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Il presidente di Cipro in Vaticano PDF Stampa E-mail

Il presidente di Cipro in VaticanoNessuna chiusura all’ingresso della Turchia nell’Unione Europea. Ma, allo stesso tempo, la richiesta forte che la Turchia si adegui alle richieste dell’Unione Europea. Anche per quanto riguarda la questione cipriota. A colloquio con Benedetto XVI prima, e poi con il segretario di Stato cardinal Bertone, il presidente di Cipro Demetris Christofias ha rinsaldato i rapporti già stretti che legano la Santa Sede a Cipro. Due anni fa, il suo predecessore alla presidenza di Cipro portò al Santo Padre le fotografie delle chiese cristiane distrutte dai turchi, suscitando grande scalpore. In quest’ultima visita, il presidente Christofias ha messo sul tavolo non solo la questione di Cipro, ma anche il modo in cui Cipro si vuole posizionare nei confronti dell’Europa. Un posizionamento che passa attraverso la Comunità di Sant’Egidio, e che vuole fare di Cipro un ponte tra l’Unione Europea e l’Africa. Christofias ha spiegato che “non ha posto al Papa la questione delle polemiche ...

... che si sono sollevate durante il suo viaggio in Africa”, e che si è concentrato con il Santo Padre, e poi con Bertone, sulle questioni riguardo le quali la Santa Sede e Cipro lavorano in sinergia. Due su tutte: la piena libertà di culto per tutti i ciprioti e poi la miseria africana, che Benedetto XVI ha più volte sottolineato durante i suoi discorsi in Africa.

“A Cipro – spiega il presidente Christofias – abbiamo una situazione multiculturale: l’80 per cento degli abitanti sono greco ciprioti, il 18 per cento sono turco ciprioti, mentre il restante 2 per cento è costituito da maroniti, arabi e cristiani cattolici”. Spiega che le divergenze con il governo turco riguardano l’obiettivo finale dei negoziati. “Il governo turco punta a formare una confederazione di due Stati con pari diritti. Ma questo contrasta con gli accordi internazionali, e anche la risoluzione Onu, prevedono “una riunificazione del territorio, della società, dell’economia e delle istituzioni di Cipro, nell’ambito di una soluzione federale bi-zonale e bi comunitaria, con eguaglianza politica tra le due comunità”.

Per quanto riguarda l’ingresso della Turchia nell’Unione Europea, spiega Christofias, sia la Santa Sede che Cipro “sostengono la piena adesione della Turchia alla Comunità Europea”, ma allo stesso tempo chiedono che “la Turchia soddisfi in appieno le condizioni poste dalla comunità europea”, anche perché, ricorda, “Cipro fa parte della comunità europea”.

Una soluzione della questione sta molto a cuore a Benedetto XVI: nel territorio turco i cristiani vivono una situazione di pesante difficoltà, e molte chiese dall’impareggiabile valore artistico sono state distrutte o danneggiate. Per questo le relazioni della Santa Sede con Cipro sono molto strette, e in particolare la Comunità di Sant’Egidio ha lavorato perché Cipro prendesse il ruolo di ponte tra le culture, e – attraverso un dialogo tra le religioni – potesse arrivare alla piena unificazione.

Al momento, è aperta anche la possibilità di un viaggio del Papa a Cipro, ma probabilmente ciò avverrà solo quando ci saranno le condizioni diplomatiche appropriate.

di Andrea Gagliarducci

 
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