religioso poi meglio noto come movimento mormone o Chiesa dei Santi degli ultimi giorni. Ascoltiamo la testimonianza di Joseph Smith. Mentre stavo invocando Iddio, scopersi una luce che appariva nella mia camera, un bagliore che continuò ad aumentare finché la camera fu più illuminata che a mezzogiorno ed immediatamente apparve un personaggio al mio capezzale. Stava ritto a mezz’aria, poiché i suoi piedi non toccavano terra. Egli aveva una veste ampia del più squisito candore,  che oltrepassava ogni altro candore terrestre che abbia mai visto; né credo vi sia alcunché di terrestre che possa apparire così straordinariamente bianco e brillante.  Le sue mani erano nude ed anche le braccia, fin un poco al di sopra dei polsi; i suoi piedi pure erano nudi, e le gambe, fin al di sopra delle caviglie. ... 

... Anche la testa e il collo erano scoperti. Potei constatare che non portava alcun’altra veste, e siccome era aperta, potevo vedere il suo petto. Non solo la sua veste era eccessivamente bianca, ma tutta la sua persona era gloriosa oltre ogni dire, ed il suo aspetto era veramente come il lampo. La camera era straordinariamente illuminata, ma non quanto immediatamente attorno alla sua persona …”.
A questo punto viene dato un messaggio celeste che non riguarda questo contesto, ma che il lettore potrà facilmente leggere in una delle innumerevoli edizioni della “Bibbia di Mormon”.
“Dopo questa comunicazione, vidi la luce della stanza concentrarsi viepiù attorno a colui che mi aveva parlato, e così continuò finché la stanza rimase nell’oscurità, salvo intorno a lui, e d’un tratto vidi come una scia luminosa che si apriva direttamente verso il cielo ed egli vi ascese, fino a che scomparve lentamente e la camera rimase com’era prima che questa luce celeste vi apparisse”.
La cosa interessante secondo noi è costituita dal fatto che, poco dopo, la strana cerimonia si ripete e l’angelo, come fosse una sorta di registrazione, fedelmente recita ciò che era stato già detto prima. Dopo la seconda scomparsa dell’angelo ecco ricominciare il tutto una terza volta. L’angelo usava per filo e per segno le stesse parole, ma ad ogni ripetizione aggiungeva una nuova parte del messaggio fino alla sua conclusione.
Il messaggio dell’angelo riguardava un libro “scritto su lamine d’oro”, che dà un profilo dei precedenti abitanti di questo continente, e delle loro origini”. Ci vollero però quattro anni prima che l’angelo che si chiamava Moroni lo ritenesse degno della missione di tradurre il nuovo libro sacro, che non sarebbe apparso se non nel 1830. In onore di tale angelo i mormoni hanno edificato una grande statua.  La statua dell’angelo Moroni si trova sopra la Collina di Cumorah, quattro miglia a sud di Palmyra, New York, dove Moroni diede a Joseph Smith le lamine dorate dai quali tradusse il Libro dei Mormoni. Montato su una colonna di 25 piedi di granito bianco, la figura di dieci piedi di Moroni punti verso il cielo con la mano destra e tiene una copia dei piatti con la sinistra. Creato dallo scultore norvegese Torleif S. Knaphus, il monumento era stato ufficialmente dedicato dal Presidente della Chiesa Heber J. Grant il 21 Luglio 1935.
Moroni era l’ultimo in una linea di profeti nell’Emisfero Occidentale la cui storia è scritta nel libro di Mormon. I Santi degli Ultimi Giorni credono a Giovanni quando scrive :” Poi vidi un altro angelo che volava in mezzo al cielo, recante il vangelo eterno per annunziarlo a quelli che abitano sulla terra, a ogni nazione, tribù, lingua e popolo.” (Apocalisse 14,6) come riferito a tale angelo Moroni. Essendo lo stesso libro dei mormoni un’opera di origine angelica, la denominazione religiosa è di necessità profondamente coinvolta nell’angelologia. Che si prenda la visione come una rivelazione divina ricevuta da Smith, oppure come un prodotto del suo indiscutibile genio religioso, la dottrina mormonica degli angeli è di straordinario interesse, sia per la sua forza intrinseca sia per la luce che riversa sull’anelito americano per le realtà angeliche. Le fonti principali, al riguardo , sono un utile volume del 1975 , Angels (Angeli), di Oscar W. McConkie, e le ricerche condotte da D. B. Timmins, un diplomatico e studioso mormone. Timmins precisa che Smith suddivideva gli angeli in tre classi:
1.     Spiriti premortali inviati sulla terra con messaggi per i veri credenti; questi spiriti sarebbero nati come esseri umani.

2.    “Uomini giusti resi perfetti”: i virtuosi che hanno vissuto e sono morti sulla terra, e che sono inviati a compiere missioni che gli spiriti premortali non avrebbero avuto l’esperienza per comprende erre. Questi giusti vengono divisi in due sottogruppi: quelli non ancora risuscitato, e quelli con un corpo consustanziale risorto fatto di carne e ossa (ma non di sangue, che è puramente mortale).

3.    Lucifero e le sue schiere, che (come in san Paolo) sono travestiti da “angeli della luce”.

Moroni apparteneva evidentemente al secondo sottogruppo della seconda classe, un essere risorto. Tutti i quattro tipi di angeli hanno le stesse sembianze. Secondo l’accademico americano di origini ebraiche Harold Bloom l’apparizione di Moroni a Smith  ricorda quella di Gabriele nel Libro di Daniele, ed è analoga a quella di Gabriele al profeta Maometto. Proprio come questi è “il sigillo dei profeti” il messaggero finale per l’Islam, così Smith lo è per i mormoni conosciuti pure come i Santi dell’ultimo giorno. Ma mentre Maometto resta tale per i musulmani, il mormonismo è una dottrina più radicale, e senza dubbio il suo profeta è ormai un angelo risorto, un altro Uomo – Dio, che opera per il benessere dei cicca dieci milioni di mormoni in tutto il mondo. Si capisce perché Smith subisse il fascino di Enoch, e finisse per identificarsi con quella creatura straordinaria. Nella fase finale della sua attività Smith studiò evidentemente la cabala e si rese conto che alla stessa stregua del risorto Enoch la sua trasformazione finale sarebbe stata nell’angelo Metatron, il “piccolo Jahvè”, che è anche l’arcangelo Michele e l’Adamo risorto. Sebbene quest’identificazione venga respinta dall’Islam ortodosso per quanto riguarda Maometto, i sufi l’hanno fatta propria, sicché Smith condensa in sé (consapevole o no) le tre grandi tradizioni esoteriche dello gnosticismo cristiano, del sufismo e della cabala.

Don Marcello Stanzione (Ha scritto e pubblicato clicca qui)

 
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